Al telefono la voce di
coach Maurizio Fumarola era vibrante.
“Oggi i ragazzi sono stati eccezionali: hanno applicato ferocemente tutto ciò che avevamo preparato in settimana, partendo dalla difesa. E in più, si sono superati, mettendo quel qualcosa in più che sanno di avere…”
Riguardo il risultato: Ragusa Rugby–Frascati: 17-14. No, non è uno scherzo. Chiamo mio figlio al telefono, anche lui con la voce raggiante, “Papo, siamo stati noi il Frascati. Anzi, meglio…”. E tutt’intorno una baraonda di gioia, un sukh in festa nell’ora di punta (si sente su tutti la voce di Elide…), la cronaca diventa pura curiosità statistica di fronte allo spessore dei nostri ragazzi, che adesso vogliono soltanto dimostrare di essere cresciuti e di non essere davvero inferiori a nessuno – come andava profetizzando proprio coach Fumarola ad inizio stagione, quasi contro ogni buon senso.
“Oggi i ragazzi sono stati eccezionali: hanno applicato ferocemente tutto ciò che avevamo preparato in settimana, partendo dalla difesa. E in più, si sono superati, mettendo quel qualcosa in più che sanno di avere…”
Riguardo il risultato: Ragusa Rugby–Frascati: 17-14. No, non è uno scherzo. Chiamo mio figlio al telefono, anche lui con la voce raggiante, “Papo, siamo stati noi il Frascati. Anzi, meglio…”. E tutt’intorno una baraonda di gioia, un sukh in festa nell’ora di punta (si sente su tutti la voce di Elide…), la cronaca diventa pura curiosità statistica di fronte allo spessore dei nostri ragazzi, che adesso vogliono soltanto dimostrare di essere cresciuti e di non essere davvero inferiori a nessuno – come andava profetizzando proprio coach Fumarola ad inizio stagione, quasi contro ogni buon senso.
Ma eccola, la nuda cronaca.
Come è giusto che sia, la capolista carica a testa bassa e costringe Ragusa a
ridosso dell’area di meta: la nostra difesa combatte su ogni centimetro
quadrato, presa un po’ alla sprovvista da tale foga, Saro Tumino si immola su
una meta quasi certa, e solo a quel punto i nostri cedono. Meta e
trasformazione: 0-7.
Ma l’impressione è solo quella che i ragazzi iblei stiano prendendo le misure agli avversari. Sulle mura difensive si erge Alessandro Tuminello, tra tutti gli altri, e stavolta Frascati impatta duro; e in ogni caso si capisce che solo un gesto folle e improvviso può capovolgere le sorti del match.
E così, Gabriel Dinatale da distanza che pare siderale, centra i pali su calcio piazzato, accorciando le distanze (3-7) e – soprattutto – facendo capire che la sua squadra c’è, e che non è disposta a fare un solo passo indietro; dopodiché inventa un calcio sull’ala sinistra, con le mani del genietto Davide Cascone che si aprono in corsa, catturano quell’ovale spostato dal vento.
Ed è lunga cavalcata trionfale, una progressione inarrestabile da una linea all’altra, che nessun avversario riesce ad arginare, con il ‘Casco’ che plana indomito tra i pali, per il sorpasso. Gabriel Dinatale trasforma per il risultato che suggella il primo tempo: 10-7.
Ma l’impressione è solo quella che i ragazzi iblei stiano prendendo le misure agli avversari. Sulle mura difensive si erge Alessandro Tuminello, tra tutti gli altri, e stavolta Frascati impatta duro; e in ogni caso si capisce che solo un gesto folle e improvviso può capovolgere le sorti del match.
E così, Gabriel Dinatale da distanza che pare siderale, centra i pali su calcio piazzato, accorciando le distanze (3-7) e – soprattutto – facendo capire che la sua squadra c’è, e che non è disposta a fare un solo passo indietro; dopodiché inventa un calcio sull’ala sinistra, con le mani del genietto Davide Cascone che si aprono in corsa, catturano quell’ovale spostato dal vento.
Ed è lunga cavalcata trionfale, una progressione inarrestabile da una linea all’altra, che nessun avversario riesce ad arginare, con il ‘Casco’ che plana indomito tra i pali, per il sorpasso. Gabriel Dinatale trasforma per il risultato che suggella il primo tempo: 10-7.
La ripresa è il continuo di
un match non soltanto di rara intensità, ma anche spettacolare da seguire:
continui capovolgimenti di fronte e scontri a tutto campo, la Maginot ragusana
regge e la corazzata laziale inizia a perdere certezze e slanci. E allora, a
seguito di una ruck molto tirata, l’arbitro estrae un giallo anche per il
Frascati: e la capolista vacilla ancora, sotto le scorribande iblee, e prova e
riprova i nostri ragazzi trovano un varco sulla destra, dentro cui si infila e
serpeggia Davide Cascone, fino in mezzo ai pali, per la seconda meta. La
tifoseria ragusana sugli spalti delira, Gabriel Dinatale ha l’elmetto alato di Ermes
e non sbaglia. E’ il 17-7!
Le fasi finali sono
abbastanza convulse e concitate, il Ragusa stanco e il Frascati ferito e
ringhiante, che proprio non ci sta ma ha perso convinzione se non quella di non
mollare, ciecamente.
Ma le linee ragusane non cedono, la difesa regge alta ogni urto, lasciando meta e trasformazione agli avversari soltanto pochi istanti prima del fischio finale, per il risultato definitivo che è: 17-14.
Ma le linee ragusane non cedono, la difesa regge alta ogni urto, lasciando meta e trasformazione agli avversari soltanto pochi istanti prima del fischio finale, per il risultato definitivo che è: 17-14.
La festa a Ragusa può iniziare, meritatamente.
Rivedo adesso le immagini
della partita, e riesco a fare soltanto i complimenti a tutti. Ai tecnici che
hanno plasmato e tenuto con mano sapiente questo straordinario gruppo di
ragazzi, i quali – a loro volta – hanno avuto la maturità di sacrificarsi, per
divenire qualcosa che adesso molti conoscono, anche a livello nazionale. Li
guardo muoversi in campo, compatti rapidi e aggressivi, e non mi sconvolgono le
parole di coach Massimo Lucenti che lo ha sempre detto, “Solo la Capitolina ci
è superiore: le altre possiamo batterle tutte, Frascati compreso…”
Ieri, giorno 8 Aprile 2018, abbiamo vinto tutti: la società Ragusa Rugby,
capace di seguire la crescita dei suoi giovani pur tra mille difficoltà, e che
in loro ha sempre creduto – a prescindere dai risultati ottenuti; i nostri
splendidi ragazzi (TUTTI!) che sono cresciuti enormemente, senza mai perdere la
loro età e creando intorno a loro un movimento armonioso; i genitori, che hanno
saputo seguirli sempre, con entusiasmo e grande umiltà.
Questo volevo scrivere oggi.
E per ultimo, le parole di
Maurizio Fumarola felice al telefono: “Due le parole per definire la vittoria
dei miei ragazzi oggi: Creatività e Disciplina.”
Io le scrivo maiuscole soltanto per ricordare che parlava di ragazzi di 14 e 15 anni. Ed è dire tutto. (Sergio Randazzo)
Io le scrivo maiuscole soltanto per ricordare che parlava di ragazzi di 14 e 15 anni. Ed è dire tutto. (Sergio Randazzo)




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