martedì 3 marzo 2026

RUGBY SERIE C VENETO PROMOZIONE/ Alto Vicentino vs Belluno, una cronaca inedita di un sogno svanito.

                                        ALTO VICENTINO

Le prime avvisaglie di fragilità, a dire il vero, si erano già manifestate contro il Monselice. Lì, per la prima volta, si era avvertito lo scricchiolio sinistro della terracotta sotto pressione. Eppure, nonostante la sconfitta, i ragazzi non avevano smesso di crederci: quel vaso era ancora intero, tenuto insieme da una colla fatta di orgoglio e determinazione. La conferma della loro resilienza sembrava scolpita nei primi 60 minuti della sfida contro il Belluno. Per un’ora abbondante, la RAV non solo ha retto l'urto, ma ha dominato il campo, mantenendo saldamente il pallino del gioco con un punteggio che, finalmente, rendeva giustizia ai sacrifici fatti. Poi, improvvisamente, il blackout.

Cosa è successo in quel finale? Non vogliamo certo cadere nel facile alibi delle decisioni arbitrali, anche se alcune chiamate hanno lasciato più di qualche dubbio. Il problema vero è stata la reazione: i nostri ragazzi sono apparsi improvvisamente frustrati, quasi dimessi, lasciando che l’episodio sfavorevole prendesse il sopravvento sul piano di gioco. È un atteggiamento sbagliato? Sì.

È proprio qui che il vaso di coccio deve completare la sua cottura e diventare acciaio. I ragazzi devono imparare a stare in campo consapevoli che l'arbitraggio è una variabile del gioco, spesso non coerente con la propria visione. Farsene una ragione non significa subire, ma trasformare quel senso di ingiustizia in un motivo in più per giocare con ancora più consapevolezza e grinta, senza permettere a un fischio di frantumare tutto il buono costruito fino a quel momento.

Passiamo alla cronaca. Parte fortissimo il Belluno, che già al 5’ minuto concretizza la prima azione e passa in vantaggio. La reazione del RAV però non si fa attendere: la squadra di casa sale in cattedra, giocando sul terreno amico di Thiene con azioni pungenti e ficcanti, alternate sulle fasce. È un assedio continuo che produce la prima meta del nostro sempre grande realizzatore Penzo.

La partita rimane saldamente nelle mani del RAV, che continua a macinare gioco veloce e concreto. Ed è proprio da una di queste azioni che la nostra ala Baruffato si invola in meta; Penzo trasforma per il sorpasso. La squadra controlla il match senza particolari affanni fino a quando, al termine di un’azione molto confusa nata da un calcio sbilenco, il Belluno conquista una touche a cinque metri dalla nostra linea. Ne scaturisce un drive possente che porta gli ospiti alla meta. Il tempo di riprendere il gioco e l'arbitro fischia la fine del primo tempo sul punteggio di 12 a 10 per il RAV.

Purtroppo, in questa fase dobbiamo segnalare un grave incidente che ha coinvolto Baruffato, costringendolo ad abbandonare il campo. Al suo posto entra Cicciù, un graditissimo ritorno.

La seconda frazione si apre ancora con il RAV in palla: al 9’ è ancora Penzo, con la sua prestanza fisica, a schiacciare oltre la linea di meta. Lui stesso trasforma, allungando il vantaggio. La partita sembra saldamente in controllo. Poi, però, la musica cambia. Al 14’ il Belluno accorcia con un calcio di punizione e al 19’ torna in vantaggio con un'altra meta su drive.

Seguono dieci minuti di gioco equilibrato, in alternanza, ma poi arriva il blackout. Negli ultimi minuti, dal 29’ al 43’, il Belluno piazza una vera e propria offensiva, andando in meta per ben quattro volte e spezzando il morale ai vicentini.

La partita si chiude su un pesante 46 a 19 per gli ospiti. Non ci soffermiamo sul risultato finale, che non rispecchia affatto le forze in campo e l'equilibrio visto per gran parte della partita. Fatto sta, però, che il tabellone dice così. I sogni di gloria si sono spenti in quei fatali ultimi minuti. RAV 19 – Belluno 46. Tra i migliori in campo si segnalano, il sempre continuo e concreto Penzo, il combattente ed arcigno Caretta e l’ala ficcante Baruffato.

Per mesi la RAV ha sfidato le leggi della fisica e della logica sportiva. Un vaso di coccio costretto a viaggiare tra vasi di ferro, circondato da corazzate costruite per vincere e giganti dalle mille risorse. Eppure, in questo scontro impari, quel vaso non aveva mostrato neppure una crepa. Con la forza delle idee e una resilienza d’altri tempi, era riuscito a mantenersi integro, rimbalzando indenne tra i colpi dei colossi del campionato. Ma la partita di ieri ha presentato un conto che non si poteva più rimandare: il primo urto fatale è arrivato, e quel coccio che pareva indistruttibile si è frantumato proprio quando il traguardo sembrava a portata di mano.

Ma il tempo dei rimpianti deve esaurirsi al triplice fischio. Il calendario non aspetta e le prossime sfide che attendono la RAV non sono semplici partite, ma vere e proprie prove del nove. Sarà lì, nel fango e nel sudore dei prossimi ottanta minuti, che i ragazzi dovranno dimostrare di che pasta sono fatti.

Non siamo più disposti a essere il 'vaso di coccio' che subisce gli eventi; è il momento di scendere in campo per vendere cara la pelle. Ogni pallone dovrà pesare il doppio, ogni placcaggio dovrà raccontare la voglia di rivalsa di un gruppo che non ha ancora mostrato tutto il suo potenziale. Le avversarie devono saperlo: affrontare il RAV da oggi in poi non sarà una passeggiata di salute, ma una battaglia contro una squadra che ha imparato dai propri errori e che ha fame di riscatto.

Dobbiamo dimostrare a tutti, e soprattutto a noi stessi, che il RAV è una squadra da temere. Non basterà un blackout o una decisione arbitrale discutibile a fermare la corsa di chi ha deciso di rialzarsi. La frustrazione di Belluno deve trasformarsi in benzina, la delusione in corazza.

Il campionato è ancora lungo e la storia di questa stagione è tutta da scrivere. Ma una cosa è certa: chiunque incrocerà il cammino dei nostri ragazzi troverà davanti a sé un muro di grinta e consapevolezza. Perché se è vero che il vaso si è incrinato, è altrettanto vero che è dalle crepe che passa la luce della rinascita. Sotto a chi tocca.

Formazione: Dalla Pozza, Baruffato (38’ Cicciù), Castello, Penzo, Piazza, Binotto (37’ st Panozzo), Contin, Caretta, Trento G.(37’ st Diouf) Ceron, Savio (cap), Pegoraro (37’ st De Tomasi), Marconato (33’ st Centomo), Trento F., Zanovello (37’ st Novello).

A disposizione: Figus.

All. Pogietta, Piva.

(Giuseppe Amura)

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