giovedì 19 settembre 2019


"NON solo giovani promesse"
Nel rugby, nel Bari ci sono tante storie da raccontare. Dante, velocissima ala, costretto ad emigrare per lavoro in terra elvetica, ci racconta la sua esperienza nel rugby svizzero:
"Mi sono trasferito in Svizzera circa 6 anni fa. Il mio primo impiego a Zurigo l’ho ottenuto proprio grazie al rugby. La squadra “Rugby Union Zurich” mi ha aiutato a trovare lavoro in una piccola agenzia di comunicazione, gestita da altri ragazzi italiani. Infatti, è necessario avere un “permesso di lavoro” per poter risiedere in pianta stabile in Svizzera. 
Non volevo smettere di giocare a rugby dopo il mio trasferimento e così è stato – ho cominciato la mia esperienza con il rugby elvetico militando in Serie C (National League C – Swiss) per il resto della stagione. A questo punto è d’obbligo menzionare che – sebbene a Bari, nelle Tigri – fossi per lo più impegnato come Ala, nello Zurigo mi sono reinventato mediano di mischia. E probabilmente con discreto successo. Il secondo anno infatti, ci siamo guadagnati la promozione in Serie B nazionale – vincendo lo scontro playoff con il Losanna. 
Dopo un’altra stagione con il RUZ, io ed Enrica (diventata mia moglie, nel frattempo) ci siamo trasferiti per lavoro a Basilea. All’inizio ho provato a lavorare in una città e tornare in serata nell’altra per gli allenamenti, ma ben presto mi sono reso conto di non riuscire a stare al passo con gli impegni.
A metà stagione ho ottenuto il nullaosta per giocare con il Rugby Football Club Basel (RFCB) ed abbiamo concluso la stagione, tra alti e bassi, perdendo i playoff retrocessione contro l’Yverdon, squadra del cantone francese. 
Il Basilea era in una fase di transizione – infatti nel giro di una stagione sono cambiate molte cose a livello gestionale ed organizzativo – ma non ci siamo persi d’animo. Gli allenatori e la società mi hanno affidato il ruolo di capitano e la stagione successiva si è rivelata un successo straordinario. Ci siamo qualificati come prima squadra nel girone (13v, 1s) ed abbiamo vinto la finale dei Playoff a maggio scorso (giocata a Nyon, davanti ad un pubblico di 3000 persone) contro la squadra di Zug. Ci siamo così guadagnati l’accesso alla NLB (National League B) Élite della federazione svizzera.
Mi piacerebbe elaborare tre concetti importanti.
1) Sono davvero contento di essere stato chiamato a rivestire il ruolo di capitano del Basilea. In sé è già una grande notizia ma c’è di più: tutto questo avviene in una terra straniera, in una nuova città e soprattutto dopo neanche un anno di militanza nella squadra. Questi particolari mi inorgogliscono e mi motivano ancor di più. [Basilea è una città fondamentalmente internazionale – e nella squadra annoveriamo 15 nazionalità e culture diverse]
2) Durante i miei anni a Bari, tra le fila delle Tigri, ho osservato ed imparato moltissimo. Mi sono sempre sentito “in famiglia” e ci sono persone con cui coltivo tutt’oggi legami di amicizia, affetto e stima. Mi sono fatto le ossa al “Della Vittoria” ed ho appreso i valori fondamentali di questo sport: impegno, sacrificio, dedizione, divertimento, rispetto per se stessi, per i propri compagni e per gli altri. Se posso cogliere l’opportunità, con un certo ritardo, mi piacerebbe ringraziare – su tutti – Vitangelo, Dario, Andrea, Vito, il Professore, Gennaro, Claudio… ce ne sono troppi in effetti 
😊
 Per tutto quello che mi hanno insegnato e trasmesso durante la mia esperienza a Bari. 

3) Ad agosto 2019, sono stato selezionato per un provino con la selezione A della nazionale di rugby della Svizzera. In pratica, si tratta del “vivaio” della nazionale maggiore (attualmente nella divisione 2A del Rugby Europeo). Naturalmente è difficile pensare ad enormi ulteriori salti di qualità entrando in un vivaio alla “veneranda” età di 30 anni. Resta per me un onore aver ricevuto questa chiamata - e farò del mio meglio per dimostrare di avere tutte le carte in regola (soprattutto la carta d’identità 😊 ) per poter entrare a far parte di questa selezione. 
Questo è il sommario della mia vita rugbystica in Svizzera, dopo l’esperienza di 5 anni a Bari.
Per farla breve: non importa in che parte del mondo o posizione sul campo io mi trovi – l’urlo delle Tigri resterà sempre con me."
E noi, Dante, ti porteremo sempre nel nostro.

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