Imperia Rugby under 12 in
evidenza nel Principato di Monaco: le posizioni di vertice sfiorate per un
soffio
L’Imperia Rugby under 12
guidata da Alessandro Castaldo e Mariuccia Reitano sfiora l’impresa nel
monumentale stadio Louis II del Principato di Monaco.
Tutto accade in una
giornata intensa, sabato 11 maggio, per il trofeo Santa Devota di Rugby, sotto
gli auspici di Sua Altezza Serenissima la Principessa Chaarlène, mediante la
sua personale fondazione e alla presenza del Principe titolare Sua Altezza
Serenissima il Principe Alberto. Imperia è vicina a Monaco, basterebbe questo,
ma i rapporti tra le due società sono improntati alla concretezza. Imperia è
l’unica società italiana invitata in un parterre di
quattordici nazioni. Qui l’ovale diventa globale, c’è forse il futuro del rugby
nel contesto giovanile e nella velocità del gioco. Spettacolo senza pari, come
sempre. Imperia si presenta forte dell’esperienza di una stagione lunga ed
esaltante, con pochi passi falsi e con un importante numero di giocatori
disponibili. I limiti della squadra, se ve ne sono, si vedono soprattutto nella
mancata abitudine al confronto con avversari di pari livello, in un torneo di
fatto massacrante.
Se si osserva il mero risultato sportivo, si noterà che
Imperia primeggia nel girone di qualificazione, segnando 23 mete e subendone
una sola dai padroni di casa, il quotato Monaco. Corsi del Lucciana spazzati
via e stessa sorte per la compagine sudafricana, espressione della struttura
assistenziale LIV, volta a sostenere e dare un futuro a bambini senza famiglie.
Inutile ricordare come i valori del rugby aiutino questi ragazzi, permettano
loro di vivere un sogno in un luogo da sogno, incontrare il mondo e chissà,
proporsi un domani come velocissimi protagonisti del rugby, magari di quello a
sette con i blitzbokke, la nazionale sudafricana di rugby seven. Va
detto che i ragazzi e le ragazze di Imperia sono stati molto coinvolti nel
rapporto con i loro avversari di giornata. Vinto il girone, arriva il momento
della verità. Si affrontano i Londoners del Northcote. E si
capisce perché questo è l’anno britannico nello sport. A dir la verità lo è da
parecchio tempo, è necessario apprendere. Imperia gioca una sontuosa partita,
conduce per 4 mete a 2 e poi per 4 mete a 3 ad un minuto dalla fine. Però gli
inglesi non mollano. Non mollano mai.
Pareggiano, si va all’extra time e
vincono per una meta a due secondi dalla fine. Lì purtroppo subentra la
dimensione psicologica, importante nel rugby. Bisogna reagire, nella vita come
nello sport e una sconfitta insegna più di una vittoria. Si capisce che se
qualcuno ti batte, tu puoi migliorare ancora. Però, nel frangente, è ormai
difesa. Si pareggia con la volitiva compagine americana, giunta d’oltreoceano
per un rugby che sta crescendo. La prima posizione nel girone di qualificazione
garantisce la finale per il 5°/6° posto, persa con quel Monaco già battuto in
sede iniziale. Però la benzina, soprattutto quella mentale, era finita.
Insomma, ci si potrebbe dire insoddisfatti per il sesto poso, ma di fatto
l’esperienza ha il suo peso: ci si è confrontati con realtà mondiali ed
importanti, i ragazzini hanno vissuto una esperienza indimenticabile e hanno
posto un’altra pietra miliare per poter essere continuamente convocati in
questo consesso principesco. Di fatto, a questi livelli giovanili, la
classifica conta relativamente.
Per gli addetti ai lavori, in ogni caso, è un
banco di prova per verificare cosa accade in realtà rugbistiche diverse. E lì
si vede che la Francia, piazzando tre squadre provenzali ai primi tre posti
ovvero settori giovanili del Midi che ha dominato a suo tempo sia l’Hexagòne che
l’Europa, sta rifondando il movimento, considerando le non certo ultime
brillanti prove nella nazionale (nell’ordine Montpellier, Provence e Toulon).
Si è giocato alla pari con il Northcote e, insomma, per la “piccola” Imperia
c’è da esserne felici. Perché assieme a Monaco si è davanti. E dietro tutto
quanto può emergere, da Dubai che è legata ai capitali britannici sul posto,
agli svizzeri, ai corsi, agli emergenti russi e catalani, ai georgiani, ai
quali, forse, il gioco a 12 veloce e su pochi minuti non si addice, preferendo
senz’altro e già la mischia. E bene, sarà per il prossimo anno, ormai è un
appuntamento fisso, per Imperia la realizzazione di valori importanti. Grazie,
al rugby.





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