Domenica scorsa è stato il mio ultimo giorno “in forze” al
Bologna Rugby 1928. Volevo ringraziarvi pubblicamente per questi anni.
Il Bologna Rugby l’ho vissuto da quando si è ricostituito nel 2010 prima come giocatore e poi negli ultimi 4 anni anche come educatore del minirugby.
Il Bologna Rugby l’ho vissuto da quando si è ricostituito nel 2010 prima come giocatore e poi negli ultimi 4 anni anche come educatore del minirugby.
Sono
stati anni stupendi, ho conosciuto persone meravigliose e ho avuto la
possibilità di avere a che fare con persone fantastiche, non vorrei fare nomi
perché dimenticherei di si curo qualcuno ma non potrei non citare Nicola
Aldrovandi (mio primo allenatore a Bologna insieme a Roberto Sgarzi), Claudio
Soavi, Franco Rizzoli, Massimo Tomasetti pilastro del Bologna che negli anni ci
ha preparato fisicamente per tutte le sfide e continua a farlo con grandissima
passione e professionalità.
Entrato nel mondo del minirugby poi ho potuto capire davvero che cosa vuol dire il verbo “dare”, ci sono persone che si dedicano al Bologna Rugby con una passione infinita, una dedizione immensa che mettono in questa “macchina” del minirugby.

In questo mondo ho potuto apprezzare ancora di più il grande Roberto Sgarzi a cui va tutta la stima insieme a Francesco “nano” Dell’Era. Insieme a loro c’è un formicaio di persone che lavorano dietro le quinte per far si che tutto vada alla grande, mi vengono in mente Orazio e Marina, i coniugi Testoni, che nonostante la “tenera” età li trovi sempre al campo a dare una mano. Marco Pezzi che col sua solita tenuta, che non teme stagioni, in braghini corti e basco lo trovi sempre alla griglia. E poi i team manager, gli accompagnatori e i genitori che ieri mi hanno regalato una grande emozione con una festa a sorpresa.
Entrato nel mondo del minirugby poi ho potuto capire davvero che cosa vuol dire il verbo “dare”, ci sono persone che si dedicano al Bologna Rugby con una passione infinita, una dedizione immensa che mettono in questa “macchina” del minirugby.

In questo mondo ho potuto apprezzare ancora di più il grande Roberto Sgarzi a cui va tutta la stima insieme a Francesco “nano” Dell’Era. Insieme a loro c’è un formicaio di persone che lavorano dietro le quinte per far si che tutto vada alla grande, mi vengono in mente Orazio e Marina, i coniugi Testoni, che nonostante la “tenera” età li trovi sempre al campo a dare una mano. Marco Pezzi che col sua solita tenuta, che non teme stagioni, in braghini corti e basco lo trovi sempre alla griglia. E poi i team manager, gli accompagnatori e i genitori che ieri mi hanno regalato una grande emozione con una festa a sorpresa.
I miei ringraziamenti vanno a tutti loro e ovviamente a Marcello, ai fratelli
Bini, al presidente Francesco Paolini e a tutta la dirigenza.
Tralascio il capitolo “compagni di squadra”, ci vorrebbe una giornata intera per ringraziare tutte le splendide persone con cui ho avuto l’onore di giocare e dividere gioie e fatiche.
Come ha detto un mio compagno di quadra una volta: “dove c’è rugby c’è famiglia”. Ed è vero e come ogni famiglia quando la lasci hai una sola certezza, avrei sempre un posto in cui tornare.
Tralascio il capitolo “compagni di squadra”, ci vorrebbe una giornata intera per ringraziare tutte le splendide persone con cui ho avuto l’onore di giocare e dividere gioie e fatiche.
Come ha detto un mio compagno di quadra una volta: “dove c’è rugby c’è famiglia”. Ed è vero e come ogni famiglia quando la lasci hai una sola certezza, avrei sempre un posto in cui tornare.
Infinitamente, grazie.
Luca “Panna” Panella
Luca “Panna” Panella

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