Emil Banca
Bologna ha un nuovo capitano, Giovanni
Visentin, che guiderà la squadra nel prossimo campionato di serie A.
L’atleta rodigino vanta una lunga esperienza come atleta a Bologna, città nella
quale è arrivato nel settembre del 2019 per frequentare l’Università – dopo
essersi distinto con l’Under 18 del Rovigo – debuttando immediatamente nel
Rugby Bologna 1928 in serie B.
Dopo l’unione del Bologna 1928 con la Reno, è diventato una delle colonne del
Bologna Rugby Club, ed è stato tra i protagonisti della promozione in serie A.
Numero 8 naturale in campo, Giovanni può ricoprire anche i ruoli di flanker e
seconda linea e da qualche anno è indubbiamente il “padrone” della touche
bolognese, con ottime qualità anche come ball carrier e placcatore.
Giovanni, dopo tante
presenze come vice capitano è arrivata la promozione: sei il nuovo capitano del
Bologna!
Sono molto fiero. Da non bolognese ancora di più, e ringrazio la Società per
la fiducia. Un incarico che assumo con gran responsabilità: so che l’impegno
sarà importante e non solo in campo. Fortunatamente siamo un bel gruppo,
strutturato, e avrò il sostegno dei miei compagni nel gestire le situazioni che
si creeranno in campo e fuori, dove avrò il ruolo anche di fare da tramite tra
atleti e Società. Già nella passata stagione, quando ero vice capitano, avere
il supporto del gruppo leader del quale facevo parte con il capitano Josè
Chico, Giacomo Anteghini, Filippo Schiavone, Federico Silvestri, Federico Soavi
e Guido Quadri – tutti atleti esperti – ha facilitato l’impegno.
Dal 2019 ne hai fatta
di strada; fresco di diploma e una vita ancora da costruire.
A Bologna sono stato accolto benissimo dalla Società, dai compagni di
squadra e all’Università. Il Bologna Rugby mi ha trovato un alloggio e questo
mi ha permesso di studiare in tranquillità e di continuare a giocare a rugby.
Mi sono sentito un privilegiato. In cambio, ho cercato di dare il massimo:
nello sport e con gli studi.
Negli anni sono arrivati la laurea e poi la magistrale in ingegneria
gestionale e, da poco più di un anno, il lavoro, coerente a quello che ho
studiato e alle mie aspettative. Bologna è diventata la mia seconda casa. Tra
l’altro da qualche anno condivido questa esperienza con mio fratello Luca,
anch’egli atleta del Bologna, che presto si laureerà in ingegneria meccanica e
già insegna in un Istituto tecnico a Bologna.
Quali valori cercherai
di portare alla squadra
Senso di responsabilità, abnegazione. E’ nel mio carattere, nello sport e
sul lavoro, e cercherò di trasmettere questa mia visione ai compagni, lavorando
su obiettivi condivisi, senza personalismi, con dedizione e spirito di sacrificio.
Dobbiamo essere più squadra. E poi, evitare l’errore di credere di essere
arrivati, con la promozione in A, al traguardo. La gara inizia ora e dobbiamo
dimostrare sul campo di meritare l’opportunità di giocare in una categoria
superiore.
Quest’anno arriveranno
almeno due stranieri, e dato che parli bene inglese avrai anche il ruolo di
traduttore. Dopotutto, hai convinto Quade Cooper a venire al campo ad
allenarsi…
L’arrivo di Quade Cooper a Bologna è nato da un caso fortuito, da un mio
commento su Instagram (“il Bologna cerca un n.10). Ma sì, in inglese me la cavo
bene e già nei primi anni a Bologna mi sono occupato dell’accoglienza degli
atleti stranieri e degli studenti fuori sede, con alcuni dei quali ho condiviso
l’abitazione. Sul campo ho fatto da traduttore, agevolando l’integrazione con i
compagni di squadra e i tecnici. Credo di aver ormai assimilato l’innata
capacità dei bolognesi nell’accogliere i forestieri.
Come è stata questa
prima fase di preparazione al campionato?
Siamo partiti molto bene. In tanti e con una gran voglia di fare bene. Devo
dire che il lavoro è intensissimo, fisicamente molto impegnativo, ma è
importante arrivare al campionato preparati al meglio sotto tutti gli aspetti.
I tecnici non stanno facendo sconti a nessuno, ma condivido l’approccio e credo
che siamo in ottime mani: dal responsabile Andrea Balsemin a Matteo Taddia a
Elia Navarra, fino al preparatore atletico Massimo Tomasetti, da anni un punto
di riferimento per tutti noi.
Un’ultima cosa. Ogni
anno a Bologna arrivano studenti universitari con un buon trascorso rugbistico
alle spalle. Quale invito faresti loro?
Intanto, far sapere che a Bologna si gioca a rugby. Venendo da Rovigo so che
non in tanti sanno che il rugby bolognese – oltre ad avere una tradizione quasi
centenaria – è di ottimo livello e può dare opportunità di crescita ai ragazzi
che vengono a studiare sotto le Due Torri.
La mia esperienza è stata bellissima. Bologna è accogliente, si sta bene e
spero tanto che i ragazzi che arriveranno in città decidano – come feci io
sette anni fa – di giocare per il Bologna Rugby. Siamo in serie A, con una
Cadetta in C1, c’è spazio per tutti.
E poi, come ci ha ricordato Quade Cooper la settimana scorsa quando ci ha
fatto la sorpresa di allenarsi insieme a noi: “Dovunque vai, con il rugby,
trovi una famiglia”.
Giovanni
Visentin prende la fascia di capitano che nella stagione passata è stata
di Josè Chico, l’apertura
italo-argentina che ha deciso di lasciare Bologna.


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