E PUR SI MUOVE ! Nonostante il blocco delle attività sportive e l’infinito lockdown imposto ovviamente anche a tutto il movimento rugistico, qualche Società ha colto questi momenti per portare avanti iniziative di grande importanza per la loro attività.
MESSINA RUGBY 2016 questa è la nuova denominazione del club che sostituisce burocraticamente la CLC, ovvero l’unione dei club della Logaritmo Messina, del Clan Messina , dei Cavalieri Messina e dei Briganti di Messina e proprio questo club dalla pausa forzata per la tremenda pandemia qualche risvolto positivo si è comunque avverato. Lo conferma ANTONIO MANGANO (foto sopra), D.S. del club peloritano costretto alla sosta nel Campionato di Serie B Girone 4.
“ Paradossalmente
questo lockdown ci ha in parte agevolato, in quanto avevamo il campo sportivo
di Sperone -ARTURO SCIAVICCO - in ristrutturazione e, per cause burocratiche i lavori hanno tardato
ad iniziare, e solo ultimamente si è proceduto in modo maggiormente concreto a
proseguire questo importante lavoro, per noi decisamente importante. L’anno
scorso non avendo a disposizione questo terreno di gioco siamo stati costretti
ad utilizzare un impianto sportivo inadatto alla nostra attività, disputando
inizialmente molte partite lontano da Messina. “
Certo il nuovo manto di
erba sintetica doveva essere utilizzabile già il dicembre scorso, purtroppo non
è andata così costringendo la Società siciliana a compiere salti mortali per
proseguire nel campionato di Serie B ed anche nei tornei delle giovanili, che
tra l’altro sia con l’Under 18 che con l’Under 16 hanno saputo farsi apprezzare
per gioco e per i risultati ottenuti!
“ A febbraio avevamo le spalle al classico muro – ribadisce MANGANO – e proprio dopo la prima partita giocata in casa con la Partenope Napoli, ma su di un campo alternativo, a dir poco fatiscente, è stato istituito il lockdown che ci ha così fermati definitivamente. Durante questo periodo ci sono arrivati alcuni rimborsi federali, ed ovviamente siamo riusciti a rimetterci in parte in sesto.
Di contro logicamente si è bloccata la costruzione dell’impianto per la chiusura dei cantieri di lavoro. Si era già provveduto a livellare il terreno di gioco e, ironicamente dopo un periodo di giornate perfette dal punto di vista meteo, è cresciuta l’erba, e così si è dovuto provvedere a diserbare nuovamente lo stesso, è stato poggiato il tartan. Attualmente la stessa ditta che era impegnata a Messina, ha i propri operai specializzati a sistemare gli altri campi di rugby del Ragusa e dei Briganti di Librino di Catania. Fra una decina di giorni si dovrebbe procedere alla sistemazione definitiva del sintetico. Una decina di giorni per la messa in opera e poi un mese e quaranta giorni di pausa tecnica per l’assestamento dello stesso. “
Purtroppo ora come ora
il Messina è privo di qualsiasi spazio idoneo per potersi allenare in modo
discreto.
“ Con il problema del
COVID 19 devi utilizzare delle strutture attrezzate – afferma ANTONIO MANGANO –
e a mio parere il principale problema per la cosiddetta ripresa dipende proprio
dalle strutture per nulla adatte alle richieste del Decreto. Esistono del
risvolti civili e penali ed amministrativi piuttosto importanti. E
questo anche se si utilizza un’altro campo sportivo, in quanto l’eventuale
responsabilità ricadrebbe comunque sul gestore dello stesso impianto.
Aspettiamo con ansia l’evoluzione di questa situazione e mi auguro che qualche
cosa a livello di allenamento, ma soprattutto amministrativo, ci sollevi da qualche problemino, del resto
siamo una Società come tante dilettantistica,
ed il rischio di blocco completo delle attività è un vero spauracchio.”
Messina in una
posizione anomala, con un impianto ancora in fase di completamento, pertanto
non utilizzabile per un certo periodo, ma soprattutto privo di alternative allo
Sperone.
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(rr)







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