2017/03/13

DUE GIORNI A ROMA, UN BREVE MOMENTO MAGICO.

Sabato Italia/Francia di Rugby, domenica mattina dedicata alla visita al Vaticano nell’attesa dell’Angelus del Papa Francesco, poi alcuni gratificanti momenti dedicati anche alle libagioni ma, un piccolo episodio oltre le mura mi ha lasciato  a dir poco sorpreso.

In una grande piazza nelle vicinanze del Vaticano, fermata bus ATAC, nell’attesa di un mezzo noto a pochi metri due individui di nero vestiti, abiti modesti ma decorosi, quarantenni o giu di li, anch’essi in attesa. Pochi minuti e compare un’altra persona, piu’ anziano, sempre di nero vestito ma con fisarmonica, la parlata di chiaro stampo slavo la si intuisce da lontano. Parlano tra loro, il piu’ anziano comincia a strimpellare un motivetto, ma non è un brano qualunque probabilmente, in quanto gli altri due cominciano a mimare qualche passo di danza ignorando la curiosità dei passanti. Quattro forse cinque minuti e il suonatore si esibisce anche in un canto folkloristico, credo comunque slavo, ma arricchito da una voce roca che ricorda un poco LEONARD COHEN, è veramente coinvolgente, i suoi connazionali continuano a mimare la danza, simile alla italica tarantella, ma meno chiassosa. In quel momento arriva un MACCHINONE color nero, extra lusso, un signore napoletano vicino a me, in attesa del bus, si esprime: solo a Roma si vedono così tante autovetture da 70.000 Euro. Si apre la portiere esce l’autista, anch’esso di nero vestito, quasi da agente segreto, gira oltre, apre la portiera e fa scendere il passeggero, ancora di nero vestito. Sguardi tenebrosi, apparentemente tristi, certo dall’apparenza poco felici, il nuovo personaggio scompare, entra in un portone, sempre accompagnati dalla musica folkloristica. Il “vecchietto” con la fisarmonica chiude la sonata, tutti e tre sorridono, ma non sguaiatamente, e con modi decorosi, senza recare alcun disturbo, sono felici e contenti e quando intravedono il bus in arrivo l’uomo piu’ alto tira fuori le mani dalle tasche, anzi i moncherini in quanto per chissà quale avventura, o patologia, o infortunio etc. etc. le mani non le aveva piu’. Per me è stato un momento magico, unico, mi ha fatto pensare molto!

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