2026/08/01

RUGBYTOTALE & SOCIALE - MONDO GENOA/ A Genova ritorna il Trofeo Spagnolo !

                                             MONDOGENOA

A Genova ritorna il Trofeo Spagnolo !

Sabato prossimo allo stadio Luigi Ferraris (h.20,45) in Genova  è in programma la XVI edizione del Trofeo dedicato a Vincenzo Claudio Spagnolo, “Spagna” per gli amici. L’evento a livello internazionale ritorna dopo undici anni, l’ultimo si svolse  infatti nel 2012, e la stessa partita così aprirà i confronti casalinghi stagionali del nuovo Genoa di Daniele De Rossi, del resto ancora molto da scoprire in quanto è ancora in atto il calcio mercato estivo.

La storia di questo Trofeo parla tanto rossoblu’ in quanto nel tempo proprio il Genoa ha prevalso nel torneo, inizialmente a tre club, poi a due team, e per ben  undici edizioni ha messo il sigillo proprio il Grifone. Solo in quattro occasioni ha vinto un club ospite con una affermazione ciascuno per l’Inter, il Torino, il Bologna ed il Chievo.


             (Il Genoa in allenamento al Signorini di Ge/Pegli)

Al torneo Spagnolo hanno gareggiato anche Nottingham Forest, Sporting Lisbona, Parma, Werder Brema, Catania, AZ Alkmar, Atletico Bilbao, Galatasaray e Fiorentina.  Lo stesso memorial non si è disputato per varie ragioni nel 2005, 2009, 2011 e dal 2013 al 2025.


(L'allenatore del Genoa Daniele De Rossi)

L’avversario di questa edizione per i rossoblu’ è il Deportivo La Coruna che quest’anno ha ottenuto la promozione nella  Primera Division spagnola, in pratica come la nostra Serie A. I galiziani hanno una lunga storia nel calcio iberico in quanto nati nel 1906, con una vittoria di Campioni di Spagna nel 2000, con tre Supercoppa Spagnam due conquiste nella Coppa del Re e una partecipazione nella UEFA Championship League, raggiunta in semifinale nel 2004. Nella sua storia il Deportivo ha avuto momenti esaltanti, anche quando era allenato dal mitico Helenio Herrera e con in campo come atleta l’asso Luisito Suarez, che poi fece “faville” con l’Inter, ma pure situazioni di disagio con alcune retrocessioni. Attualmente il team è allenato da Antonio Hidalgo, ex atleta del Barcellona, Tenerife, Malaga, Real Saragozza, Osasuna, Albacete, Sabadell, Cornella’, con alcune presenze nelle nazionali giovanili U17 ed U18 della Nazionale di  Spagna e una certa esperienza da allenatore guidando tecnicamente  AEK Larnaca, Sabadell, Atletico Siviglia, Huesca.


(Antonio Hidalgo allenatore del club spagnolo)


Prima di questo confronto tanto atteso dalla tifoserie genoana sono in programma due amichevoli in Inghilterra. Questa sera, infatti, i rossoblu’ sono impegnati  a Leicester e martedì prossimo a Bournemouth.


Il Trofeo vuole ricordare Vincenzo Claudio Spagnolo ucciso il 29 gennaio 1995 da un tifoso milanista, prima dell’incontro di Serie A di  Marassi fra il Genoa ed il Milan, e proprio l’anno passato è stato commemorato l’evento ricorrendo il trentennale di questo  doloroso fatto che purtroppo non fu l’unico, sia prima che dopo, e che comunque in vari modi colpi’ pesantemente il mondo del calcio italiano. 

C’è da augurarsi logicamente che non succedano piu’ simili scabrosi eventi che in ogni modo hanno colpito tante famiglie, e in fondo lo sport del football dovrebbe sostanzialmente avvicinare amichevolmente negli stadi gli stessi appassionati!   (rr)

 

 

RUGBYTOTALE & SOCIALE -INTERVISTA/ "Costruire per resistere": dentro la preseason di Rovigo con Jacopo Forza

La Serie A Élite, con il suo livello di intensità e frequenza dei contatti, richiede un lavoro atletico sempre più mirato e individualizzato sugli atleti. Ne abbiamo parlato con Jacopo Forza, Responsabile della Preparazione Atletica della FEMI-CZ Rugby Rovigo Delta.

Laureato in Science in Strength & Conditioning, con un Master in Posturologia e Performance Analysis, Jacopo Forza ha un background importante con la Nazionale Italiana di Pesistica, il Centro Federale di Pordenone e il Valsugana Rugby, oltre all'attività di docenza universitaria a Verona.

Con lui, percorriamo le tappe della preseason, cominciata il 27 luglio e che durerà fino al debutto stagionale: obiettivi, test individuali, gestione degli infortuni e le specificità che ogni ruolo in campo richiede alla preparazione fisica.

Quali sono gli obiettivi fisici prioritari della preseason e come vengono adattati al livello degli atleti?

“A questo livello gli obiettivi sono necessariamente individualizzati. Con i giocatori più giovani lavoriamo maggiormente sulla costruzione muscolare, atletica e tecnico-coordinativa; con quelli più esperti l’attenzione si sposta sull’ottimizzazione della prestazione e sulla capacità di tollerare i carichi, con interventi mirati sui distretti maggiormente sollecitati. Dopo una off-season di costruzione, la pre-season orienta progressivamente il lavoro verso le esigenze della gara, sviluppando forza e potenza in palestra e velocità, accelerazione e condizionamento specifico in campo”.

 Quanto dura la preseason e come viene suddivisa?

“La nostra preseason inizia il 27 luglio e si conclude con la prima partita ufficiale. Nel percorso, le amichevoli rappresentano tappe importanti per valutare la condizione fisica, l’organizzazione della squadra e la coesione del gruppo.

Nella prima fase prevalgono il condizionamento generale, la ricostruzione delle qualità fisiche di base e la reintroduzione graduale del contatto. Successivamente, aumentano la specificità e l’intensità, integrando sempre di più il lavoro fisico con quello tecnico-tattico, fino ad avvicinarci progressivamente alle richieste della competizione.

L’obiettivo non è riprodurre subito la partita, ma costruire basi solide che consentano poi ai giocatori di sostenerne efficacemente intensità e ritmo”.

Quali test effettuate all’inizio della preseason e quali parametri considerate più significativi?

“Manteniamo una batteria di test standardizzati negli ultimi anni per confrontare i risultati con lo storico individuale e con le stagioni precedenti, monitorando così l’evoluzione di ogni atleta. Grazie al GPS, velocità, accelerazioni e decelerazioni vengono osservate durante il normale processo di allenamento, senza doverle necessariamente concentrare in un’unica giornata di test. A queste valutazioni affianchiamo una prova sviluppata internamente per analizzare una componente di resistenza specifica del rugby. Il dato più importante non è però il valore isolato, ma la sua evoluzione nel tempo e il confronto con il profilo storico del singolo giocatore”.

Cosa cambia nella preparazione fisica per affrontare la Serie A Élite?

Il livello e la frequenza dei contatti richiedono strutture capaci di produrre forza, ma soprattutto di assorbire e tollerare gli impatti. Per questo forza, sviluppo muscolare e stabilità del tronco rappresentano componenti importanti della preparazione.

Dal punto di vista metabolico non è sufficiente parlare genericamente di resistenza: il rugby richiede la capacità di ripetere azioni ad alta intensità mantenendo qualità di movimento ed efficacia tecnica.

Il percorso consiste quindi nel costruire velocità, accelerazione e qualità esecutiva, per poi aumentare progressivamente la capacità di ripeterle e sostenerle sotto fatica e all’interno delle situazioni specifiche del gioco”.

Quali sono gli infortuni più ricorrenti in preseason e come cercate di prevenirli?

“A livello muscolare prestiamo particolare attenzione ai distretti maggiormente sollecitati, esponendoli progressivamente ai diversi stimoli ed evitando incrementi troppo rapidi del carico.

Anche il contatto viene reintrodotto gradualmente, partendo da esercitazioni tecniche a basso impatto e arrivando solo successivamente a situazioni più intense e realistiche. In quest’area il contributo di Joe è fondamentale per coniugare apprendimento tecnico, efficacia e sicurezza”.

Quando considerate il gruppo pronto per passare dalla preseason al ritmo partita?

“Il calendario di questa stagione ci permette di distinguere due fasi: vogliamo arrivare pronti al primo impegno ufficiale, utilizzando poi le settimane di Coppa per completare l’adattamento e ottimizzare ulteriormente la condizione in vista del campionato.

La preparazione, infatti, non si conclude con la preseason, ma continua a evolversi durante tutta la stagione, diventando progressivamente più completa e specifica”.

Quanto conta il ruolo del giocatore nel determinare il tipo di preparazione?

“Il ruolo è un elemento essenziale, perché ogni posizione presenta richieste specifiche in termini di corsa, accelerazioni, contatti e produzione di forza. Altrettanto importanti, però, sono le caratteristiche individuali del giocatore, che non sempre coincidono perfettamente con il profilo medio del ruolo.

Soprattutto nella prima fase della preseason, l’individualizzazione riguarda quindi la quantificazione dei carichi: volumi di corsa, volume e intensità del lavoro in palestra e gestione del warm-up. Quest’ultimo viene adattato anche per rispettare le modalità e i tempi con cui ogni atleta raggiunge il proprio livello ottimale di attivazione. Successivamente, la preparazione diventa progressivamente più specifica rispetto alle richieste del ruolo e del modello di gioco”.

RUGBY SERIE A ELITE - MERCATO/ Il tallonatore Ruggero Rossetti è un nuovo giocatore dei Lyons Piacenza.


Un altro innesto importante per la prima linea di Sitav Rugby Lyons: sbarca a Piacenza Ruggero Rossetti, giovane tallonatore in uscita da Colorno.

Classe 2004 e nato a Crema, Rossetti è cresciuto nel club della sua città. imponendosi come uno dei prospetti più interessanti della sua annata. Ancora in giovane età ha avuto un’importante esperienza formativa in Sudrafrica, disputando una stagione con il Maties Rugby Club, squadra affiliata alla Stellenbosch University e una delle “culle” del rugby sudafricano. Rientrato in Italia nel 2024, Rossetti si è unito al Rugby Colorno, dove ha affinato la sua crescita nel ruolo di tallonatore esordendo in Serie A Elite. Dopo il ritiro della squadra parmigiana, con cui aveva collezionato 7 presenze in campionato, per Rossetti si aprono le porte di una nuova sfida ai massimi livelli.

“Ho trovato ai Lyons un ambiente molto positivo e stimolante - ha raccontato Rossetti - e fin dal primo approccio con il Direttore Sportivo Deltrovi ho trovato grande considerazione nei miei Nconfronti e attenzione a noi giocatori. Ho avuto modo di conoscere Tino Paoletti e Giulio Forte, e devo dire che sono molto disponibili nel dare indicazioni e a darci input per migliorare, doti che unite alla forza del gruppo potranno farci crescere e raggiungere grandi obiettivi. Sono molto contento dell’accoglienza ricevuta dai ragazzi, che hanno fatto sentire subito tutti noi ‘nuovi’ a casa. Credo di poter dare un grande contributo nel mio ruolo, anche se ovviamente la concorrenza sarà serrata”.

Ruggero Rossetti, nato a Crema il 27 ottobre 2004, tallonatore, 182 cm x 100kg

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