Progetto di inclusione sociale nella Casa di Reclusione di Castelfranco
Emilia
Nel titolo del progetto, “Placcare il passato, costruire il futuro”, la
sintesi di un percorso che coniuga sport, formazione e inclusione. Il Modena
Rugby 1965 è partner operativo di un’iniziativa che porta il rugby in ambito
penitenziario. Dalla scorsa primavera la palla ovale è entrata nella Casa di
Reclusione di Castelfranco Emilia e una decina di ragazzi ha raccolto la sfida,
lasciandosi coinvolgere in una disciplina sportiva per molti sconosciuta o
quasi.
Il progetto, sostenuto da Fondazione di Modena, che vede come proponente la
Casa di Lavoro di Modena e Provveditorato regionale dell’amministrazione
penitenziaria di Emilia-Romagna e Marche, si pone come obiettivo generale
quello di favorire l’inclusione sociale e la riabilitazione dei detenuti attraverso
il rugby, come precisa Domenico Pasquariello, già magistrato del Tribunale di
Bologna ed ex giocatore del Modena Rugby: “La Casa di Lavoro di Modena
ospita detenuti in sezione media sicurezza, spesso caratterizzati da difficoltà
di reinserimento sociale, carenza di occasioni di socializzazione e attività
riabilitative strutturate. Il rugby è uno sport che veicola valori come il
rispetto, la disciplina, il lavoro di squadra, la gestione delle emozioni e la
resilienza, aspetti fondamentali per supportare la riabilitazione e
l’inclusione sociale. Il percorso che abbiamo iniziato all’interno del centro
detentivo di Castelfranco intende migliorare le competenze sociali e relazioni
dei partecipanti, promuovere sani stili di vita e incrementare la motivazione al
reinserimento sociale”.
"Il rugby ha un valore che va oltre la mera pratica sportiva: per le
sue caratteristiche, rappresenta uno strumento capace di promuovere
responsabilità, rispetto delle regole e capacità di confronto – aggiunge la
direttrice dell’istituto penitenziario Maria Ardovino –. Inserito nei
percorsi trattamentali già in corso, consente alle persone detenute e internate
di sperimentare dinamiche di gruppo positive e di sviluppare competenze sociali
e relazionali. Il campo diventa così un luogo di confronto e di crescita, nel
quale imparare a gestire le emozioni, rispettare l’altro e assumere un ruolo
all’interno di una squadra. Sono esperienze queste che possono contribuire a
rafforzare la consapevolezza personale e a costruire competenze utili nel
percorso verso il reinserimento sociale.In questa prospettiva, il progetto non
solo arricchisce l'offerta trattamentale dell'Istituto, ma testimonia anche il
valore e l'importanza della collaborazione tra Amministrazione penitenziaria e
comunità esterna".
Il progetto si è concretizzato sul campo, con sessioni settimanali di
allenamenti, attività di gruppo per lo sviluppo dei fondamentali,
l’insegnamento delle regole di base e dei valori del rugby, fino all’ultima
novità: una partita di rugby touch con i Veterans modenesi: “La
risposta dei ragazzi è stata ottima, è un gruppo piccolo, ma molto coinvolto,
che ha mostrato in questi mesi interesse, disciplina e impegno. –
racconta Matteo Pilati, ex giocatore del Giacobazzi Modena e referente tecnico
del progetto per il club biancoverdeblù – Per loro è un’esperienza
nuova, che li mette in gioco non solo da un punto di vista fisico, ma anche
emotivo e relazionale. Anche per me come allenatore-educatore è un’esperienza
forte ed estremamente arricchente, la soddisfazione più grande per noi è esser
riusciti a dare stimoli positivi a ragazzi che vengono da situazioni e ambienti
complicati. È un’attività realmente virtuosa e tra i ragazzi ho trovato
educazione, gentilezza e disponibilità. Tanto del merito per questo progetto va
a Domenico, che lo ha ideato e proposto, poi alla dirigenza della struttura
penitenziaria che ha mostrato grande apertura e al Modena Rugby 1965, che ha
fornito abbigliamento, palloni e strumenti ed è stato fondamentale nella fase
preliminare sul piano organizzativo. L’obiettivo a lungo termine è
consolidarci, coinvolgere sempre più detenuti e arrivare a fare una squadra
come quella del carcere di Dozza: sarebbe davvero un grande risultato”.
(nella foto
allegata, il gruppo dei Veterans modenesi davanti all'ingresso della Casa di
Reclusione di Castefranco Emilia prima dell'allenamento congiunto con i
detenuti)
Luca Beltrami


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