Chi è entrato in un campo da rugby è
abituato a prenderle, non spaventa un placcaggio o una botta dura. Ci si rialza
e si riparte, si cercano i compagni e si va a cercare il prossimo punto di
incontro, dove molto probabilmente arriverà un’altra botta.
Ma poi ti rialzi, e ti rialzi, e ti rialzi
...
Non fa parte del gioco il non rialzarsi
più.
Franco Davel ha iniziato a giocare nel
Volvera Rugby che era un ragazzino, insieme ad altri suoi amici di Piossasco,
era bravo Franco, molto bravo. Le sue doti atletiche la sua voglia di
combattere in campo, l’avevano reso uno dei più bravi della sua fascia di età.
Aveva iniziato un percorso verso l’alto livello.
Ha lasciato Volvera per andare in un altro
club, per poi smettere di giocare ed iniziare ad avere a che fare coi propri
demoni. Qualche anno fa avevamo appreso con piacere del suo riavvicinamento al
rugby, ad Ivrea, dove aveva anche un contratto di lavoro. Abbiamo sempre
cercato di sapere di lui, è sempre stato uno di noi.
Il Covid ha costretto tutti fuori dal
campo. Il suo contratto di lavoro è scaduto ed è tornato con se stesso.
Dall’estate Franco si è riavvicinato a
Volvera, ha iniziato prima a muovere qualche passo insieme ai ragazzi più
grandi. Ha poi iniziato a collaborare con un educatore nel seguire un gruppo di
bimbi più piccoli. Ha, pian piano, ripreso gli allenamenti coi “grandi”. E’
rientrato in campo per qualche minuto nelle ultime partite giocate. Per averlo
di nuovo con noi, con la nostra maglia. Al di la del livello della prestazione
in questo momento specifico.
Poi un nuovo fermo delle attività.
Non sappiamo di preciso quali sia la
ragione che ha portato a rompersi l’elastico che legava Franco a Franco, il
Franco che si stava rialzando dall’ennesima brutta caduta al Franco preda dei
suoi demoni, ma quell’elastico si è rotto.
E Franco, a poco più di vent’anni, ieri ha
deciso di passare il suo ultimo pallone, e ci ha lasciato tutti sgomenti, come
quando raccogli un pugno di sabbia, ti guardi la mano, e la vedi scorrere via
tra le dita, incapace di trattenerla.
Ciao Franco.



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