L'Italrugby non è riuscita, contro la Francia, ad evitare la quinta
sconfitta su cinque nel suo 'Torneo delle Sei Nazioni' e, suo malgrado, ha
dovuto portare a casa il 'cucchiaio di legno'. Eppure, sabato, sugli spalti
dell'Olimpico di Roma, ad assistere al confronto tra azzurri e transalpini,
c'era chi sa perfettamente come le vere 'mete' nella vita vanno al di là
dell'esito di gare (sia pur così importanti e prestigiose).
Grazie alla
lodevole disponibilità della Federugby, ed in particolare di Daniela De
Angelis, dell'ufficio presidenza FIR, ha potuto vedere dal vivo l'incontro
Italia – Francia un atleta, Giacomo Silvano, che, negli ultimi anni ha
conosciuto il gioco del rugby all'interno del carcere 'Le Sughere' ed ha mosso
i suoi primi passi, come atleta, nelle fila delle 'Pecore Nere'. Quella delle
'Pecore Nere' è la squadra allestita da cinque anni dai Lions Amaranto Livorno
ed è composta da detenuti della casa circondariale labronica. Una volta alla
settimana, si svolgono, con sedute guidate da tecnici Lions, allenamenti sul
campo in sintetico situato all'interno dell'istituto. Silvano, uscito nei mesi
scorsi dal carcere di massima sicurezza de 'Le Sughere', usufruisce di permessi
periodici. L'atleta, insieme a Manrico Soriani, Michele Niccolai e Mario Lenzi
(i tre allenatori delle 'Pecore Nere') ed a Stefano Cantoni (referente FIR per
il rugby in sociale) è stato invitato a vivere, sabato, a tanti momenti
significativi dell'evento Italia – Francia.
Il gruppo, prima dell'incontro, ha
effettuato una visita guidata dell'Olimpico, scendendo anche in campo, per poi,
dalla tribuna Tevere, assistere al confronto. Un sabato indimenticabile, che va
a premiare l'opera di chi sta continuando a credere nel progetto del rugby in
carcere. La palla ovale può rieducare chi nella vita ha commesso errori. Tra un
mese e mezzo ci sarà, per le 'Pecore Nere' una nuova partita amichevole. Ma,
anche in quella occasione, il numero delle mete messe a segno e di quelle
incassate avrà un valore del tutto secondario...



Nessun commento:
Posta un commento