2026/05/24

RUGBYF.I.R. SICILIA/ A Ragusa concluso il progetto "Sport e Legalità."


Si è concluso in provincia di Ragusa il progetto “Sport e Legalità”, giunto al secondo anno consecutivo con numeri importanti: coinvolte numerose scuole del territorio e circa 2500 studenti in tutta la provincia.

Il progetto nasce dalla collaborazione tra la Questura di Ragusa e il Ragusa Rugby, con il supporto del gruppo sportivo Fiamme Oro Rugby e il sostegno dei sette Comuni della provincia di Ragusa, del Libero Consorzio Comunale di Ragusa e dell’Ufficio Scolastico Provinciale.

Fondamentale anche il contributo della dott.ssa Katia Pacelli, psicologa dello sport dell’identità evolutiva, che ha accompagnato il percorso educativo e formativo rivolto ai ragazzi.

Un’iniziativa che conferma quanto lo sport possa essere uno straordinario strumento educativo e sociale, soprattutto nel Sud Italia, attraverso la promozione del rispetto delle regole, dell’inclusione e dei valori del rugby.

“Sono molto felice e ringrazio la FIR e le Fiamme Oro per questo progetto - ha detto il Presidente FIR Sicilia, Orazio Arancio - che ci aiuta a intensificare la promozione del rugby nelle sculle. La Commissione Sud della Fir ha già avviato un nuovo tavolo di confronto con le Fiamme Oro per implementare queste iniziative anche in altre province della Sicilia e del Sud Italia. Le Fiamme Oro ci aiutano in una fascia di età, quella del mini rugby, base fondamentale per costruire un progetto solido per il futuro del movimento siciliano. Ho visto ragazzi entusiasti: insieme all’attività fisica si promuove il rispetto delle regole e del prossimo, che farà di questi giovani dei cittadini migliori. Congratulazioni al Ragusa Rugby del Presidente Erman Di Natale e al responsabile del settore giovanile nonché delegato provinciale Fir, Angelo Iozzia, per la competenza e l'impegno che certamente sarà ripagato in termini di crescita e consolidamento del club. Bravi".

Una giornata di sport, entusiasmo e valori che lascia un segno importante nel percorso di crescita delle nuove generazioni.

2026/05/23

RUGBY GIOVANILI/ A Stagno (LI) è in arrivo il torneo "I'm a Lion".


I motori sono già accesi: per l’organizzazione della settima edizione del torneo giovanile nazionale ‘I’m a Lion’, che coinvolgerà 60 squadre di cinque categorie e che si svolgerà nell’ultimo weekend di maggio, si ‘stanno scaldando’ non meno di cento tesserati, simpatizzanti e appassionati che, a vario titolo, metteranno a disposizione la propria opera ed il proprio inimitabile entusiasmo per la riuscita dell’evento stesso. 

Alla kermesse, in programma nell’ampissimo impianto ‘Emo Priami’ di Stagno – dal gennaio 2019 quartier generale dei Lions Amaranto Livorno -, sono attesi rugbisti e accompagnatori da ogni parte d’Italia. 

I giocatori della prima squadra amaranto arbitreranno i numerosi incontri in programma; altri appassionati, dirigenti, tesserati o comunque volontari legati alla ‘famiglia Lions’ si attiveranno per l’accoglienza, per la pulizia degli ambienti, per il lavoro di segreteria e naturalmente per garantire a tutti quanti, nei punti ristoro dislocati nel plesso stesso, l’ambito ‘terzo tempo’ (aperitivi, griglie con panini caldi e freddi, porchetta, piatti della cucina, shiacciatine, pizze, frutta di stagione, dolci, caffè e bibite saranno a disposizione delle migliaia di sportivi presenti). Nel lungo pomeriggio di sabato 30, ci sarà spazio per il torneo riservato agli under 14, che vedrà al via 16 squadre: alle 13.45 la cerimonia di apertura con Nina Dance Group, alle 14.00 il via alla fase agonistica, che si chiuderà con la finale in programma alle 20.00; poi le premiazioni, con la nuova esibizione della Nino Dance Group e con DJ Set, con musica dance.



Domenica 31, saranno protagoniste in campo dieci squadre under 12 (daranno inizialmente vita a tre gironi), 12 squadre under 10 (inizialmente andranno a comporre quattro gironi), 14 squadre under 8 (quattro i gironi eliminatori) e otto squadre under 6 (due i gironi iniziali). Gli incontri scatteranno alle 9.00 e, dopo la pausa per il terzo tempo, proseguiranno con le finali previste alle 14.30. Alle 15.30, il gran finale, con le premiazioni. Tra i vari stand, oltre a quello del servizio foto, da segnalare quello del CSI, con gonfiabili per tutti i bambini nell’area giochi; per i più piccoli anche animazione e Trucca Bimbi, sempre con Nina Dance Group. Per seguire la fase agonistica, con gli aggiornamenti su tutti gli incontri delle varie categorie, sarà fruibile un’apposita app gratuita allestita dagli organizzatori. Sarà – è da scommetterci.. – un grande evento, con grandi numeri, dentro e fuori il rettangolo di gioco. Per le varie rappresentative del mini rugby dei Lions Amaranto sarà il modo migliore per chiudere un’annata ricca di mete e soddisfazioni.  (Fabio Giorgi)

LE FOTO  SONO RELATIVE ALL'EDIZIONE DI 'I'M A LION' 2025

RUGBY SERIE C PROMOZIONE/ La cadetta 2 del Firenze ospita il Tirreno Rugby Club.


La Cadetta 2 riceve il Tirreno Rugby Club

Penultima giornata di Serie C Promozione 


  Il terza linea Marco Salvanti in spinta - Foto Marco Metti

Firenze – Ultimo appuntamento casalingo della stagione per la Cadetta 2 e per tutta l'Unione Rugby Firenze, in programma domenica alle 15.30 al Marco Polo nella penultima giornata del campionato di Serie C Promozione. I ragazzi di Morace e Gambineri affronteranno il Tirreno Rugby Club in una sfida che mette di fronte la terza e la sesta forza del girone.

La franchigia della costa, nata dalla collaborazione tra Piombino, Cecina, San Vincenzo, Grosseto, Scarlino e Rosignano, occupa infatti la terza posizione in classifica ed è una delle squadre più performanti del campionato. I gigliati, attualmente sesti, cercheranno invece di chiudere nel migliore dei modi il percorso stagionale davanti al proprio pubblico.

Nel match d’andata, disputato sul campo del Tirreno RC, i fiorentini uscirono sconfitti di misura per 24-17 al termine di una gara combattuta fino agli ultimi minuti. Un confronto equilibrato che lasciò sensazioni positive nonostante il risultato e che rende particolarmente interessante la sfida di ritorno.

(Jacopo Gramigni)

 

RUGBYTOTALE & SOCIALE - UNIVERSITARI/ Ai C.N.U.2026 lotta e scherma.


Successo vercellese ai CNU, 300 atleti in gara tra Judo,

Lotta e Scherma

Prima giornata di gare per gli studenti-atleti provenienti da tutta Italia

Novara, 23 maggio 2026 - La prima pioggia di medaglie dei CNU 2026 arriva da Vercelli. Judo e Lotta al PalaPiacco, la Scherma al PalaPregnolato: un successo di partecipazione con quasi 400 studenti-atleti tra tatami e pedane nel primo giorno di gare. Insieme alla Presidente dei Campionati Nazionali Universitari Primaverili 2026, Alice Cometti, presente anche Domenico Sabatino, Vice Sindaco e Assessore allo Sport, Eventi, Manifestazioni del Comune di Vercelli. “Siamo molto felici, gli allestimenti di PalaPiacco e PalaPregnolato, così come l’organizzazione generale, sono eccellenti - le parole del Primo Cittadino vercellese -. Sono davvero soddisfatto, come Amministrazione supportiamo con piacere questi eventi e ben vengano perché fanno bene alla città, fanno bene all’Università e fanno onore allo sport. Anche i ragazzi li ho visti molto motivati, è una bella vetrina per tutti”.

Sugli spalti il tifo è senza sosta, con cori, striscioni e applausi per i protagonisti in gara: 103 studenti-atleti nella Lotta, più 117 ragazzi e 52 ragazze nel Judo. A pochi chilometri dal PalaPiacco, invece, sono i 95 spadisti (53 uomini e 42 donne) a darsi battaglia fino all’ultimo tiro. E durante le premiazioni della Spada maschile e femminile c’è stato anche un riconoscimento speciale: il Premio alla Memoria di Piero Tassinari, medaglia d’oro alla 1^ Universiade del 1959 a Torino.

Il riconoscimento è andato a Riccardo Cedrone, finalista oggi nella Spada maschile dei CNU 2026. A consegnarlo sono stati Adalberto ‘Dago’ Tassinari e Marco Fichera, medaglia d’argento a squadre alle Olimpiadi di Rio De Janeiro 2026.

Il programma di gara di domenica 24 prevede a Vercelli Judo (individuale femminile più maschile a squadre) e Scherma (Fioretto e Sciabola, maschile e femminile), e a Novara il Tennistavolo, con i gironi eliminatori.

RUGBY PESARO - EVENTO/ Francesca Sgorbini, PESARESE, candidata MVP del Sei Nazioni femminile


La rugbista pesarese è nel Team of The Championship del torneo

Dalle Formiche Pesaro Rugby al ‘dream team’ del Sei Nazioni Femminile 2026. È la bella storia della pesarese Francesca Sgorbini che, dopo aver mosso i primi passi nel mondo della palla ovale con i colori giallorossi, è approdata nel mondo del rugby professionistico che l’ha portata in Francia, all’ASM Romagnat, a vestire la maglia della Nazionale Italiana femminile, ad essere scelta, come unica italiana, nella formazione ideale del Sei Nazioni 2026 e ad essere candidata al premio di MVP del torneo.


A sostenere Francesca Sgorbini tutto l’ambiente giallorosso pesarese. L’atleta, cresciuta nelle Formiche Rugby Pesaro, rappresenta un esempio di impegno e crescita sportiva, diventando motivo di orgoglio per tutto il movimento rugbistico del territorio.

Ora tifosi e appassionati possono sostenere la candidatura di Francesca, anche online votandola come miglior giocatrice del torneo al seguente link.

«È qualcosa di incredibile – il commento della giocatrice Francesca Sgorbini - È bello ricevere premi a livello personale, ma un grande ringraziamento va alla mia squadra, senza di loro non potrei giocare così. Il rugby è un gioco di squadra, si gioca in quindici e sicuramente l'Italia durante questo Sei Nazioni ha fatto un ottimo lavoro. Questi riconoscimenti sono anche un'iniezione di fiducia in vista degli ultimi appuntamenti di campionato, una spinta in più per finire anche il campionato nel migliore dei modi».

Com’è stato per te questo Sei Nazioni? «È stato un ottimo Sei Nazioni, di transizione un po' per tutte le squadre venendo subito dopo il mondiale. Siamo un gruppo nuovo, che si sta formando, e non ci aspettavamo di trovarci così bene fin da subito, invece il gruppo sta funzionando molto bene, c’è una bella alchimia tra noi giocatrici. Abbiamo avuto un inizio un po' complicato con Francia e Irlanda, poi però siamo riusciti a riprenderci contro la Scozia, contro l'Inghilterra per la prima volta abbiamo trovato il punto di bonus e poi un bel finale in Galles. Come squadra quello che mi ha soddisfatto di più è stato sapere che giocavamo tutte per lo stesso motivo e che ci stavamo divertendo a farlo. Venivamo da un mondiale che è stato duro sia mentalmente che fisicamente, avevamo bisogno di riscattarci e per me questa è stata la miglior cosa che potesse capitarci in questo momento. Personalmente sono contenta di fare quello che mi piace, divertendomi, il più grande premio che potessi ricevere».

Per quanto riguarda il campionato dell’ASM Romagnat, a che punto siete? «Il campionato in Francia non è ancora finito, per ora siamo prime in classifica. Ci giocheremo la partita per il primo o secondo posto contro Tolosa a inizio giugno, dopodiché si decideranno le semifinali. La finale sarà il 28 giugno e noi speriamo di esserci»

Il tuo legame con Pesaro? «A Pesaro devo tanto, ho iniziato a giocare nelle Formiche Pesaro Rugby e quando sono a casa mi alleno sempre nelle strutture della Pesaro Rugby. Sicuramente formare una squadra femminile non è facile, soprattutto in una città come Pesaro che non è conosciuta per il rugby. Stimo le ragazze che provano a formare qualcosa, spero che i successi della Nazionale Italiana e questi riconoscimenti del Sei Nazioni possano spingere alcune bambine a indirizzarsi verso questo sport, che ancora viene visto come uno sport maschile. Mi auguro che questi riconoscimenti aiutino a rendendosi conto che ci sono sempre più ragazze che giocano, e un domani ad avere più iscritte nelle Formiche e nella Rugby Pesaro».

Cosa vorresti dire alla ragazze che si avvicinano a questo sport? «Alle bambine che vorrebbero iniziare dico sempre di buttarsi. Non è uno sport maschile o femminile, è semplicemente uno sport, e se ti piace quello sport non vedo perché non provare. Alle ragazze che hanno iniziato ripeto quello che dice sempre mia mamma: ‘bisogna sempre puntare alla luna, al massimo avrai viaggiato sulle stelle’. Bisogna sempre puntare più in alto possibile, se si da il meglio sicuramente se ne esce soddisfatti».

«Quello ricevuto da Francesca è un riconoscimento importante – aggiunge il presidente della Fiorini Pesaro Rugby, Simone Mattioli - È un’atleta importante, di livello mondiale, e ci fa molto piacere che il suo cammino sia iniziato da Pesaro e dal nostro campo. È un patrimonio pesarese, ma anche della comunità rugbistica nazionale. È un riconoscimento internazionale dei suoi meriti, della serietà con cui affronta il suo impegno da atleta professionista di alto livello. Francesca è uno dei frutti della tradizione rugbistica pesarese e del lavoro del club nel rugby femminile. Diverse ragazze partite da Pesaro si sono espresse a livelli nazionali, tra squadre senior e junior. Dalla centuriona azzurra Lucia Gai a giocatrici agli albori come Corradini, Jelic, Donati e Angeli precedute negli anni Cecilia Ridolfi, Anna Barbanti, Diletta Nicoletti e Debora Ballarini».

Una spinta anche per il futuro: «Non dobbiamo fermarci agli ottimi risultati di queste ragazze, dobbiamo porci l'obiettivo di ricostituire a Pesaro una squadra femminile che possa giocare in campionato – aggiunge Mattioli - Questa è una cosa che ci interessa molto, vorremmo ritornare ai fasti delle Mustang, pensiamo che questa piazza meriti un XV femminile. Anno dopo anno ci stiamo avvicinando, ci stiamo lavorando in maniera certosina. Non ci riusciremo in questa stagione, il nostro obiettivo è la stagione 2027/2028. Le ragazze pesaresi quest'anno si sono espresse nella compagine del Romagna, a cui Pesaro ha dato un contributo importante in termini di quantità e qualità. Inoltre le ragazze stanno riscuotendo bei risultati anche nei tornei di Rugby Seven».

(Tania Stocchi)

RUGBYTOTALE & SOCIALE - EVENTO/ Il Cus Genova Rugby svetta in A e brilla a Portofino!

La suggestiva cornice di Castello Brown ha ospitato la festa di fine stagione del Cus Genova Rugby, un evento che ha celebrato non solo i risultati agonistici, ma la forza di una comunità capace di unire diverse generazioni. 

La serata è stata resa possibile grazie al sostegno dello sponsor Portofino Mare S.r.l. e all’impegno del dirigente Dario Granzella. La cena è stata un autentico momento di aggregazione che ha riunito i rugbisti di ieri, quelli di oggi e i sostenitori del club. Il rugby cussino si conferma una realtà tenace, capace di tramandare la propria tradizione sportiva da tre generazioni e di festeggiare, quest’anno, una meritata e netta promozione in Serie A.

Presente all’evento, il vicesindaco di Portofino, Giorgio D’Alia, ha espresso il proprio orgoglio nel sostenere un’eccellenza del territorio, congratulandosi con gli atleti ed il club per il prestigioso traguardo raggiunto.

Paolo Macchi, amministratore di Portofino Mare, ha spiegato le ragioni della partnership: "Ho individuato in questo team un grande potenziale, spesso trascurato dagli sponsor". Con questa scelta il brand, già affermato in Italia e nel mondo, conferma il suo costante impegno nella promozione delle eccellenze sportive territoriali.

Il responsabile della sezione Rugby Stefano Juvara ha rivolto un ringraziamento sentito a tutto il sodalizio per aver creduto nel valore della lealtà e nella bellezza dello sport. Il capitano Nicolò Migliorini ha fatto eco alle sue parole, sottolineando l’importanza cruciale del supporto degli sponsor per il raggiungimento degli obiettivi stagionali. La coesione del club si riflette nell’integrazione tra i diversi settori, un ecosistema dove ogni categoria è funzionale alla crescita dell'altra.

Il dirigente Giorgio Devecchi ha tracciato un bilancio positivo della squadra Cadetta, reduce da un ottimo secondo posto nel campionato di Serie C: “Abbiamo formato un gruppo numeroso e coeso, strettamente legato alla prima squadra grazie a un proficuo scambio di giocatori”.

Sulla scia degli eccellenti risultati della stagione 2025/26, la società si augura il salto di categoria. Un obiettivo ambizioso, sostenuto non solo dai veterani, ma anche dal prezioso innesto dei giovani talenti pronti al passaggio dall’Under 18 alla squadra Cadetta.

Parallelamente, il club investe sui giovani: l’atleta della Prima squadra Riccardo Granzella funge da ponte generazionale nel ruolo di allenatore della categoria Under 18, mentre i giocatori delle giovanili supportano tecnici di grande esperienza nel lavoro con i bambini dai sei anni in su. Inoltre da sottolineare la partnership con la società La Superba, guidata da Federico Ghiglione, che promuove il Rugby Tots, disciplina senza contatto fisico incentrata su competenze motorie e sociali: “Sviluppiamo proposte educative già nelle scuole dell’infanzia; alcuni degli atleti del CUS Genova Rugby sono partiti proprio da qui”.

Protagonista della serata anche la squadra femminile, autentico pilastro di amicizia e cooperazione.

La capitana Emma Bolognesi ha descritto l’esperienza rugbistica come un momento di aggregazione sincera: "Quando finisco di lavorare è un piacere venire ad allenarmi; non incontro semplici compagne di squadra, ma amiche".

A sottolineare l’importanza del progetto, Nanni Clavarini ha spiegato che la scelta di Coop Liguria di sponsorizzare le atlete nasce dal desiderio di scardinare i forti stereotipi di genere legati al mondo dello sport.

Al Carlini Bollesan, dunque, il rugby si conferma molto più di una disciplina agonistica: è una grande casa accogliente, una realtà in continua crescita in cui genitori, figli e nipoti condividono la medesima passione.

(Elisa Lubiano)

RUGBY SERIE C - SICILIA/ Il San Gregorio Catania promosso in Serie B, ne parla il coach Vincenzo Delfino.


Ho voluto prendermi un po’ di tempo prima di mettere nero su bianco queste parole. Volevo aspettare la chiusura ufficiale di questo anno sportivo, far calare l'adrenalina e far respirare il cuore, per capire davvero la portata di quello che abbiamo fatto.

Se guardo indietro a dove siamo partiti, quello che abbiamo realizzato non è solo una vittoria sportiva. È un miracolo di cuore, fango e determinazione.

A inizio anno l’obiettivo era uno solo, apparentemente impossibile: ricostituire una squadra Senior che, di fatto, non esisteva più. Alla prima amichevole dei “Grandi” ci siamo ritrovati in cinque. Cinque. In tanti erano dubbiosi, molti si chiedevano se avesse senso anche solo iniziare l'anno.

Ma la risposta è arrivata quel giorno stesso, sul campo. Grazie all’arrivo di tanti amici che, oltre al progetto, hanno creduto in me, e soprattutto grazie alla voglia, alla fame e al coraggio dei ragazzi saliti dalle nostre giovanili, quella prima partita l’abbiamo affrontata a viso aperto e con un carattere immenso. Lì è scoccata la scintilla.

Giorno dopo giorno, settimana dopo settimana, mese dopo mese, il nostro percorso si è arricchito. Si sono aggiunte sempre più persone che in questo gruppo non hanno trovato solo una squadra, ma una famiglia.

Intendiamoci, non siamo perfetti. Ma abbiamo saputo trovare il nostro equilibrio perfetto tra l'esperienza dei veterani e la sfrontatezza dei più giovani. Partita dopo partita, superando anche sconfitte cocenti che avrebbero potuto abbatterci, abbiamo costruito la nostra identità. Abbiamo affrontato realtà consolidate, corazzate ben più strutturate di noi, e averle superate rende questo risultato ancora più incredibile!

È stato un viaggio pazzesco che resterà impresso per sempre nel mio cuore. In questo progetto ci ho dedicato tutto me stesso, l'anima e ogni briciolo di energia.

Insieme a me, ci hanno creduto i ragazzi. Ragazzi straordinari che ringrazierò per sempre per avermi camminato a fianco in questo meraviglioso viaggio.

Ma un'impresa del genere non si fa da soli. Il mio grazie più grande va:

Alla Società, che mi ha sostenuto sempre, cercando di non farci mancare nulla e credendo nella bontà del progetto fin dal primo giorno.

A Massimiliano Di Raimondo ,per la presenza, il supporto e il lavoro costante fatto insieme in campo e dietro le quinte.

E infine, le persone per me più importanti: mia moglie Monica Viscuso e Andrea Ferrara, coloro che mi hanno letteralmente spinto fin da subito ad accettare questa sfida.

Un grazie immenso a mia moglie, per la pazienza infinita con cui ha sopportato e supportato ogni singolo giorno di questo anno intensissimo. E un grazie ad Andrea, che oltre a essere un fratello per me, è un esempio raro di abnegazione, sacrificio e forza di volontà: grazie per aver acceso la scintilla iniziale e per l’immenso contributo che hai dato sul campo.

Senza di voi due, tutto questo non sarebbe stato possibile.

Il lavoro, chiaramente, non è finito. Anzi, è appena iniziato. Siamo già sul campo e dietro la scrivania per farci trovare pronti, per garantire a questo gruppo le migliori condizioni possibili per affrontare un campionato difficile come la Serie B.

Ma il bello delle sfide è proprio questo: guardarle negli occhi, affrontarle a viso aperto e dedicare ogni sforzo per superarle. Non sempre si vince, lo sappiamo, ma l’errore più grande sarebbe cullarsi sul risultato appena ottenuto o, peggio, restare immobili. E noi non abbiamo nessuna intenzione di fermarci.

Grazie a chi ci ha sostenuto, grazie a chi ha spinto in mischia con noi dal primo all'ultimo minuto.

Viva lo sport, viva il rugby... VIVA IL SAN GREGORIO RUGBY !

(Vincenzo Delfino)

RUGBYF.I.R. SICILIA/ A Ragusa concluso il progetto "Sport e Legalità."

Si è concluso in provincia di Ragusa il progetto “Sport e Legalità”, giunto al secondo anno consecutivo con numeri importanti: coinvolte num...