2022/02/10

RUGBY CUS GENOVA/Il primi XV universitario in preparazione all'attesa ripresa, ne parla coach Sandri.

 

Dopo quelli relativi alla sezione pallacanestro, hockey, atletica leggera e volley è oggi il turno dell’approfondimento sulla prima squadra maschile di rugby del CUS Genova. Andiamo ad analizzare il momento della squadra attraverso le parole di Gianluca Sandri, allenatore che in tandem con Francesco Bernardini guida gli Universitari in Serie A.


Una stagione stile diesel quella dei Biancorossi, cominciata con qualche difficoltà e proseguite di settimana in settimana con progressivi miglioramenti, il tutto fino alla sosta imposta dalla FIR causa covid. «Avevamo bisogno di lavorare parecchio», commenta il tecnico, «da settembre siamo migliorati molto fino a raggiungere buoni risultati e ottime prestazioni come contro VII Torinese, Alghero e Parabiago», ovvero contro «compagini comunque più strutturate di noi».

«Paghiamo molto le pause», aggiunge Sandri, «in quanto l’affluenza al campo diminuisce e i ragazzi difficilmente riescono a essere costanti». Il covid ha chiaramente toccato da vicino tantissimi ragazzi con problematiche di vario tipo ma adesso è il mo
mento della ripartenza.

«Da un paio di settimane a questa parte siamo ripartiti intensificando il lavoro», aggiunge l’allenatore, «il 20 affronteremo una sfida molto difficile come quella contro Biella», con la certezza che «i ragazzi lotteranno anche se sarà dura». «Ci manca purtroppo la memoria a lungo termine sui lavori», aggiunge Sandri a metà tra il serio e l’ironico, «quando ci si ferma si torna un attimo indietro ma devo dire che i ragazzi rispondono abbastanza».

Un gruppo, quello del CUS Rugby, che ha avuto un minimo comun denominatore in questi anni: la caratteristica di genovesità di cui la sezione va molto orgogliosa. «Questa è una cosa di cui sia io sia Bernardini siamo molto contenti», ammette Sandri, «ricordo negli anni della promozione con grandissimo piacere sia per quanto riguarda la prima squadra sia la squadra cadetta», due team composti «quasi esclusivamente da giocatori genovesi». La transizione "giovane" e genovese degli ultimi anni «ti riporta al fatto che la società esiste grazie alle persone di Genova», in quanto «senza lo zoccolo duro la società non esisterebbe».

Una squadra, inoltre, ricca di giocatori universitari. «Il fatto che tanti membri della prima squadra siano universitari», aggiunge Sandri, «è un vanto per una società come la nostra». La speranza rimane comunque una: quella che «tutti i ragazzi riescano a conciliare gli impegni universitari a quelli sportivi».

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