
La
rosa dell'under 16, nella stagione 2015/16, era composta anche da tanti
elementi provenienti dal Livorno Rugby. Non è stato facile, nelle prime
settimane di allenamento, provenendo da tre realtà differenti, trovare l'unità
di intenti. Grazie alla serietà di tutti quanti ed al lavoro di tecnici
preparatissimi, però, ben presto abbiamo raggiunto un buon grado di forma e gli
eccellenti risultati ottenuti ci hanno premiati”. Mori, nella prima annata
vissuta con il Granducato, si è permesso il lusso di siglare un numero
astronomico di mete (57 per la precisione), condite da tantissimi calci da
fermo (80% la sua percentuale nei tiri dalla piazzola). Numeri da capogiro.
Giocatore completo, che nel ruolo di secondo centro è in grado di esprimere
tutta la propria classe. E su un trequarti del genere, sono giunti puntuali gli
occhi dei tecnici delle nazionali giovanili. “Sono - dice con orgoglio il
rugbista livornese - entrato nel giro azzurro. In più sono attivo, dall'annata
2016/17, nel Centro di Formazione Permanente di Prato, l'Accademia FIR, dove,
insieme ad altri ragazzi toscani della mia età, sono costantemente seguito da
allenatori federali.
Non nego - aggiunge Mori - che il sogno è quello di
diventare nel giro di pochi anni un giocatore della nazionale maggiore e in una
delle due squadre italiane (Benetton e Zebre) protagoniste nella Pro14. Sì:
spero di diventare un giocatore professionista e di togliermi tante
soddisfazioni, anche a livello seniores”. A questo giocatore che nel 2009, a 9
anni, ha iniziato l'attività (nei suoi primi sei anni di 'carriera' è stato
attivo nelle giovanili del Livorno Rugby) non mancano certo i mezzi e la voglia
per realizzare il proprio sogno sportivo... Quella del Granducato è una Franchigia:
ufficialmente alcuni giocatori sono tesserati Lions, altri (come lo stesso
Mori) sono tesserati Etruschi. La convocazione nella rappresentativa 'seven'
assume un valore particolare, visto che il rendimento del giocatore labronico,
nell'ultima annata, è stato condizionato da un noioso infortunio. Evidentemente
il malanno è smaltito e il giocatore ha meritato la nuova chiamata in
nazionale. (FabioGiorgi)
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