2026/08/15

RUGBY SERIE B6 - MERCATO/ Due nuovi arrivi in casa del SanGregorio Catania.


Un'altra importante pedina si aggiunge al nostro progetto sportivo.

Con grande entusiasmo annunciamo l'ingresso di Luca Scinardo, nuovo centro della squadra seniores, che giocherà nel girone 6 del campionato nazionale di serie B.

La nuova stagione è sempre più vicina e, giorno dopo giorno, stiamo costruendo una squadra pronta ad affrontare ogni sfida con passione, sacrificio e orgoglio.

Benvenuto Luca, ci vediamo in campo.

Un'altra importante pedina si aggiunge al nostro progetto sportivo.

Con grande entusiasmo annunciamo l'ingresso di Flavio Pirrera, nuovo centro/ala della squadra seniores, che giocherà nel girone 6 del campionato nazionale di serie B.

La nuova stagione è sempre più vicina e, giorno dopo giorno, stiamo costruendo una squadra pronta ad affrontare ogni sfida con passione, sacrificio e orgoglio.

Benvenuto Flavio, ci vediamo in campo.

RUGBY SERIE C - VENETO/ INTERVISTA A STEFANO BORDON, NUOVO ALLENATORE DEL RUGBY ALTO VICENTINO


Con la comunicazione del 9 luglio scorso, il Rugby Alto Vicentino accoglie una nuova figura chiave del suo percorso di crescita. Un allenatore che porta esperienza, idee chiare e una visione che parla di futuro. È con grande piacere che presentiamo il nuovo tecnico del RAV, pronto a guidare la squadra con energia e competenza. Stefano Bordon.

Prima dell’intervista un piccolo riassunto del suo percorso sportivo.

Nato a Rovigo il 2 febbraio 1968, Stefano Bordon è una vera e propria leggenda del rugby italiano, con un background d’eccellenza diviso tra una gloriosa carriera da giocatore e un lunghissimo percorso da allenatore e formatore.

Cresciuto nel Rugby Rovigo, ha vestito la maglia dei Bersaglieri per ben 12 stagioni vincendo due Scudetti (1987/88 e 1989/90). Come esperienze internazionali: ha giocato in Francia nel prestigioso [RC Toulonnais (Tolone) ed ha chiuso la carriera agonistica al CUS Verona nel 2003.

Nazionale Italiana (29 Cap): Pilastro dell’Italia tra il 1990 e il 1997, ha partecipato a due Coppe del Mondo (1991 e 1995). È stato tra i protagonisti assoluti della storica vittoria di Grenoble nel 1997 contro la Francia, che valse il titolo di Campioni d’Europa e l’accesso degli Azzurri al Sei Nazioni.

Da Allenatore e Direttore Tecnico ha accumulato oltre vent’anni di esperienza sulle panchine dei campionati nazionali italiani, guidando club come: CUS Verona, Modena, Colorno, Amatori Alghero e Crociati Parma. Ed ancora Borsari Rugby Badia, CUS Genova, Rugby Roma, CUS Perugia e Arieti Rieti. Ha inoltre ricoperto ruoli d’élite come allenatore della selezione Italia A ed è stato Direttore Tecnico dell’Este Rugby.

(In Foto  Stefano Bordon con Rugbytotale  a Genova, qualche anno fa)


Coach, benvenuto: iniziamo conoscendoti meglio. Chi è l’uomo dietro il ruolo?

1) L’identità e gli obiettivi: Stefano, hai vissuto il rugby ai massimi livelli mondiali. Adesso che sei qui con noi al RAV, qual è la primissima impronta, sia tecnica che di mentalità, che vuoi dare ai ragazzi per questa stagione?

La mia mentalità non è mai cambiata, indipendentemente dall’avversario: è stata la stessa sia affrontando gli All Blacks sia il Vicenza Rugby. Se c’è una cosa che voglio trasmettere ai ragazzi è proprio questa: dare sempre il massimo, in ogni partita e in ogni allenamento. Prima di tutto, però, voglio che si divertano. Sono dilettanti e giocano per passione, quindi il divertimento deve essere alla base di tutto. Attraverso il lavoro voglio poi far crescere in loro la consapevolezza, la fiducia nelle proprie capacità e, soprattutto, l’ambizione di voler andare oltre. Un’ambizione che dovrà essere condivisa da tutta la società. Voglio un gruppo presente, unito, capace di sostenersi e di credere nelle proprie potenzialità. Voglio una squadra che, ogni volta che scende in campo, esprima tutto quello che ha, per non avere rimpianti. Io ho sempre avuto un unico obiettivo, che mi accompagna da sempre. Non voglio imporlo ai ragazzi: voglio che siano loro, attraverso i miglioramenti, il lavoro e i risultati, a maturare la consapevolezza di poterlo raggiungere. E che, quando arriveranno a desiderarlo, siano disposti a fare tutto il necessario per conquistarlo.


(Stefano Bordon head coach al Borsari Badìa)

2) il Mental Coaching sul campo: Chi ti conosce sa quanto credi nel valore del Mental Coaching. In concreto, come pensi di usare questa tua specializzazione per gestire il gruppo e aiutarci a superare i momenti più duri del campionato?

Il Mental Coaching non serve solo quando tutto va bene: serve soprattutto quando arrivano le difficoltà, per fare in modo che la squadra non perda sé stessa. Lavoreremo sulla concentrazione, sulla gestione della pressione, dell’ansia e delle emozioni, ma anche sulla fiducia in sé stessi e nel gruppo. E soprattutto sulla capacità di reagire a una sconfitta, a un errore o a una brutta prestazione senza perdere motivazione. Tengo molto anche al coinvolgimento di tutti, compresi i ragazzi che trovano meno spazio in campo: ognuno deve sentirsi importante e parte del progetto.

Voglio costruire un gruppo che nei momenti difficili non cerchi alibi o colpevoli, ma sappia reagire, ritrovare energie e ripartire. Perché è nelle difficoltà che si misura la vera forza di una squadra.

3) I giovani e il vivaio: Per il RAV la crescita dei ragazzi delle giovanili è fondamentale. Tu che hai fatto tanta formazione, come pensi di strutturare l’inserimento dei più giovani in prima squadra senza bruciare le tappe?

Per l’Under 18 penso a un inserimento graduale, iniziando con uno o due allenamenti con la prima squadra e aumentando progressivamente l’intensità, fino ad arrivare all’allenamento completo.

L’obiettivo è farli crescere tecnicamente, tatticamente e mentalmente, mettendoli a confronto con giocatori più esperti senza bruciare le tappe. Voglio anche che capiscano fin da subito di essere una risorsa importante per il futuro del club. Non voglio portarli subito in prima squadra: voglio prepararli a farne parte, dando loro progressivamente spazio, responsabilità e fiducia.

4) La tua filosofia di gioco: Andiamo sul campo: che tipo di rugby vedremo quest’anno? Preferisci puntare sulla concretezza e sulla fisicità degli avanti o ti piacerebbe vedere un gioco più rapido, che dia spazio all’inventiva dei trequarti?

Mi piacerebbe avere una squadra completa, capace di alternare il gioco e di avere più soluzioni. Dobbiamo saper giocare con gli avanti, essere rapidi con i trequarti e utilizzare anche il gioco al piede quando può essere efficace. Una squadra ambiziosa deve avere dei punti di forza, ma non può dipendere solo da quelli. Se l’avversario riesce a neutralizzare la nostra soluzione migliore, dobbiamo essere capaci di cambiare piano di gioco e trovare altre strade per vincere. Voglio quindi una squadra capace di adattarsi: avere un’identità precisa, ma saperla interpretare in modo diverso in base alle nostre caratteristiche e a quelle dell’avversario.

5) La scelta del RAV: Hai girato piazze storiche in Italia e all’estero. Cosa ti ha convinto davvero del nostro progetto societario e cosa ti ha spinto ad accettare questa sfida sulla nostra panchina?

La mia scelta nasce innanzitutto dal legame che ho con il RAV. Ho già allenato qui per due anni e, nonostante siano stati anni particolari e difficili per il Covid, sono stati comunque due anni belli, che mi hanno lasciato molto. Il secondo motivo, e forse quello decisivo, è che vedo una società consapevole di dove vuole andare e con un progetto preciso. Questa chiarezza mi ha convinto a tornare con grande entusiasmo.

Conoscevo già l’ambiente e le persone, ma soprattutto ho ritrovato una società con ambizioni e la volontà di costruire qualcosa. Ed è questo che mi ha spinto ad accettare questa nuova sfida.

(Giuseppe Amura)

- Foto inserite da RUGBYTOTALE & SOCIALE, escluso il poster)

RUGBY SERIE A1/ Andre' Bester, missione Settimo Rugby !


ANDRE BESTER, MISSIONE VII RUGBY

Voglio costruire un VII Rugby protagonista, partendo dai giovani. Il tecnico sudafricano, neo Director of rugby del sodalizio gialloblù. si racconta a 360°.

Bentornato Andre. Sono passati quasi dieci anni dalla tua prima esperienza a Settimo: che cosa ti ha convinto a tornare e che ambiente hai trovato? «È nata una situazione in cui ho dialogato con il presidente e con la dirigenza; ho percepito che il Settimo Rugby – superata la fase iniziale e i primi passi a questo livello – fosse pronto ad abbracciare la filosofia del rugby inteso come progetto globale. Un progetto che mira a far crescere i giovani a 360 gradi, sviluppando doti di leadership fin dalla più tenera età, già dalle categorie del minirugby. Inoltre, il club era pronto a puntare sul rugby d'élite e di alto livello, consapevole anche della grande responsabilità sociale d'impresa che tale attività comporta per il territorio di Torino e dintorni; la dirigenza era pronta a farsi carico di questo impegno. Credo che il club e la realtà di Torino siano pronti ad accogliere questa sfida e a valorizzare il contributo che possiamo offrire alla crescita dei giovani.» In questi ultimi anni sono cambiate molte cose nel mondo del rugby. Cosa è cambiato invece nel mondo di Andre Bester?

«. Spero non troppo. Spero di essere rimasto fedele al mio approccio fondamentale: lavorare con i singoli prima ancora che con la squadra. Sebbene il focus si sia spostato sulla prestazione della prima squadra, il mio ambito d'azione si è ampliato, includendo la formazione di giovani leader per il futuro. Si tratta di plasmare personalità e far crescere le persone fin dalla più tenera età – dai sei o otto anni fino alla prima squadra. Credo che questo rappresenti un cambiamento rispetto al passato, poiché abbraccia un piano di sviluppo a 360 gradi che coinvolge non solo il club, ma anche i singoli individui che interagiscono con noi.» Il Primo XV è atteso da una stagione impegnativa. Che squadra vuoi costruire e, soprattutto, quale identità di gioco vorresti darle? «Ho una qualifica di allenatore di massimo livello conseguita in Francia e ho lavorato con quattro diverse federazioni ai massimi livelli in tutto il mondo negli ultimi 25-30 anni. Il mio approccio è quindi globale; mi piace definirlo 'rugby globale'. È uno stile che risente dell'influenza sudafricana: la fisicità, l'aggressività e la disciplina sono sempre al primo posto in ciò che facciamo. Tuttavia, amo anche la creatività e l'estro tipici del rugby francese – ho lavorato con persone che hanno avuto una grande influenza su di me in questo senso – così come apprezzo molto la tecnica neozelandese. Il nostro gioco si colloca a metà strada tra queste filosofie: è quello che chiamo 'rugby globale'. È un approccio entusiasmante, che trasmettiamo fin dalle categorie giovanili di base. Non si tratta solo di sviluppare la personalità dei giocatori, ma di cambiare il modo in cui giochiamo, vediamo e interpretiamo il rugby; è una mentalità che si riflette anche nel modo in cui affrontiamo la vita. Questo è il principio fondamentale: formare un giocatore completo, non solo a livello di prima squadra, ma fin dalle fasi iniziali del percorso giovanile.» Sei tornato a Settimo anche per impostare un lavoro teso a valorizzare i giovani. Secondo te, cosa deve fare il VII Rugby per raggiungere questo traguardo? «Credo che ciò che ci distingue dagli altri sia il fatto che il rugby funge da veicolo per i propri sogni. Ritengo che si debba ammettere che una vita senza sogni non sia una vita degna di essere vissuta. Credo che noi rappresentiamo il mezzo attraverso cui i giovani possono raggiungere le loro mete. La differenza, oggi, è che sono direttamente responsabile del percorso di questi giovani giocatori e ragazzi. Ho sempre detto di non aver mai reclutato un giocatore in vita mia: io recluto una persona, una persona dotata di determinate capacità e caratteristiche, ed è proprio su questo che ci concentriamo. Mi occupo personalmente dei giovani, dalle categorie più piccole – sia maschili che femminili – fino alla prima squadra; sono responsabile dell'attuazione di un programma di sviluppo della leadership che utilizza il rugby come strumento per far crescere la personalità dei ragazzi, trasmettendo loro i valori di questo sport. È un progetto entusiasmante e diverso, perché la mia esperienza mi ha insegnato che il rugby è una filosofia di vita. Certo, il rugby non è adatto a tutti; in fondo, come ogni altra cosa nella vita, è solo un mezzo. Siamo molto entusiasti di questa iniziativa, che porterà un cambiamento significativo. Personalmente, se fossi un genitore, vorrei proprio questo da uno sport per mio figlio: una crescita a 360 gradi e l'acquisizione di valori come la disciplina, il gioco di squadra e il rispetto, qualità che si consolidano nel tempo e che si riflettono anche nel rendimento scolastico e nella vita quotidiana. È un momento davvero stimolante.» Immagina per attimo che sia già passato un anno, quale risultato ti farebbe dire: “ok abbiamo fatto un buon lavoro” … «A Settimo abbiamo un piano a lungo termine; si tratta di un contratto e di un impegno che guardano lontano, non a breve scadenza. E nel rugby italiano, di solito, siamo abituati a vedere prospettive a breve termine. Questo è il primo punto. Il secondo è che la promozione è il nostro obiettivo fondamentale. Se la squadra di punta del club non esprime un livello di gioco d'élite, perché mai un genitore dovrebbe mandare suo figlio a Settimo? Perché? A tutti piace associarsi ai vincenti. E noi vogliamo trasformare tutti in vincenti. È molto semplice: si tratta di vincere ogni giorno. È questo che conta. Cosa ti rende migliore? Come puoi migliorare? Vogliamo insegnare alle persone che la parola 'impossibile' non esiste nel nostro vocabolario: tutto è possibile. Il concetto chiave è: 'Se mi impegno, posso farcela'. Non 'non posso' o 'non è possibile': queste parole non esistono per noi. È proprio questo che vogliamo trasmettere. E, arrivati alla fine di questo percorso, avremo reso le persone vincenti nelle loro attività individuali; avranno imparato che la risorsa più preziosa della vita è il tempo e che non bisogna mai sprecarlo. Dobbiamo migliorare costantemente ed essere produttivi in ciò che facciamo. Certo, dobbiamo amare quello che facciamo e trarne piacere, e lo faremo, perché è un viaggio fantastico ed entusiasmante. Se riusciremo a completarlo, allora avremo avuto successo. È un obiettivo a 360 gradi quello che ho per il club, un obiettivo che la dirigenza ha pienamente condiviso.» Andre, vuoi mandare un messaggio ai sostenitori del VII Rugby Torino? «Beh, la prima volta è stato entusiasmante. Ma non avete ancora visto nulla. A questo punto, vogliamo rendere l'esperienza ancora più coinvolgente, partendo dalla base e non dall'alto. Vorrei anche lanciare un messaggio ai genitori: se volete che vostro figlio partecipi a un programma di leadership, se volete che impari a essere rispettoso, disciplinato, laborioso e capace di lavorare bene in squadra; se volete che migliori davvero sotto questi aspetti e sviluppi una mentalità globale – guardando magari all'esempio di neozelandesi e sudafricani, alla loro disciplina e alla capacità di attivarsi al momento giusto – e se volete che vostro figlio impari ad affrontare la vita al meglio facendo propri questi principi, allora mandatelo da noi. Non posso promettere che diventerà un giocatore di rugby internazionale, ma avrà ottime probabilità di eccellere in qualsiasi cosa farà nella vita. È proprio questo il nostro obiettivo, ed è questo il messaggio che voglio trasmettere: unitevi a noi, sarà un'esperienza fantastica.»

RUGBYTOTALE & SOCIALE - MONDOGENOA/ Top-7 dei clubs che generano più valore per gli sponsors

 

·         Nella classifica del Brand Association Value il club è al 7° posto in Italia

·         Crescono le capacità di portare valore agli investimenti delle aziende

·         Identità, tradizione, appartenenza tra gli elementi che fanno la differenza

·         Il valore del brand tra le leve competitive che offrono margini inespressi

·         I ricavi da sponsorizzazioni una voce in forte rialzo nei bilanci delle società  

Si chiama Brand Association Value. E, come in un recente articolo pubblicato su Daily Media, “costituisce il valore derivante dalla capacità di un club di trasferire reputazione, identità e immagine agli sponsors, generando una connessione emotiva con la fan-base: è uno dei quattro indicatori, insieme a visibilità, esposizione digitale e occasioni di relazione, che determina il reale valore di una sponsorizzazione. L’indice non rappresenta il corrispettivo riconosciuto dallo sponsor al club, quantifica piuttosto il potenziale reputazionale e identitario che un’azienda ottiene associando il proprio marchio a una squadra di calcio”. Su una scala di valori su base 100, il Genoa è alle spalle di Inter, Juventus, Milan, Roma e Napoli, a due incollature dalla Lazio e alla pari con il Bologna.

Nella classifica stilata da Stage Up attraverso Football Sponsor 360, la piattaforma ideata 25 anni fa con statistiche proprietarie e sviluppata con l’utilizzo dell’AI, per le società di media fascia come il Genoa le prospettive sono assai allettanti, secondo le valutazioni del Ceo di Stage Up, Federico Gaetano, tra i massimi esperti riconosciuti del settore: “Le aziende italiane ancora sottovalutano, in qualche misura, le potenzialità dei club di media fascia, che rappresentano un patrimonio per certi versi largamente inespresso. Società come Lazio, Genoa, Bologna e Atalanta, per fare qualche esempio, hanno costruito negli anni un capitale identitario, territoriale e di relazione con i tifosi, in grado di offrire agli sponsors opportunità di valorizzazione del brand molto rilevanti”.

2026/08/14

RUGBY SERIE B4/ Lions Amaranto Livorno al decimo anno consecutivo fra i cadetti.

Non è facile confrontare campionati differenti, caratterizzati da un numero diverso di squadre al via e di conseguenza da un numero differente di partite giocate o comunque omologate. Resta il dato di fatto che finora, nei suoi nove tornei di B disputati, i Lions Amaranto, al massimo, hanno ottenuto il sesto posto. 


(In foto Casalini impegnato contro il CUS Siena)

Nella stagione 2019/20 (undici le squadre protagoniste del girone 2), i livornesi occupavano, al momento dell’interruzione causata dall’emergenza pandemica, la sesta piazza con 27 punti ed un ruolino di sei vittorie e cinque sconfitte. Nella stagione 2021/22 (sempre nel girone 2), per i ‘Leoni’ sesta piazza conclusiva, con 46 punti ed un ruolino di nove vittorie (tre ottenute per forfait) e nove sconfitte (dieci le formazioni che hanno chiuso regolarmente quel particolarissimo torneo, all’indomani del ritiro del Valorugby Emila cadetto, contro cui peraltro gli amaranto avevano colto, nella prima giornata, in trasferta, un largo successo, 7-26, condito dal bonus-attacco: cinque punti che non figurano nella classifica ufficiale). Per certi versi è acqua passata, più che mai considerato che i risultati colti in quelle due annate pesantemente condizionate dal Covid sono stati raggiunti grazie al ‘vecchio nucleo storico’, a quei giocatori, che a loro volta, nella stagione 2018/19 avevano vinto il campionato di C e conquistato, con 14 successi su 14 partite, la promozione in B. Di quel ‘vecchio nucleo storico’, sono ben pochi i ‘giocatori superstiti’. La squadra amaranto è attualmente composta, in larghissima parte, da ragazzi che hanno vissuto i tre succitati tornei come semplici spettatori e che all’epoca erano impegnati solo nelle rappresentative juniores. È decisamente bassa l’età media degli amaranto. Talmente bassa, da far sembrare ‘veterani’ gli stessi Cristian Zingoni (tallonatore) e Gabriele Casalini (mediano di mischia), atleti nati nel 2005, giocatori che dopo aver esordito in prima squadra, ancora minorenni, nelle primissime giornate del campionato 2022/23 ed aver ben presto guadagnato le maglie da titolari, ne sono diventati precisi punti di riferimento. “Non vediamo l’ora – affermano i due giocatori ventunenni, chiamati a disputare il loro quinto torneo consecutivo tra i seniores – di riprendere l’attività. Il 31 agosto comincerà la preparazione ‘ufficiale’, ma già nella settimana precedente, con sedute piuttosto leggere, inizieremo ad allenarci. Nella recente riunione svoltasi con i nostri due confermati allenatori, Michele Ceccherini e Francesco Consani, con il presidente Mauro Fraddanni e con il team manager Emiliano Marchi, è emersa la volontà da parte di tutti quanti di voler alzare l’asticella. Vogliamo toglierci buone soddisfazioni, consapevoli che saremo chiamati ad una stagione importante, la seconda di un progetto di tre anni iniziato nell’estate scorsa: un progetto di crescita collettiva che prevede di effettuare un passo alla volta e mettere le basi solide per lottare nel campionato di B 2027/28 per la promozione”. Intanto, per il campionato 2026/27, al via il prossimo 18 ottobre, il mirino è puntato su una delle prime cinque piazze, cioè sul miglior risultato Lions di sempre. “Non ci tiriamo indietro – puntualizzano Zingoni e Casalini – e confermiamo di volere chiudere il torneo nella parte medio-alta della classifica. Ma il vero obiettivo sarà quello di giocare al massimo tutte le 18 partite, senza lasciar nulla di intentato. Dipenderà tutto da noi: l’importante è non avere recriminazioni da muovere al termine di ciascuna partita.


(In foto Zingoni)

Giocheremo tutte le gare con umiltà e determinazione. Possiamo vincere e purtroppo possiamo perdere contro chiunque”. Sarebbe importante ottenere buoni risultati nelle prime due gare, nei confronti con le realtà cadette dell’UR Firenze, in casa, e dei Cavalieri Prato/Sesto, in trasferta. “In casa con l’UR Firenze e in trasferta con i Cavalieri, nella scorsa stagione, siamo riusciti ad imporci. Vedremo di arrivare sufficientemente rodati già in occasione di quelle due gare, ma non vogliamo effettuare calcoli. L’esperienza che abbiamo accumulato nelle prime quattro stagioni vissute in B, con la maglia Lions, ci insegna che ogni incontro va preparato al massimo, senza pensare troppo al successivo. Ciascuno di noi è chiamato a fare la sua parte e mettersi al servizio del collettivo”. (FabioGiorgi)

RUGBY SERIE A2/, ECCO IL CALENDARIO DELLA SERIE A: LECCO PARTE IL 18 OTTOBRE A BRESCIA

                                            RUGBY LECCO

 Undici giornate di andata e altrettante di ritorno. Esordio in trasferta contro Brixia, prima sfida casalinga il 25 ottobre con Bergamo. Nel girone anche tre neopromosse: Bergamo, CUS Genova e Unione Monferrato

LECCO – È stato ufficializzato il calendario del Girone di Serie A per la stagione 2026/27. Il Rugby Lecco si prepara ad affrontare un campionato composto da dodici squadre, con una regular season articolata su undici giornate di andata e altrettante di ritorno.

Per i blucelesti lesordio è fissato per domenica 18 ottobre, con la trasferta sul campo del Brixia. Una prima giornata subito impegnativa, che precederà il debutto casalingo del Lecco, in programma il 25 ottobre, quando al  Bione arriverà il Rugby Bergamo 1950, una delle tre formazioni neopromosse inserite nel girone.

Il calendario propone quindi un avvio particolarmente intenso. Alla terza giornata il Lecco sarà ospite del Rugby Milano, mentre l8 novembre, per la quarta giornata, arriverà a Lecco il CUS Milano Rugby.

La quinta giornata porterà i blucelesti nuovamente in trasferta, sul campo dellAmatori & Union Rugby Milano, prima del ritorno al Bione per la sfida con il CUS Genova, altra neopromossa, in programma il 29 novembre.

A dicembre il calendario proporrà due trasferte consecutive: il 6 dicembre a Modena contro il Modena Rugby 1965 e il 20 dicembre sul campo dellUnione Monferrato Rugby, terza formazione neopromossa del girone. Tra le due trasferte, il 13 dicembre, il Rugby Lecco affronterà in casa lo Stade Valdotain Rugby.

Il girone di andata si chiuderà il 17 gennaio 2027, con la sfida casalinga contro il Rugby Viadana 1970.

Il ritorno prenderà il via già la settimana successiva, il 24 gennaio, con la trasferta a Modena contro il Brixia, per poi concludersi il 25 aprile 2027 con la gara interna contro il CUS Genova.

UN GIRONE RICCO DI NOVITÀ

La nuova stagione vedrà quindi il Rugby Lecco confrontarsi con tre squadre che hanno conquistato la promozione dalla Serie B al termine della stagione 2025/26: Rugby Bergamo 1950, CUS Genova e Unione Monferrato Rugby.

Il Rugby Bergamo ha centrato la promozione al termine di una stagione da protagonista, mentre il CUS Genova ha dominato il proprio girone di Serie B conquistando con anticipo il salto di categoria. LUnione Monferrato ha invece raggiunto la Serie A attraverso il percorso playoff previsto dalla formula federale.

Nel gruppo figura anche Brixia, ammessa alla Serie A 2026/27 attraverso un ripescaggio: una precisazione importante per distinguere la società bresciana dalle tre effettive neopromosse.

IL CALENDARIO DEL RUGBY LECCO

Andata

18 ottobre – Brixia – Rugby Lecco

25 ottobre – Rugby Lecco – Rugby Bergamo 1950

1 novembre – Rugby Milano – Rugby Lecco

8 novembre – Rugby Lecco – CUS Milano Rugby

15 novembre – Amatori & Union Rugby Milano – Rugby Lecco

29 novembre – Rugby Lecco – CUS Genova

6 dicembre – Modena Rugby 1965 – Rugby Lecco

13 dicembre – Rugby Lecco – Stade Valdotain Rugby

20 dicembre – Unione Monferrato Rugby – Rugby Lecco

10 gennaio – Verona Rugby – Rugby Lecco

17 gennaio – Rugby Lecco – Rugby Viadana 1970

Ritorno

24 gennaio – Rugby Lecco – Brixia

31 gennaio – Rugby Bergamo 1950 – Rugby Lecco

7 febbraio – Rugby Lecco – Rugby Milano

21 febbraio – CUS Milano Rugby – Rugby Lecco

28 febbraio – Rugby Lecco – Amatori & Union Rugby Milano

7 marzo – CUS Genova – Rugby Lecco

21 marzo – Rugby Lecco – Modena Rugby 1965

4 aprile – Stade Valdotain Rugby – Rugby Lecco

11 aprile – Rugby Lecco – Unione Monferrato Rugby

18 aprile – Rugby Lecco – Verona Rugby

25 aprile – Rugby Viadana 1970 – Rugby Lecco

Il nuovo campionato si annuncia dunque particolarmente interessante per il Rugby Lecco, chiamato a misurarsi con un girone rinnovato e competitivo, nel quale esperienza e ambizione delle squadre già protagoniste della categoria si uniranno allentusiasmo delle tre neopromosse.

Lappuntamento è fissato per il 18 ottobre 2026, quando a Brescia inizierà ufficialmente la nuova stagione dei blucelesti.

RUGBY SERIE A ELITE - MERCATO/ Valorugby Emilia: ecco il sudafricano Migael Prinsloo.

Valorugby, ecco Migael Prinsloo

Il 20enne mediano di mischia di formazione sudafricana approda alla corte dei Diavoli

Un altro ventenne alla corte dei Diavoli. È nato infatti il 22 maggio del 2006 Migael Prinsloo, mediano di mischia italo-sudafricano in arrivo al Valorugby dalle Zebre, squadra con cui ha disputato 8 partite nella scorsa stagione e con cui giocherà anche quest’anno come “permit player”.

Prinsloo, 1.81 di altezza per 82 kg di peso, si è formato rugbisticamente alla Waterkloof Hoerskool di Pretoria, prima del suo approdo in Italia nel 2024. Dopo un’esperienza in serie A con il Tarvisium, lo scorso anno il passaggio alla franchigia ducale.

«Sono molto contento di vestire la maglia dei Diavoli – le sue prime parole in granata – Quella del Valorugby è stata un’opportunità che ho colto al volto perché è un club eccezionale in cui sono convinto di potermi migliorare come giocatore grazie allo staff tecnico di altissimo livello. Punto a dare il massimo ogni volta che scenderò in campo con la maglia di Reggio».

Dal punto di vista tecnico, Prinsloo si definisce «un giocatore che non molla mai. Mi piace molto comunicare in campo con i compagni e credo di avere nel controllo di palla e nei passaggi dalla base i miei punti di forza: in generale prediligo la fase offensiva, ma so che devo migliorare anche nell’altra metà di campo».

A Reggio Prinsloo ritroverà alcuni vecchi compagni. «Conosco Milano, oltre a De Villiers e Hugo che sono sudafricani come me. Sono molto legato alla mia terra d’origine, so che Reggio Emilia e il Sudafrica hanno tante relazioni anche a livello istituzionale e mi fa piacere che il Valorugby contribuisca a diffondere tra i bambini e i ragazzi la conoscenza di una figura come Nelson Mandela che è fonte di ispirazione anche per me nel dare il mio contributo alla comunità, ad aiutare gli altri quando posso e a vivere con rispetto e con l’impegno di rendere il mondo un posto migliore».

RUGBY SERIE B6 - MERCATO/ Due nuovi arrivi in casa del SanGregorio Catania.

Un'altra importante pedina si aggiunge al nostro progetto sportivo. Con grande entusiasmo annunciamo l'ingresso di Luca Scinardo, ...