RUGBY ALTO VICENTINO
Il rugby non è solo uno sport, ma un costruttore di comunità,
disciplina e legami indissolubili. Al centro del movimento del Rugby Alto Vicentino c'è una
visione chiara, guidata da chi ha scelto di mettere la propria esperienza al servizio della crescita dei
giovani e del territorio. Abbiamo il piacere di intervistare il Presidente del RAV, Marco Fantato, un
punto di riferimento fondamentale per tutto il club.
Prima di scoprire i progetti futuri, le sfide e i valori che muovono la società, ripercorriamo le tappe fondamentali del suo legame con la palla ovale. Una vita spesa sui campi, che lo ha portato oggi a guidare il club con la stessa passione degli inizi.
Ecco la sua storia nel mondo del rugby:
Marco Andrea Fantato, 64 anni vivo nel mondo del Rugby da 48 anni,
con varie esperienze agonistiche sempre in prima linea di mischia nel ruolo di
tallonatore, poi dal 2006 come socio cofondatore del RAV dopo un periodo di propaganda nelle scuole ,
brevetti tecnici sino al 1° livello come allenatore, inizio ad allenare dal Mini Rugby sino alle
Juniores ; nel mentre anche come dirigente per essere poi eletto come presidente, carica che
ricopro da 4 mandati ; da fine 2024 sono stato eletto consigliere del Comitato Regionale Veneto.
Ciao Marco, dopo questa breve sintesi della tua esperienza
rugbistica permettimi queste tre domande:
Ripensando ai vent’anni della società, qual è il momento o l’episodio che meglio racconta lo spirito con cui è nata e cresciuta la RAV, e
cosa è cambiato di più rispetto agli esordi?
Direi che sin dagli inizi il RAV ha espresso la sua
caratterizzazione di Gruppo di Persone amanti del nostro Gioco/Sport che voleva proporre un modello di vita ai
giovani per aiutarli a crescere in un ambiente “sano, accogliente, costruttivo” nei Valori del Rugby
e creare opportunità per essere buoni cittadini e persone costruttive per il futuro, quanto lo è
stato per noi e che è la ragione che continua ad alimentare questo importante Progetto; il RugbyaltoVicentino “RAV”, nato dall’unione
di intenti di compagni di Squadra del vecchio Rugby Titanus che ritrovati attorno ad un campo,
Grazie al Rugby Valdagno poi confluito nel RAV, ha riacceso la fiamma per iniziare un Progetto di
Educazione Sportiva, da prima come propedeutica nelle scuole per poi proseguire nel 2006 con la fondazione e la
partecipazione al Trofeo Topolino con nr. 2 U13 .
Dagli esordi il Club è cresciuto con costanza nelle stagioni con
un rallentamento direi importante nel periodo Covid, che però ha visto il RAV determinato a cercare
di continuare a proporre una offerta ai giovani, per poi riprendere lentamente la sua crescita
con sempre grande attenzione per Bambini/e e Ragazzi/e , accogliendo ogni stagione nuove famiglie
che si uniscono ad abbracciare il Progetto RAV, la nostra proposta vede sempre più un ventaglio
di opportunità che partono dal Rugby Tots propedeutica e mobilità per bambini/e dai 2 ai 4 anni ,
Rugby Touch per accogliere ragazzi/e, uomini e donne di tutte le età in un ambito di gioco
senza contatto, Rugby Seven per avvicinare al nostro sport Olimpico ragazzi/e in una variante del
Rugby più veloce e poi il tradizionale Rugby a 15 in tutte le categorie dal Mini Rugby ai
Seniores e poi quanto più potremo proporre per dare una risposta adeguata a voglia di stare assieme
nel Gioco e nello Sport e nella Convivialità.
Diciamo che sempre più oggi ci stiamo organizzando per divenire ed
essere un Club che possa nel tempo qualificare la sua posizione nel panorama nazionale del
nostro Gioco/Sport.
Oggi c’è da dire di molto importante che si stanno qualificando le
basi per il futuro con la presa determinata e responsabile nel contesto gestionale del Club, di un
primo Gruppo di giovani Soci che ancora partecipano come Atleti nella Squadra Seniores .
Con l’arrivo del nuovo allenatore, quali sono gli obiettivi sportivi e i
cambiamenti principali che porterà questa stagione, e cosa ti ha convinto nella scelta
del nuovo staff tecnico?
Diciamo che è un ritorno di un Amico del RAV, Stefano Bordon che
si aggiunge allo Staff Tecnico Seniores come Capo Allenatore; Bordon è stato con noi in un
periodo molto delicato e particolare quale quello del Covid in cui abbiamo condiviso per 2 stagioni
esperienze e valori molto importanti e difficili , tanto da far accogliere Stefano in una nuova
evoluzione del Progetto di sviluppo tecnico- agonistico del Club ed in particolare dei Seniores, con i quali
manteniamo la ferma intenzione che da qualche stagione ci porta a pensare seriamente al passaggio di
categoria, diciamo anche tutti i nostri Ragazzi del “First XV” sono cresciuti nelle nostre
Giovanili grazie al lavoro dei nostri Staff Tecnici che con dedizione si occupano della crescita di tutti i
nostri giovani.
Guardando ai prossimi vent’anni, qual è il progetto o il sogno più grande che hai per la società, e quale ruolo pensi possa avere il
rugby in questo territorio?
Il sogno è vedere il RAV essere sempre più un punto di riferimento
come Club, Società e Ambiente di accoglienza, non solo nel mondo del Rugby , ma a livello di
proposta sociale per le famiglie.
Vedere un Club sempre più solido nei suoi valori e percepito come
una Società riconosciuta a livello nazionale, cosa che sicuramente penso possa tranquillamente
realizzarsi visti tutti presupposti che già oggi esistono. Grazie Marco.
(Giuseppe Amura)


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