L’Amatori
Capoterra riceve in casa il fanalino di coda Rugby Varese
Ultima in classifica con 11 punti conquistati finora, due sconfitte e 13 gare perse. Questo il biglietto da visita del Rugby Varese prossimo avversario al comunale dell’Amatori Rugby Capoterra. Fischio d’inizio anticipato alle 14.
(Una immagine da un precedente test fra Capoterra e Varese)
L’ultima stagionale sul prato di via Trento, poi le gare interne di questo
finale di campionato, la formazione isolana le giocherà al “Santa Rosa” di
Capoterra. Il tutto per consentire il rifacimento dell’impianto di irrigazione
e la posa del nuovo manto erboso del comunale.
Dopo il successo in trasferta nel recupero dell’ottava giornata contro il Cus
Genova (20-15 per Capoterra), la compagine allenata da Juan Manuel Queirolo,
che deve ancora recuperare le gare contro il Pro Recco e Ivrea, proverà ad
allungare la striscia positiva contro l’ultima della classe.
(Mattia Aru circondata da avversari del CUS Genova - ph. Laura Casagrande)
Visti i numeri degli avversari “fatti” in 15 gare finora disputate, il
pronostico è tutto dalla parte della squadra di casa.
Ma nel rugby la sorpresa è sempre dietro l’angolo e anche domani occorre
entrare in campo carichi e pronti a lottare per tutti gli 80’ di gioco.
Del resto nella partita d’andata la formazione lombarda si arrese all’Aldo Levi
per 31-28, in una gara dominata dal Capoterra nel primo tempo (21-6), ma
pericolosamente rimessa in discussione nella ripresa e risolta solo nel finale
da una punizione di Mattia Aru.
Ecco per domani, il coach argentino del Capoterra Juan Manuel Queirolo vorrà
evitare tutto questo.
(Il mediano di mischia Simone Brui in azione - ph. Laura CASAGRANDE)
L COACH
“Si,
giochiamo contro l’ultima in classifica, – spiega coach Queirolo – ma
con Varese ci conosciamo da tantissimi anni e quella contro di loro è sempre
una gara particolare”.
Sicuramente il Capoterra è messo meglio sia sotto l’aspetto fisico che per
quanto riguarda la tecnica di gioco, ma contro una squadra che lotta per non retrocedere
è sempre meglio tenere alta la guardia e giocare con grande intensità,
soprattutto per evitare sorprese”.
Gruppo avvisato?
“Non è certamente gara dove si scende in
campo consapevoli del fatto che i punti sono già in cassaforte. Giocare con
questa convinzione è davvero pericoloso.
Quindi sarà una lotta, soprattutto perché si affronta una squadra che si
presenterà al comunale con il coltello fra i denti pronta a dare tutto pur di
sopravvivere.
Ripeto, andrei piano sul discorso relativo ad aspettative e punti facili
perché, come sempre sarà il campo a dare il verdetto finale”.
L’occasione per fare
anche qualche esperimento da parte tua?
“Si
indubbiamente cerchiamo sempre di migliorarci, ecco perché ho in mente, per
domani alcune rotazioni.
Del resto il nostro obbiettivo attuale è quello di crescere ulteriormente,
maturare per far si che la “rosa” si ingrandisca sempre più e sia pronta, il
prossimo anno, per competere ad un eventuale assalto alla serie A”.
(Una mischia dal test di domenica scorsa fra CUS Genova e Amatori Capoterra ph. R.R.)
Quindi gli esperimenti continuano, soprattutto in finale di stagione?
“Certamente anche perché l’idea sarebbe
quella di avere un gruppo di circa 25 ragazzi di alto livello che possano
lottare per la promozione.
Con meno, abbiamo visto non riusciamo a tenere il passo delle grandi corazzate
della penisola.
Lo scorso anno a gennaio eravamo secondi in classifica ad un passo dalla
capolista, poi gli infortuni e le assenze hanno fatto la differenza.
Il nostro obbiettivo è quello di incrementare la rosa con giocatori che possano
tranquillamente incastrarsi nel gioco del Capoterra e non far rimpiangere le
assenze”.
L’ultima in via Trento
poi si va al Santa Rosa…
“Cambia
poco, l’unico neo riguarda la vicinanza con il pubblico. Al Santa Rosa è più
lontano dal campo rispetto al comunale.
Comunque oltre alla crescita del gruppo, il nostro obbiettivo è quello di
portare al campo un maggior numero di tifosi: incrementare anche quella rosa.
Riconquistare ancora una volta il pubblico.
Nelle ultime partite abbiamo visto che dobbiamo coinvolgere molta più gente se
vogliamo che questo movimento cresca insieme a noi.
Occorre che venga tanta gente al campo in grado di sostenerci. Noi, ovviamente
faremo di tutto per dare a loro 80’ di divertimento, attaccamento ai colori e,
ovviamente una vittoria che, fa sempre piacere ottenere”.
(In foto il coach argentino Juan Manuel Queirolo ph. R.R.)
Eppure il pubblico vi seguiva copioso e poi?“Quest’anno
purtroppo non siamo mai stati regolari. Una squadra storicamente combattiva, ma
non lo siamo stati.
Un gruppo che fa della velocità il suo cavallo di battaglia, ma anche in quello
non siamo stati continui.
Tutto questo non solo ha reso problematico il nostro campionato, ma in qualche
modo una fetta di pubblico ci ha abbandonato.
Ecco, altro nostro obbiettivo è quello di far innamorare nuovamente la
tifoseria e incrementarla.
Perché il XVI uomo in campo è sempre importante, soprattutto quando giochi in
casa”.
Arbitro: Signor Cesare
Onori di Roma





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