Volevamo un’avventura. L’abbiamo avuta.
VIAGGIO.
-Appuntamento alle
6:15 di un sabato mattina di maggio-
“Puntuali perché
alle 6:30 partiamo!”
Non ci crederete,
ma eravamo tutti puntuali. Arrivano i pullman, tempo di caricare le borse e
partiamo.
Non vedevamo l’ora
di partire per questa trasferta organizzata dalla nostra società: direttore
tecnico, allenatori di varie categorie, atleti e genitori, tutti concentrati e
tutti emozionati. Destinazione Francia, Marsiglia per la precisione. Noi
italiani, a volte poco considerati nel Rugby, andiamo a giocare nella nazione
che ha vinto il Grande Slam, nell’ultimo Torneo delle “Sei Nazioni”.
Emozionati e
concentrati, dicevamo, perché le squadre erano inedite (in Francia giocano con
le categorie pari, quindi M14 e M16, dove M sta per “moins” - meno), quindi
abbiamo preso le nostre Under 13 e 15 e le abbiamo fatte confluire nella M14, mentre
i restanti U15 con gli U17 più piccoli hanno formato la M16.
Questa era la
sfida tecnica, preparata con cura nelle settimane precedenti alla trasferta
francese. Il momento giusto della attuale stagione sportiva, per anticipare e
favorire il flusso nelle categorie che formeranno le squadre della prossima
S.S. Questo l’appuntamento “chiave” dove verificare e valutare veramente il
lavoro svolto sia durante il difficilissimo periodo della pandemia sia nel
“Ritorno al Gioco di Rugby”.
Il viaggio è un momento di crescita, un’occasione per conoscersi meglio e in quattro ore sul pullman puoi socializzare tantissimo. I genitori hanno avuto modo di tessere quei rapporti bruscamente interrotti durante il lungo stop causato dalle restrizioni per il Covid. I ragazzi avevano talmente voglia di vivere a pieno l’avventura, che non si sono isolati con i propri telefonini. Senza intoppi siamo arrivati a Marsiglia, dove gli atleti hanno pranzato, secondo le indicazioni fornite dallo staff e dopo l’assegnazione delle stanze c’è stato anche il tempo di un po’ di riposo prima di raggiungere il campo.
Il Rugby Club
Phocéen ci ha ospitati, nella sua struttura semplice ma per noi imponente: vedere
tre campi regolamentari uno in fila all’altro, per noi liguri è utopia (è il
numero totale di campi che abbiamo visto dall’Autostrada in tutta la riviera di
ponente durante questo nostro viaggio!).
Dopo un momento
dedicato alle presentazioni, saluti, ringraziamenti, siamo stati distratti da
ciò che stava girando sullo spiedo al di fuori della Club House… in quel
momento eravamo sicuri che almeno il terzo tempo ci avrebbe visto protagonisti,
ma sui primi due qualche incognita l’avevamo. … e i nostri Ospiti ci hanno
subito riportati alla realtà informandoci che la loro squadra M16 aveva
disputato, la settimana precedente, gli 8^ di finale del campionato nazionale di
Francia Cadetti, incontrando Hyeres, mentre la loro Cadetta regionale veniva
dalla vittoria nella trasferta in Corsica.......
Cronaca delle partite
M14
I ragazzi M14
iniziano a prepararsi, disputeranno un triangolare contro i padroni di casa e
contro il Rugby Club Marseillais; emozione e concentrazione si fondono
nello sguardo dei giocatori, gli allenatori al seguito li rassicurano, li
spronano e danno le ultime indicazioni, poi il “rito” della consegna delle
maglie da gioco e dei ruoli da coprire in campo. Già questo, per i più piccoli,
è un rituale che scoprono per la prima volta… “fammi vedere: che numero hai?”
“Forte!”.
Disputiamo la
prima partita contro i padroni di casa; iniziamo guardinghi, ma non timorosi.
Piano piano i ragazzi prendono le misure del campo e dei “nuovi” ruoli ed
iniziano a giocare un Rugby vero, stupiscono in primis i loro genitori, che mai
li avevano visti in una situazione da “grandi”. I tecnici “leggono” nel
movimento della partita quanto fatto durante l’anno e quanto preparato per la
trasferta e si rallegrano del gioco messo in pratica e della personalità che la
squadra dimostra in campo. Sostenuti e guidati dai ragazzi della leva più
grande, i più piccoli riescono ad integrarsi perfettamente e a reggere il
confronto, andando in vantaggio di due mete e resistendo fino alla fine al
ritorno veemente dei francesi. Finirà con la vittoria dei biancorossi,
assolutamente meritata!
Guardiamo la
seconda partita tra le due squadre marsigliesi e vediamo che i ragazzi della
squadra, che dobbiamo ancora affrontare, sono decisamente più grossi e hanno
talmente tanti atleti che potrebbero schierare da soli due squadre. La logica
conseguenza è che il R.C. Marseillais vince con una certa facilità questo match.
Giunge il momento
di giocare la terza partita del triangolare, che ci vede sfidare la forte
squadra appena uscita vincitrice del “derby” francese. La nostra formazione
ricalca l’ossatura di quella che aveva iniziato la prima partita, innestando i
giocatori che non avevano avuto ancora spazio, al fine di dare a tutti la
possibilità di calcare il prato verde e di misurarsi nella gara.
I nostri
meravigliosi Ruggers sembrano nati per giocare a 15! Con grande grinta e grande
coraggio riescono a reggere l’impatto fisico dei poderosi avversari, e
sviluppano un gioco dinamico che li porta a vincere anche questa seconda
partita. La gara è stata bella, intensa ed emozionante, dagli spalti i
supporters delle squadre non hanno mai fatto mancare il loro sostegno. Foto di
rito tutti insieme, da consegnare agli annali e piccola merenda organizzata a
bordo campo, pronti ad assistere alla partita dei “grandi”.
M16
La M16 finalmente,
dopo l’attesa e il tifo fatto dalla tribuna per le partite M14, è pronta a
scendere in campo, formazione fatta e saluto iniziale. La partita prevede 4
tempi da 20 minuti.
In neanche 5
minuti i nostri ragazzi subiscono due mete nate da un gioco talmente veloce dei
francesi, che appaiono subito di un livello tecnicamente superiore, fatto di angoli
di corsa imprevedibili che infilano la nostra linea difensiva troppo facilmente.
Subiamo anche due
infortuni, niente di grave, ma che ci toccano entrambi nel ruolo di estremo.
Dopo un po’ anche nel ruolo di centro dobbiamo fare una sostituzione per un
altro impatto ad alta intensità. In molti iniziano a pensare che la sveglia
presto, il lungo viaggio, l’attesa della partita sia stata una fatica eccessiva
e abbia esaurito le energie dei ragazzi. Però così non è stato!
I biancorossi
reggono la fisicità del gioco e iniziano a proporre le loro azioni ficcanti,
stringono la difesa dell’avversario, pressano molto nelle fasi difensive,
placcano tutto quello che c’è da placcare. Risultato: la squadra francese
inizia a sbagliare, inizia a perdere sicurezza.
Nel secondo tempo
il pressing continua, la grinta è a mille, dinamici e imprevedibili nelle
touche, solidi nelle mischie, decisi nelle incursioni, portano l’ovale per ben
due volte nella area di meta avversaria, e grazie ad una trasformazione in più
passano in vantaggio.
Dalla metà del
terzo tempo e fino alla fine della partita, le due squadre mettono in campo
tutto quello che ancora hanno, anche qualcosa in più, per fare propria la
partita. Il susseguirsi di azioni ben orchestrate, portano in vantaggio ora
l’una ora l’altra squadra. Nonostante la stanchezza e senza perdere mai la
testa, quasi allo scadere il CUS Genova riesce a segnare la settima meta,
quello del pareggio. È stato un pareggio: giusto così! Premio a due squadre mai
dome, che hanno giocato un Rugby emozionante.
A fine partita i
cori di gioia hanno riempito lo spogliatoio e accompagnato tutta la bella
serata del “Terzo Tempo”.
TERZO TEMPO
L’ospitalità
francese si è espressa a grandissimi livelli nel meraviglioso terzo tempo
organizzato sia per i ragazzi che per i tanti genitori al seguito. I due spiedi
che all’inizio avevamo visto girare erano fermi e mentre riparlavamo delle
gesta dei nostri ragazzi, abbozzando un po’ di francese, ci veniva offerto un
aperitivo fatto di birra, vino tartine e tanta euforia. Scambi di felpe, “…se
mi dai quella del CUS ti do quella del Marsiglia!” L’agnello, servito già nei
piatti, era tenerissimo e buonissimo! Le torte ottime. La compagnia piacevole e
la voglia di celebrare questa giornata tanta, al punto che molti dei nostri ragazzi
si sono messi a cantare la marsigliese in Club House. Abbiamo consegnato ai
capitani le maglie del CUS come segno di riconoscenza e siamo rientrati a piedi
in albergo, sempre con tanta voglia di cantare.
Metterli a letto
dopo così tante emozioni non era facile e neanche necessario. Ci bastava che
non andassero in giro per l’albergo, ma stessero nelle camere senza disturbare
altri ospiti. Anche in questo sono stati bravi!
DERBY
Siamo ripartiti al
mattino con un ultimo obiettivo: raggiungere il nostro stadio, il mitico
Carlini-Bollesan per festeggiare l’ultima partita di Francesco “Juve” Imperiale,
il CAPITANO seniores e anche allenatore nel settore giovanile. E come una
ciliegina su una torta veramente da “Gran Pasticcere” abbiamo assistito, con
enorme soddisfazione, al “derby” vittorioso sul Recco (con due mete del
Capitano). Poi tutti in campo a gioire e salutare “JUVE” insieme alle altre
leve più piccole che erano venute per fare il “corridoio” ai giocatori seniores
e tifare CUS GENOVA.
Il terzo tempo del
Carlini-Bollesan ha regalato ai nostri ragazzi M16 e M14 un ulteriore momento
per continuare a stare insieme e parlare di ciò che avevano “combinato” in
Francia!
Che dire per
chiudere? Grazie a tutti, un viaggio indimenticabile.








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