CUS Genova verso gli 80 anni, Presidente Vitetta: «Continuare a offrire opportunità alle nuove generazioni»
A due anni
dall’inizio del mandato, per il CUS Genova è tempo di tracciare un primo
bilancio del percorso intrapreso sotto la presidenza di Domenico Vitetta.
Sostenibilità delle attività, valorizzazione dello sport universitario e dei
giovani, collaborazione con le altre realtà sportive del territorio e rilancio
degli impianti sono alcuni dei punti al centro dell’azione della dirigenza
biancorossa. Il tutto guardando già al prossimo importante appuntamento nella
storia del Centro Universitario Sportivo genovese: gli ottant’anni di attività.
Il mondo dei
CUS sta attraversando una fase di trasformazione, parallelamente ai cambiamenti
che stanno interessando lo sport italiano. «I CUS stanno un po’ cambiando la
loro natura perché cambia il mondo attorno», analizza Vitetta, «anche la
scelta di entrare in FederCUSI ha modificato quella che era la storia da Ente
di Promozione Sportiva a Federazione del CONI». Un cambiamento che si
inserisce in un contesto in cui «lo sport sta assumendo sempre più
significato», come dimostra anche il suo inserimento all’interno della
Costituzione. Al tempo stesso, però, secondo il presidente «spesso è
difficile trovare tutti gli strumenti necessari» e rimane un tema legato
alle risorse necessarie per rendere semplice questo processo.
Da qui una
delle parole chiave del biennio: sostenibilità. «Oltre all’importantissima
attività universitaria, che cerchiamo sempre più di onorare e che sta
diventando sempre più centrale, c’è il problema di come tenere insieme
l’attività agonistica, spesso molto onerosa e complessa, ma parte della
tradizione cussina», spiega il presidente. La scelta è stata quindi quella
di «dare sostenibilità alle nostre attività di tradizione sportiva»,
mantenendo attenzione alla situazione economica e cercando una strada che possa
garantire una prospettiva futura. «Abbiamo preferito rimodulare anche il
livello delle attività agonistiche di buona parte delle sezioni»,
sottolinea Vitetta, «in maniera tale da avere la possibilità di fare sport
senza andare oltre le nostre reali possibilità». Una rimodulazione che ha
comportato la rinuncia ad alcuni campionati di vertice, senza però perdere «quel
rapporto con i giovani e con i giovanissimi», continuando a offrire loro
opportunità sportive.
Proprio il
rapporto con i ragazzi rappresenta per Vitetta uno degli aspetti più positivi
della presidenza. «Trovarsi al vertice di una Polisportiva così bella e
sfidante è una grande soddisfazione», racconta, «tenere insieme tante
attività e avere un numero enorme di atleti e atlete, di giovani, con cui
dialogare e programmare è l’elemento che ricarica ogni giorno, anche nelle
difficoltà». Una prospettiva rivolta soprattutto al futuro: «Immaginare
un futuro in cui saranno loro i protagonisti e le protagoniste, perché oggi li
vediamo in veste di atleti ma un domani saranno il nostro futuro».
Sul fronte
opposto rimane la consapevolezza che determinate sfide agonistiche siano
diventate più difficili da sostenere. «Forse un certo tipo di attività non è
più nelle nostre possibilità», ammette il Presidente. Questo non significa
però abbandonare le discipline, bensì ripensarne la dimensione e ricercare
nuove sinergie. «Ci sono avversari sul campo», sottolinea Vitetta, «ma
subito fuori i gruppi dirigenti secondo me devono avere un progetto comune».
La collaborazione con società maggiormente concentrate su una singola
disciplina può così diventare una delle risposte alle difficoltà del presente.
(Domenico Vitetta)
In questo
quadro rimane centrale la natura universitaria del CUS Genova. L’obiettivo è
puntare sui settori giovanili e sulla crescita degli atleti, senza dimenticare
«che da Centro Universitario Sportivo il nostro target più importante rimane
quello della fase universitaria». Un ruolo testimoniato anche dai
Campionati Nazionali Universitari, che permettono ogni anno agli
studenti-atleti e studentesse-atlete di confrontarsi su palcoscenici nazionali
e, talvolta, di proseguire successivamente verso competizioni universitarie
internazionali.
Tra le
sezioni, il rugby rappresenta uno degli esempi più significativi. «Sta dimostrando
una grandissima capacità organizzativa», afferma Vitetta, sottolineando la
capacità di mettere a frutto risorse nate internamente all’attività giovanile e
il forte senso di appartenenza degli atleti e delle atlete al progetto. Se dal
punto di vista femminile c’è la conferma della Serie A, lato maschile dopo la
promozione dello scorso anno la sfida è sarà raggiungere la salvezza: «Lavoreremo
per mantenere la Serie A, la salvezza sarebbe una grande soddisfazione».
Nel basket,
invece, la scelta è stata quella di confermare la DR1. «È un bellissimo
gruppo, pieno di ragazzi universitari che hanno fatto un ottimo campionato e su
cui vogliamo investire», spiega Vitetta. Una ripartenza nella quale è
rimasto coinvolto anche il gruppo dirigente della precedente esperienza di
vertice, con l’obiettivo di garantire continuità alla sezione.
Una fase di
rinnovamento attende anche l’atletica. «Il modello storico cussino, con cui
abbiamo ottenuto risultati di altissimo livello, deve essere un po’ rivisto»,
ammette il Presidente. L’intenzione è quella di tenere insieme l’esperienza
degli allenatori e dei dirigenti storici investendo contemporaneamente su una
nuova generazione: «Giovani quasi tutti nati all’interno del CUS, che hanno
vissuto tutte le tappe, da giovanissimi ad atleti assoluti, e che oggi hanno
dimostrato qualità per poter essere un nostro investimento».
Grande
attenzione anche all’hockey. «Non possiamo nasconderci che i fasti del CUS
Genova maschile e femminile siano un po’ alle spalle», afferma. La volontà
è però quella di «proseguire una tradizione capace in passato di regalare
scudetti e atleti olimpici», aggiunge, «puntando ancora una volta sul
legame con l’Università e sulle collaborazioni con altre società sportive».
Nella
pallavolo, altra disciplina storicamente importante per il CUS Genova, è invece
cominciata una riorganizzazione. «L’investimento sarà molto rivolto ai
giovani», spiega Vitetta. La qualità coltivata nelle passate stagioni,
però, non manca, come testimoniato dall’argento conquistato dalla squadra
universitaria ai CNU. «Hanno sfiorato il gradino più alto del podio contro
un CUS Milano veramente fortissimo», ricorda il Presidente.
Tra le sezioni
trainanti c’è anche il tennis, favorito dal momento particolarmente positivo
vissuto dalla disciplina in Italia. «È piacevole parlare di tennis in questi
anni», afferma Vitetta, citando i successi di atleti come Jannik Sinner e
Jasmine Paolini. «Noi ci siamo fatti trovare pronti», prosegue,
ricordando il rinnovamento degli impianti realizzato attraverso un progetto
condiviso con l’Università. Una sezione dalle «basi molto solide»,
ulteriormente riorganizzata e pronta a qualificare ancora di più la propria
offerta.
Positivo anche
il bilancio del golf. «Non si può non citare, anche a distanza di anni, il
bellissimo progetto che Bonini e altri soci ebbero nell'inventare questo campo
sulle fasce di Quarto Alto», racconta Vitetta. Una scommessa non semplice
in un territorio come quello genovese, ma che secondo il presidente può dirsi
vinta: «Oggi abbiamo la consapevolezza di un campo molto ben gestito e
organizzato, con numeri importanti di soci. Chiunque lo visiti rimane molto
colpito positivamente dall’organizzazione e dalla qualità dell’attività che si
può svolgere».
Il futuro del
CUS Genova passa inevitabilmente anche dal rapporto con l’Università di Genova.
Vitetta sottolinea il lavoro svolto durante i sei anni del rettorato di
Federico Delfino, definito un importante punto di riferimento per il Centro
Universitario Sportivo. «Ha dato impulso, ascolto e opportunità al CUS»,
afferma il Presidente, ricordando in particolare l’intervento su Valletta
Puggia, che «ha rinnovato e rilanciato tutta l’impiantistica dell’area
universitaria». Un rapporto che, secondo Vitetta, ha permesso di
valorizzare lo sport non soltanto nella sua dimensione agonistica, ma anche
come «sport per tutti, momento di aggregazione, dello stare insieme e anche
di recupero dall’attività universitaria e dallo studio».
Ora si apre
una nuova fase con il nuovo Rettore, Antonio Uccelli, con il quale sono già
iniziati i primi confronti. «Ci aspettiamo di creare insieme una
programmazione e un’offerta che mettano al centro l’attività universitaria»,
spiega Vitetta. «Pensiamo che il nuovo Rettore possa dare continuità e anche
un impulso importante per quello che riguarda l’attività dei Centri
Universitari Sportivi». Il tutto in un momento in cui, anche a livello
nazionale, cresce l’attenzione delle università verso lo sport «come leva
importante per supportare e aiutare l’attività universitaria degli studenti e
delle studentesse».
Tra le
iniziative all’orizzonte c’è infine la piena valorizzazione degli interventi
realizzati a Valletta Puggia, a partire dalla parete d’arrampicata e dal nuovo
impianto di padel. «Abbiamo la parete ma dobbiamo renderla disponibile e
metterla a disposizione degli studenti e delle studentesse, così come della
cittadinanza», spiega Vitetta. L’obiettivo è rendere l’area sempre più uno
spazio aperto al territorio, nel solco della terza missione dell’Università.
Lo sguardo,
infine, è già rivolto a un anniversario particolarmente significativo. «L’attuale
gruppo dirigente ha preso in mano un CUS con indubbie problematiche»,
conclude Vitetta, «ma lo sforzo è quello di portarlo a una dimensione che
regga alle sfide del futuro e che continui a offrire opportunità». Nel 2027
il CUS Genova festeggerà infatti ottant’anni di attività. «Vogliamo farci
trovare preparati a questo evento», conclude il Presidente, «immaginando
ancora tanti anni di attività per tutte le generazioni future».




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