Il
Ragusa supera l’Amatori Catania 1963 e virtualmente raggiunge la fase Play Off per
la promozione in serie B.
Ciò
che deve accadere, accade. Oggi ci si aspettava una partita equilibrata e
combattuta ma vinta dal Ragusa, e così è stato. L’Amatori Catania 1963 ha giocato
fino in fondo le sue carte, ed è rimasto in partita fino a 7 minuti dalla fine,
poi i padroni di casa hanno messo a segno due mete, spegnendo la speranza degli
etnei di tornare a casa con una vittoria. E per i ragusani, con i quattro punti
conquistati oggi, si aprono, almeno virtualmente perché bisogna comunque ancora
battere Enna e Messina, le porte dei Play Off per la promozione in serie B.
Andiamo
alla cronaca. Parte forte il Ragusa, che per un quarto d’ora chiude gli
avversari nella propria metà campo. La pressione iblea tuttavia rimane sterile,
e i primi punti arrivano solo al 13° quando Peppe Iacono indirizza in mezzo ai
pali una punizione concessa dal signor Buscemi per un fallo catanese sulla
linea dei 22.
(Ecco nella foto Del Moro che s'invola in meta)
Fino
a quel momento i biancorossi etnei si sono visti solo in fase difensiva, al 19°
si portano in attacco e, addirittura, vanno anche in meta. C’è una mischia sui
cinque metri iblei, il pack ragusano conquista l’ovale ma Daniele Gulino
commette un fallo. I catanesi battono veloce e, di forza, Damiano Samperi porta
l’ovale oltre la fatidica linea. Valentino Colaianni non trasforma. 3 a 5.
Il
Ragusa è comunque in palla e non concede molti spazi agli avversari. Al 24°
Peppe Iacono avrebbe l’occasione per riportare avanti la propria squadra ma il
suo calcio, da quasi centrocampo, si stampa sul palo. Il capitano ibleo ci
riprova quattro minuti dopo, la posizione questa volta è più agevole, e
arrivano i tre punti. 6 a 5.
Adesso
sono i padroni di casa a tenere in mano le redini del gioco, anche se gli etnei
si difendono con ordine e ogni tanto si rendono anche loro pericolosi. Lo score
però resta ancorato sul 6-5 fino al 39° cioè fino a quando Marco Marlin va a
schiacciare in meta all’altezza della bandierina di sinistra, al termine di una
bella azione partita da una punizione battuta veloce sulla linea di centrocampo
e che vede protagonisti tutti i trequarti ragusani. Peppe Iacono non centra i
pali. 11 a 5.
A
Palermo il pacchetto di mischia ibleo era stato surclassato, oggi ci si
aspettava che gli otto uomini davanti facessero la voce grossa con i loro
dirimpettai. Così è stato: per tutti gli ottanta minuti i ragusani si sono dimostrati
superiori agli avversari, sia in mischia chiusa che in touche, e la ciliegina
sulla torta è arrivata al 47° con una meta di punizione.
Sul
18 a 5 la partita sembra essere finita, ma le squadre di Totò Trovato non
muoiono mai. Siamo al 67°, i catanesi spingono, Gianluca Sardella supera la
linea di difesa iblea con un calcetto a seguire e, complice un rimbalzo
favorevole, si ritrova l’ovale tra le mani. Andare a tuffarsi al centro dei
pali è la cosa più facile del mondo. Lo stesso giocatore trasforma e sul 18 a
12 la partita sembra riaprirsi.
Ma la
posta in palio è grande, i ragusani sono in gran spolvero e il tifo in tribuna mette
le ali ai giocatori di coach Greco. Al 73° Peppe Iacono con un calcio riporta
la propria squadra a distanza di break, due minuti dopo Cameron Del Moro buca
la difesa etnea, si fa quaranta metri di corsa e va a concludere la sua
galoppata con un tuffo plastico al centro dei pali. Peppe Iacono trasforma e
sul 28 a 12 la partita non ha più nulla da dire.
(Meno Occhipinti)


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