E' di nuovo il turno della rubrica "Palla
Ovale" dove scopriamo il mondo degli allenatori e accompagnatori/dirigenti
della giovanili Civitavecchia Rugby.
Questa settimana ci raccontano la loro
esperienza Massimiliano Izzo e Alessandro Crinò.
Massimiliano Izzo (foto )
E’ il mio secondo anno che ricopro il ruolo di
accompagnatore/dirigente – dichiara Massimiliano Izzo accompagnatore/dirigente
della UNDER 14 del CRC -. Il compito che deve svolgere un collaboratore nel
Civitavecchia Rugby deve essere di esempio , quindi un ruolo di rappresentanza
in tutte le sfaccettature. Dobbiamo essere di esempio ai ragazzi sia
all’interno che all’esterno del Club. Per quanto riguarda i genitori debbo dire
che non ho trovato difficoltà nell’esprimere le regole e le direttive della
società. Il ruolo che ricopro così come gli altri accompagnatori/dirigenti è
volontario e gratuito , devi dedicare molte ore del tempo libero , ma tutto
questo viene ripagato nel momento in cui vedo i ragazzi entrare in campo e
giocare con gioia e passione. Auguro a tutti i ragazzi/e del Rugby di diventare
dei grandi uomini e donne , vivere lo sport con serenità in maniera pulita ed
etica.
Alessandro Crinò (foto)
La prima parte di stagione è stata dedicata molto
sulla conoscenza del gruppo della UNDER 14 in quanto conoscevo poco i ragazzi
che sono saliti dalla UNDER 12- racconta Alessandro Crinò allenatore della
UNDER 14 del CRC- Successivamente abbiamo lavorato molto per raggiungere gli
obiettivi prefissati. I ragazzi si stanno impegnando molto trovando una giusta
mentalità con tanta voglia e disponibilità. Ho iniziato ad allenare all’età di
18 anni ed ero a fianco di Fabrizio Regina quindi questo è il quarto anno di
allenatore del Civitavecchia Rugby. Per giocare a Rugby c’è necessità di
sacrificio così come il valore dell’amicizia ci si deve aiutare uno con l’altro
sul campo mentre come allenatore devi trasferire la voglia di migliorarsi
allenandosi. La crescita dei ragazzi deve essere non solo dal punto di vista
tecnico sportivo ma anche personale. Mi definiscono un “ Sergente di Ferro”
perché sono duro quando sono in campo e pretendo molto dai ragazzi ma dopo gli
allenamenti sanno che sono a loro disposizione per qualsiasi loro necessità. Il
fine del Rugby è quello di raggiungere una buona vita sociale , i ragazzi si
devono principalmente divertire.


Nessun commento:
Posta un commento