DUE GIORNI A ROMA, UN
BREVE MOMENTO MAGICO.
Sabato Italia/Francia
di Rugby, domenica mattina dedicata alla visita al Vaticano nell’attesa
dell’Angelus del Papa Francesco, poi alcuni gratificanti momenti dedicati anche
alle libagioni ma, un piccolo episodio oltre le mura mi ha lasciato a dir poco sorpreso.
In una grande piazza
nelle vicinanze del Vaticano, fermata bus ATAC, nell’attesa di un mezzo noto a
pochi metri due individui di nero vestiti, abiti modesti ma decorosi,
quarantenni o giu di li, anch’essi in attesa. Pochi minuti e compare un’altra
persona, piu’ anziano, sempre di nero vestito ma con fisarmonica, la parlata di
chiaro stampo slavo la si intuisce da lontano. Parlano tra loro, il piu’
anziano comincia a strimpellare un motivetto, ma non è un brano qualunque
probabilmente, in quanto gli altri due cominciano a mimare qualche passo di
danza ignorando la curiosità dei passanti. Quattro forse cinque minuti e il
suonatore si esibisce anche in un canto folkloristico, credo comunque slavo, ma
arricchito da una voce roca che ricorda un poco LEONARD COHEN, è veramente
coinvolgente, i suoi connazionali continuano a mimare la danza, simile alla
italica tarantella, ma meno chiassosa. In quel momento arriva un MACCHINONE
color nero, extra lusso, un signore napoletano vicino a me, in attesa del bus,
si esprime: solo a Roma si vedono così tante autovetture da 70.000 Euro. Si
apre la portiere esce l’autista, anch’esso di nero vestito, quasi da agente
segreto, gira oltre, apre la portiera e fa scendere il passeggero, ancora di
nero vestito. Sguardi tenebrosi, apparentemente tristi, certo dall’apparenza poco
felici, il nuovo personaggio scompare, entra in un portone, sempre accompagnati
dalla musica folkloristica. Il “vecchietto” con la fisarmonica chiude la
sonata, tutti e tre sorridono, ma non sguaiatamente, e con modi decorosi, senza
recare alcun disturbo, sono felici e contenti e quando intravedono il bus in
arrivo l’uomo piu’ alto tira fuori le mani dalle tasche, anzi i moncherini in
quanto per chissà quale avventura, o patologia, o infortunio etc. etc. le mani
non le aveva piu’. Per me è stato un momento magico, unico, mi ha fatto pensare
molto!

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