UNDER 18: iniziamo a preparare
la stagione 2018/19 (seconda parte)
Dopo averne parlato con il nostro Direttore
Sportivo (link) oggi è il momento di
conoscere meglio il nuovo Head Coach.
Come ci suggeriva il DS è un tre quarti, quindi
iniziamo anche con lui con le prime domande semplici:
Nome?
Cognome? Età? Soprannome?
Michele Tobia, 29 anni, soprannome Cespu (per
via del cespuglio di capelli che avevo in testa da “giovane”)
(nella foto Michele Tobìa)
Beh..da
giovane, del resto sei già anziano. Dicono che hai le spalle larghe, che
sei bello e che hai un fisico che non potevi fare altro che giocare a rugby,
quali sport hai praticato da piccolo? Come è iniziata la tua carriera nel
rugby?
Beh, in realtà fino all’età di 14 anni ho
giocato a calcio (dopo aver provato un po’ tutti gli sport del mondo) ed ero
piuttosto gracile. Poi, una volta iniziato a giocare a rugby, ho avuto la
fortuna di essere parallelamente seguito dal mio “storico” preparatore Alberto
Guglielmino (ora tecnico della nazionale italiana di pesistica olimpica) che mi
ha fatto crescere atleticamente in maniera determinante!
Il CE è
una famiglia capace di accogliere tanti e farli sentire come a casa, come sei
arrivato a Cernusco?
Sono arrivato a Cernusco un po’ per caso..
l’amore per la bella Stefania, emigrata dalla Liguria per motivi di lavoro, mi
ha portato a dovermi guardare intorno alla ricerca di una società nel milanese.
La partecipazione all’MRF 2016 mi ha fatto scoprire questa realtà e devo dire
che da subito le cose sono andate molto bene
Dal
terreno di gioco al bordo campo da coach e al tavolo da direttore tecnico:
diversi modi di vivere la palla ovale. Come gestisci le diverse emozioni? Che
sensazioni vivi in questi ruoli?
Dal terreno di gioco al bordo campo cambiano i
punti di vista ma le sensazioni sono pressoché identiche. Vivo il rugby a 360
gradi e la crescita dei ragazzi è il mio primo interesse e obiettivo!
Il
minirugby è sicuramente una categoria in cui si scopre l’ovale, poi si passa
alla u14 e u16 dove il rugby si fa vero: cosa rappresenta la u18? È un momento
di svolta? Si può iniziare dalla u18? E la prospettiva della seniores cosa
rappresenta per i ragazzi? Cosa rappresenta la u18 per la società?
La under 18 rappresenta un momento importante di
consolidamento. Rispetto al -già “vero”- rugby della u 16, ne eredita la
filosofia ma acquisisce molte più sfaccettature legate alla crescita
tattico/tecnica e fisica dei ragazzi. Io sono dell’idea che si possa iniziare a
qualsiasi età e che non sia mai troppo tardi per fare un passo indietro e
ripartire con l’abilità di base! La prospettiva della seniores deve diventare
per noi il traino dei ragazzi e l’apice di tutta la società; questo può
avvenire soltanto allargando e migliorando la base della piramide (la società sta
lavorando egregiamente in tale direzione) e garantendo ai ragazzi un ambiente
positivo, stimolante e di crescita (anche in seniores!). Lavorando su entrambe
le cose il livello non può che salire e, di conseguenza, anche l’attrattiva
della seniores stessa.
Grazie Michele e…comunque non finisce qui. (Beppe Russo)


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