2026/08/23

RUGBY SERIE A1/ I nostri 3 giovani gioielli tornano a casa

 

Yan Badagnani, Inza Dene e Tommaso Roda (ordine alfabetico), dopo una brillantissima formazione nelle strutture federali e varie esperienze al più alto livello (convocazioni per le selezioni nazionali), per questa stagione faranno parte a tutti gli effetti della rosa biancorossa. L’energia, la freschezza, la vitalità ed il bagaglio tecnico che porteranno in dote al Piacenza rugby, saranno un valore aggiunto di enorme importanza per la squadra di coach Forte. Si alza di parecchio anche il livello di piacentinità della formazione, che seguendo una strategia societaria ben precisa, cerca di radicarsi sempre di più al territorio, valorizzando i giocatori provenienti dal vivaio di casa. Una sinergia di intenti che si annuncia e si auspica proficua e produttiva sia per i giovani e talentuosi rugbysti, che avranno la possibilità di usare il campionato di serie A1 come vetrina dove farsi conoscere e poter fare un ulteriore gradino verso il rugby  professionistico, sia per la squadra che vede grazie a loro, crescere di molto il proprio livello qualitativo. Ragazzi dalla mentalità vincente e con margini di ulteriore crescita davvero importanti, inseriti in una struttura tecnica che ha il dovere e l’onore di potersi mettere alla prova in questo importante compito. Erano ragazzini molto promettenti quando hanno lasciato le nostre giovanili, sono giovani uomini pronti tecnicamente a performare su palcoscenici di alto livello.

Inza Dene, 20 anni, si avvicina a questo sport da subito nel Piacenza rugby, quando ancora frequentava le scuole elementari, accogliendo l’invito di un amico a provare il nostro sport. Nella nostra società percorre tutte le tappe delle diverse giovanili fino al 2023 quando viene selezionato per l’accademia di Milano. Grazie alla quale viene convocato dalla nazionale fino all’U20 ed in seguito anche dalla nazionale “seven”, dove questa estate ha potuto mettere in mostra le sue straordinarie doti fisiche e atletiche,  riuscendo a conquistare la finale con Francia, pur se finita con esito per noi sfavorevole. 

Ciao Inza, quanto sei contento e quali sono le tue emozioni nel poter tornare ad indossare la maglia biancorossa?
Sono contento, davvero contento di poter tornare biancorosso e le emozioni sono fortissime, specialmente dopo aver potuto avere tutte le esperienze rugbistiche di questi ultimi anni. I 3 anni di accademia penso che mi abbiano fatto crescere molto come giocatore.

La serie A1 che disputerai in questa stagione, dovrebbe essere un buon trampolino di lancio per una tua crescita.
Ne sono convinto, sarà molto impegnativa, ma allo stesso tempo ci sarà la possibilità di confrontarsi ad alto livello.

Raccontami un po delle tue esperienze al seven
Il seven è tosto, molto tosto! Sono 14 minuti senza respirare, dove si deve correre a tutto campo senza mai potersi concedere un istante di pausa. La difesa è la cosa più impegnativa, perché coprire tutto lo spazio richiede uno sforzo mostruoso. Partendo dal rugby a 15 ho avuto bisogno di un minimo di tempo per interiorizzare la tecnica richiesta in questo tipo di gioco. Lo staff tecnico mi ha aiutato moltissimo per poter alzare il mio livello di gioco e rendere migliore ogni mio movimento sul campo. Rispetto al rugby a 15, in quello a 7 hai molto più tempo per decidere cosa sia meglio fare in quell’istante. Fondamentale è il non isolarsi mai, cercare sempre il sostegno di qualche tuo compagno. Se ti accorgi di essere isolato diventa imperativo riuscire a rimanere in piedi, o piuttosto tornare indietro a cercare spazio e compagni.

A te come giocatore, piace di più il rugby a 7 o quello a 15?
A 15, tutta la vita a 15! Ma non nascondo la speranza di poter provare il seven anche con la nazionale maggiore, intanto ci siamo qualificati per le finali a Dubai di metà novembre, dove cercheremo di performare al massimo livello.

Aspettative per quest’anno?
Essendo una squadra neopromossa, il primo obiettivo è riuscire a conquistare una buona salvezza e a riguardo sono molto fiducioso. Vorrei poter giocare il più possibile e fare sempre del mio meglio.

Voi giovani ritornati all’ovile state trasformando una delle caratteristiche principali del pacchetto biancorosso, famoso per essere potentissimo nelle fasi statiche del gioco, ma non troppo mobile in quelle dinamiche
Sto cercando di crescere come potenza fisica senza perdere la mia velocità e la mia coordinazione. In accademia mi hanno anche fatto provare a giocare all’ala, non mi è dispiaciuto e penso anche di aver fatto abbastanza bene, anche se trovarmi sempre al centro della lotta giocando in terza linea, mi piace di più.

Senza nasconderti troppo, le tue speranze per il futuro, quali sono?
Mi piacerebbe riuscire a giocare in “élite” e perché no, magari provare un’esperienza all’estero. Sono consapevole che per quel livello devo mettere peso e questo per me è difficile, anche se per ora pur con il mio fisico non mi sono mai trovato in difficoltà nemmeno di fronte a giocatori molto più pesanti di me.

Noi siamo più felici di te di riaverti qui a Piacenza e poterti vedere crescere sempre di più.


Yan Badagnani, 20 anni, cresce nel Gossolengo dove entra in contatto con questo sport quando aveva 10 anni e li cresce fino a 18 anni, quando viene selezionato dal centro di formazione di Milano dopo alcuni raduni ASA. Nel secondo anno di formazione gli viene concessa la possibilità di competere nel campionato U18 élite con la squadra di Parma. Definirlo rugbysticamente eclettico sta stretto, dopo aver iniziato come ¾ ala o estremo, e’ passato in mischia come terza linea e solo ultimamente spostato al ruolo di pilone. Posizione che richiede più delle altre, un bagaglio di esperienza davvero importante per poter competere al massimo livello. Per cui i suoi margini di miglioramento, sono praticamente infiniti, anche se già non arretra di fronte a nessuno.

Ciao Yan, avevamo bisogno di forze fresche in prima linea, ma raccontami raccontami delle tue esperienze nella linea arretrata in giovanile
Praticamente ho ricoperto tutti i ruoli che esistono nei ¾. Ho iniziato come ala, poi estremo e ho fatto anche alcune partite da centro. Unico ruolo dove al limite me la potrei sentire di giocare anche oggi come sfondatore.

E avere un super giocatore come Andrea Lovotti come esempio ravvicinato?
Davvero tanta roba! E’ stato determinante nelle valutazioni che ho fatto riguardo la mia scelta della squadra per questa stagione. Potrebbe insegnarmi tantissimo come giocatore e come uomo. Le nostre esigenze si incontrano alla perfezione, la sua di poter avere un minutaggio un po minore e la mia di averlo un po maggiore. Siamo entrambi piloni sinistri, infatti faccio sempre da suo sostituto.

Yan fuori dal rugby in che cosa si sta impegnando?
In questo momento sto facendo la campagna del pomodoro, ma è un lavoro stagionale. Sono iscritto a scienze motorie dove spero di riuscire a superare un momento di crisi che sto vivendo. La mia scelta era caduta su quella facoltà, proprio perché mi potrebbe consentire di rimanere nel mondo del rugby anche con altri ruoli. Ce la metterò tutta per proseguire. E mi sto allenando con il massimo impegno, anche a stagione non ancora iniziata.

Aspettative per questa stagione?
Sarà una stagione molto impegnativa, perché il livello di alcune squadre è davvero molto alto, mi aspetto di riuscire ad avere un buon minutaggio e concludere la stagione senza intoppi di carattere fisico.

Già nella scorsa stagione la tua potenza fisica ha impressionato
Mi fa piacere sia emerso quello che dici, la vita del pilone è sempre molto dura. A me piace tantissimo, ho ancora tutto da imparare in questo ruolo e mi impegno sempre al massimo.

Sarai una delle pedine che trasformerà la caratteristica fondamentale del nostro pacchetto, da sempre famoso per il suo gioco statico, certamente molto meno per quello dinamico.
Se riuscirò a convincere l’allenatore di avere le qualità e le caratteristiche necessarie a questo, ne sarò molto felice. Già nelle mie partite giocate nello scorso campionato, penso di aver fatto un cambiamento importante nelle mie capacità di gioco. Ho davanti a me i migliori esempi possibili. Oltre ad Andrea, ho Maradona (Alberti) e nello staff c’è Hogan (Berzieri). Mi sono buttato in questo nuovo ruolo, che mi piace di più ad ogni partita. Sono passato dal giocare mischie con solo un accenno di spinta, a giocare contro a giocatori con il doppio della mia età ed un’esperienza non confrontabile con la mia, che era assente. Devo al Piacenza rugby la mia crescita in questo ruolo e tutti i miglioramenti dei quali oggi posso godere. Ritornato in accademia mi hanno giovato tantissimo tutte le cose che a Piacenza mi hanno insegnato.

Quindi una stagione che possa mettere in evidenza una tua crescita importante tra la prima e l’ultima giornata
Si, come obiettivi individuali quelli vanno benissimo. Come squadra, riuscire a giocare alla pari di tutte le altre formazioni, pur essendo consapevoli della difficoltà di riuscire a replicare una stagione come quella scorsa. Combattere in ogni partita e non mollare mai.

Sogniamo, dopo Piacenza?
Dopo Piacenza mi piacerebbe provare una squadra di “élite” per provare a vedere se riesco a performare in un ambito professionistico, ma subentrano troppe variabili a riguardo, meglio rimanere concentrati e carichi a molla per questa stagione.

Che tu possa spingere avanti, sempre più avanti la squadra biancorossa.


Tommaso Roda, anche lui del 2006, ha un percorso di crescita totalmente in biancorosso, dal minirugby, fino alla prima squadra in serie A2. E’ il più giovane di una famiglia biancorossa dalla radice, suo padre Edmondo è il responsabile del settore minirugby del Piacenza rugby e suo fratello Lorenzo, milita stabilmente in prima squadra. Al di fuori della nostra società, ha potuto frequentare l’accademia e grazie ad essa, accedere alle nazionali U18, U19 e U20, con diverse convocazioni e la partecipazione ad un 6 nazioni e alla preparazione del mondiale 2026 in Georgia.

Sei nato e cresciuto a Piacenza, ora che dopo una corposa serie di esperienze di altissimo livello ritorni nel tuo club di appartenenza, quali sono le tue emozioni più profonde?
E’ un’emozione unica, difficile da descrivere, poter tornare dopo 3 anni nel proprio club è bellissimo. Il Piacenza rugby è sempre stata la mia priorità, è stupendo!

Quanto hanno influito papà e fratello nella tua decisione?
Semplicemente, non hanno influito. Con mio fratello abbiamo parlato pochissimo di questo, mio padre mi ha detto che la scelta era mia e la dovevo prendere io, lui non voleva responsabilità a riguardo delle mie decisioni. La scelta di tornare è stata tutta e solo mia.

Con quali aspettative reali ti appresti ad iniziare il tuo nuovo percorso? Claudio (coach) lo conosci bene, l’ambiente anche, con i tuoi compagni di squadra in qualche occasione ci hai già giocato.
Mi aspetto un campionato diverso da quello della scorsa stagione, con un livello tecnico e fisico nettamente superiore, con squadre sulla carta molto forti da incontrare trasferte più impegnative da affrontare.  Secondo me anche noi saremo una squadra forte, abbiamo un giusto mix tra giovani dinamici vogliosi di mettersi in luce e giocatori con un bagaglio enorme di esperienze, anche ai livelli più alti. Possiamo potenzialmente fare un campionato molto bello, dove ad ogni partita potremo fare sempre di più e sempre meglio.

La concorrenza interna con Simone Cornelli, appena arrivato a dar man forte alla linea arretrata biancorossa, sarà una competizione o uno stimolo?
Io cercherò di prendere il più possibile da lui, perché Simone è fortissimo da ogni punto di vista. Spero mi possa fare da maestro e di apprendere il massimo da lui.

Voi 3 giovani ex federali (Inza e Badagnani), avete fatto tutti lo stesso percorso?
Sì, abbiamo fatto tutti i primi 2 anni a Milano e poi l’ultimo a Parma

Non per mettere il dito nella piaga, ma quanto ti è dispiaciuto e pesato, non essere stato selezionato per disputare i mondiali in Georgia questa estate?
Sicuramente ero molto dispiaciuto, ci speravo e ci avrei tenuto moltissimo a poter giocare il mondiale in Georgia, ma le scelte le fa l’allenatore e io non le metto e non le metterò mai in discussione. Io più di dare in campo e ad ogni allenamento sempre il mio massimo non posso fare. Ho sempre cercato di dimostrare tutto quello che ero in grado di fare. Sono sereno proprio perché ho la certezza di avere sempre fatto del mio meglio.

Altra domanda scomoda, ambizioni per poter rimanere nell’ambito della nazionale, ora quella maggiore?
L’unica speranza di una convocazione in nazionale maggiore è nel poter disputare un campionato almeno di élite, o addirittura in una franchigia. Le scelte vengono fatte tra quei giocatori.

Fuori dall’ambito del rugby, cosa stai combinando? Studi, hai progetti professionali da costruire…
In questo momento fuori dal rugby sono in pausa. Vorrei cercare di conseguire il diploma di maturità, magari on line, dell’indirizzo alberghiero che avevo scelto. Il mio percorso scolastico si era interrotto con la mia entrata in accademia. Vorrei sfruttare il fatto che sono a casa e dovrei riuscire a trovare il tempo anche per studiare. Ci proverò, sicuramente ci proverò.

Corri Tommy, che la tua velocità ti porti a raggiungere tutti i traguardi che ti metterai.  

(Paolo Fernandi)

RUGBY SERIE C - ALTO VICENTINO/ Oltre la linea di meta: il RAV secondo il Presidente

                                       RUGBY ALTO VICENTINO

Il rugby non è solo uno sport, ma un costruttore di comunità, disciplina e legami indissolubili. Al centro del movimento del Rugby Alto Vicentino c'è una visione chiara, guidata da chi ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio della crescita dei giovani e del territorio. Abbiamo il piacere di intervistare il Presidente del RAV, Marco Fantato, un punto di riferimento fondamentale per tutto il club.

Prima di scoprire i progetti futuri, le sfide e i valori che muovono la società, ripercorriamo le tappe fondamentali del suo legame con la palla ovale. Una vita spesa sui campi, che lo ha portato oggi a guidare il club con la stessa passione degli inizi.

Ecco la sua storia nel mondo del rugby:

Marco Andrea Fantato, 64 anni vivo nel mondo del Rugby da 48 anni, con varie esperienze agonistiche sempre in prima linea di mischia nel ruolo di tallonatore, poi dal 2006 come socio cofondatore del RAV dopo un periodo di propaganda nelle scuole , brevetti tecnici sino al 1° livello come allenatore, inizio ad allenare dal Mini Rugby sino alle Juniores ; nel mentre anche come dirigente per essere poi eletto come presidente, carica che ricopro da 4 mandati ; da fine 2024 sono stato eletto consigliere del Comitato Regionale Veneto.

Ciao Marco, dopo questa breve sintesi della tua esperienza rugbistica permettimi queste tre domande:

Ripensando ai ventanni della società, qual è il momento o lepisodio che meglio racconta lo spirito con cui è nata e cresciuta la RAV, e cosa è cambiato di più rispetto agli esordi?

Direi che sin dagli inizi il RAV ha espresso la sua caratterizzazione di Gruppo di Persone amanti del nostro Gioco/Sport che voleva proporre un modello di vita ai giovani per aiutarli a crescere in un ambiente “sano, accogliente, costruttivo” nei Valori del Rugby e creare opportunità per essere buoni cittadini e persone costruttive per il futuro, quanto lo è stato per noi e che è la ragione che continua ad alimentare questo importante Progetto; il RugbyaltoVicentino “RAV”, nato dall’unione di intenti di compagni di Squadra del vecchio Rugby Titanus che ritrovati attorno ad un campo, Grazie al Rugby Valdagno poi confluito nel RAV, ha riacceso la fiamma per iniziare un Progetto di Educazione Sportiva, da prima come propedeutica nelle scuole per poi proseguire nel 2006 con la fondazione e la partecipazione al Trofeo Topolino con nr. 2 U13 .

Dagli esordi il Club è cresciuto con costanza nelle stagioni con un rallentamento direi importante nel periodo Covid, che però ha visto il RAV determinato a cercare di continuare a proporre una offerta ai giovani, per poi riprendere lentamente la sua crescita con sempre grande attenzione per Bambini/e e Ragazzi/e , accogliendo ogni stagione nuove famiglie che si uniscono ad abbracciare il Progetto RAV, la nostra proposta vede sempre più un ventaglio di opportunità che partono dal Rugby Tots propedeutica e mobilità per bambini/e dai 2 ai 4 anni , Rugby Touch per accogliere ragazzi/e, uomini e donne di tutte le età in un ambito di gioco senza contatto, Rugby Seven per avvicinare al nostro sport Olimpico ragazzi/e in una variante del Rugby più veloce e poi il tradizionale Rugby a 15 in tutte le categorie dal Mini Rugby ai Seniores e poi quanto più potremo proporre per dare una risposta adeguata a voglia di stare assieme nel Gioco e nello Sport e nella Convivialità.

Diciamo che sempre più oggi ci stiamo organizzando per divenire ed essere un Club che possa nel tempo qualificare la sua posizione nel panorama nazionale del nostro Gioco/Sport.

Oggi c’è da dire di molto importante che si stanno qualificando le basi per il futuro con la presa determinata e responsabile nel contesto gestionale del Club, di un primo Gruppo di giovani Soci che ancora partecipano come Atleti nella Squadra Seniores .

Con larrivo del nuovo allenatore, quali sono gli obiettivi sportivi e i cambiamenti principali che porterà questa stagione, e cosa ti ha convinto nella scelta del nuovo staff tecnico?

Diciamo che è un ritorno di un Amico del RAV, Stefano Bordon che si aggiunge allo Staff Tecnico Seniores come Capo Allenatore; Bordon è stato con noi in un periodo molto delicato e particolare quale quello del Covid in cui abbiamo condiviso per 2 stagioni esperienze e valori molto importanti e difficili , tanto da far accogliere Stefano in una nuova evoluzione del Progetto di sviluppo tecnico- agonistico del Club ed in particolare dei Seniores, con i quali manteniamo la ferma intenzione che da qualche stagione ci porta a pensare seriamente al passaggio di categoria, diciamo anche tutti i nostri Ragazzi del “First XV” sono cresciuti nelle nostre Giovanili grazie al lavoro dei nostri Staff Tecnici che con dedizione si occupano della crescita di tutti i nostri giovani.

Guardando ai prossimi ventanni, qual è il progetto o il sogno più grande che hai per la società, e quale ruolo pensi possa avere il rugby in questo territorio?

Il sogno è vedere il RAV essere sempre più un punto di riferimento come Club, Società e Ambiente di accoglienza, non solo nel mondo del Rugby , ma a livello di proposta sociale per le famiglie.

Vedere un Club sempre più solido nei suoi valori e percepito come una Società riconosciuta a livello nazionale, cosa che sicuramente penso possa tranquillamente realizzarsi visti tutti presupposti che già oggi esistono. Grazie Marco.

(Giuseppe Amura)

RUGBY GIOVANILI/ Da martedi 1 settembre ad Anzio il primo Open Day.


MARTEDI' 1 SETTEMBRE L'OPEN DAY DEL RUGBY ANZIO CLUB APERTO A TUTTI

 

Il Rugby Anzio Club ha ufficializzato la programmazione per la ripartenza della stagione sportiva 2026/2027 e riapre le porte a tutti i bambini, le bambine, i ragazzi e le ragazze dai 4 anni in poi.

L’appuntamento con l’OPEN DAY RUGBY è fissato per martedì 1° settembre presso l’impianto sportivo in Via Ardea 8 ad Anzio. L’ingresso è completamente libero, gratuito e aperto a tutti senza alcuna necessità di prenotazione preventiva.


 Ilprogramma della giornata inizierà alle 17. Si partirà dalla visita delle strutture e dalla conoscenza dello staff tecnico, occasione nel quale sarà possibile chiedere tutte le informazioni utili. Poi dalle 17,30 i partecipanti saranno registrati e divisi in gruppi di gioco in base all’età, e dalle 18 l’inizio delle attività ludiche e sportive sul campo per tutte le categorie del Minirugby: Under 6, Under 8, Under 10 e Under 12. Un’ora di puro gioco e divertimento!
Dalle ore 19:30 alle 20:30 si riprenderà sul prato verde con allenamenti dedicati alle categorie Juniores Under 14 e Under 16. E dalle 20 l’avvio ufficiale della stagione agonistica e degli allenamenti sul campo per le categorie Under 18, Touch Rugby (il rugby al tocco senza contatto, perfetto per divertirsi a qualunque età…) e Seniores.

Per partecipare basterà indossare un abbigliamento sportivo comodo (maglietta e calzoncini) e scarpe da tennis o scarpini da calcio o calcetto per muoversi in totale sicurezza sul nostro verdissimo campo in erba.
Inoltre, anche per questa stagione sportiva, il Rugby Anzio Club conferma l’adesione all’iniziativa dei 
Voucher per lo Sport 2026 della Regione Lazio
. Questa misura di sostegno economico è rivolta alle famiglie per favorire l’accesso dei giovani alla pratica sportiva dilettantistica.  

RUGBY TOTALE & SOCIALE - MONDOGENOA/ Genoa "castigato" dall'arbitro, 0/2 per il Napoli!


GENOA defraudato nel risultato da una decisione arbitrale assurda ed evidentemente interpretata in modo errato, quasi in malafede! Purtroppo bisogna partire dalla fine di questa contesa che si era sviluppata in modo del tutto normale sino ad un quarto d’ora dal fischio finale dell’arbitro (?) brindisino Di Bello.

     (In azione Johan Vasquez)

Primo tempo nettamente a favore del Genoa targato De Rossi, all’esordio casalingo davanti a quasi 30.000 spettatori, con folta rappresentanza campana, e affrontata dai rossoblu’ nel modo giusto. Grinta, carattere accompagnato da una netta supremazia territoriale, tanto che i calci d’angolo nel primo tempo sono stati tre a uno pro Genoa, occasione per Vitinha che ha sfiorato il palo alla sinistra di Meret, un altro tentativo di Baldanzi, un tiro di Amorim, un altro tentativo anche se prevedibile di Vitinha parato dal portiere del Napoli, ed una sola occasione per Santos Alisson creano la differenza in campo.


  (Il brasiliano di Fortaleza Amorim in azione pedinato da Anguissa)

Lati negativi in casa rossoblu’ ci sono, come per esempio la solita incostistenza in attacco: chi non segna alla distanza puo’ pagare scotto, e così infatti è stato! Il Genoa non è riuscito a concretizzare tutto il lavoro portato avanti per la mancanza di una punta piu’ concreta che, chissà che con l’arrivo dei tanto attesi rinforzi, vedi Traore’, Osmajic etc. etc. avverra’ presto! 

    (Tommaso Baldanzi sempre piu' uomo-squadra a centrocampo)

Ottime prove per Ostigard, Frendrup, Norton Cuffy, Baldanzi ed Amorim, e di fronte in panne Hojlund, Politano, Anguissa, il fallosissimo Marin che meritava ampiamente il giallo su due duri interventi su Vitinha. Secondo tempo pro Napoli sicuramente per il calo atletico dei padroni di casa con quattro corner a uno per i biancocelesti, il Genoa rallenta sempre piu’ nella costruzione del gioco e sale in cattedra il Napoli di Allegri prima Mc Tominay tenta la via delle rete ma Bjilow sventa il tentativo, ma il team rossoblu’ indietreggia sempre piu’: se fosse arrivato ora un gol a favore del Napoli nulla ci sarebbe stato da ridire ed invece sulla segnatura di De Bruyne succede il patatrac !

    (Il portoghese Vitinha marcato spesso fallosamente da Marin Zamora )

Il fiammingo ha poco da vantarsi, anzi dovrebbe vergognarsi per come ha messo a segno la rete del vantaggio! La spinta e gomitata su Vasquez è evidente tanto che lo stesso arbitro Di Bello in un primo momento sembrava pronto a fischiare il netto fallo, poi si ricrede. Forse perche’ se avesse richiesto il VAR la rete sarebbe stata sicuramente annullata! E questo direttore di gara è già la terza volta che “castiga” ingiustamente i rossoblu’. Purtroppo la musica non cambia nonostante gli avvicendamenti in FIGC,  risultato Genoa 0 Napoli 2, e la commedia va avanti con il designatore arbitri (?) in Tribuna!  (rr)


- foto TANO PRESS GENOA CFC -

2026/08/22

RUGBY GIOVANILI/ Vincenzo Troiani torna all’Isweb Avezzano Rugby


Vincenzo Troiani  sarà responsabile del settore giovanile. Rinnovati gli staff tecnici delle under.

Avezzano. Vincenzo Troiani torna all’Isweb Avezzano Rugby con il ruolo di coordinatore tecnico dell’intero settore giovanile, dal minirugby fino all’Under 18. Una scelta che si inserisce nella volontà del club di strutturare una filiera tecnica organica, capace di accompagnare la crescita dei giovani atleti attraverso metodologie, valori e principi di gioco condivisi, per consolidare i campioni che un domani indosseranno la maglia giallonera.

“Riparto da dove avevo lasciato, cioè dalla costruzione di un progetto – spiega Troiani (FOTO) –. Quando il presidente Seritti mi ha ricontattato, mi sono chiesto se il lavoro che potevo svolgere sarebbe stato utile a dare continuità a quel percorso iniziato anni fa con la prima squadra e arrestatosi due stagioni fa. Da qui nasce l’esigenza di riprendere quel progetto, questa volta partendo dalla filiera del rugby giovanile”.

    (Da sin. Rotilio, Troiani e Quartaroli)

L’obiettivo è dare una continuità tecnica tra le diverse categorie, sviluppando progressivamente le competenze necessarie per affrontare livelli agonistici sempre più elevati. Il progetto non riguarderà soltanto il lavoro sul campo, ma anche preparazione fisica, palestra, alimentazione e formazione complessiva del giovane atleta che deve sviluppare e fare propria una mentalità da professionista, indispensabile per il rugby di alto livello.

Confermato e rinnovato anche il quadro degli staff tecnici: Under 8 Degni, Gatti e Catini; Under 10 Costantini e Pais; Under 12 Martini e Maurizi; Under 14 Terrenzio e Tagliolini; Under 16 Farina e Ranalletta; Under 18 Pelino, Lisciani e Grant. Il progetto potrà inoltre contare sulla collaborazione di Roberto Carnino e Davide Teodori, giocatori della prima squadra che affiancheranno la preparazione fisica delle categorie dall’Under 12 all’Under 18, rafforzando il collegamento tra settore giovanile e prima squadra.

Particolare attenzione sarà dedicata al minirugby, dalla Under 6 alla Under 10 l’attività sarà gratuita: l’obiettivo dichiarato è quello di proporre un percorso multidisciplinare che favorisca lo sviluppo delle capacità motorie e senso-percettive del bambino, utilizzando il rugby come strumento di crescita, socializzazione e divertimento.

Il nuovo percorso dell’Isweb Avezzano Rugby punta quindi a costruire una filiera tecnica e formativa completa, nella quale ogni categoria rappresenti una tappa di un unico progetto. Un investimento sul vivaio e sulla formazione dei giocatori di domani, con l’obiettivo di rafforzare l’identità del club e creare un collegamento sempre più stretto tra settore giovanile e prima squadra.

RUGBYTOTALE & SOCIALE - VOLLEY/ Pallavolo San Sisto piazza il colpo: Roberto Scaccia

                                                  SANSISTO VOLLEY TEAM PERUGIA

All’esperto allenatore umbro è stato affidato il compito di seguire i gruppi under 13 e 14. Il coach: “Arrivo in punta di piedi, con l’obiettivo di dare una mano”. Il Presidente Sargenti: “Per noi un salto di qualità”

Roberto Scaccia (FOTO) torna ad allenare a Perugia e lo fa in una delle società più ambiziose a livello giovanile del territorio. L’esperto e stimatissimo tecnico ternano ha raggiunto l’accordo con la Pallavolo San Sisto del Presidente Maurizio Sargenti. Dalla stagione 2026-2027 Scaccia sarà il tecnico delle formazioni Under 13 e 14.

“Ho accettato questa proposta – ammette lo stesso coach – perché ritengo quella di San Sisto una realtà pallavolista molto interessante, dove poter svolgere un buon lavoro. Entro in punta di piedi, con l’obiettivo di tenere un profilo bassissimo. Del resto il mio compito sarà solo tecnico, visto che mi occuperò delle sole sedute di allenamento di due gruppi, Under 13 e 14 e non delle partite. Ci vorrà un po’ di tempo per collimare il mio metodo di lavoro con quello che è stato utilizzato, ma sono convinto che troveremo un punto di incontro. Per me è un’esperienza stimolante: voglio fare bene”.

Esprime soddisfazione anche il Presidente Maurizio Sargenti, profondo estimatore di Scaccia e da tempo sulle tracce dello stesso tecnico ternano.

“Roberto nel nostro mondo è sinonimo di professionalità, serietà e risultati a livello di crescita delle atlete. La sua presenza ci permette di compiere un ulteriore salto di qualità dal punto di vista tecnico e didattico. Crediamo molto nei gruppi Under 13 e 14, una fascia di età dove si può ancora lavorare per sviluppare capacità e competenze pallavolistiche. Scaccia è l’allenatore ideale per proseguire al meglio un percorso di crescita”.

RIPRESA DELLE ATTIVITA’ – Pallavolo San Sisto ha fissato per lunedì 31 agosto la ripresa ufficiale dell’attività sportiva per la stagione 2026-2027. In quella settimana, giorno dopo giorno, torneranno al lavoro tutti i gruppi che andranno a comporre la rosa: dal minivolley alle squadre maggiori. 

RUGBYTOTALE & SOCIALE - MONDO GENOA/ Oggi Genoa vs Napoli e corteo congiunto fra tifoserie.

                                               MONDOGENOA

L’attesa è finita! Mancano poche ore all’esordio casalingo del Genoa nella prima giornata di Campionato di Serie A ENILIVE con il quotatissimo Napoli di Massimiliano  Allegri. 

(La grinta e l'organizzazione  del coach Daniele De Rossi indubbiamente ha portato serenitò in seno al team del Grifone)

Al di la dei possibili risultati, con i pronostici che indubbiamente favoriscono gli ospiti provenienti dalla Campania, fra le due tifoserie è stato organizzato un evento del tutto inusuale per il calcio che teoricamente dovrebbe agevolare, e purtroppo non succede quasi mai, la fratellanza fra i vari appassionati sportivi del pallone tondo!  A Genova, e dalle ore 17,00 (orario non ufficiale) si formerà un corteo congiunto delle due tifoserie che si svilupperà dal piazzale Resasco, uscita casello autostradale di Genova Est e si snoderà dallo stesso sito dalle Piastre (posteggi), Istria, Mandoli, Angeli del Fango, Bobbio, Monnet.

                         (L'asso brasiliano Junior Messias probabilmente partira' dalla panchina, ma un suo utilizzo è pur sempre prevedibile quanto prezioso)

Intanto confermato l’inizio della contesa del Luigi Ferraris per le ore 20,45 con arbitro Marco Di Bello della sezione di Brindisi il Genoa proprio in questi giorni si è assicurato il tesseramento del centroattacco nazionale del Montenegro, Milutin Osmajic, classe 1999,  e probabilmente domani sara’ già a Genova per le visite mediche. 


(Il trequartista Tommaso Baldanzi in prestito dalla Roma è l'uomo del momento e molto dipenderà da lui l'esito del test con il quotatissimo Napoli)

L’atleta dell’est Europe arriva per circa tre milioni di Euro dal club inglese del Preston North End.  Il club rossoblu di Dan Sucu punta ancora ad inserire in seno al team almeno un altro attaccante e al momento i maggiormente vicini al Grifone sono Ferguson e El Sharawy, ma si vedrà. Intanto questa sera il Genoa potrebbe presentare in campo Bijlow, Marcandalli, Ostigard, Vasquez, Norton-Cuffy, Frendrup, Amorim (Sow), Baldanzi, Ellertsson, Vitinha, Colombo. Ovviamente il coach Daniele De Rossi con atleti in panchina quali Junior Messias, Martìn, Otoa, Mitaj, Meichtry, Puckza, Wiafe potra’ eventualmente modificare la formazione in qualsiasi momento e puntare ad una importante iniziale affermazione.  (rr)

FOTO: TANOPRESS GENOA CFC

 

 

RUGBY SERIE A1/ I nostri 3 giovani gioielli tornano a casa

  Yan Badagnani, Inza Dene e Tommaso Roda (ordine alfabetico), dopo una brillantissima formazione nelle strutture federali e varie esperie...