La Palla
Ovale Nel Codice Genetico E Una Missione Da Portare Avanti: Intervista Ad
Alberto Ferrara, L’anello Di Congiunzione Tra La Storia Del Rugby E Le Future
Generazioni.
Alberto Ferrara (FOTO SOTTO) ha giocato in Serie C e in Serie B fino ai 30 anni e, ora, ha
preso a cuore lo sviluppo delle future generazioni. Nel Sanremo Rugby svolge il
doppio ruolo di allenatore della selezione Under 9 e di coordinatore
dell’attività scolastica.
L’intervista è l’occasione giusta per conoscere da vicino il suo approccio
all’allenamento e alla formazione dei giovani biancazzurri.
Iniziamo dalla stagione in corso, come state lavorando e quanto sta influendo la situazione pandemica sulla vostra annata?
“Siamo molto condizionati dalla pandemia in questi ultimi tempi, da
quando il virus pare si sia accanito sui più giovani, e abbiamo visto ridursi
drasticamente la presenza al campo per gli allenamenti. Questo ci mette in
crisi, oltre agli aspetti gestionali come i tamponi, le visite, le quarantene
che creano non pochi problemi. Nei limiti del possibile cerchiamo di motivare i
ragazzi in questo periodo così pesante per compensare gli aspetti psicologici
negativi che la pandemia ha portato. Solo una intensa attività fisica in campo
può lenire in qualche maniera lo stress che si crea nei ragazzi e che è
controproducente”.
Come vi rapportate con il
rischio che qualche ragazzo possa allontanarsi dallo sport in un momento di
difficoltà?
“Cerchiamo di tenere un rapporto
continuativo con le famiglie e i mezzi tecnologici non mancano. Informiamo i
genitori sulle novità dell’anno e vogliamo motivarli anche con manifestazioni
extra sportive come è stato fatto a Natale o ad Halloween o come faremo a
Carnevale. Cerchiamo di rafforzare un legame non solo verso lo sport, ma anche
di socialità verso il gruppo. Il rugby è uno sport di squadra, cementare il
rapporto tra i ragazzi è uno dei nostri obiettivi primari”.
Lei, oltre a essere allenatore,
ha anche il ruolo di coordinatore della attività scolastiche, come lavorate
sulle questioni extra campo?
“Appartengo al team che si
occupa dei ragazzi dai 7 ai 9 anni e le problematiche sono diverse a seconda
delle annate. Sono anche coordinatore dell’attività di reclutamento a scuola e
abbiamo avviato un programma che coinvolge quattro scuole di Sanremo:
‘Alighieri’, ‘Pascoli’, ‘Castillo’ e a breve la ‘Asquasciati’. Abbiamo
presentato il rugby con sedute operative, uno dei maggiori problemi riscontrati
è che i ragazzi in questi due anni hanno perso molte delle abilità fisiche che
una volta avevano i giovanissimi, fanno movimenti poco sciolti e serve un
grande lavoro a livello fisico per recuperare le abilità che hanno dimenticato
stando a casa. In collaborazione con le scuole abbiamo avuto contatti con circa
500 allievi e cerchiamo di far conoscere il rugby, farli entusiasmare e
portarli al campo per integrarli nella squadra. Notiamo già i primi risultati
della ‘semina’ con una decina di ragazzi che si sono iscritti al termine della
leva ufficiale fatta quest’anno e contiamo di portarne altri per la primavera.
Abbiamo attivato il progetto ‘Scuola Attiva Junior’ per le scuole medie con la
possibilità di coinvolgere la ‘Alighieri’ e contiamo di giungere a un torneo
interno della scuola e, se riusciremo a coinvolgere altre compagini esterne, di
arrivare a qualcosa di più ambizioso come gare tra istituti scolastici”.
Infine, cosa vede nel futuro
della sua collaborazione con il Sanremo Rugby?
“Per natura sono ottimista e,
quindi, credo che la società si stia muovendo molto bene e sia organizzata
sotto la gestione e la grande esperienza del responsabile dello sviluppo, Paolo
Ghione. La società è molto attiva e vicina agli allenatori, ritengo che i
risultati verranno. Al momento non riusciamo a organizzare una squadra che vada
oltre gli Under 15, l’obiettivo è investire nelle generazioni future per
recuperare questo gap che abbiamo avuto fino ad oggi e allestire una prima
squadra, è ciò che ci manca per essere riconoscibili anche a livello regionale”.
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