Un percorso 'virtuoso',
è la stagione 2018-19. Intervista all'head coach Federico Grangetto
La parola d'ordine scelta per il 2018-2019 è: virtù. "Una
società 'virtuosa' è quella che lavora bene a 360 gradi: in campo, con
un'infrastruttura all'avanguardia e alle spalle con un'organizzazione
competente" è questo l'obiettivo del Club come spiega Enzo Dornetti, direttore sportivo di
Asr. All’head coach Federico
Grangetto, che questa sera presenterà ufficialmente alla stampa, agli
sponsor e ai tifosi la rosa della Prima Squadra per la serie A, chiediamo
di presentarci le sue linee guida.
“Si può dire archiviata la prima fase del progetto di
costruzione del Made in Asr e
ora – spiega Grangetto, che ha appena firmato un nuovo accordo su 2
anni con il Club - vogliamo dare continuità”. Anche per questo ha costruito
attorno a sè un gruppo di lavoro con cui condivide le scelte in un continuo
‘brain storming’. I primi collaboratori sono i coordinatori tecnici di
supporto agli allenatori e di collegamento con head coach e dirigenza (U16-U18
Michele Festa, U14-U12 Andrea Guidugli, Minirugby Massimiliano Scalia), poi
tutto lo staff di allenatori ed educatori, lo staff medico e non ultimi i
volontari che svolgono il ruolo di ‘team manager’ e dirigenti accompagnatori.
SERIE A
"Il progetto avviato è nel pieno della sua esecuzione, far crescere i
nostri giovani resta il nostro obiettivo a cui affianchiamo un impegno al
rafforzamento della rosa" dice Grangetto che, dopo l’opportunità avuta l’anno scorso di testare
i giocatori ora vuole cambiare marcia. La società ha investito sui
giocatori: tre professionisti come Simone Rossi, Patrick Bigoni e Daniele Pallaro daranno
equilibrio a una squadra sostanzialmente giovane. E’ confermata la
presenza di Martin “Churro”
Magallanes, pilone argentino già inserito felicemente nella famiglia ASR
da 2 stagioni. Rientrano Marco
Ferrari, terza linea, Alessandro
Trentani, centro, e Simone
Dal Carro, terza linea/centro. Abbiamo recuperato Nicola Jannone e dopo il
master all’estero torna Marco
Morisi. "E’ una
squadra molto interessante” commenta Grangetto. “Abbiamo tanti giocatori di qualità, fare
scelte sarà difficile ma significherà poter valutare anche la professionalità. Vogliamo
affermare con forza che la professionalità che fa parte del carattere di un
atleta e non riguarda il Campionato in cui si gioca”.
Il gruppo si sta amalgamando, dopo il ritiro i primi test match in vista
della prima giornata il 14 ottobre. Sulla presenza in serie A, e nello stesso girone di
altre due squadre milanesi, il Parabiago che
si riconferma e il Cus Milano neo
promosso, Grangetto sottolinea: “Non può che fare bene al rugby
lombardo – commenta Grangetto – con il suo ‘bacino’ così
interessante di giovani promesse, più squadre ci sono in serie A più si può
sperare che i nostri ragazzi non siano meteore ma possano arrivare a giocare
nel massimo campionato italiano”.
CADETTI
"I cadetti hanno vissuto una grande stagione per i biancorossi, da
neopromossi si sono portati subito in testa alla classifica. Raggiungere troppo
presto l’obiettivo minimo di restare in C1 ha portato l’anno scorso a una
piccola flessione nelle performance" ricorda Grangetto. "Il risultato è stato ottimo, terzi classificati dietro corazzate
come Rovato e Varese, non avremmo potuto scalare un posto di più ma conoscendo i ragazzi uno per
uno sappiamo che non si sono espressi nel toto delle loro
potenzialità" aggiunge. Quest’anno la squadra è affidata
a Michele Festa e Mauro
Corbacella. La grande novità è il modo di lavorare: negli stessi
orari e sempre più spesso insieme alla Prima Squadra. L’obiettivo è quello di
trovare più omogeneità nel gioco e stimolare la competizione interna. “Questa
sera presenteremo la rosa della Prima Squadra ma non è detto che chi è oggi tra
i cadetti non possa salire e viceversa”spiega Grangetto. Sarà una sfida per lo staff tecnico ma
la riuscita è nella testa e nelle braccia dei ragazzi. “A tutti daremo la possibilità di alzare
il livello di allenamento e di dimostrare le loro capacità. Questo richiede da
parte loro impegno e sacrificio. Le uniche cose che potranno farci cambiare
strategia – un punto verrà fatto dopo i primi mesi di lavoro – sarà
se la Prima abbassa il suo livello o la seconda squadra non cresce
adeguatamente ma siamo convinti che vedremo i cadetti fare un bel balzo in
avanti”.
FEMMINILE
"Il lavoro si sta consolidando - osserva Grangetto - e vogliamo dare più respiro al progetto ‘femminile’ iniziando a
fare reclutamento anche nelle giovanili". E’
stata avviata una stretta collaborazione con il Rugby Monza, ma si
cercherà di coinvolgere anche squadre minori. L’allenatore Giorgio Pegoraro,
chiamato quest’anno nello staff della blasonata squadra brianzola sarà il punto
di raccordo di questo tutoraggio che – sotto il coordinamento dell’head
coach Claudio VIsentin -coinvolge anche le formazioni di Sondalo, Sondrio,
Delebio, Vanzago, Parabiago, Como, e Orio finalizzato al rafforzamento della
prima squadra e alla costituzione di una seconda squadra. “Alle ragazze
si chiederà di partecipare attivamente allo sviluppo del settore anche
attraverso il reclutamento che
vogliamo attivare nelle scuole di zona. E’ un passo da fare al più presto”
conclude. Rientra tra i progetti di sviluppo del Club, un’area nuova
affidata a Matteo Samaden. RugbyInfanzia e Rugby Run, due
progetti dedicati ai più piccoli (2-5 e 6-9 anni) sono i primi prodotti di
questa iniziativa di sviluppo.


MINIRUGBY (dai 4 ai 12 anni)
"Il mini rugby è il
nostro fiore all’occhiello, siamo da sempre impegnati nella formazione
dei nuovi rugbysti e miglioriamo di anno in anno grazie ai nostri educatori,
che hanno profuso tanto impegno e sposato in toto le proposte del Club, sia
tecniche che di trasmissione dei valori" spiega Grangetto. "I numeri
continuano a crescere e il feedback dalle famiglie è molto
positivo".
PREJUNIORES (dai 12 ai 15 anni)
"E’ una fascia di età difficile, con tanti cambiamenti fisici e nella
maturazione psicologica dei ragazzi. A questo si accompagnano le tante
necessità, e diverse, di ogni famiglia. Noi ci proponiamo di accompagnare i
ragazzi in questo percorso. Serve un lavoro molto mirato, cerchiamo di
essere vicini ai ragazzi, li
mettiamo al centro, per riconoscere i diversi bisogni" spiega Grangetto. Ma in questa fascia di età
comincia anche il lavoro più propriamente tecnico del rugby. "E’
in questa fascia di età che cominciamo a predisporre le prime schede di
valutazione e 'alziamo l'asticella'. Il Superchallange dedicato all'U14
(un campionato di selezione nazionale) da sperimentale è diventato quest’anno
una tappa fondamentale, utile per il confronto con altre società. Il gap non è
grande anche se Asr comincia qui il lavoro tecnico che altri club avviano un
po' prima". Scelte educative e strategiche che negli anni
trovano conferma: "In U13 si lavora per alzare la qualità tecnica
e per integrare ragazzi che per il 30/40% arrivano da altri club. Diventare una
squadra è un lavoro, non succede da solo. Ma chi si unisce in questa fase al percorso Asr – lo
vediamo dalle statistiche – rimane
poi a lungo". E’ così che prosegue la collaborazione con
il Rugby Parco Sempione, per
mission dedita a diffondere il rugby nella prima fascia d’età fino ai 12 anni.
La vicinanza si rafforza grazie al nuovo
‘punto di appoggio’ che la U14, la categoria di raccordo che accoglie i
Dragoni che passano alle giovanili, avrà all’Arena. “Il passaggio di categoria, un nuovo club,
chiedono tutta la nostra attenzione perché i ragazzi vivano nel migliore dei
modi questa esperienza. Con un allenamento alla settimana nella ‘casa’ dei
Dragoni cerchiamo anche di venire incontro alle esigenze delle e le famiglie” conclude
Grangetto.
GIOVANILI (dai 15 ai 19 anni)
La U16 è una
categoria in cui è facile commettere degli errori. “Non vogliamo
commetterli più" dice Grangetto e spiega: “mi sto
impegnando personalmente , sul campo, e ho trovato un buon riscontro dai
ragazzi. Sono sicuro che il
‘contagio’ ci sarà e vedremo un cambio di marcia" descrive
Grangetto.
Per la U18, in cui il
ritorno in casa Asr di Gianluca Ragusi come responsabile della categoria è una
grossa novità, l’ambizione resta schierare due squadre, una nel campionato
Elite e l’altra – che sta affrontando i barrage - nel girone Elite2. “La categoria
U18 accoglie tanti ragazzi di altri club che ambiscono a giocare un campionato
di livello e noi vogliamo sfidarli a dare il meglio di sé, puntando sia su
Elite che Elite 2 gli daremo la possibilità di giocare al più alto livello,
perché fermarsi a livello dei gironi ‘regionali’ non consentirebbe loro, siamo
convinti, di misurarsi per quello che valgono".
Infine un capitolo ad hoc per la formazione continua degli allenatori. “Dopo il successo degli
incontri di psicologia e i clinic con Doussy , cercheremo di fare proposte
sempre più coinvolgenti e chiediamo agli allenatori stessi di avanzare proposte
su temi o settori che vogliono approfondire. La formazione dev’essere un’esigenza che gli allenatori sentono nascere
dentro”.


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