Lions Alto Lazio, il sogno diventa realtà: conquistata la Serie A
VITERBO – La prima apparizione dei Lions Alto Lazio risale al 2012, quando le società di rugby di Viterbo, Civitacastellana e Montevirginio si unirono per mettere insieme i giocatori della under 16 e permettere loro, con due squadre, di puntare alla partecipazione del girone elite nazionale.
Poi l’esperienza ,due anni dopo, si esaurì, per riprendere con le categorie seniores ed under 18 nel 2021. Si trattava , in quel momento, di affrontare la prima stagione sportiva post Covid ,con tutti i problemi che la pandemia aveva lasciato. Il 17 ottobre 2021 contro L’Aquila si giocò la prima partita dei Nuovi Lions Alto Lazio serie C1 regionale risultato 16 a 5. Da allora i Lions hanno fatto tanta strada, hanno calcato tanti campi, e dopo una promozione in serie B nel 2023, domenica si sono conquistati la serie A.
Ci sono i giocatori protagonisti i campo, ma soprattutto c’è stata l’intuizione
delle due società , Union Viterbo e Civitacastellana che hanno creduto in questo
progetto e lo hanno reso per molti versi irreversibile.
I due presidenti , Roberto Pepponi, del Viterbo e Antonio Angeletti del
Civitacastellana hanno visto raggiungere un traguardo sperato, agognato ma non
di sicuro non agevole.
Le linee guida nella costruzione dei Lions sono state tre, dice Pepponi, ampiamente condivise con i dirigenti del Civitacastellana: primo l’unione delle due realtà maggiori presenti sul territorio poteva garantire un bacino di giocatori da far crescere considerato che la concorrenza di molti altri sport e la denatalità mettono in crisi le attività sportive di base, specialmente quelle degli sport di squadra Secondo il nostro territorio non ha attività commerciali o industriali in grado di investire risorse finanziarie nello sport e segnatamente nel rugby, come invece avviene nei territori limitrofi, quindi allargare l’area territoriale aiuta a trovare chi può investire anche in maniera limitata nel sostegno alla società Da qui nasce, quindi ,la terza linea guida cioè l’autosufficienza, giocatori e tecnici cresciuti nella società. Non una società , che paga i giocatori per scendere in campo, ma che investe le proprie risorse finanziarie per metterli nelle migliori condizioni per crescere tecnicamente come individualità e come gruppo e per affrontare i costi di gestione dei campionati.
Come sottolinea Angeletti la società è oramai diventata una realtà molto
importante nel territorio; sta sortendo , tra l’altro, l’effetto di far
riavvicinare anche chi aveva accolto con scetticismo il progetto Lions, che
invece va maturando e si allarga anche alle squadre under 16 ed under 14.
Come nei migliori auspici dei due presidenti lo staff tecnico è interamente “
coltivato” in casa Belli, Borgatti, Cavalieri, Scorzosi e Romagnoli e tutti
quelli delle categorie minori, sono frutti del territorio, così come Lanzi il
direttore sportivo. Unica presenza non indigena è Sebastian Francesio direttore
tecnico, viterbese d’adozione, che arricchisce con le sue capacità di tecnico e
di ex giocatore azzurro, le conoscenze del gruppo di allenatori.
Questi principi ci hanno portato, dicono i Pepponi e Angeletti, a questo
risultato ,sognato per quasi trenta anni, sono i principi ai quali ci atterremo
anche nella prossima avventura della serie A . Abbiamo un gruppo di giocatori
giovani, che possono solo crescere, abbiamo una quantità rilevante di atleti
tesserati e andiamo incontro al prossimo campionato con la fiducia e le
determinazione necessarie a fare bella figura anche nella serie superiore.
Grazie
a @simonettarugbista , @ciscacesca e @gatestudiofotografico per le foto





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