La Federazione Italiana Rugby (FIR) prosegue
il proprio impegno nel progetto “Rugby
Oltre le Sbarre”, iniziativa di responsabilità sociale che promuove lo
sport come strumento educativo, formativo e di inclusione all’interno degli
istituti penitenziari italiani.
A Torino, è in programma domani, 25 marzo, a partire dalle ore 14.00,
presso la Casa Circondariale
Lorusso e Cutugno, un incontro in forma un’attività istituzionale e
sportiva. Dopo i saluti istituzionali, l’incontro entrerà nel vivo con attività
sportive congiunte fra atleti detenuti, partecipanti con la squadra La
Drola al Campionato di serie C e giocatrici e giocatori delle
Nazionali Italiane di Rugby nel segno dei valori fondanti del rugby: rispetto
delle regole, lealtà, responsabilità e spirito di squadra.
All’appuntamento
parteciperanno, per la Federazione
Italiana Rugby, il Presidente del Comitato Regionale Sergio Manto; la Direttrice
dell’Istituto Elena Lombardi
Vallauri; l’Assessore allo Sport del Comune di Torino Domenico Carretta; il Presidente della
Società La Drola Walter Rista,
atlete e atleti delle Nazionali
Italiane Femminile, Maschile e Under 20 (Pirpiliu Mihaela, Belloni
Mirko, Canali Matteo, Noventa Matteo Giorgio, Spreafichi Marco, Sara
Sebastiano) e, per Macron,
partner tecnico della FIR, Tommaso
Fabbrocini.
L’iniziativa
si inserisce nel quadro del Protocollo
d’intesa sottoscritto tra il Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria e
la Federazione Italiana Rugby, valido fino al 2028, che rafforza e
amplia il progetto “Rugby Oltre le Sbarre” su scala nazionale, valorizzando il
ruolo dello sport nei percorsi rieducativi e di reinserimento sociale.
Accanto alla
FIR, Macron sostiene
il progetto “Rugby Oltre le Sbarre” fornendo il materiale tecnico e vestendo
tutti gli atleti coinvolti, contribuendo alla realizzazione delle attività
sportive e ai momenti di incontro tra le Nazionali Italiane di Rugby e gli
atleti detenuti.
Attraverso
questa collaborazione, Federazione
Italiana Rugby e Macron confermano il proprio impegno nel sociale,
riconoscendo nel rugby uno strumento concreto di educazione, crescita e
inclusione, capace di incidere positivamente nella comunità.


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