
Il mio ruolo di presidente di FIR Abruzzo mi obbliga ad ascoltare
tutti, su mia iniziativa, o in numerose occasioni di incontro. Anche per fare un punto sull'attività dentro e fuori dal campo dei
club della regione. Il mio è un ruolo istituzionale super partes, con una
natura sostanzialmente e formalmente differente dall'attività
dell'intermediazione, sfumatura che può essere erroneamente intuita nella su
citata frase.
Ascolto
tutti, tentando di rendere più agevoli i percorsi che ogni società, singola o
associata ad altre, intende portare avanti sul territorio.
In questa mia posizione mi sento di volere e dovere garantire
tutti i protagonisti del rugby abruzzese,
facendo i migliori auguri al nuovo soggetto che sta per nascere e al tempo
stesso precisando che non ho ascoltato i rappresentanti di Rugby Experience per
conto di nessuno, né ho mai riferito al soggetto nascente le intenzioni di
qualsivoglia associazione sportiva affiliata alla Federazione.
Una posizione
terza che ho sentito di dover condividere anche nella mia recente lettera ai
sindaci, volta a favorire garanzie per la gestione degli impianti sportivi del
comprensorio.
Questo, infatti, deve restare ai liberi e consueti rapporti tra club,
che auspico si svolgano nella massima correttezza.
Il mio ruolo non è quello di convincere dirigenti alla partecipazione o alla
non partecipazione in questo o quel progetto. Peraltro, soprattutto per ciò che
riguarda le categorie giovanili, quel che per me conta – facente parte
dell'indirizzo politico del comitato che presiedo – è la qualità del lavoro sui
ragazzi. Più sorgenti esistono sul territorio, maggiore sarà l'alimentazione
verso i livelli superiori.
Il presidente di FIR Abruzzo
Giorgio Morelli

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