Dopo quelli relativi alla sezione pallacanestro, hockey, atletica
leggera e volley è oggi il turno dell’approfondimento sulla prima squadra
maschile di rugby del CUS Genova. Andiamo ad analizzare il momento della
squadra attraverso le parole di Gianluca Sandri,
allenatore che in tandem con Francesco Bernardini guida gli Universitari in
Serie A.
Una stagione stile
diesel quella dei Biancorossi, cominciata con qualche difficoltà e proseguite
di settimana in settimana con progressivi miglioramenti, il tutto fino alla
sosta imposta dalla FIR causa covid. «Avevamo bisogno di
lavorare parecchio», commenta il tecnico, «da settembre siamo
migliorati molto fino a raggiungere buoni risultati e ottime prestazioni come
contro VII Torinese, Alghero e Parabiago», ovvero contro «compagini comunque più strutturate di noi».
«Paghiamo molto le pause», aggiunge Sandri, «in quanto l’affluenza al campo diminuisce e i ragazzi difficilmente
riescono a essere costanti». Il covid ha chiaramente toccato da
vicino tantissimi ragazzi con problematiche di vario tipo ma adesso è il
mo
mento della ripartenza.
«Da un paio di settimane a questa parte siamo ripartiti intensificando il lavoro», aggiunge l’allenatore, «il 20 affronteremo una sfida molto difficile come quella contro Biella», con la certezza che «i ragazzi lotteranno anche se sarà dura». «Ci manca purtroppo la memoria a lungo termine sui lavori», aggiunge Sandri a metà tra il serio e l’ironico, «quando ci si ferma si torna un attimo indietro ma devo dire che i ragazzi rispondono abbastanza».
Un gruppo, quello
del CUS Rugby, che ha avuto un minimo comun denominatore in questi anni: la
caratteristica di genovesità di cui la sezione va molto orgogliosa. «Questa è una cosa di cui sia io sia Bernardini siamo molto contenti»,
ammette Sandri, «ricordo negli anni della promozione con
grandissimo piacere sia per quanto riguarda la prima squadra sia la squadra
cadetta», due team composti «quasi
esclusivamente da giocatori genovesi». La transizione
"giovane" e genovese degli ultimi anni «ti riporta al
fatto che la società esiste grazie alle persone di Genova», in
quanto «senza lo zoccolo duro la società non esisterebbe».
Una squadra,
inoltre, ricca di giocatori universitari. «Il fatto che tanti
membri della prima squadra siano universitari», aggiunge Sandri, «è un vanto per una società come la nostra». La speranza
rimane comunque una: quella che «tutti i ragazzi
riescano a conciliare gli impegni universitari a quelli sportivi».
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