È iniziato l’altro giorno, con il test match
contro l’Amatori Alghero — squadra che milita nel campionato nazionale di Serie
A di rugby — la stagione 2025/2026 dell’Olbia Rugby.
(La consegna delle maglie da gioco)
A un mese
dall’avvio del campionato, le due formazioni vogliono tastare il terreno e
misurare il livello di preparazione raggiunto.
Una lunga fila
di auto si dirige verso Alghero: ogni abitacolo ha una sua storia, legami
diversi a seconda dell’età, del carattere e… anche del peso.
La splendida
città catalana si presenta luminosa e calda, quasi fosse piena estate. Le
spiagge sono gremite di turisti e il mare, azzurro e immobile, sembra una
tavola pronta ad accogliere disegni.
Il manto
erboso del “Maria Pia” non è un biliardo, ma l’erba alta, pur rallentando il
gioco, attutisce e limita le conseguenze delle cadute.
Negli
spogliatoi, il capitano delle Api, Mirko Sanciu, consegna le ambite maglie da
gioco. Lo ha fatto decine di volte, eppure l’emozione resta intatta: la si
legge nei suoi occhi e in quelli di chi la riceve.
Si scende in
campo. Uno sguardo alle tribune: sono quasi gremite. Il pubblico è competente,
composto. Le due squadre, da sempre, si affrontano con reciproco rispetto.
Marco Anversa,
già allenatore dell’Olbia Rugby nella prima storica scalata alla Serie B,
conserva grande empatia con la squadra e con l’intero staff delle Api.
Il coach della
prima squadra, Mirko Luciano, non nasconde la tensione per un match che servirà
a valutare la disposizione dei giocatori, l’affiatamento e la coesione del
gruppo. Quello che va cercando, è lo stesso spirito positivo che lo scorso anno
ha contraddistinto la compagine vincitrice del campionato nazionale di Serie C,
permettendo l’approdo nella categoria cadetta.
Nella prima
fase scenderà in campo gran parte della formazione destinata ad affrontare il
campionato, anche se non mancano alcune assenze importanti: i giocatori
indisponibili torneranno già dai primi di ottobre.
Anche la
squadra guidata da Anversa si presenta con una rosa quasi al completo. Il
tecnico algherese, a sua volta, non nasconde un pizzico di ansia per la prova.
Sugli spalti
non mancano i dirigenti e i presidenti di entrambe le società, a testimonianza
dell’attesa e dell’importanza di questo appuntamento.
Il fischio
dell’arbitro libera la tensione che invade i giocatori. Il calcio dell’apertura
mette in moto un meccanismo fatto di trenta ingranaggi che si muovono come
quelli di un orologio, segnando il corso della partita.
Nella prima
fase di gioco entrambe le squadre capiscono che di “amichevole” ci sarà solo la
stretta di mano finale. La palla sembra destinata a non superare il
centrocampo. Le Api, inizialmente più motivate dei catalani, costruiscono
azioni offensive più incisive.
In mischia
chiusa gli olbiesi impongono il proprio ritmo; in touche, invece, sono i
padroni di casa a dominare. Da una finta di uno dei centri, nei pressi della
metà campo, nasce l’occasione per la prima meta delle Api, che trasformano e
passano in vantaggio.
La partita è
dura e l’Amatori non ci sta. Il pubblico incita i padroni di casa, che
attaccano laddove sono più evidenti le carenze degli avversari. Dopo una serie
di azioni rocambolesche, gli algheresi trovano la meta e le tribune esplodono
di entusiasmo.
Al termine del
primo tempo i due coach, Luciano e Gambareri (quest’ultimo allenatore della
mischia), si consultano. L’Olbia decide di schierare alcune riserve e diversi
giovanissimi.
Nel secondo
tempo sono i padroni di casa a prendere in mano il gioco e a portarsi in vantaggio.
Le Api, con una formazione più giovane, riescono comunque a tenere testa ai
catalani e a limitare i danni. Il match si chiude con una vittoria meritata per
l’Amatori, ma con un divario dalle Api appena percettibile.
A seguire,
dopo la partita clou della giornata, sono scese in campo le due squadre cadette
di Serie C di Alghero e Olbia. Nei due tempi da venticinque minuti, i tecnici
olbiesi, Carboni e Fenu, hanno potuto analizzare pregi e difetti della
formazione.
Il match è
stato vinto dall’Alghero, che ha schierato diversi ex prima squadra ancora
capaci di fare la differenza. Gli olbiesi, quasi tutti Under 18, hanno tenuto
bene il campo, ma li attende ancora molto lavoro.
La serata si è
conclusa con il tradizionale terzo tempo, in cui — come sempre — gli avversari
si sono trasformati in una sola grande famiglia.
Sabato scorso, nella sala congressi di Tramatza, si è svolta una riunione regionale della FIR (Federazione Italiana Rugby), nel corso della quale il club ha ricevuto il premio per la vittoria del campionato nazionale di Serie C, nella stagione appena conclusasi.
Il
riconoscimento è stato consegnato nelle mani di Lina Lugani, dirigente
dell’Olbia Rugby, dalla vicepresidente nazionale della FIR, Antonella
Gualandri.
Un importante
trofeo da esporre in bacheca insieme agli altri che le Api hanno collezionato
negli anni di presidenza di Maurizio Spano.







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