L’U18 di Recco non meritava l’ultimo posto in classifica: lo ha
dimostrato sul campo con quattro belle e convincenti vittorie casalinghe (su
VII Torino, Lecco, Monferrato e CUS Milano) e con un pareggio fuori casa
(Monferrato). Se non ci fossero stati i 4 punti di penalizzazione della prima
giornata, la squadra non avrebbe concluso il campionato con la retrocessione
dalla categoria Élite alla Territoriale.
Se la sfortuna (assenze, infortuni, malattie) non avesse accompagnato la
squadra per tutta la stagione, asarebbero arrivati sicuramente migliori
risultati. Certo, si poteva vincere fuori casa con Monferrato, si doveva
vincere con Rovato in casa, e fare una meta in più in altre partite per
ottenere almeno un punto di bonus, però non possiamo biasimare i ragazzi, che
hanno lottato in ogni gara con determinazione e impegno. Al di là dei
risultati, credo che questi ragazzi vadano applauditi poiché, ciascuno secondo
le proprie capacità, ha cercato di dare il meglio in tutte le occasioni: non
possiamo escludere nessu
no.
E’ difficile giocare con solo 15/16/17 atleti quasi tutte le gare, per
di più in un campionato impegnativo e di livello: la fatica nelle fasi finali
di ogni incontro affiora inevitabilmente e consente agli avversari, che possono
contare sui cambi, di approfittarne. Pur costretta a scendere in campo in
questa situazione, la squadra ha sempre dato il meglio di sè, nessuno si è
risparmiato, anche e soprattutto nelle partite contro le più forti avversarie.
Significative, per esempio, sono le gare con Calvisano: in casa, al 10′ del
secondo tempo i ragazzi di Recco ancora riuscivano a tenere l’incontro sul
19-19 e, fuori casa, si è vista una squadra scesa in campo con grinta e
determinazione pur sapendo che non sarebbe stato obiettivamente possibile
ottenere un risultato positivo e che, per tutto il primo tempo, ha saputo
tenere testa ai più quotati avversari, che non si è scoraggiata dopo aver
subito tre mete nel primo tempo e, nel giro di cinque minuti, ha realizzato due
entusiasmanti mete su rolling maul, due belle azioni ma, anche, due belle
lezioni ai più fisici avversari e ottimo esempio di coraggio e voglia di
dimostarre di non essere inferiori nella forza e nella tecnica.
Nonostante tutto e tutte le difficoltà, questa è stata una Squadra.
Alcuni di loro, sicuramente, nel rugby “dei grandi” avranno la possibilità di
mostrare ancora tutte le capacità e il carattere che hanno già messo in
evidenza. E’ stata una Squadra anche perché nessuno ha peccato di
individualismo, ciascuno ha giocato per la maglia e per i compagni. E’ stata
una Squadra perché ha avuto dalla sua parte un coach che sempre ha saputo
motivare gli atleti ed energicamente guidarli in tutti i difficili momenti
della stagione, sempre attento e presente con consigli e stimoli. Bisogna
dunque ringraziare Diego, che ha dedicato all’U18 il suo tempo, le sue
competenze e la sua passione per tenere insieme un gruppo che avrebbe potuto
demoralizzarsi facilmente in tante circostanze ma che, invece, fino all’ultima
gara è sceso in campo determinato e unito per affrontare ogni avversario a viso
aperto. (Maurizio Rossi – foto Luca Pineider)





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