sabato 31 gennaio 2026

RUGBYTOTALE & SOCIALE - MONDOGENOA/Sconfitta di rigore, ma il Genoa c’è

• Termina dopo cinque giornate la nostra serie positiva
• Non basta doppia rimonta per portare a casa un punto
• Sconfitti ma l’impressione di una squadra in crescita
• I padroni di casa la vincono al 100’ su calcio di rigore
• Presente in tribuna all’Olimpico il presidente Dan Sucu

• Meglio noi che gli avversari nel corso prima frazione
• Nella ripresa succede di tutto con tre penalty dopo check
• Due gol della Lazio in sei minuti ma non ci arrendiamo
• Due gol del Genoa in otto minuti e la rimettiamo su binari
• A segno per noi Malinovsky dagli undici metri e Vitinha
• Nel settore ospite Zeneixi de Roma e tifosi del centro Italia

  (Un tentativo di gol di Lorenzo Colombo)

Il calcio è così. Usciamo sconfitti dopo aver strameritato un punto in uno stadio quasi deserto. E dire che un pareggio sarebbe venuto bene per muovere la classifica e allungare la serie. Giochiamo con personalità e convinzione. E che orgoglio nell’andare a riprenderla. Nella prima parte ci muoviamo in maniera armoniosa. Difendiamo compatti, attacchiamo con verticalizzazioni improvvise, costruiamo le migliori opportunità. Si vedono i tentativi di Frendrup (parata), Colombo (contrastato) e Vitinha (parata), raggiunto da una pennellata di Malinovskyi con il suo piede caldissimo. Tra i pali Bijlow non si sporca i guanti. Al rientro la Lazio alza i giri, sgomma e lascia traccia con un uno-due micidiale. Pedro e il vantaggio su rigore, tocco fortuito di Martin con il braccio dopo un rimpallo casuale, e poi il raddoppio di Taylor paiono chiudere i giochi in anticipo. Malinoskyi dal dischetto la riapre, invece, con un penalty per tocco punibile di Gila su sua conclusione.


   (La rete su rigore di Malinovskyi)

E’ ancora Ruslan a tirare un corner di folle bellezza, alla ‘Palanca’ per gli amanti del genere, colpendo il palo e trovando la smanacciata di Provedel: Vitinha è rapido a raccogliere e schiacciarla in porta. I laziali centrano il 3-2 al 100’. Cataldi trasforma il terzo rigore della serata, assegnato per un braccio largo di Ostigard. Eccome, se brucia. Ma sotto la cenere covano pure segnali della crescita del gruppo e del modo di stare in campo.

 

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