Riepilogo
campionato 2019-2020: Prima fase
Cari
lettori,
pensavate forse che fossimo spariti, dissolti nel nulla più totale? Assolutamente no. C’è un motivo per il quale non avete letto settimanalmente gli articoli relative alle gare riguardanti la prima fase del campionato della prima squadra. Se avete voglia di scoprirlo, non vi resta che leggere le seguenti righe.
Vi prometto che varrà la pena spendere un po' del vostro tempo nella lettura di questo articolo.
Curiosi?
pensavate forse che fossimo spariti, dissolti nel nulla più totale? Assolutamente no. C’è un motivo per il quale non avete letto settimanalmente gli articoli relative alle gare riguardanti la prima fase del campionato della prima squadra. Se avete voglia di scoprirlo, non vi resta che leggere le seguenti righe.
Vi prometto che varrà la pena spendere un po' del vostro tempo nella lettura di questo articolo.
Curiosi?
Gli
ultimi sgoccioli del 2019 hanno portato novità nel 1° XV segnino: la squadra
non è più quella dello scorso anno. Perché?
Innanzitutto partiamo dal nome: il noto Rugby Segni è ormai diventato Rugby
Segni + Briganti….e chi sono i Briganti?!?
L’entourage tecnico ha proposto, ai Briganti di Cassino, di unire le due squadre al fine di crearne una completamente nuova. Dunque…nuova squadra, nuovo anno, nuova vita. A parlarci di tale novità è l’allenatore Claudio Maciocia, il quale mi ha gentilmente concesso parte del suo tempo (alla fine della prima fase di campionato) per qualche dichiarazione:
L’entourage tecnico ha proposto, ai Briganti di Cassino, di unire le due squadre al fine di crearne una completamente nuova. Dunque…nuova squadra, nuovo anno, nuova vita. A parlarci di tale novità è l’allenatore Claudio Maciocia, il quale mi ha gentilmente concesso parte del suo tempo (alla fine della prima fase di campionato) per qualche dichiarazione:
«Beh,
una partita su cinque vinte spiega un po' da sé l’andamento della squadra, ma
il punto è un altro, non è vincere ad ogni costo bensì raggiungere gli
obiettivi che ci siamo prefissati. Non è nostra intenzione risalire subito in
C1, non perché non lo vogliamo sia chiaro, ma perché seppure sarebbe
fantastico, al momento è abbastanza improbabile. Il nostro obiettivo è
riformare le basi, crearne di solide per poi andare avanti e risalire con più forza
e più grinta di prima. Il fatto che ci siano dei ragazzi nuovi, vedasi alcune
new entries segnine e i ragazzi di Cassino, necessita lo sviluppo di fondamenta
più stabili.
Sia per i tifosi del Segni, sia per lo staff tecnico e sia per i
giocatori stessi, c’è un po' da pazientare. Le basi solide di certo non si
buttano in quattro e quattr’otto, servono piuttosto tempo e dedizione. Per quel
che riguarda le partite ormai giocate, sebbene i risultati non siano dei
migliori, si sono comunque notati dei miglioramenti di volta in volta, e
personalmente sono davvero contento di questo. Parlo di miglioramenti e do un
esempio, perché non voglio che le mie parole restino vaghe o vuote: nella
partita contro il Lanuvio ho notato un grande passo avanti da parte dei miei
ragazzi, sia in senso atletico che in senso mentale, nonostante ovviamente il
risultato. Quello che dico è: bisogna pazientare perché il gruppo è nuovo, ma
ciò che ho da aggiungere è che questo gruppo è anche motivato. Credo che i
ragazzi di Cassino e quelli di Segni riescano ad incentivarsi a vicenda e
questo mi piace, mi carica. Questo è il vero Rugby.»
A
concederci un commento è stato anche il secondo allenatore, Marco
Blonk-Steiner, il quale ha rivelato come si trova con la squadra, e ci ha dato
la sua visione dei fatti dall’inizio del campionato sino ad ora:
«Devo
dire che con la squadra mi sono trovato subito benissimo. Specifico, per chi
non lo sapesse, che io vengo da Colleferro. Non ho avuto problemi di
inserimento, né con la squadra, né con Claudio, e ora che ci sono ci terrei a
ringraziare sia lo staff che i giocatori per la calda accoglienza che mi hanno
dato.
Per quel che riguarda il Segni, tutti sappiamo che proviene da uno storico diverso da quello di ora. Negli anni c’è stata parecchia dispersione, ma la società sta cercando di risistemare tutto, a partire addirittura dal Mini Rugby. Lo scopo di quest’anno è quello di RICOSTRUIRE il gruppo, dargli una nuova vita ed è chiaro che per farlo abbiamo bisogno di tempo. Abbiamo bisogno di forgiarci, e farlo significa anche perdere alle volte. La prima fase di campionato possiamo vederla come i primi passi fatti da una nuova squadra che di strada ne ha ancora molta da fare. Nella seconda parte di campionato non speriamo, ma lavoriamo su un cambio di rotta: crescita, prestazioni, continuità e risultati.»
Per quel che riguarda il Segni, tutti sappiamo che proviene da uno storico diverso da quello di ora. Negli anni c’è stata parecchia dispersione, ma la società sta cercando di risistemare tutto, a partire addirittura dal Mini Rugby. Lo scopo di quest’anno è quello di RICOSTRUIRE il gruppo, dargli una nuova vita ed è chiaro che per farlo abbiamo bisogno di tempo. Abbiamo bisogno di forgiarci, e farlo significa anche perdere alle volte. La prima fase di campionato possiamo vederla come i primi passi fatti da una nuova squadra che di strada ne ha ancora molta da fare. Nella seconda parte di campionato non speriamo, ma lavoriamo su un cambio di rotta: crescita, prestazioni, continuità e risultati.»
Non
credo che avrei potuto riassumere la prima fase di campionato meglio dei nostri
due allenatori per cui, prendete le loro parole come commenti a tutte le gare
svolte e tenete bene a mente gli obiettivi che il Segni + Briganti si è
prefissato per l’anno nuovo.
Dopo
aver dato la parola agli allenatori, addentriamoci adesso nel vivo della
squadra, ossia negli atleti che la compongono. Durante la cena sociale di
Natale, svolta il 21/12/19, mi sono seduta a tavola con la squadra e ho avuto
il piacere di scambiare quattro chiacchiere con loro. Quel che ho notato, prima
ancora che facessi loro delle domande, è stato un affiatamento forse mai visto
negli anni precedenti (nonostante la mia esperienza come reporter del Rugby
Segni duri soltanto da quattro anni). I ragazzi mi sono sembrati uniti e ben
amalgamati, non sembrano nient’affatto essere due squadre diverse e questo è un
ottimo punto di partenza.
Ho dato la precedenza ai Briganti, fondamentalmente perché ero troppo curiosa di sapere come si trovassero qui a Segni e di come avessero visto e sentito la prima parte di campionato. Questo è ciò che ho raccolto.
Ho dato la precedenza ai Briganti, fondamentalmente perché ero troppo curiosa di sapere come si trovassero qui a Segni e di come avessero visto e sentito la prima parte di campionato. Questo è ciò che ho raccolto.
Igor
Todisco dice: «io a Segni mi trovo bene. Per la prima volta ho potuto respirare
un Rugby che si vive oltre il campo da gioco, perché a Segni abbiamo visto e
conosciuto persone che vivono di rugby anche quando non si allenano. Questo a
Cassino ancora non esiste, perché il movimento rugbistico è nato da pochissimo.
Il rispetto ricevuto da tutti i segnini, inoltre, rispecchia a pieno tutti i
valori di questo sport. È per questo che credo che la crescita più grande per
noi Briganti sia proprio vivere il rugby a 360° insieme alla città di Segni. »
Pennacchia Federico aggiunge: «L’esperienza approcciata è la più formativa per la nostra squadra, anche solo sotto il punto di vista tecnico.»
Alessandro Fiorentino commenta: «Sono contento di aver incontrato un gruppo affiatato quanto il nostro. Dal punto di vista tecnico, credo che la naturale composizione della squadra, la quale vede noi Briganti come la parte “pesante”, e i segnini come la parte “leggera”, abbia favorito un’ottima amalgama. C’è stata subito intesa tra i due gruppi anche in senso umano.
Nonostante le prime (e normali) difficoltà nella prima parte dell’anno, confidiamo in un miglioramento che sicuramente sarà il leit-Motiv del proseguito del campionato.»
Daniele Antonio dichiara: «è bellissimo far parte di una squadra con così tanti anni di esperienza alle spalle. Il Segni incarna veramente lo spirito del Rugby. Speriamo di restituire sul campo tutta la fiducia che ci stanno dando.
Pennacchia Federico aggiunge: «L’esperienza approcciata è la più formativa per la nostra squadra, anche solo sotto il punto di vista tecnico.»
Alessandro Fiorentino commenta: «Sono contento di aver incontrato un gruppo affiatato quanto il nostro. Dal punto di vista tecnico, credo che la naturale composizione della squadra, la quale vede noi Briganti come la parte “pesante”, e i segnini come la parte “leggera”, abbia favorito un’ottima amalgama. C’è stata subito intesa tra i due gruppi anche in senso umano.
Nonostante le prime (e normali) difficoltà nella prima parte dell’anno, confidiamo in un miglioramento che sicuramente sarà il leit-Motiv del proseguito del campionato.»
Daniele Antonio dichiara: «è bellissimo far parte di una squadra con così tanti anni di esperienza alle spalle. Il Segni incarna veramente lo spirito del Rugby. Speriamo di restituire sul campo tutta la fiducia che ci stanno dando.
Opinione
condivisa dei Briganti, inoltre, è l’idea che si sono fatta degli allenatori e
del direttore Tecnico e Sportivo. (vedasi Caludio Maciocia, Marco Blonk-Steiner
e Roberto Vari). I Briganti sono soddisfatti del lavoro dello staff e tutto
ciò, secondo i ragazzi, aiuta ogni giocatore a sentirsi parte di una grande
famiglia.
In
ultimo, ma non perché di minore importanza, ho parlato con un signore distinto
seduto alla mia sinistra, Daniele Mariani, membro del direttivo dei Briganti di
Cassino. Con estrema calma ed educazione, mi dice:
«A nome della società di Cassino posso affermare che il progetto con il Segni sia il migliore mai realizzato nonostante le distanze, le rispettive difficoltà e le diverse esperienze rugbistiche. I ragazzi si sono amalgamati in una unica squadra compatta, regalando così alla società il miglior clima possibile, che solo questo sport sa regalare. Un auspicio per i giocatori di Cassino è quello di vederli migliorare, divertirsi e portare avanti questo progetto il più a lungo possibile. Segni e Cassino sono uniti, non serve ricordarlo ad ogni partita perché ormai è un dato di fatto. Siamo un gruppo solo, persone uguali e non provenienti da località diverse che giocano con la stessa maglia e che desiderano tutti il conseguimento degli obiettivi prefissati.»
«A nome della società di Cassino posso affermare che il progetto con il Segni sia il migliore mai realizzato nonostante le distanze, le rispettive difficoltà e le diverse esperienze rugbistiche. I ragazzi si sono amalgamati in una unica squadra compatta, regalando così alla società il miglior clima possibile, che solo questo sport sa regalare. Un auspicio per i giocatori di Cassino è quello di vederli migliorare, divertirsi e portare avanti questo progetto il più a lungo possibile. Segni e Cassino sono uniti, non serve ricordarlo ad ogni partita perché ormai è un dato di fatto. Siamo un gruppo solo, persone uguali e non provenienti da località diverse che giocano con la stessa maglia e che desiderano tutti il conseguimento degli obiettivi prefissati.»
Dopo
aver giovialmente conversato con i Briganti, mi sono voltata per concentrarmi
sull’altra novità di quest’anno: le new entries segnine, ovvero i fratelli
Fiori (Patrizio e Christian) e Virgilio Perugini. Giovani, carichi e
volenterosi (forse anche un po' alticci?) mi hanno concesso qualche piccola
dichiarazione. Eccole di seguito riportate:
Virgilio
Perugini, di anni 20, dichiara: «è veramente da poco che sto con il Segni,
conosco la squadra ma ancora non entro completamente nel gruppo. Con gli
allenatori va alla grande, per quanto riguarda il campionato, invece, sento che
la seconda fase sarà una svolta. Prevedo una scossa morale e di classifica.»
Patrizio Fiori, di anni 24, dice: «C’è da dire che conosco già parte della squadra e degli allenatori. Roberto e Claudio mi hanno allenato quando ero a Colleferro. Mi sento a mio agio con loro e c’è sintonia. Con la squadra…è un mesetto che ho ricominciato a giocare ma sto davvero bene, c’è un gruppo bello unito. Per quel che riguarda il campionato, non sono stato molto presente ma la penso come Virgilio, le cose cambieranno ben presto.»
Christian Fiori, di anni 19, aggiunge: «Mi diverto. Si sta bene in questa squadra, il campionato è stato quel che è stato, ma di sicuro sento ci sarà una svolta. Quest’anno gioco con mio fratello e lo apprezzo. C’è sintonia tra di noi ma non come con gli altri giocatori, siamo fratelli e ci capiamo con un solo sguardo. C’è coesione, sostegno nel bene e nel male.»
Ricordiamo che il Segni è famoso per le coppie di fratelli all’interno della squadra, ricordiamo infatti che oltre ai fratelli Fiori abbiamo anche i fratelli Colaiacomo (Stefano e Roberto) e i fratelli Guarna-San Camillo (Mario e Bruno).
Ancora, ad altre due new entries bisogna dare la parola. Riccardo Gravina ha qualcosa da dire: «sono emozionato e felicissimo di essere qui. Ho scoperto il rugby alle scuole elementari per riscoprirlo poi a 37 anni, dopo una vita di ciclismo. Non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserva l’anno nuovo.»
Paolo Colaiacomo aggiunge: «Non gioco più da 7 anni ormai, ma riprendere mi ha reso felice. Claudio e Blonk sono per me ex compagni di squadra, mentre gli altri sono nuove ed ottime conoscenze.»
Patrizio Fiori, di anni 24, dice: «C’è da dire che conosco già parte della squadra e degli allenatori. Roberto e Claudio mi hanno allenato quando ero a Colleferro. Mi sento a mio agio con loro e c’è sintonia. Con la squadra…è un mesetto che ho ricominciato a giocare ma sto davvero bene, c’è un gruppo bello unito. Per quel che riguarda il campionato, non sono stato molto presente ma la penso come Virgilio, le cose cambieranno ben presto.»
Christian Fiori, di anni 19, aggiunge: «Mi diverto. Si sta bene in questa squadra, il campionato è stato quel che è stato, ma di sicuro sento ci sarà una svolta. Quest’anno gioco con mio fratello e lo apprezzo. C’è sintonia tra di noi ma non come con gli altri giocatori, siamo fratelli e ci capiamo con un solo sguardo. C’è coesione, sostegno nel bene e nel male.»
Ricordiamo che il Segni è famoso per le coppie di fratelli all’interno della squadra, ricordiamo infatti che oltre ai fratelli Fiori abbiamo anche i fratelli Colaiacomo (Stefano e Roberto) e i fratelli Guarna-San Camillo (Mario e Bruno).
Ancora, ad altre due new entries bisogna dare la parola. Riccardo Gravina ha qualcosa da dire: «sono emozionato e felicissimo di essere qui. Ho scoperto il rugby alle scuole elementari per riscoprirlo poi a 37 anni, dopo una vita di ciclismo. Non vedo l’ora di scoprire cosa ci riserva l’anno nuovo.»
Paolo Colaiacomo aggiunge: «Non gioco più da 7 anni ormai, ma riprendere mi ha reso felice. Claudio e Blonk sono per me ex compagni di squadra, mentre gli altri sono nuove ed ottime conoscenze.»
Non
potevo parlare con gli allenatori e le new entries lasciando fuori gli altri
membri del team, per cui mi sono rivolta ai meno timidi ed ecco qui trascritti
i loro pensieri:
Stefano
Colaiacomo, capitano della squadra dopo 20 anni di rugby, dichiara: «Luì, per i
Briganti ho solo commenti positivi, sono molto volenterosi e questo ci carica.
C’è voglia di crescere quest’anno, ci diamo una mano reciproca e credo sia
fondamentale. I Briganti hanno molta voglia di giocare, e in tal modo ci carica.
Noi carichi, poi, carichiamo loro. Come ho detto: ci diamo una mano
reciprocamente.
La prima fase è stata dura ma andiamo, abbiamo vissuto di peggio e possiamo certamente rifarci migliorando. I risultati verranno.
Fabio Raimondi aggiunge: Io ci terrei a fare un grosso ringraziamento ai ragazzi di Cassino, perché non è da tutti oggigiorno farsi lunghi viaggi per allenarsi insieme a noi. Credono in noi e nella nostra squadra, credono nel nostro progetto nonostante le difficoltà e credo sia proprio per questo che miglioreremo. La prima fase è andata come è andata perché la squadra è acerba, ma acerbi non si resta per sempre, presto o tardi si matura.»
La prima fase è stata dura ma andiamo, abbiamo vissuto di peggio e possiamo certamente rifarci migliorando. I risultati verranno.
Fabio Raimondi aggiunge: Io ci terrei a fare un grosso ringraziamento ai ragazzi di Cassino, perché non è da tutti oggigiorno farsi lunghi viaggi per allenarsi insieme a noi. Credono in noi e nella nostra squadra, credono nel nostro progetto nonostante le difficoltà e credo sia proprio per questo che miglioreremo. La prima fase è andata come è andata perché la squadra è acerba, ma acerbi non si resta per sempre, presto o tardi si matura.»
Con
la mano un po' dolorante per via della trascrizione di tutte queste
dichiarazioni, mi sono in seguito alzata dal tavolo e ho osservato dall’esterno
il 1° XV. Quel che dicono e che si dice è vero: sono un unico gruppo. Mangiano,
bevono, ridono e scherzano insieme come se si conoscessero da una vita. Le
prime basi sono state gettate e credo saranno belle solide perché ripeto, un
gruppo così unito ma soprattutto entusiasta non l’ho mai visto. Stefano
Colaiacomo ha ragione, c’è aiuto reciproco.
Non posso far altro che concludere questo riepilogo con una sola frase: l’unione Rugby Segni + Briganti è la migliore scelta che si potesse fare, la migliore delle combinazioni e forse anche la più esplosiva.
Non posso far altro che concludere questo riepilogo con una sola frase: l’unione Rugby Segni + Briganti è la migliore scelta che si potesse fare, la migliore delle combinazioni e forse anche la più esplosiva.
Il
2019 ci ha portato tante novità, ma che il 2020 ci porti NA GROSSA BOTTA DE
CULO, NA CATERBA DE FORTUNA, E TONNNNNELLATE DI MIGLIORAMENTI!
Buona
Befana a tutti!
FORZA
SEGNI + BRIGANTI
Luisa Vari. (foto di David Rossini dal test Segni/Briganti vs Nea Ostia di C2 Girone 1)






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