giovedì 2 agosto 2018


 Si spegne proprio il primo giorno del mese dedicato a un grande imperatore romano che portava il suo nome, Augusto. 
Non ci sono parole per descrivere il dolore provocato da tale perdita, perché queste ultime finiscono sempre per mancare nei momenti d’infinita tristezza, come del resto anche in quelli di enorme gioia.
Augusto Priori però non se lo merita un silenzio stampa, non si merita nemmeno due righe brevi, né un semplice “riposa in pace”.
Presidente del Rugby Segni, un uomo che tutto sembrava tranne che un ottantenne, con quei capelli bianco candido perfettamente tenuti in ordine, le mani grandi da portiere, la postura dritta ed elegante, il cappotto signorile spesso però rimpiazzato dal giubbotto con lo stemma del Rugby Segni oggi se ne va, ed è giusto salutarlo ricordandolo nel migliore dei modi possibili.

(nella foto Augusto Priori mentre riceve la Stella al Merito Sportivo)


Un uomo d’altri tempi, uno di quelli che ti apre la porta o la portiera dell’auto chiunque tu sia e non per educazione imposta ma per gentilezza d’animo, perché nonostante le malelingue e qualche battibecco Augusto un cuore ce lo aveva e non era grande, era enorme.

Un uomo elegante e raffinato, colto e intelligente. Un po’ impulsivo a volte magari, ma chi di noi è perfetto? Un uomo che non aveva paura di dire la sua, di far sentire la propria voce. Un uomo corretto sia nella vita, sia in ambito sportivo, che non si faceva problemi a rimproverare i suoi se qualcosa andava storto. 
Un uomo alto, imponente ma col sorriso di un bambino. Il nonno di tutti su al campo. Quello che ti racconta gli aneddoti del passato sul pullman della trasferta, rendendo piacevoli delle interminabili ore di viaggio sull’autostrada. Quello che ti offre il caffè non appena ti vede e che non ti fa contraccambiare mai perché troppo gentile. Quello che in giro negli altri club era conosciuto per la propria lealtà ed il senso sportivo. Ammettiamolo, anche quello un po’ impacciato con il cellulare touch ma comunque all’avanguardia perché almeno ce lo aveva. 
Questo era Augusto Priori, un uomo d’altri tempi. Uno di quelli rari che non trovi più in giro. Uno di quelli “limited edition”. Uno di quelli la cui assenza la sentiremo e forte anche. 

Ricevere la notizia del suo decesso è stato un colpo al cuore e calpestare il prato del Maurizio Paparozzi consapevoli di non vederlo più lì su puntuale ad ogni partita e allenamento dentro al suo immancabile giaccone perché “pare che tira n’arietta che uhm, non me convince mica tanto” , non sarà più lo stesso. 
Non sarà più lo stesso andare in trasferta, pranzare tutti insieme e vedere il Presidente che smangiucchia un arancia o qualche mandarino un po’ in disparte perché “lasciamo i giovani con i giovani che io mi faccio vecchio” , non sarà più lo stesso perché non ci sarà quel signore con la nuvola bianca a picchiettarti la spalla e a offrirti un pezzo di cioccolato fondente. 



Non ci sarà quella voce fuori campo che durante le partite urlerà “ E placcaaaa!!” 
Non ci sarà, è vero, ma solo fisicamente, perché nei nostri cuori rossoverdi e in quelli dei cittadini segnini ci resterà sempre, come sempre il suo ricordo rimarrà indelebile nelle nostre menti. 
Un uomo d’altri tempi non si dimentica. Mai.

Ciao Preside’.
LV.

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