2026/08/19

RUGBY UNIONE ANCONITANA/Lo staff tecnico del club marchigiano.


𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐚 𝐯𝐨𝐢 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐟𝐟 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔/𝟐𝟎𝟐𝟕

Una nuova stagione sta per iniziare, e con lei anche un nuovo staff: volti nuovi e importanti riconferme, pronti a mettersi in gioco per una nuova annata insieme.

Dal Minirugby al Settore Giovanile, passando per la Seniores e il nostro Rugby Femminile, ecco le persone che accompagneranno i nostri atleti e le nostre atlete nella stagione 2026/27.

Competenze, esperienza, passione e soprattutto una visione comune: far crescere il rugby anconetano, dentro e fuori dal campo.

Scorri le foto e scopri tutto il nostro staff tecnico

Benvenuti e buon lavoro!



STAFF TECNICO SENIOR: Matteo Angeletti - Capo allenatore e mischia, Lorenzo Cappuccini - trequarti, Sauro Stacchiotti Team Manager.
STAFF TECNICO UNDER 18: Cristian Lombardi Capo  allenatore, Antonio Scanu e Matteo Angeletti Propedeutico mischia chiusa e  touches.
STAFF TECNICO UNDER 16: Luigi RicciCapo allenatore, Giovanni Martini, Matteo Angeletti Propedeutica mischia chiusa  e touches.
STAFF TECNICO MINIRUGBY: Franco Cimino.
STAFF TECNICO UNDER 14: Giovanni Martini Capo allenatore, Lorenzo Nutricati.
STAFF TECNICO UNDER 12: Giovanni Chiavarini e Dario Gambelli. 
STAFF TECNICO UNDER 10: Enzo Biondi e Giovanni Chiavarini.
STAFF TECNICO UNDER 6: Alessandro Nutricati e Aisosa Aifuwa Precious.
STAFF TECNICO UNDER 6 E PRIME METE: Giovanni Martini, Lorenzo Nutricati, Aisosa Precious e Keissy Montero.
STAFF TECNICO SENIOR: Francesco Pascucci Referente settore. 
STAFF TECNICO SENIOR - FEMMINILE: Federico Zura Puntaroni.
STAFF TECNICO U/14/16/18 FEMMINILE: Federico Zura Puntaroni, Sara Marincioni e Davide Cesaroni. 
















2026/08/18

RUGBY MANTOVA/ Il Parco del Mincio è pronto ad accogliere il Sinclair Rugby Skill Lab.

                                                MANTOVA RUGBY

Mantova diventa sede del Sinclair Rugby Skill Lab 

Una nuova opportunità dedicata alla crescita e alla formazione individuale dei giovani rugbisti arriva al Parco del Mincio.

A partire da settembre, il campo del Mantova Rugby diventerà una delle sedi di Sinclair Rugby Skills & Performance, progetto ideato e guidato dal coach scozzese Greg Sinclair e dedicato allo sviluppo delle skills, della tecnica e dell’intelligenza decisionale del giocatore.

L’attività sarà aperta non soltanto agli atleti biancorossi, ma a ragazzi e ragazze provenienti da qualsiasi società, offrendo così al territorio un’ulteriore possibilità di formazione complementare al lavoro svolto quotidianamente nei rispettivi club. 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐆𝐫𝐞𝐠 𝐒𝐢𝐧𝐜𝐥𝐚𝐢𝐫

Sinclair Rugby Skills & Performance nasce dalla volontà di mettere l’esperienza maturata da Greg nel rugby al servizio delle nuove generazioni, creando un percorso specificamente dedicato al miglioramento individuale.

«Il progetto nasce dalla mia volontà di dedicare più tempo alla formazione dei giovani. Volevo offrire ai ragazzi la possibilità di svolgere un lavoro aggiuntivo sulle skills e sulla tecnica, aiutandoli a investire qualcosa in più sul proprio percorso. Servono voglia, ambizione e disponibilità a lavorare su se stessi».

Il metodo proposto segue un processo articolato in tre fasi: imparare, applicare e performare.

«Ogni giocatore si trova in un punto diverso del proprio percorso. Il nostro compito è capire dove si trova e aiutarlo a progredire. Lavoriamo sulle skills, sulla tecnica e sull’intelligenza decisionale: non soltanto sul cosa e sul come, ma anche sul perché di una determinata scelta. L’obiettivo è aiutare il ragazzo a migliorare e, indirettamente, offrire un valore anche al suo club».

 𝐋𝐚 𝐩𝐚𝐫𝐭𝐧𝐞𝐫𝐬𝐡𝐢𝐩 𝐜𝐨𝐧 𝐢𝐥 𝐌𝐚𝐧𝐭𝐨𝐯𝐚 𝐑𝐮𝐠𝐛𝐲

La collaborazione è nata dal confronto tra Sinclair, il direttore sportivo Filippo Santoro e il direttore tecnico Enrico Corso, trovando nella condivisione della stessa attenzione verso la crescita dei giovani il punto di incontro tra i due progetti.

«Avevo parlato con diversi club, poi ho incontrato Filippo e lo staff del Mantova Rugby e ho conosciuto la loro idea e la loro visione per far crescere il rugby a Mantova. Ho trovato grande disponibilità e soprattutto ho percepito che il mio progetto e quello della società fossero allineati».

La presenza dello Skill Lab al Parco del Mincio rappresenterà inoltre un’occasione di confronto anche per lo staff biancorosso.

«Qualsiasi allenatore del Mantova Rugby che desideri osservare le sessioni o confrontarsi con me sarà il benvenuto. Credo ci siano le condizioni per crescere insieme».

 𝐔𝐧 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐚𝐩𝐞𝐫𝐭𝐨 𝐚𝐥 𝐭𝐞𝐫𝐫𝐢𝐭𝐨𝐫𝐢𝐨

Gli appuntamenti si terranno ogni martedì a partire dal 1° settembre. Il programma stagionale prevede 35 sessioni suddivise in tre blocchi: 15 da settembre a dicembre, 10 da gennaio a marzo e 10 da aprile a giugno.

Le categorie Under 12 e Under 14 maschili e femminili lavoreranno dalle 15 alle 16, mentre il gruppo Under 16 e Under 19 dalle 16.30 alle 17.30, con una programmazione pensata per integrarsi con gli allenamenti serali svolti dai ragazzi nelle rispettive società.

E𝐬𝐩𝐞𝐫𝐢𝐞𝐧𝐳𝐚 𝐚𝐥 𝐬𝐞𝐫𝐯𝐢𝐳𝐢𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐠𝐢𝐨𝐯𝐚𝐧𝐢.

Alla base del progetto c’è il percorso costruito da Sinclair in oltre sedici anni nel rugby italiano, attraverso esperienze di alto livello e un’attività sempre più orientata alla formazione.

Nel corso degli anni Greg ha lavorato con numerosi giovani successivamente entrati nei percorsi delle selezioni nazionali giovanili e del rugby a sette, arricchendo inoltre il proprio bagaglio attraverso esperienze e confronti internazionali, anche in Nuova Zelanda e Giappone.

Da questo percorso nasce la filosofia che accompagna Sinclair Rugby Skills & Performance: «Diventa il campione di te stesso».

«La formazione non riguarda soltanto il giocatore. Significa lavorare anche su rispetto, disciplina, professionalità, ambizione, amicizia e rapporti umani. Senza la volontà dell’atleta è difficile costruire qualcosa: noi siamo lì per lui. Voglio che un ragazzo finisca una sessione con ancora più voglia di continuare, migliorare e andare avanti».

 𝐔𝐧𝐚 𝐜𝐨𝐥𝐥𝐚𝐛𝐨𝐫𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐚𝐥 𝐟𝐮𝐭𝐮𝐫𝐨

Lo Skill Lab rappresenterà il primo passo della collaborazione tra Mantova Rugby e Sinclair Rugby Skills & Performance, con la possibilità di sviluppare in futuro nuove attività e ulteriori occasioni di confronto.

Una nuova opportunità che porta al Parco del Mincio una figura di esperienza e un progetto specialistico, mettendo ancora una volta la crescita dei giovani al centro del percorso.

La gestione delle adesioni e delle attività sarà direttamente a cura di Sinclair Rugby Skills & Performance.

Attraverso questa partnership, il Mantova Rugby mette il Parco del Mincio e le proprie strutture a disposizione di un progetto dedicato alla formazione individuale, offrendo ai propri atleti e ai giovani rugbisti del territorio una nuova possibilità di crescita.

Lo Skill Lab rimarrà un’attività gestita autonomamente da Sinclair Rugby Skills & Performance, con il Mantova Rugby nel ruolo di club partner e sede mantovana del progetto.

Un primo passo che potrà aprire la strada a nuove collaborazioni, mantenendo al centro formazione, competenze e sviluppo dei giovani.


Il Parco del Mincio è pronto ad accogliere il Sinclair Rugby Skill Lab.


(Riccardo Celentano)

 

RUGBY SERIE A ELITE - INTERVISTA/ ROVIGO: Intervista allo Psicologo dello Sport Davide Ghilardi.

Nella mente dei Bersaglieri. 

La preparazione della FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta non è fatta soltanto in campo e in palestra, dalla tecnica e dalla tattica. C’è una componente meno visibile, ma altrettanto importante, che riguarda la capacità di gestire la pressione, reagire a un errore, mantenere la concentrazione e mettere le proprie qualità al servizio della squadra. È qui che entra in gioco la preparazione mentale, un allenamento che accompagna gli atleti rossoblù nel percorso verso la migliore espressione del proprio potenziale.

Ne abbiamo parlato con lo Psicologo dello Sport, Davide Ghilardi, cha aiuta gli atleti della Rugby Rovigo Delta a costruire giorno per giorno la versione migliore di se stessi.

Qual è il ruolo dello Psicologo dello Sport all’interno dello staff della FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta?

“Lo Psicologo dello Sport si occupa di Psicologia della Performance, quindi di prestazione, sviluppo e miglioramento delle risorse mentali dell’atleta. Non interviene solo quando emergono difficoltà o momenti di crisi: il suo ruolo è soprattutto contribuire, insieme allo staff, a costruire durante la stagione un ambiente in cui allenare quelle competenze che permettono all’atleta di esprimere al meglio il proprio potenziale.”

Eppure, quando si parla di allenamento, si pensa ancora soprattutto alla preparazione fisica, tecnica e tattica. Quanto spazio dare alla mente?

“In generale, nel mio lavoro, durante i momenti di formazione che spesso svolgo, quando chiedo ad atleti e allenatori, quanto tempo dedicano ogni settimana alla preparazione tecnica, tattica e fisica, parliamo di diverse ore per ciascuna area. Quando faccio la stessa domanda sulla preparazione mentale, in genere le risposte non sono così chiare.

Questo significa che in generale nello sport moderno esiste ancora un enorme margine di lavoro sulla dimensione mentale, sia individualmente sia come squadra.”

Quali capacità mentali possono essere allenate concretamente?

“La concentrazione, la gestione della pressione, la capacità di recuperare dopo un errore, la comunicazione, la leadership e la fiducia. Tutte competenze che richiedono tempo, continuità e metodo.

Il lavoro può avvenire attraverso colloqui individuali, esercitazioni pratiche, confronti con lo staff e attività di gruppo. Preparazione mentale non significa soltanto parlare di ciò che accade, ma soprattutto creare vere occasioni di allenamento attraverso le quali sviluppare nuove competenze.”

Il suo compito, quindi, non è semplicemente “motivare” gli atleti?

“No. La motivazione è importante, ma da sola non basta. Un atleta può essere estremamente motivato e non avere gli strumenti per gestire la pressione, gli errori o i momenti di difficoltà.

Il vero obiettivo è costruire competenze. Ogni atleta reagisce diversamente: qualcuno interpreta la pressione come una sfida, qualcun altro come una minaccia; qualcuno dimentica immediatamente un errore, mentre qualcun altro continua a pensarci per tutta la partita.

Il mio compito è aiutare l’atleta a conoscere il proprio funzionamento mentale e a sviluppare strumenti pratici che possa utilizzare in allenamento e in gara.”

Quando si passa dal singolo alla squadra, che cosa cambia?

“L’atleta non vive mai isolato. Il contesto influenza continuamente il suo modo di pensare, comportarsi e crescere. E questo diventa ancora più evidente in una squadra.

Spesso si pensa che una squadra forte sia semplicemente un insieme di giocatori forti. Non è così. Le grandi squadre costruiscono prima di tutto una cultura condivisa.

Parliamo spesso di rispetto, responsabilità, sacrificio, fiducia e umiltà, ma un valore esiste davvero soltanto quando diventa un comportamento osservabile. Il rispetto si vede nella reazione a una correzione; la responsabilità emerge quando un giocatore si assume le conseguenze delle proprie azioni senza cercare alibi; la fiducia si costruisce anche sostenendo un compagno dopo un errore.”

Nel rugby questo concetto assume un significato particolare?

“Assolutamente. È uno sport nel quale nessun giocatore può vincere da solo. Ogni azione richiede collaborazione, comunicazione e disponibilità reciproca.

Per questo una parte importante del lavoro consiste nel contribuire alla costruzione della cultura della squadra, aiutando atleti e staff a definire quali valori vogliono rappresentare e, soprattutto, come tradurli nei comportamenti quotidiani.”

Uno dei momenti più difficili per un atleta è prendere una decisione sotto pressione. Si può allenare anche questo?

“Nei momenti decisivi bisogna scegliere in pochi secondi: passare o conservare il pallone, rischiare o attendere, correre o calciare. L’atleta ha bisogno di mantenere lucidità e scegliere la soluzione più funzionale senza essere bloccato dalla paura di sbagliare o da altre emozioni disfunzionali per lui in quel momento. Questo specifico aspetto della prestazione si può allenare attraverso visualizzazioni, esercizi attentivi, lavori sulla gestione delle emozioni e soprattutto simulazioni di gioco ad altà intensità dove l’atleta fa esperienza di momenti simili a quelle specifiche situazioni dove gli verrà chiesto di prendere decisioni significative”.

Poi c’è l’infortunio. Quanto pesa la componente mentale nel ritorno in campo?

“Moltissimo. Un atleta infortunato non deve recuperare soltanto un muscolo o un’articolazione. Deve ritrovare fiducia nel proprio corpo e recuperare serenità quando arriva il momento di tornare in campo. Qui entra in gioco la resilienza, ma anche il concetto di ‘antifragilità’: la possibilità di sviluppare nuove risorse proprio attraverso l’esperienza delle difficoltà.”

Anche una sconfitta può diventare parte dell’allenamento mentale?

“Viviamo in una cultura che tende a giudicare tutto attraverso il risultato: hai vinto, quindi hai lavorato bene; hai perso, quindi hai sbagliato qualcosa. Ma lo sport è molto più complesso.

Una grande prestazione, composta anche da un’ottima preparazione mentale, aumenta la probabilità di vincere, ma non garantisce la vittoria. Per questo è importante analizzare non soltanto il risultato finale, ma comportamenti, decisioni e aspetti migliorabili. Così anche una sconfitta può diventare un’occasione di apprendimento, di miglioramento e di successiva vittoria”.

È più difficile gestire una sconfitta o il successo?

“Anche il successo può rappresentare un rischio. Dopo una stagione straordinaria possono emergere appagamento, perdita della ‘fame’ agonistica e cambiamenti nelle dinamiche interne.
è sicuramente un tema complesso, ma il lavoro sta nel non lasciare che né la sconfitta né il successo definiscano chi siamo. Dopo una sconfitta lavoriamo sull’analisi di ciò che è sotto il nostro controllo e che possiamo migliorare; dopo una vittorio sull’autoefficacia senza perdere la spinta al successo. In entrambi i casi, l’obiettivo è tornare rapidamente al processo.”

(Roberta Paulon)

2026/08/17

RUGBY GIOVANILI/ Parte la stagione anche per l'Under 18 del Rovigo Delta.


UNDER 18 FEMI-CZ RUGBY ROVIGO DELTA, PARTE LA NUOVA STAGIONE 

Ha preso via oggi, lunedì 17 agosto, il lavoro dell’Under 18 FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta. Alle 16.30 il primo incontro tra giocatori e staff, poi test fisici, lavoro tecnico e palestra. Marco Lazzaretti, con il ruolo di capo allenatore, guiderà un gruppo di lavoro ampio e strutturato, con Joe Van Niekerk come responsabile tecnico e con l’esperienza di Flaviano Brizzante, nuovo componente degli allenatori formatori.

È iniziato ufficialmente il percorso del gruppo secondo il motto dei Lagunari “Oltre ogni limite. Come lo scoglio infrango, come l'onda travolgo”, ricordato dall’head coach Lazzaretti con lo scopo di lavorare per il continuo miglioramento.

Il programma del primo giorno ha visto, alle 16.30, la riunione tra giocatori e staff, seguita alle 16.50 dai test fisici tra Campo 4 e palestra. Alle 17.30 spazio al lavoro sulle skills, mentre alle 18.30 la giornata proseguirà in palestra.

LO STAFF TECNICO-SPORTIVO UNDER 18

Alla guida tecnica dell’Under 18 ci sarà Marco Lazzaretti, Head Coach della squadra. Il responsabile tecnico è Joe Van Niekerk. Lo staff degli allenatori formatori è composto da Flaviano Brizzante, Claudio Martinelli, Emanuele Pellegrini, Enrico Ruzza e Andrea VisentinAndrea Visentin e Matteo Fini saranno inoltre i preparatori atletici, mentre Enrico Ruzza ricoprirà il ruolo di Team Manager.

LE PAROLE DEI COACH

Per Lazzaretti, la prima fase della stagione avrà un obiettivo preciso: porre le basi tecniche e fisiche del lavoro, ma soprattutto costruire un gruppo capace di sviluppare rapidamente una propria identità.

«In queste prime settimane ci concentreremo soprattutto sulla costruzione del gruppo, sia dal punto di vista tecnico e fisico, sia soprattutto sulla conoscenza reciproca e sulla creazione di una forte identità di squadra – spiega Marco Lazzaretti –. Sarà importante mettere i ragazzi nelle condizioni di capire fin da subito le nostre richieste, i nostri principi di gioco e il modo in cui vogliamo affrontare il lavoro durante tutta la stagione».

Il tecnico sottolinea in particolare la necessità di trasformare le diverse caratteristiche presenti nel gruppo in un patrimonio comune: «Mi aspetto molto. Abbiamo ragazzi con caratteristiche e personalità diverse e l’obiettivo sarà trasformare queste individualità in una squadra unita, responsabile e pronta a lavorare l’uno per l’altro. L’Under 18 è anche un passaggio importante nella crescita dei ragazzi, non solo come giocatori ma anche come persone».

Un percorso che passerà anche dal lavoro condiviso all’interno dello staff. «Lavoreremo in modo molto collaborativo, condividendo quotidianamente idee e responsabilità. L’inserimento di Flaviano Brizzante sarà sicuramente importante e ci permetterà di arricchire ulteriormente il nostro lavoro. L’obiettivo è avere uno staff coeso, con competenze diverse ma una visione comune, mettendo sempre al centro la crescita dei ragazzi e della squadra. Partiamo con grande entusiasmo, consapevoli che ci sarà tanto da lavorare, ma anche con la voglia di costruire qualcosa di importante insieme».

Tra le novità dello staff c’è dunque Flaviano Brizzante, che torna nell’ambiente dal quale era partito dopo le esperienze maturate nel proprio percorso da giocatore e allenatore.

«Mi fa molto piacere essere tornato dove sono partito – racconta Brizzante –. Porto con me l’esperienza che ho maturato da giocatore e da allenatore e sono felice di poterla mettere a disposizione di questo progetto. Conosco molto bene i componenti dello staff, alcuni dei quali ho anche allenato, e mi fa particolarmente piacere poter lavorare oggi insieme a loro».

Brizzante individua nella formazione dei giovani il punto centrale del progetto: «Abbiamo condiviso l'idea di portare entusiasmo e di dare priorità alla crescita di questi ragazzi ancora prima delle vittorie. Vogliamo formarli e aiutarli a diventare giocatori con un bagaglio che consenta loro di provare a realizzare i propri obiettivi. Da parte mia porto tutto l’entusiasmo, l’esperienza e la voglia di lavorare».

Il raduno di lunedì rappresenterà così il primo passo di un percorso nel quale sviluppo tecnico, preparazione fisica, formazione e costruzione dell’identità di squadra saranno i punti centrali del lavoro dell’Under 18.

(Roberta Paulon)



RUGBYTOTALE & SOCIALE - NUOTO/ I ‘Ragazzi’ portano in alto la Libertas Rari Nantes Perugia

                              LIBERTAS RARI NANTES PERUGIA

A Roma Marco Rossini conquista il gradino più alto del podio nei cento rana. Bene anche Michael Ferracci. Tra i grandi non sfigurano Governatorini, Rossini e Fancello.

Si è conclusa con un bilancio positivo la spedizione della Libertas Rari Nantes Perugia ai Campionati Nazionali di Categoria Enel, che si sono tenuti a Roma dal 31 luglio all’8 agosto. Una partecipazione che di per sé ha già rappresentato un evento storico visto che mai la società perugina si era presentata ad un appuntamento così importante con ben cinque atleti.

Nei nove giorni di gara nella capitale, le soddisfazioni più importanti sono arrivate dalla categoria ‘Ragazzi’ (2012), con Marco Rossini che ha guadagnato il gradino più alto del podio nei cento rana e il secondo nei duecento (rana). Nella stessa categoria ha ben figurato anche Michael Ferracci che nei 50 dorso si è stabilizzato tra il settimo e il decimo posto, migliorando la sua posizione di partenza.

Segnali confortanti anche dagli atleti più grandi. Matilde Rosini (Juniores) ha sfiorato la finale nei 200 delfino, mentre Marco Governatorini nei 100 (delfino) ha fatto registrare un buon tempo, che ricalca i suoi standard. Ultima apparizione con la Libertas Rari Nantes Perugia per Erica Fancello che ha fatto la sua parte nei 50 rana. La nuotatrice perugina nelle prossime settimane si trasferirà a Roma per dare ulteriore corpo alle sue ambizioni nella disciplina.

“E’ stata un’esperienza positiva – commenta coach Alessio Bianchi – con degli ottimi risultati nella categoria Ragazzi, grazie a Marco Rossini. Bene anche Ferracci, così come gli atleti più grandi. In generale è stata una manifestazione in cui si è vista la stanchezza dei nuotatori, che ad agosto hanno accusato il peso di una stagione lunga. Salutiamo Erica Fancello e le auguriamo le migliori fortune per la sua nuova esperienza a Roma”.

 

2026/08/16

RUGBYTOTALE & SOCIALE - MONDOGENOA/ Il Genoa fa poker a Marassi con l'Ascoli e passa il turno..

IL GENOA nonostante abbia sottomesso con un rotondo 4/1 l’Ascoli, neopromosso in Serie B, ed abbia così superato il turno nei sedicesimi di finale della Coppa Italia Frecciarossa, non ha certo avuto vita facile questa sera al Luigi Ferraris. 

    (Il Genoa anti-Ascoli: in alto da sin. Norton Cuffy, Bijlow, Marcandalli, Vitinha, Otoa, Colombo, sotto da sin. Ellertsson, Baldanzi, Frendrup, Mitaj, Vasquez)

Soprattutto nel primo tempo con i rossoblu’ a cercare invano di passare la linea difensiva ospite prima sfiora il colpo con l’albanese Mitaj poi dopo pochi minuti è proprio Mitaj a dare spazio a Silipo il quale trovava la via della rete, portando sorprendentemente in vantaggio la squadra marchigiana. Il Genoa si presentava in campo con Bijlow, Marcandalli, Otoa, Vasquez, Mitaj, Frendrup, Baldanzi, Norton Cuffy, Ellertsson, Colombo e Vitinha.

    (In una superba elevazione Alessandro Marcandalli sigla la rete del provvisorio pareggio)

Ancora troppi fraseggi senza vere iniziative, limitate le azioni da segnalare almeno sino quasi allo scadere dei primi quanta cinque minuti di gioco. Ed a questo momento Il Genoa sale in cattedra puntando con maggior decisione verso la porta avversaria. Prima Baldanzi, poi Vitinha, infine Norton Cuffy tentano invano di pareggiare il conto ma ci riesce solo al 42’ con il difensore Marcandalli, con un gran colpo di testa superando nettamente in elevazione il gruppo di avversari.

    (In foto Tommaso Baldanzi autore di una brillante partita oltre che alla sua rete personale del 2/1)

Ed a questo punto la storia della partita cambia. I rossoblu, sospinti dal consueto caloroso pubblico della gradinata Nord e oggi anche quello della Sud tutta rossoblu’, spingono a piu’ non posso e dopo una guizzante azione in area di rigore di Baldanzi arriva la rete del vantaggio del toscano Tommaso che coglie di sorpresa il portiere Vitale. E’ gioia sugli spalti (13.000 circa gli spettatori presenti)  e sul campo, che purtroppo non si presenta nelle migliori condizioni, ma da domani, lunedi 17 è in programma l’importante lavoro di rizollatura dello stesso. 

    (Il viennese Elias Havel ha messo a segno il gol del poker per i rossoblu')

In ombra totale Vitinha e Colombo, incerto in fase difensiva Mitaj, Frandrup è il solito motorino, Norton Cuffy rimane l’unico a tentare piu’ volte la fuga veloce sull’ala. Calci d’angolo sette a favore del Genoa, uno solo per i marchigiani. Nel secondo tempo curiosamente è stato calciato solo un corner per l’Ascoli. Inizia il secondo tempo e in campo entra Ostigard al posto di Otoa e Sow per Mitaj. Gli ospiti perso per perso cercano di reagire ma non riesocno a perforare la difesa genoana, mentre Colombo finalmente puo’ mettere a segno la rete del 3/1 raccogliendo un invitante assist di Frendrup, e la qualificazione si fa sempre piu’ concreta!  Ascoli cambia numerosi giocatori, ed  anche De  Rossi muove le sue pedine immettendo Putzcka e Wiafe, e l’attaccante Havel, e proprio l’austriaco riceve un preciso passaggio dopo intraprendente cavalcata del solito Norton Cuffy, la vera spina nel fianco per gli ascolani, a chiudere definitivamente il discorso punteggio che regala il passaggio dei rossoblu’ ai sedicesimi di finale quando dovranno vedersela con il sempre temibile Sud Tirolo.  


       (Brooke Norton-Cuffy player of the match per Rugbytotale & Sociale)

Intanto sabato prossimo (h. 20,45) sempre a Marassi prima sfida di Campionato di Serie A ENILIVE con il test fra Genoa e Napoli!  (rr)

- foto di TANO PRESS GENOA CFC  -

RUGBY SERIE A ELITE - MERCATO/ Francesco Imberti, estremo torinese, è un nuovo giocatore del Biella.

Biella Rugby annuncia con soddisfazione l’arrivo di Francesco Imberti, estremo classe 2004, nato a Torino il 10 marzo 2004.

Alto 184 centimetri per 90 chilogrammi, Imberti porta a Biella un bagaglio tecnico e umano costruito attraverso esperienze di alto livello in Italia e all’estero. Cresciuto rugbisticamente nel CUS Torino, ha vestito le maglie delle Nazionali giovanili italiane Under 18, Under 19 e Under 20, partecipando a due edizioni della Coppa del Mondo U20 in Sudafrica e contribuendo a scrivere una delle pagine più significative del rugby giovanile azzurro con la storica vittoria contro l’Australia. Negli ultimi due anni ha inoltre maturato esperienza in Francia con il VRDR – Valence Romans Drôme Rugby, prendendo parte ai campionati Pro D2 ed Espoirs Élite.

Il nuovo acquisto gialloverde inizierà ad allenarsi con la squadra da domani: 17 agosto 2026. “Ho scelto Biella perché fin dal primo contatto ho percepito un ambiente serio e con tanta voglia di crescere”, racconta Imberti. “È una società con un progetto che mi ha convinto sin da subito. Sono felice di entrare a far parte di questo gruppo e non vedo l’ora di dare il mio contributo”.

Alla domanda su come intenda aiutare la squadra nel percorso di crescita, il nuovo estremo biellese risponde con chiarezza: “Porterò impegno e determinazione verso i compagni, cercando di dare sempre il massimo in allenamento e in partita. Spero di mettere la mia esperienza al servizio del gruppo”.

Tra i momenti più significativi della sua giovane carriera, Imberti indica senza esitazioni le esperienze con le Nazionali giovanili italiane, sottolineando in particolare la vittoria contro l’Australia nel Mondiale U20 e l’esordio in Pro D2, traguardi che testimoniano il valore del percorso compiuto fino a oggi.

Fuori dal campo ama trascorrere il tempo con la famiglia e gli amici, viaggiare, ascoltare musica, seguire altri sport e dedicarsi alla preparazione fisica, aspetti che contribuiscono a mantenere alta la qualità del suo lavoro quotidiano.

Soddisfatto dell’operazione anche l’head coach Alberto Benettin: “È un giocatore che conosciamo da tempo: veloce e molto forte in attacco. Ha giocato contro di noi con la maglia del CUS Torino e negli ultimi due anni ha scelto di andare in Francia per fare esperienza. Speriamo possa offrirci nuove soluzioni offensive e contribuire alla crescita del nostro gioco. Siamo felici di accoglierlo nella famiglia gialloverde”.  (Paola Giacchetti)

 

RUGBY UNIONE ANCONITANA/Lo staff tecnico del club marchigiano.

𝐄𝐜𝐜𝐨 𝐚 𝐯𝐨𝐢 𝐥𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐟𝐟 𝐭𝐞𝐜𝐧𝐢𝐜𝐨 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐠𝐢𝐨𝐧𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔 / 𝟐𝟎𝟐𝟕 Una nuova stagione sta per iniz...