2026/08/07

RUGBYTOTALE & SOCIALE - FOTOGRAFI E SCRITTORI/ In ricordo del "MAESTRONE."

                                         FOTOGRAFI E SCRITTORI

IN RICORDO DEL MAESTRONE

Autunno 1993.

Il mio amico Paolo si è appena regalato un nuovo impianto stereo con lettore CD, una sciccheria per quel periodo.

Insoddisfatto della qualità del suo repertorio musicale in audiocassette, preme per un investimento nel nuovo supporto, per un upgrade di ascolto dei suoi idoli: Springsteen, Bennato, Vecchioni, per alcuni dei quali tiene anche una rubrica su una delle radio libere che imperversano nell'etere.

Decidiamo per un blitz sabatale in quel di Bologna, dove un immenso store, Nannucci, propone un repertorio musicale a 360 gradi.

Ci ritroviamo di buon mattino nell'atrio della stazione Brignole, per l'unico treno giornaliero che collega direttamente Genova con la città felsinea.

Bologna ci accoglie con una brumosa mattinata autunnale.

Il magazzino musicale è sito in pieno centro, non lontano da Piazza Maggiore: scendiamo attraverso Via dell'Indipendenza; del resto come ricorda Dalla, “nel centro di Bologna non si perde neanche un bambino..”

L'excursus nel negozio prende un paio d'ore: Paolo saccheggia tutti i dischi dei suoi beniamini, con una spesa ingente (cash, il pos è ancora una chimera), io trovo qualche rarità dei miei cantautori preferiti.

Un po' di nostalgia per le copertine dei vecchi vinili, quei 33 giri con le gigantografie dei cantanti: quei leggendari frontespizi che hanno fatto la storia sono ora ridotti a pochi centimetri quadrati e i testi dei nostri amati idoli racchiusi in un foglietto a fisarmonica dai caratteri lillipuziani. Però.. vuoi mettere che suono sprigiona da quelle casse...(ndr: ora la musica si ascolta spesso dal cellulare con Spotify::: (!!!!!)).

Si è fatta ora di pranzo e ci aspetta un pesante menù presso “La Buca di Balanzone” un ristorante adiacente la basilica di S.Petronio che ci ha consigliato un collega in ufficio quando si programmava la trasferta emiliana.

Alle 14, satolli dopo una razione del generoso menù bolognese, decidiamo il da farsi per arrivare alle 17,30, orario dell'unico treno diretto per Genova.

C'è un indirizzo mitico per noi fan del grande Francesco: Via Paolo Fabbri 43.

Sulla cartina non sembrava impossibile raggiungerlo anche a piedi: avuta conferma dal cameriere del ristorante, ci mettiamo in cammino.

Dalla centrale Piazza Maggiore, imbocchiamo Via Zamboni, pullulante di studenti di ogni nazionalità della vicina Università.

Poi in breve ci inoltriamo in una periferia urbana, scavalcando la ferrovia: Via Petroni, Porta S.Vitale, S.Donato, toponimi frequenti nei testi del Maestrone, finché imbocchiamo la mitica Via Paolo Fabbri, dall'album omonimo.

Scorriamo i numeri civici in cerca del famoso 43: è un quartiere popolare, sono le case dei dipendenti postali: infatti il papà del Nostro (chiamato Van Loon in una sua celebre composizione) era un postino.

Improvvisamente, da un portone sbuca una figura ieratica: alto, barbuto, con un grosso cappello in testa, a circa 50 metri da noi.

Sono quasi le tre di pomeriggio, il quartiere è semideserto.

La leggendaria trattoria “Da Vito” ha da poco chiuso per la pausa postprandiale.

Paolo esclama:”E' lui!”. Io “Ma va...”

Decidiamo di seguirlo, a discreta distanza.

Dopo poche centinaia di metri il Nostro entra in un'edicola, dentro a un negozio.

Sbirciamo da fuori, lo riconosciamo.

Acquista una mazzetta di giornali, scambia qualche parola con l'edicolante e si accinge ad uscire.

Noi lì, fuori dalla bottega, prendiamo coraggio: “Francesco, scusa siamo due tuoi ammiratori, siamo di Genova..”

Pronto ribatte “Ah, bene..ho visto che da un po' mi seguivate, sapete da un po' ho la sindrome di John Lennon... ridacchia.

Non è affatto seccato, ci intrattiene per qualche minuto, si assicura che non siamo venuti apposta da Genova, fa una smorfia quando gli accenniamo alla supremazia fonica del CD, ci racconta che associa Genova a un brutto momento della sua vita, era proprio nella nostra città per un concerto al Palasport quando ricevette la notizia della scomparsa del padre....

Quando stiamo per congedarci per non essere invadenti, a Paolo viene un'idea: adocchia una cartolina esposta con i cliché turistici della città, Le Torri, S.Petronio, la Basilica di S.Luca...l'acquista e chiede a Francesco di autografarla: è diretta ad una ragazza di Genova..

Lui si presta al gioco e ci congediamo.. Paolo affranca la cartolina e la imbuca nell'adiacente cassetta postale.

La destinataria sarà a lungo scettica sull'autenticità di quell'autografo...

Un pallido sole bolognese ha riscaldato il freddo pomeriggio ottobrino: alle 16,45 saliamo sul treno alla stazione, dove un orologio ferito ricorda ancora una tragedia italiana di qualche tempo prima.

(Pino Gorziglia)

Nessun commento:

Posta un commento

RUGBYTOTALE & SOCIALE - MONDOGENOA/ Domani Il sipario si apre col Trofeo Spagnolo

  • Genoa CFC-RC Deportivo A Coruña si gioca sabato il via alle 20:45 • Arbitra Gauzolino, assistenti Nicosia e Brunetti, IV° ufficiale T...