2026/06/23

RUGBYTOTALE & SOCIALE - EVENTO/ Il Sanremo Rugby e il progetto "Scuole in meta."

                                               SANREMO RUGBY

Il Sanremo Rugby porta la palla ovale in classe: oltre 1.800 studenti coinvolti nel progetto biancazzurro “Scuole in meta.”

Sono oltre 1.800 gli studenti che, durante l’anno scolastico appena concluso, hanno partecipato al progetto “Scuole in meta”, promosso dal Sanremo Rugby in collaborazione con gli istituti scolastici di ogni ordine e grado del territorio.

La società biancazzurra ha proposto un’attività inclusiva, formativa e divertente, pensata per tutte le fasce d’età. Per le scuole primarie sono state organizzate attività ludico-motorie finalizzate a sviluppare coordinazione, rispetto delle regole e spirito di squadra; per le secondarie di primo grado sono stati previsti momenti di introduzione alle tecniche di base, partite semplificate e focus su collaborazione e resilienza; per le secondarie di secondo grado, infine, allenamenti strutturati, approfondimenti tecnici e tornei interscolastici.


Il progetto ha coinvolto anche molti docenti, formati dal tecnico FIR Massimo Zorniotti attraverso corsi specifici organizzati dalla Federazione, garantendo continuità e qualità nell’insegnamento. Con lui hanno collaborato Stefano Formaggio, Manuel Calabrò e Alessandro Alchieri.

“Il rugby è un linguaggio universale di rispetto, inclusione e impegno - commenta Zorniotti - portarlo nelle scuole significa investire nel futuro dei nostri ragazzi. È stato un successo e sicuramente si ripeterà l’anno prossimo.

Ci saranno sorprese e sempre più attività per le scuole di Sanremo e dei comuni del Ponente. Sport e scuola devono continuare a camminare di pari passo per formare i giovani con i valori dell’inclusione, del rispetto e del sostegno reciproco”.

L’anno si è concluso con la Festa del Rugby Scolastico alla Club House di Pian di Poma, dove si è svolta anche la premiazione del concorso di disegno “Il rugby a colori”, collegato all’attività sportiva svolta nelle scuole. Il concorso, riservato alle scuole primarie, ha raccolto oltre 260 disegni, attraverso i quali i bambini hanno raccontato i momenti di rugby vissuti durante l’anno scolastico.

La serata, molto partecipata, ha riunito studenti, insegnanti e la comunità del Sanremo Rugby all’insegna dello sport e della condivisione, confermando il successo di un’iniziativa già pronta a tornare anche nel prossimo anno scolastico.

RUGBY PARTENOPE/ "Il richiamo della Sirena" del club napoletano!


Prosegue il viaggio de Il richiamo della Sirena, la rubrica della Partenope Rugby dedicata ai ragazzi cresciuti in biancoazzurro che hanno portato la propria passione oltre i confini di Napoli e dell’Italia.

Il terzo protagonista della nostra rubrica è Corrado Berti, classe 2000, cresciuto nel progetto scolastico che ha avvicinato tanti giovani del nostro territorio al Rugby. Dopo il percorso nelle Accademie Federali, l’esperienza alla Partenope Rugby e diverse avventure internazionali tra Nuova Zelanda e Portogallo, oggi veste la maglia del Santa Rosa Rugby Club, nella provincia di Córdoba, in Argentina.

Corrado, oggi giochi nel Santa Rosa Rugby Club in Argentina dopo aver recentemente concluso un’esperienza in Portogallo e aver vissuto anche il rugby neozelandese. Come sta andando questa nuova avventura e cosa ti hanno lasciato queste esperienze internazionali?

Oggi, grazie all’ospitalità di Marcos Reyna e della sua famiglia, sono qui in Argentina, nella provincia di Córdoba. Qui la comunità e il rugby sono molto intrecciati: il pueblo è piccolo, si conoscono praticamente tutti e, arrivando da un altro Paese, tra negozianti e ragazzi mi conoscono già come “l’italiano”.

Il rugby è uno sport particolare e ogni Paese ha le sue usanze. Ma in posti diversi del mondo la meta è sempre la stessa: sacrificio, sostegno e appartenenza.

Una cosa, per ora, è certa: il terzo tempo a Napoli è il migliore!

Come ti sei avvicinato al rugby e come sei entrato a far parte della famiglia Partenope Rugby?

Ho iniziato con un progetto scolastico alle medie. Grazie ai tutor Bruno Ciccarelli, Angelo Ditré e Rino Luongo che, prelevandoci dalle scuole, ci portavano a giocare sui campi della regione.

Quando poi entrai nella fascia Under 16 fui indirizzato alla Partenope per proseguire il mio percorso.

Ricordi chi sono stati i tuoi primi allenatori alla Partenope? Quali insegnamenti ti hanno trasmesso e quali porti ancora oggi con te, dentro e fuori dal campo?

I primi allenamenti erano con Tonino, Marcos e Max.

Sicuramente gli insegnamenti rugbistici che porto ancora con me sono quelli che servono più fuori che dentro al campo. Il coraggio di placcare qualcuno più grande di te e di sacrificarti per la squadra sapendo che loro lo faranno per te.

Tante cose, dette e ridette a un ragazzo che nel frattempo cresce, hanno poi contribuito a formare il carattere di chi sono oggi. E soprattutto, le amicizie fatte in questo lungo viaggio mi accompagnano e mi sostengono ancora, a distanza.

Hai giocato nella Partenope da grande protagonista. Che significato ha avuto per te indossare questa maglia e quali sono i ricordi più belli che conservi della tua esperienza in biancoazzurro?

La maglia è sempre in prestito. Ho semplicemente provato a fare ciò che altri avevano fatto prima di me.

La stima dei giocatori più grandi mi dava fiducia e gliene sarò sempre grato di questo.

Ciò che ricordo con più piacere è sicuramente aver vinto il campionato a 17 anni, ma anche aver avuto accanto i miei compagni delle giovanili, ritrovati poi in prima squadra, e insieme aver fatto parte di una famiglia che insieme è cresciuta.

Hai fatto le trafile giovanili nelle Accademie Federali zonali di categoria e sei sempre stato un prospetto di interesse nazionale. Quanto hanno inciso queste esperienze sul tuo percorso rugbistico e quanto ti hanno aiutato ad affrontare le sfide che hai incontrato successivamente, in Italia e all’estero?

Sicuramente è stato un capitolo importante, di crescita.

Ciò che più di tutto ha fatto la differenza è stato confrontarsi, essere aperti e, con umiltà, accettare il giudizio altrui per poter migliorare.

Porto con me l’insegnamento che bisogna darsi sempre tanti obiettivi e non tanto una sola grande meta, nel rugby come nella vita, per potersi sempre rialzare.

Nel corso della tua carriera hai avuto l’opportunità di confrontarti con culture rugbistiche molto diverse tra loro, dall’Italia alla Nuova Zelanda, passando per il Portogallo e oggi l’Argentina. Quali differenze hai riscontrato e cosa ti ha colpito maggiormente di queste realtà?

Si vive il rugby in modi diversi, dentro e fuori dal campo, però quando giochi non cambia tanto da dove vieni ma come puoi essere d’aiuto.

Ognuno ha le proprie tradizioni, cosa canti e come si mangia o le abitudini da spogliatoio.

Quello che in Argentina sto vedendo con piacere è la presenza dei veterani nel club: pur non facendo più parte della squadra, raccontano la storia del club semplicemente essendo lì.

In Nuova Zelanda hanno appesi al muro i nomi di tutti gli ex giocatori che hanno rappresentato qualcosa di importante, e questo trasmette un senso di responsabilità e appartenenza che non ha eguali.

Che consiglio daresti ai ragazzi della Partenope Rugby che oggi sognano di seguire un percorso simile al tuo, portando la propria passione per il rugby anche oltre i confini italiani?

Il consiglio che mi sento di dare a chi oggi gioca nella Partenope è di giocare ogni partita come fosse l’ultima, qualunque sia il colore della tua maglia.

Spesso si dice che a Napoli e al Sud il rugby non esiste, o che altrove sarebbe più facile. Ma qualcuno disposto a passarti una palla ovale lo trovi sempre, che sia nella tua città o da qualche altra parte nel mondo. La palla ovale te la passa solo un amico, quindi fai tesoro di tutte le amicizie che puoi fare su un rettangolo di gioco – compagno, allenatore o avversario. Perché se c’è qualcosa che ti resterà per sempre dentro sono tutti i momenti che passerai con loro, quindi goditeli. E se ne avrai bisogno, loro ti aiuteranno sempre in un modo o nell’altro e il tuo sogno diventerà poi il sogno di una squadra intera.

Il richiamo della Sirena

Dal progetto scuole ai campi della Nuova Zelanda, del Portogallo e oggi dell’Argentina. La storia di Corrado Berti dimostra come il rugby possa diventare un linguaggio universale capace di unire persone, culture e generazioni diverse.

Perché, ovunque ci si trovi, ciò che conta davvero resta sempre lo stesso: sacrificio, sostegno e senso di appartenenza.

Grazie Corrado, ad maiora semper con la Partenope da sempre e per sempre nel tuo cuore.

 

RUGBYTOTALE & SOCIALE - EVENTO/ O.D.G. E ASSOCIAZIONE CON I COLLEGHI SAVONESI.

                                              O.D.G.LIGURIA

Ordine e Associazione incontrano i colleghi savonesi: corso deontologico e visita nelle redazioni.

 

L'Ordine dei Giornalisti della Liguria e l'Associazione Ligure dei Giornalisti hanno incontrano ieri i colleghi savonesi. In mattinata, presso la Libreria Ubik, si è tenuto un corso di approfondimento sul nuovo codice deontologico recentemente entrato in vigore e su vari aspetti sindacali che riguardano la categoria. Nel pomeriggio sono seguite le visite alle redazioni del Secolo XIX e della Stampa.  Presenti Tommaso Fregatti (presidente Odg Liguria), Matteo Dell'Antico (segretario Alg), Milena Arnaldi (presidente Alg), Antonio Zagarese (segretario aggiunto Alg), Marco Toracca (segretario aggiunto Alg) e Silvia Campese (consigliera Alg). 

In mattinata Fregatti e Campese hanno anche incontrato il Procuratore della Repubblica Ubaldo Pelosi.  L'incontro rientra nel programma di appuntamenti che periodicamente vengono organizzati su tutto il territorio ligure da Odg e Assostampa per incontrare i colleghi, ascoltare le loro richieste e rispondere alle loro domande.







RUGBYTOTALE & SOCIALE/ RUGBYTOTALE & SOCIALE COMPIE UNDICI ANNI !


RUGBYTOTALE compie undici anni raggiungendo in totale 2.880.000 visualizzazioni. Fra alti e bassi dal giugno 2015 lo stacco in positivo senza dubbio si è evidenziato dai primi di aprile 2024 con il picco piu’ alto per il primo di marzo con 137.212 visualizzazione a.m. confermato poi anche in questo mese in corso, ancora a concludersi con 129.586. La foto inserita conferma i dati.

Le visualizzazioni delle pagine del blog per browser complessivamente sono avvenute in primis su Chrome seguite a distanza da Safari, Fire Fox etc. mentre per sistema operativo ha prevalso l’utilizzo di Windows seguito a breve da Android, piu’ distanti Macintosh, iPhone etc.etc.

I principali contatti si sono suddivisi soprattutto, ovviamente, in Italia con 1.147.599 seguiti dagli U.S.A. 567.768, Rep. Fed. Tedeasca 113.000, Ucraina 29.900, Russia 27.400, Francia 27.340, Canada 24.000, Regno Unito G.B. 22.000, etc. etc.

Sono dati forse alquanto noiosi per molti, ma che personalmente mi incoraggiano a seguire questo metodo di comunicazione che puo’ anche avere la parvenza di una informazione a “minestrone”, ma che invece nel tempo inserite news extra rugby hanno portato ad un netto aumento delle letture. Continuero’ a procedere così dunque inserendo news soprattutto sulla palla ovale ed altre notizie e curiosità extra rugby, tralasciando notizie di cronaca nera, politica, etc. etc.

RIMANGO logicamente sempre legato al blog ultra dilettantistico, senza alcun sponsor, e non posso che ringraziare chi ha creduto in RUGBYTOTALE & SOCIALE collaborando attivamente in tutti questi anni. Intanto vorrei ringraziare per le loro comunicazioni i numerosi addetti stampa dei Club del rugby, dei Comitati Regionali e la stessa F.I.R., delle agenzie stampa, dei numerosi e preparatissimi fotografi sia professionisti che dilettanti che hanno valorizzato e completato a modo i relativi post inseriti nel blog. Uniti si vince, come si suol dire nel mondo del rugby! Intanto per chi fosse interessato a pubblicare notizie sul rugby confermo che oltre a pubblicare le vostre e mail a roncallo.roberto488@gmail   tempo permettendo cerchero’ di estrappolare altre segnalazioni prelevandole dai profili dei club rugbistici dalle pagine di face book. In ogni modo questo blog era il mio hobby e hobby rimarra'! (rr)

RUGBY SERIE B/ Ai microfoni Leonardo Vitali dei Lions Amaranto di Livorno.

Le ultime marcature, in senso assoluto, dei Lions Amaranto Livorno realizzate nel corso del campionato di B, girone 4, 2025/26 portano la firma dell’estremo Nicola Magni, a bersaglio, nello scorcio finale del vittorioso confronto casalingo valido per l’ultima giornata con il Colleferro (chiusosi sul 37-23), di una trasformazione e di un piazzato. 

Ma in realtà l’ultima marcatura che ha ‘prodotto punti’ per la classifica e che di fatto ha permesso di scalare una posizione in graduatoria si è registrata pochi istanti prima dei due calci di Nicola Magni ed è relativa alla meta messa a segno al 74’ dal terza linea ala classe 1988 Leonardo Vitali. 

Quella meta, la quarta degli amaranto contro i rossoneri laziali, ha consentito di cogliere il prezioso ‘bonus-attacco’, di scavare un solco superiore alla soglia del break e quindi di scavalcare in classifica gli stessi colleferrini e di chiudere il torneo all’ottavo posto. Senza quella segnatura, la squadra livornese - battuta all’andata in modo piuttosto severo, 29-7 - avrebbe vinto, ma non avrebbe centrato l’obiettivo del sorpasso ed avrebbe terminato solo in nona posizione.
Una meta - commenta lo stesso Leonardo Vitali - che ricordo con estremo piacere, anche perché frutto di una brillante giocata collettiva, una bella azione condotta con strategia e intelligenza. Ottimo lo spazio creato: ho chiamato la palla all’ala e praticamente solo camminando e assaporando fino all’ultimo la bella sensazione, ho schiacciato l’ovale sull’out destro. Una bella soddisfazione, che mi porto dietro anche in questo periodo di stop agonistico”. Appare significativo che tale meta sia stata firmata da un ‘veterano’, da uno dei ‘pochi superstiti’ di quel ‘gruppo storico’ che ha permesso ai Lions, sette anni fa, nel 2019, di tornare in B. “In effetti - aggiunge il terza linea - negli ultimi tempi tanti miei coetanei o comunque giocatori della ‘mia nidiata’ hanno smesso l’attività. Siamo rimasti in pochi di quel gruppo. Per me non è stato facile ‘realizzare’ di poter diventare una spalla delle nuove leve”. Nuove leve in costante crescita. “Spiccano - annuisce l’avanti amaranto - nella nostra rosa tanti ragazzi di 18-19 anni decisamente validi. Fa piacere essere per loro fonte di ispirazione. Questi ragazzi garantiscono un bel futuro ai Lions. Non vedo l’ora di riprendere gli allenamenti e, al solito compatibilmente con i miei impegni professionali, di dare una mano alla squadra tutta”. Il successo condito con il bonus ottenuto con il Colleferro ha suggellato una seconda parte di torneo ricco di mete e soddisfazioni.

Notevole, nel girone di ritorno, la crescita in termini di gioco e di risultati. “Siamo riusciti - replica il minore dei fratelli Vitali - a sfruttare le nostre doti, mettendo in pratica azioni più basate sul dinamismo e meno sulla fisicità. Anche a costo di correre dei rischi con eventuali errori personali, siamo stati bravi a imporre spesso e volentieri il nostro gioco. Una crescita che conferma le nostre potenzialità in vista dei prossimi anni, quando il foltissimo gruppo dei ragazzi provenienti dalle nostre giovanili matureranno in modo definitivo. Noi veterani siamo al loro servizio, per affiancarli nel loro percorso”. (Fabio Giorgi)


le foto  sono relative alla partita casalinga valida per l'ultima giornata, vinta dai Lions 37-23 con il Colleferro. Foto a cura del Circolo Crec Piaggio. La foto 2 è relativa alla meta di Leonardo Vitali.

 

 

2026/06/22

BEACH RUGBY/ Prosegue il Trofeo Italiano dal Veneto alla Puglia!

 




Trofeo Italiano Beach Rugby: centinaia di atleti hanno animato l'ultimo fine settimana

 

 

Roma. 

Un altro fine settimana di grande partecipazione ha accompagnato il Trofeo Italiano Beach Rugby 2026, con appuntamenti distribuiti lungo tutta la penisola e centinaia di atleti impegnati tra attività seniores, tornei giovanili e momenti dedicati alla promozione del gioco.

A Caorle (foto di McAraminy inserita da Rugbytotale&Sociale) , la seconda edizione del torneo organizzato dal Patavium Rugby ha coinvolto quasi 500 partecipanti provenienti principalmente dal Triveneto. Accanto all'attività Under 14 e Under 16 e al mini rugby, spazio anche alla tappa seniores del Trofeo Italiano, vinta dai laziali delle Sabbie Mobili davanti a Padova Beach, con The Monsters terzi classificati. La manifestazione ha confermato la crescita dell'evento veneto, che guarda già all'ampliamento dell'offerta per il 2027.

Grande partecipazione anche a Battipaglia, dove la "Ciacianielli's Cup" ha richiamato pubblico e appassionati nella cornice del Lido Riviera Spineta. Dopo una giornata caratterizzata da un intenso programma dedicato ai settori giovanili e al rugby femminile, il torneo seniores ha premiato i Pirati di Nisida, vincitori in finale sui padroni di casa dei Ciacianielli. Sul podio anche i Piggy Boys, con la manifestazione che ha confermato il proprio ruolo di riferimento per il movimento campano.

In Sardegna, il "Torneo Matteo Lai" organizzato dai Trenicotteri Beach Club di Capoterra ha unito sport e memoria nel ricordo del compagno di squadra scomparso lo scorso anno. Oltre 80 atleti e circa 250 presenze hanno accompagnato una giornata particolarmente sentita, chiusa con il successo dei padroni di casa dei Trenicotteri davanti ai Sardacens e ai Bulldog.

Il beach rugby è stato protagonista anche dell'Apulia Sport Convention di Gallipoli, uno degli eventi multisport più importanti del territorio. Inserita in un contesto capace di richiamare migliaia di praticanti e appassionati, la tappa pugliese ha visto il successo del Trepuzzi Beach davanti al Salento Rugby, confermando il ruolo sempre più centrale della disciplina nella promozione del rugby regionale e offrendo ai giovani atleti del Salento Rugby un'importante occasione di crescita e confronto.

  (Immagine da Gallipoli inserita da Rugbytotale&Sociale)

A Fregene, i campioni d'Italia in carica dei The Rockets hanno conquistato la quarta edizione della loro Beach League, mantenendo l'imbattibilità nelle tappe organizzate in casa. Alle spalle della formazione romana hanno chiuso SandBulls e Cimina Brothers, mentre il torneo Under 16 è stato vinto dai Lepini Rugby. La giornata si è conclusa con il tradizionale terzo tempo e con un'attività di pulizia della spiaggia realizzata insieme a Plastic Free, a testimonianza dell'attenzione del movimento verso la sostenibilità ambientale.

Atmosfera di festa anche a Viareggio, dove la tappa disputata sulla spiaggia toscana ha regalato spettacolo e partecipazione. In campo Spruzzi Pazzi, Sharks, Wild Porks e Sea Warriors, protagonisti di una giornata vissuta nel segno del divertimento e della condivisione. A conquistare il successo finale sono stati gli Spruzzi Pazzi, al termine di un torneo che ha confermato il forte legame tra beach rugby e territorio.

Da nord a sud, il Trofeo Italiano Beach Rugby 2026 continua così a confermare la vitalità di un movimento in costante crescita, capace di coinvolgere società, volontari, famiglie e centinaia di atleti in un'estate all'insegna della palla ovale sulla sabbia.

 

 


 

 


 

 

Massimo Gallo

BEACH RUGBY/ A Castel Volturno hanno prevalso I Pirati di Nisida!

 

Con il cuore ancora pieno e tanto ritardo

(il messaggio nella bottiglia ha percorso mari tumultuosi)

Ecco a voi:

diario di bordo #1 solo una parola “FAMIGLIA” la nave dei pirati è approdata sulla spiaggia di casa, a Castel Volturno.

 Quest anno ho fatto parte anche io di questa magnifica esperienza per la prima volta con la ciurma guidata da Alessandro Fusco e Marcellino Panella, spiegandoci e dandoci consigli molto utili per far sì che i padroni di casa facessero paura a tutti tra un riscaldamento e l’altro, che più che un riscaldamento sembrava un balletto coordinato quanto imprevedibile,  ma grazie a questa danza e al supporto di chi da sempre ci accompagna talvolta a casa, talvolta su tutte le spiagge d’Italia, siamo riusciti ad arrivare in finale contro gli spruzzi pazzi finita 5 a 2 per i pirati.

 La parola che era presente lì con noi era solamente FAMIGLIA, ognuno aiutava l’altro senza aggredirci o parlarci sopra, ma ascoltando qualsiasi consiglio o suggerimento chiedendo scusa quando si commetteva un errore, ovviamente gli errori ci sono stati, ma la parte che conta di più è quella di lasciarlo alle spalle e continuare a pestare ed avanzare su ogni placcaggio, ogni pallone e calpestare quanti più granelli di sabbia è possibile togliendone molti all avversario.   Una ciurma che non ha mai smesso di lottare per la muta arrivando con caparbietà e freddezza in finale vincendo il primo premio alzato dal CAP Piero Savoldelli  le sensazioni di questa esperienza sono state tranquillità e divertimento ma ancor più importante far parte di un gruppo, anzi no una FAMIGLIA.

Grazie a chiunque abbia fatto parte del cerchio, a chi avrebbe voluto, a chi non può più.

Un gesto che sa di amore e che speriamo ogni anno@sia sempre più grande 

RUGBYTOTALE & SOCIALE - EVENTO/ Il Sanremo Rugby e il progetto "Scuole in meta."

                                                SANREMO RUGBY Il Sanremo Rugby porta la palla ovale in classe: oltre 1.800 studenti coinvolt...