2022/02/11

RUGBY SANREMO/Alberto Ferrara tra la storia del rugby e il futuro delle generazioni!

 

La Palla Ovale Nel Codice Genetico E Una Missione Da Portare Avanti: Intervista Ad Alberto Ferrara, L’anello Di Congiunzione Tra La Storia Del Rugby E Le Future Generazioni.

Ama definirsi un “giovane pensionato di 70 anni” e per lui il rugby non è solo l’amore di una vita, ma una questione di famiglia. Papà rugbista e fondatore di un club a Torre del Greco, due fratelli rugbisti un figlio rugbista. È una questione di Dna, di genetica, non c’è dubbio.

Alberto Ferrara (FOTO SOTTO) ha giocato in Serie C e in Serie B fino ai 30 anni e, ora, ha preso a cuore lo sviluppo delle future generazioni. Nel Sanremo Rugby svolge il doppio ruolo di allenatore della selezione Under 9 e di coordinatore dell’attività scolastica.
L’intervista è l’occasione giusta per conoscere da vicino il suo approccio all’allenamento e alla formazione dei giovani biancazzurri.

Iniziamo dalla stagione in corso, come state lavorando e quanto sta influendo la situazione pandemica sulla vostra annata?

Siamo molto condizionati dalla pandemia in questi ultimi tempi, da quando il virus pare si sia accanito sui più giovani, e abbiamo visto ridursi drasticamente la presenza al campo per gli allenamenti. Questo ci mette in crisi, oltre agli aspetti gestionali come i tamponi, le visite, le quarantene che creano non pochi problemi. Nei limiti del possibile cerchiamo di motivare i ragazzi in questo periodo così pesante per compensare gli aspetti psicologici negativi che la pandemia ha portato. Solo una intensa attività fisica in campo può lenire in qualche maniera lo stress che si crea nei ragazzi e che è controproducente”.

Come vi rapportate con il rischio che qualche ragazzo possa allontanarsi dallo sport in un momento di difficoltà?
Cerchiamo di tenere un rapporto continuativo con le famiglie e i mezzi tecnologici non mancano. Informiamo i genitori sulle novità dell’anno e vogliamo motivarli anche con manifestazioni extra sportive come è stato fatto a Natale o ad Halloween o come faremo a Carnevale. Cerchiamo di rafforzare un legame non solo verso lo sport, ma anche di socialità verso il gruppo. Il rugby è uno sport di squadra, cementare il rapporto tra i ragazzi è uno dei nostri obiettivi primari”.

Lei, oltre a essere allenatore, ha anche il ruolo di coordinatore della attività scolastiche, come lavorate sulle questioni extra campo?
Appartengo al team che si occupa dei ragazzi dai 7 ai 9 anni e le problematiche sono diverse a seconda delle annate. Sono anche coordinatore dell’attività di reclutamento a scuola e abbiamo avviato un programma che coinvolge quattro scuole di Sanremo: ‘Alighieri’, ‘Pascoli’, ‘Castillo’ e a breve la ‘Asquasciati’. Abbiamo presentato il rugby con sedute operative, uno dei maggiori problemi riscontrati è che i ragazzi in questi due anni hanno perso molte delle abilità fisiche che una volta avevano i giovanissimi, fanno movimenti poco sciolti e serve un grande lavoro a livello fisico per recuperare le abilità che hanno dimenticato stando a casa. In collaborazione con le scuole abbiamo avuto contatti con circa 500 allievi e cerchiamo di far conoscere il rugby, farli entusiasmare e portarli al campo per integrarli nella squadra. Notiamo già i primi risultati della ‘semina’ con una decina di ragazzi che si sono iscritti al termine della leva ufficiale fatta quest’anno e contiamo di portarne altri per la primavera. Abbiamo attivato il progetto ‘Scuola Attiva Junior’ per le scuole medie con la possibilità di coinvolgere la ‘Alighieri’ e contiamo di giungere a un torneo interno della scuola e, se riusciremo a coinvolgere altre compagini esterne, di arrivare a qualcosa di più ambizioso come gare tra istituti scolastici”.


Infine, cosa vede nel futuro della sua collaborazione con il Sanremo Rugby?
Per natura sono ottimista e, quindi, credo che la società si stia muovendo molto bene e sia organizzata sotto la gestione e la grande esperienza del responsabile dello sviluppo, Paolo Ghione. La società è molto attiva e vicina agli allenatori, ritengo che i risultati verranno. Al momento non riusciamo a organizzare una squadra che vada oltre gli Under 15, l’obiettivo è investire nelle generazioni future per recuperare questo gap che abbiamo avuto fino ad oggi e allestire una prima squadra, è ciò che ci manca per essere riconoscibili anche a livello regionale”.

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