2026/07/14

RUGBY SERIE A/ Il Piacenza Rugby ha un nuovo consiglio direttivo

Dopo 8 anni di illuminata presidenza Daniele Boccuni e tutto il consiglio direttivo in carica, rassegnano le dimissioni. Sono previste le elezioni del nuovo presidente e del nuovo consiglio a suo supporto, da parte dell’assemblea dei soci aventi diritto al voto, tutti presenti all’appello per questa importantissima scadenza.

Durante questi 8 anni la società è cresciuta tantissimo da ogni punto di vista. È stata in grado di ottimizzare al massimo le esigue risorse a disposizione, per uscire da una situazione economica problematica e sportiva tutta da far crescere per tornare ai livelli che competono al blasone della società, oltre a migliorare sotto ogni aspetto  della struttura del club. La sede e gli impianti su cui oggi le squadre  possono contare non sono nemmeno da confrontare con quelle di 8 anni fa. Nella sede dell’impianto sportivo Mazzoni c’è a disposizione un campo da gioco regolare in più su cui potersi allenare, nuovi spogliatoi in aggiunta a quelli già a disposizione, un nuovo e super efficiente impianto di illuminazione. I numeri del minirugby non sono mai stati così alti ed in costante crescita, le giovanili del progetto OMNIA stanno riscuotendo grandi successi e forniscono giovani di grande valore che, oltre a fare le prime esperienze con il rugby di alto livello, hanno avuto la possibilità di entrare in accademia e nel giro della nazionale. C’è una squadra cadetta composta da soli piacentini che porta avanti con orgoglio e grande soddisfazione i colori biancorossi in serie C.

La prima squadra è in crescita esponenziale di risultati e milita ai vertici della serie A2. Non ultimo come importanza, la club house del Piacenza rugby ha ora la possibilità di essere gestita professionalmente. Questo ne ha cambiato le possibilità di fornire proposte di situazioni di qualità più elevata. È questa la situazione di partenza da migliorare ulteriormente per il nuovo presidente e per il nuovo consiglio direttivo. Tutto questo nelle parole di commiato dalla carica di presidente, di Daniele Boccuni, oltre ad un augurio ai nuovi consiglieri dì poter migliorare ulteriormente la qualità della società.

Fabio Dodi, all’unanimità è stato eletto nuovo presidente del Piacenza rugby. Dopo esserne stato bandiera sui campi da gioco (ancora oggi record man di punti segnati), dopo esserne da anni stato sponsor principale (collaborazione che proseguirà anche nella prossima stagione sportiva), ora a lui oneri e onori della massima carica societaria. Il nuovo consiglio eletto potrà contare su Alessandro Cighetti e Sandro Pagani come suoi vicepresidenti, Emanuele De Carolis tesoriere, Federico Paganini segretario, Daniele Boccuni e Lorenzo Trabacchi consiglieri. Soluzione di continuità, rispetto al vecchio consiglio, con voglia di rinnovamento uniti insieme. E’ la giusta ricetta per provare a trovare nuovi stimoli, ma sempre legati profondamente alla tradizione sportiva biancorossa. Poche le parole al momento del suo insediamento da parte del nuovo presidente Fabio Dodi, “mi auguro di poter fare tutto il meglio nelle mie possibilità per il club. Conto e mi aspetto da subito la massima collaborazione di un consiglio desideroso di lavorare con tantissimo impegno e tanta buona volontà. I nostri sforzi dovranno avere tutti un’unica linea guida ed essere ottimizzati per ottenere i massimi obiettivi possibili”. Emanuele De Carolis (genitore di un promettente giovane del vivaio piacentino), è l’unico non proveniente dalla storia del club. Lui sarà il nuovo tesoriere, che bilancio alla mano illustra una situazione patrimoniale ad oggi solida e sostenibile. Certamente lo dovrà diventare sempre di più, grazie a movimenti economici progettati in modo ancora più professionale e strutturato.

Ricchezza di esperienza e di competenze ce n’è in abbondanza per avere la massima fiducia in un futuro ricco di soddisfazioni e di crescita di ogni ambito della società, con obiettivi di alto livello da raggiungere. 

Ora non rimane che rimboccarsi le maniche ed iniziare a lavorare. 
Siamo in ottime mani, la nuova stagione sportiva è alle porte.

(Paolo Fernandi)

RUGBY BENETTON TREVISO - EVENTO/ Il neozelandese Wayne Pivac è il nuovo coach del club biancoverde.


Alla Ghirada è ufficialmente iniziato il percorso che porterà il Benetton Rugby all'avvio della stagione 2026/27. Alla guida dei Leoni c'è Wayne Pivac, protagonista della sua prima intervista da Head Coach biancoverde ai microfoni di BenTV. Il tecnico neozelandese parla delle prime settimane di lavoro, dell'approccio alla nuova esperienza e della visione con cui intende guidare il Club.


Coach Pivac, benvenuto a Treviso. Quali sono le sue prime impressioni su questo nuovo capitolo della sua carriera?
“È un'opportunità fantastica per me e per mia moglie. Siamo qui da tre settimane. Io ho iniziato a incontrare il resto degli allenatori dello staff e alcuni giocatori. Per prima cosa, il rugby è uno sport meraviglioso e sono fortunato di aver lavorato in diversi ambienti, in diversi paesi e questa è una sfida che sto davvero attendendo con trepidazione, in una parte meravigliosa del mondo. Sono stato a Treviso molte volte quando allenavo gli Scarlets. E, ovviamente, sono venuto in Italia quando allenavo il Galles. Ho apprezzato ogni occasione: non vedo l'ora di lavorare con lo staff per tutta la stagione, di conoscere i tifosi che sono una parte fondamentale del club”.

Ha già avuto modo di conoscere i nuovi arrivi e lo staff. Che sensazioni le hanno trasmesso in questi primi giorni?
“Alcuni dei nuovi giocatori sono già arrivati, altri invece sono ancora impegnati in nazionale. Li aspetteremo così da ritrovare tutta la squadra insieme. I nuovi giocatori che ho incontrato sono molto entusiasti. Penso ad esempio a Isaia Walker-Leawere, che è arrivato direttamente a Treviso dopo la finale del Super Rugby vinta un paio di settimane fa; è molto contento. Ma tutti i giocatori sono felici e vogliono un nuovo capitolo al Benetton Rugby”.

Come si stanno svolgendo le prime settimane di lavoro?
“In questa fase sono stati tutti incontri introduttivi. Ho incontrato il Presidente Antonio Pavanello, che conoscevo già all'epoca in cui allenavo gli Scarlets e lui giocava con il Benetton. Sto conoscendo tutte le persone, nei vari ruoli del management e sono felice di poter lavorare con i giocatori. E' stato un inizio davvero buono; tutti sono molto positivi. Tutti stanno aspettando un nuovo inizio e alcuni nuovi giocatori sono arrivati; attendo di ritrovarli tutti insieme. Questa è una fase iniziale”.

Cosa l'ha convinta ad accettare la sfida del Benetton Rugby e a intraprendere questa esperienza in Italia?
"Sono definito come un allenatore esperto, in effetti ricopro il ruolo di head coach professionista da circa 30 anni. Questa è una nuova sfida e arrivare in un'altra parte del mondo, ricordando le mie origini croate, e tornare in Europa è una fantastica opportunità. In primis, per il rugby, poi, per immergermi completamente in una nuova cultura e adattarmi al posto in cui vivrò. Oggi il Benetton Rugby ha costruito un'identità forte".

Il Benetton Rugby negli ultimi anni ha costruito una propria identità. Quali aspetti vuole preservare e quali, invece, vorrebbe aggiungere con la sua impronta?

"Quando entri in qualsiasi squadra nuova, è importante capirne la storia. Qui c'è una storia di cui essere molto orgogliosi e di stampo duraturo. Ho guardato le stagioni recenti del Benetton e ho cercato di capire come posso aggiungere valore da head coach. Poi, collettivamente, come l'intero gruppo di allenamento possa aggiungere valore. Quindi analizzeremo come attaccare, come difendere, quali sono le funzioni dell'attacco e dico che dovremo dare priorità ad alcune aree del nostro gioco, in modo che possiamo essere più competitivi. Se siamo competitivi in partita, possiamo avere una maggiore opportunità di vincere le partite. Quando inizi a vincere, guadagni confidenza e da lì puoi crescere. Quindi, voglio capire cosa ha funzionato bene, e cosa no, e lì dovremo concentrare il nostro tempo e l'energia per aggiungere valore".

Come descriverebbe la sua filosofia di gioco a chi ancora non la conosce? Che tipo di rugby vorrebbe vedere in campo?
“È un rugby molto inclusivo, nel senso che mi interessa vedere la crescita dei giocatori durante il percorso. Quindi, chiaramente voglio fare il meglio possibile a livello di risultati, ma, la cosa più importante, e veder crescere il lavoro degli allenatori e vedere lo sviluppo dei giocatori. Ogni giocatore avrà un obiettivo individuale che vuole raggiungere, che sia giocare per l'Italia, per Tonga o per le Fiji, o per qualsiasi nazionale. Perciò, voglio aiutare i giocatori a raggiungere i loro obiettivi, ma anche a farli performare e raggiungere i loro obiettivi personali e di squadra. La mia filosofia, in termini di modo di giocare, prevede l'utilizzo di tutto il campo in ampiezza. È molto importante capire che tutti hanno qualcosa da offrire al nostro gioco, a partire dai piloni fino all'estremo. Assicuriamoci di produrre un gioco che gli spettatori apprezzano osservare, che i nostri tifosi pian piano inizino ad amare: il nostro intento è quello di portare nuovi spettatori, per cui costruiamo la base per prima. E dobbiamo giocare con il sorriso stampato in faccia, voglio che ai giocatori piaccia venire ad allenamento e scendere in campo”.

Quali caratteristiche ritiene indispensabili per una squadra che vuole competere ad alto livello?
"E' davvero importante che la squadra per prima cosa getti le basi del suo gioco. Quindi, dobbiamo avere una struttura solida. Se non riusciamo a reggere in mischia contro le grandi squadre, se la nostra rimessa non lavora a dovere, se non possiamo fermare la maul avversaria, allora diventa molto difficile vincere le partite di rugby. Quindi dobbiamo sviluppare le basi del nostro gioco in maniera convincente, risultando giusti nel mantenere le nostre fondamenta. Una volta che abbiamo formato il nostro nucleo di partenza, poi vogliamo costruire e praticare un gioco che, come ho detto. sia divertente da guardare e da giocare. Ma dobbiamo sviluppare basi del gioco corrette. Dobbiamo essere solidi e difensivi, dobbiamo voler difendere. La maggior parte dei team vuole giocare con la palla. Non penso che sia un problema per noi, ma dobbiamo mostrare uno spirito difensivo encomiabile e sicuramente poi avremo un buon ritmo di gioco".

Il Benetton sarà impegnato su più fronti. Quali saranno gli obiettivi e le priorità della squadra in questa stagione?
"In ogni competizione cercheremo di andare più avanti possibile. Vogliamo darci un'opportunità per vincere grandi partite. Nella Challenge Cup cercheremo di migliorare partita dopo partita. Per questo motivo dobbiamo farci trovare pronti e concentrati per le partite. Poi noi, come club, vogliamo fare bene, ma per fare bene dobbiamo avere un punto di partenza e da lì costruire. Per noi sarà un viaggio interessante e dovremo coinvolgere tutti: dai nuovi allenatori per sviluppare un nuovo piano di partita. Ci sarà tempo, poi vedremo nel corso dell'URC come trascorrerà la stagione. Ovviamente, la Challenge Cup è molto importante.".

Qual è l'ingrediente che non dovrà mai mancare durante la stagione per raggiungere gli obiettivi prefissati?
"Penso che ci siano alcuni punti chiave che dirò alla squadra e quelli rappresentano lo standard da mantenere. L'etica del lavoro per me è imprescindibile. È molto, molto importante: cercare di raggiungere il giusto equilibrio tra la nostra forza fisica, la nostra forza tecnica e tattica, che è l'input di ogni allenamento, e poi la nostra forza mentale, che vogliamo costruire durante la stagione. Dobbiamo essere pronti a lavorare duramente. Se non lavoriamo più forte del nostro avversario, sarà molto difficile per noi".

Infine, un messaggio ai tifosi biancoverdi: cosa si sente di promettere e cosa chiede loro in vista della nuova stagione?
"Vorremmo giocare un rugby divertente, che piaccia giocare ai nostri giocatori, e con i tifosi entusiasti di vederci giocare. Quindi faremo il nostro meglio per dare vita a un rugby divertente, e ovviamente cercheremo di vincere le partite. I tifosi saranno il nostro 16esimo uomo: vogliamo che i tifosi, in particolare a Monigo, rendano la situazione molto difficile per l'avversario. Ci piace la passione, ci piace gioire delle nostre mete e produrre un bel gioco. Vogliamo che Monigo sia un posto scomodo per gli avversari e i tifosi possono aiutarci da questo punto di vista".

 


 

 

RUGBYTOTALE & SOCIALE/ Christian Brasini dal Livorno al Mogliano.


“Se andrò bene all’esame di terza media, portatemi a giocare a Livorno.”

A tredici anni Christian Brasini aveva già le idee chiare. Per inseguire il suo sogno era disposto a lasciare casa, gli amici e la sua famiglia. E aveva scelto il Livorno Rugby.

L’esame andò bene. La promessa fu mantenuta.

Christian arrivò a Livorno ospite del convitto dei Salesiani. Una città nuova, una scuola nuova, una squadra nuova. Solo una bicicletta, una valigia e una straordinaria voglia di costruire il proprio futuro.

Pochi mesi dopo il mondo si fermò. Arrivò il Covid e quel ragazzo di appena tredici anni si ritrovò lontano da casa, affrontando da solo un periodo difficile. Non chiese mai di tornare indietro. Continuò ad allenarsi, a studiare e a crescere, con quella determinazione silenziosa che da sempre lo contraddistingue.

Al Livorno Rugby Christian è diventato uomo, oltre che atleta. Qui ha trovato compagni, allenatori e una famiglia che hanno accompagnato il suo percorso, fino a conquistare la maglia della Nazionale Italiana Under 20.

La sua storia racconta cosa può diventare un ragazzo quando incontra un ambiente che crede in lui, lo accompagna nella sua crescita e gli offre l’opportunità di inseguire i propri sogni.

Oggi quel percorso prosegue al Mogliano Veneto Rugby , una nuova sfida che siamo certi affronterà con la stessa umiltà, lo stesso sacrificio e la stessa passione che lo hanno portato fin qui.

A Christian va il nostro più sincero in bocca al lupo.

Grazie per aver creduto nel Livorno Rugby. Grazie per aver indossato questa maglia con orgoglio.

Ovunque ti porterà il tuo cammino, sarai sempre uno di noi.

RUGBY SERIE B - MERCATO/ Il flanker Noam Wael Taurin ancora con Tigri Bari!


𝗡𝗢𝗔𝗠 𝗪𝗔𝗘𝗟 𝗧𝗔𝗨𝗥𝗜𝗡 È 𝗨𝗡𝗔 𝗧𝗜𝗚𝗥𝗘!

Le Tigri Rugby Bari 1980 sono orgogliose di annunciare il ritorno di Noam Wael Taurin, flanker franco-marocchino che nella stagione 2026/2027 vestirà nuovamente la maglia biancorossa, portando esperienza internazionale, intensità e qualità al reparto degli avanti.

Formatosi nel settore giovanile del CSM Gennevilliers, Noam ha proseguito il proprio percorso in Francia con il RC Suresnes, per poi vivere una straordinaria esperienza negli Stati Uniti con la Wheeling University, dove ha conquistato il titolo nazionale sia nel rugby a 15 che nel rugby a 7, ricevendo anche il prestigioso riconoscimento di NCR Collegiate Rugby All Star.

Nel 2023 è tornato in Francia firmando un contratto professionistico con il Gennevilliers Rugby.

Nel 2025 ha deciso di difendere i colori delle Tigri Rugby Bari.

A impreziosire il suo percorso c'è anche la convocazione con la Nazionale Marocchina, a conferma del suo valore a livello internazionale.

Bentornato a Bari, Noam! Siamo felici di riaverti con noi e ti auguriamo una stagione ricca di soddisfazioni con i nostri colori.

Forza Tigri!

RUGBY SOLADRIA SERIE A ELITE - MERCATO/ Tante conferme anche fra gli avanti in casa della Rangers Vicenza


Ancora biancorossi: le conferme in mischia della Rangers Vicenza per la stagione 26-27

In vista della stagione 2026-2027 del Soladria Serie A Elite, la Rangers Rugby Vicenza conferma gli avanti che faranno parte della rosa della Prima Squadra.

 

Conferme tra i piloni con l'esperto Niccolò Zago, assieme ai giovani Riccardo Bettinelli e Giacomo Pedon, vicentino da sempre in biancorosso. Esperienza anche tra i tallonatori con le conferme di Francesco Maria Ferrara e Filippo Franchetti, autentica bandiera del club alla sua ottava stagione in biancorosso con 96 presenze, punto di riferimento vicentino.
In seconda linea confermati Luciano "Cobra" Gomez, alla quinta stagione a Vicenza, Tommaso Ferrari e Tommaso Mugnaini che molto bene hanno fatto nel finale della scorsa stagione.
In terza linea ancora in biancorosso il totem Samu Vunisa, assieme a Jacopo Barbi rientrante dall'infortunio alla spalla dopo l'ottimo inizio della stagione scorsa, ed Ettore Menon, altro vicentino da sempre in biancorosso.

 

Jacopo Barbi - terza linea - 2° stagione 4 presenze
Riccardo Bettinelli - pilone - 2° stagione 10 presenze
Francesco Maria Ferrara - tallonatore - 2° stagione 20 presenze
Tommaso Ferrari - seconda-terza linea - 2° stagione 13 presenze
Filippo Franchetti - tallonatore-terza linea - 8° stagione 96 presenze
Luciano Gomez - seconda-terza linea - 5° stagione 47 presenze
Ettore Menon - terza linea - 2° stagione 9 presenze
Tommaso Mugnaini - seconda linea - 2° stagione 5 presenze
Giacomo Pedon - pilone - 2° stagione 5 presenze
Samu Vunisa - terza linea - 3° stagione 37 presenze
Niccolò Zago - pilone - 3° stagione 40 presenze

 

Forza Rugby Vicenza!

 

RUGBY SERIE A/ A Calvisano conferme da Tiesse Robot e 478 Rent.


La collaborazione tra Tiesse Robot Calvisano e il partner sponsor 478 Rent si rinnova e porta delle novità molto importanti allo stadio San Michele di Calvisano. Per la stagione 2026/2027 il nostro sodalizio continua e la società ha inoltre acquistato sette nuovi van FIAT Ulysse 2000 Diesel da 180cv che consentiranno alle squadre di spostarsi in modo più efficiente, comodo e sicuro.

478 Rent, team di professionisti del noleggio auto a breve, medio e lungo termine, è una società nata a Seregno nel 2016 per volontà di Matteo Ferraglio e ormai diventata tra le principali realtà nazionali del settore. 478 Next è la nuova business unit nata lo scorso anno e dedicata alla vendita, all’usato premium e ai servizi.

Mariano Bandera, presidente Tiesse Robot Calvisano:

“Siamo molto contenti di avere compiuto questa scelta per salvaguardare l’importanza dei nostri trasporti e averlo fatto con 478 Rent/478 Next che è un partner solido e affidabile è una decisione estremamente positiva. I sette van acquistati ci serviranno per le attività quotidiane e in particolar modo per fornire un servizio adeguato ed efficiente ai numerosi atleti del nostro settore giovanile e alle loro famiglie”.  

Matteo Ferraglio, Ceo & Founder 478 Rent/478 Next:

“Siamo felici di legare ancora una volta il nome di 478 Rent e 478 Next a quello del Tiesse Robot Calvisano. La società non ha certo bisogno di presentazioni: la storia, i successi e il forte legame con il territorio parlano da soli. Per noi questa partnership è stata e continua ad essere una scelta naturale, perché condividiamo lo stesso spirito di squadra, la stessa tenacia nell’affrontare le sfide e superare gli ostacoli e una serietà assoluta in tutto quello che facciamo. Nello sport come nella mobilità, sono la fiducia reciproca e i fatti a fare la differenza. Siamo fieri di fare squadra con una realtà così importante."

Il Tiesse Robot Calvisano ringrazia 478 Rent per la fiducia dimostrata, riconoscendo in questa collaborazione produttiva un passo importante verso lo sviluppo del rugby e dei valori di passione e comunità.

Didascalia: i consiglieri del Tiesse Robot Calvisano Marco Gavazzi e Simone Beltrami insieme al Ceo di 478 Rent Matteo Ferraglio

PHOTOCREDIT: Ufficio stampa Tiesse Robot Calvisano


RUGBY GIOVANILI/ Tutto O.K. ad Aosta al "CAMP GRIFF 2026".


CAMP GRIFF 2026

Si chiude con successo la quinta edizione del Camp Griffen: 49 partecipanti da 30 società.

Si è conclusa la quinta edizione del Griffen Camp, l'appuntamento estivo organizzato allo Stade Valdôtain Rugby e dedicato alla crescita tecnica e personale dei giovani rugbisti. Due settimane intense di allenamenti, formazione e condivisione che hanno coinvolto 49 ragazzi provenienti da 30 società diverse, confermando il costante sviluppo di un progetto che, anno dopo anno, continua ad attirare atleti da tutta Italia e non solo.

Tra le storie più significative di questa edizione c'è quella di Max Patton, giovane rugbista arrivato da Atlanta (Stati Uniti) per partecipare al camp. Un'esperienza internazionale che ha arricchito il gruppo, favorendo lo scambio culturale e dimostrando ancora una volta la capacità del Camp Griff di superare ogni confine.

Durante le due settimane i partecipanti hanno lavorato sulle competenze tecniche specifiche dei diversi ruoli, affiancando agli allenamenti numerose attività all'aperto, tra cui rafting, tiro con l'arco, uscite ai laghi e momenti di socializzazione, elementi che rappresentano da sempre uno dei punti di forza del progetto.

“Sono davvero molto soddisfatto di questa edizione”, commenta Paul Griffen, ideatore del camp. “Avere 49 ragazzi provenienti da 30 società diverse dimostra che il progetto continua a crescere.

Abbiamo visto tanto entusiasmo, grande voglia di imparare e uno spirito di gruppo straordinario. Oltre al lavoro tecnico, ciò che mi rende più orgoglioso è l'aspetto umano: in queste due settimane sono nate nuove amicizie, i ragazzi hanno imparato a stare insieme e a confrontarsi, anche grazie alla scelta di vivere il camp senza cellulari. È la conferma che questa formula funziona.

I miei ringraziamenti più sentiti vanno personalmente al mio staff e a ogni singolo allenatore che ha dato una mano: sono stati eccezionali. Hanno dimostrato una disponibilità totale verso i ragazzi per qualsiasi necessità, anche di notte, che fosse per accompagnarli in bagno dalle tende o per qualunque altra cosa; l'impatto è stato super positivo.

Un ringraziamento speciale va ovviamente allo Stade Valdôtain Rugby, in particolare al presidente Francesco Fida e alla sua compagna Rossana Aquadro. Ma ci tengo a ringraziare proprio tutti: da Pier il cuoco a tutti i volontari dietro le quinte che preparavano la colazione, il pranzo e la cena, restando sempre a disposizione fin dalle prime ore del mattino per soddisfare ogni bisogno dei ragazzi.

E beh, cinque anni sono andati! Questo era il quinto anno e ogni anno diventa sempre più bello e anche più caldo! Però sono davvero felice e soddisfatto. Ripeto, avere 49 partecipanti da 30 società diverse significa che questa rete si sta allargando, attirando sempre più ragazzi che vogliono venire a lavorare sulle skills, sui ruoli di mischia e sui tre quarti. Anche chi non ricopriva quei ruoli specifici è tornato a casa con un bagaglio più ricco rispetto a quando è arrivato. Questo vale per il lato sportivo, ma soprattutto per quello umano, su cui io punto tantissimo: il lato umano è fondamentale. Anche l'idea di non avere i cellulari li ha costretti a parlare e a riconnettersi verbalmente con persone che non conoscevano. Da qui sono nate tantissime amicizie bellissime.

Questa per me è la conferma che il progetto funziona e ne sono davvero felicissimo.

E l'anno prossimo... sotto con l'anno numero sei. Let's go!”

RUGBY SERIE A/ Il Piacenza Rugby ha un nuovo consiglio direttivo

Dopo 8 anni di illuminata presidenza Daniele Boccuni e tutto il consiglio direttivo in carica, rassegnano le dimissioni. Sono previste le ...