2026/08/28

RUGBYTOTALE & SOCIALE - COMUNICATO/ CUS Genova verso gli 80 anni di attivita' !


CUS Genova verso gli 80 anni, Presidente Vitetta: «Continuare a offrire opportunità alle nuove generazioni»

A due anni dall’inizio del mandato, per il CUS Genova è tempo di tracciare un primo bilancio del percorso intrapreso sotto la presidenza di Domenico Vitetta. Sostenibilità delle attività, valorizzazione dello sport universitario e dei giovani, collaborazione con le altre realtà sportive del territorio e rilancio degli impianti sono alcuni dei punti al centro dell’azione della dirigenza biancorossa. Il tutto guardando già al prossimo importante appuntamento nella storia del Centro Universitario Sportivo genovese: gli ottant’anni di attività.

Il mondo dei CUS sta attraversando una fase di trasformazione, parallelamente ai cambiamenti che stanno interessando lo sport italiano. «I CUS stanno un po’ cambiando la loro natura perché cambia il mondo attorno», analizza Vitetta, «anche la scelta di entrare in FederCUSI ha modificato quella che era la storia da Ente di Promozione Sportiva a Federazione del CONI». Un cambiamento che si inserisce in un contesto in cui «lo sport sta assumendo sempre più significato», come dimostra anche il suo inserimento all’interno della Costituzione. Al tempo stesso, però, secondo il presidente «spesso è difficile trovare tutti gli strumenti necessari» e rimane un tema legato alle risorse necessarie per rendere semplice questo processo.

Da qui una delle parole chiave del biennio: sostenibilità. «Oltre all’importantissima attività universitaria, che cerchiamo sempre più di onorare e che sta diventando sempre più centrale, c’è il problema di come tenere insieme l’attività agonistica, spesso molto onerosa e complessa, ma parte della tradizione cussina», spiega il presidente. La scelta è stata quindi quella di «dare sostenibilità alle nostre attività di tradizione sportiva», mantenendo attenzione alla situazione economica e cercando una strada che possa garantire una prospettiva futura. «Abbiamo preferito rimodulare anche il livello delle attività agonistiche di buona parte delle sezioni», sottolinea Vitetta, «in maniera tale da avere la possibilità di fare sport senza andare oltre le nostre reali possibilità». Una rimodulazione che ha comportato la rinuncia ad alcuni campionati di vertice, senza però perdere «quel rapporto con i giovani e con i giovanissimi», continuando a offrire loro opportunità sportive.

Proprio il rapporto con i ragazzi rappresenta per Vitetta uno degli aspetti più positivi della presidenza. «Trovarsi al vertice di una Polisportiva così bella e sfidante è una grande soddisfazione», racconta, «tenere insieme tante attività e avere un numero enorme di atleti e atlete, di giovani, con cui dialogare e programmare è l’elemento che ricarica ogni giorno, anche nelle difficoltà». Una prospettiva rivolta soprattutto al futuro: «Immaginare un futuro in cui saranno loro i protagonisti e le protagoniste, perché oggi li vediamo in veste di atleti ma un domani saranno il nostro futuro».

Sul fronte opposto rimane la consapevolezza che determinate sfide agonistiche siano diventate più difficili da sostenere. «Forse un certo tipo di attività non è più nelle nostre possibilità», ammette il Presidente. Questo non significa però abbandonare le discipline, bensì ripensarne la dimensione e ricercare nuove sinergie. «Ci sono avversari sul campo», sottolinea Vitetta, «ma subito fuori i gruppi dirigenti secondo me devono avere un progetto comune». La collaborazione con società maggiormente concentrate su una singola disciplina può così diventare una delle risposte alle difficoltà del presente.

    (Domenico Vitetta)

In questo quadro rimane centrale la natura universitaria del CUS Genova. L’obiettivo è puntare sui settori giovanili e sulla crescita degli atleti, senza dimenticare «che da Centro Universitario Sportivo il nostro target più importante rimane quello della fase universitaria». Un ruolo testimoniato anche dai Campionati Nazionali Universitari, che permettono ogni anno agli studenti-atleti e studentesse-atlete di confrontarsi su palcoscenici nazionali e, talvolta, di proseguire successivamente verso competizioni universitarie internazionali.

Tra le sezioni, il rugby rappresenta uno degli esempi più significativi. «Sta dimostrando una grandissima capacità organizzativa», afferma Vitetta, sottolineando la capacità di mettere a frutto risorse nate internamente all’attività giovanile e il forte senso di appartenenza degli atleti e delle atlete al progetto. Se dal punto di vista femminile c’è la conferma della Serie A, lato maschile dopo la promozione dello scorso anno la sfida è sarà raggiungere la salvezza: «Lavoreremo per mantenere la Serie A, la salvezza sarebbe una grande soddisfazione».

Nel basket, invece, la scelta è stata quella di confermare la DR1. «È un bellissimo gruppo, pieno di ragazzi universitari che hanno fatto un ottimo campionato e su cui vogliamo investire», spiega Vitetta. Una ripartenza nella quale è rimasto coinvolto anche il gruppo dirigente della precedente esperienza di vertice, con l’obiettivo di garantire continuità alla sezione.

Una fase di rinnovamento attende anche l’atletica. «Il modello storico cussino, con cui abbiamo ottenuto risultati di altissimo livello, deve essere un po’ rivisto», ammette il Presidente. L’intenzione è quella di tenere insieme l’esperienza degli allenatori e dei dirigenti storici investendo contemporaneamente su una nuova generazione: «Giovani quasi tutti nati all’interno del CUS, che hanno vissuto tutte le tappe, da giovanissimi ad atleti assoluti, e che oggi hanno dimostrato qualità per poter essere un nostro investimento». 

Grande attenzione anche all’hockey. «Non possiamo nasconderci che i fasti del CUS Genova maschile e femminile siano un po’ alle spalle», afferma. La volontà è però quella di «proseguire una tradizione capace in passato di regalare scudetti e atleti olimpici», aggiunge, «puntando ancora una volta sul legame con l’Università e sulle collaborazioni con altre società sportive».

Nella pallavolo, altra disciplina storicamente importante per il CUS Genova, è invece cominciata una riorganizzazione. «L’investimento sarà molto rivolto ai giovani», spiega Vitetta. La qualità coltivata nelle passate stagioni, però, non manca, come testimoniato dall’argento conquistato dalla squadra universitaria ai CNU. «Hanno sfiorato il gradino più alto del podio contro un CUS Milano veramente fortissimo», ricorda il Presidente.

Tra le sezioni trainanti c’è anche il tennis, favorito dal momento particolarmente positivo vissuto dalla disciplina in Italia. «È piacevole parlare di tennis in questi anni», afferma Vitetta, citando i successi di atleti come Jannik Sinner e Jasmine Paolini. «Noi ci siamo fatti trovare pronti», prosegue, ricordando il rinnovamento degli impianti realizzato attraverso un progetto condiviso con l’Università. Una sezione dalle «basi molto solide», ulteriormente riorganizzata e pronta a qualificare ancora di più la propria offerta.

Positivo anche il bilancio del golf. «Non si può non citare, anche a distanza di anni, il bellissimo progetto che Bonini e altri soci ebbero nell'inventare questo campo sulle fasce di Quarto Alto», racconta Vitetta. Una scommessa non semplice in un territorio come quello genovese, ma che secondo il presidente può dirsi vinta: «Oggi abbiamo la consapevolezza di un campo molto ben gestito e organizzato, con numeri importanti di soci. Chiunque lo visiti rimane molto colpito positivamente dall’organizzazione e dalla qualità dell’attività che si può svolgere».

Il futuro del CUS Genova passa inevitabilmente anche dal rapporto con l’Università di Genova. Vitetta sottolinea il lavoro svolto durante i sei anni del rettorato di Federico Delfino, definito un importante punto di riferimento per il Centro Universitario Sportivo. «Ha dato impulso, ascolto e opportunità al CUS», afferma il Presidente, ricordando in particolare l’intervento su Valletta Puggia, che «ha rinnovato e rilanciato tutta l’impiantistica dell’area universitaria». Un rapporto che, secondo Vitetta, ha permesso di valorizzare lo sport non soltanto nella sua dimensione agonistica, ma anche come «sport per tutti, momento di aggregazione, dello stare insieme e anche di recupero dall’attività universitaria e dallo studio».

Ora si apre una nuova fase con il nuovo Rettore, Antonio Uccelli, con il quale sono già iniziati i primi confronti. «Ci aspettiamo di creare insieme una programmazione e un’offerta che mettano al centro l’attività universitaria», spiega Vitetta. «Pensiamo che il nuovo Rettore possa dare continuità e anche un impulso importante per quello che riguarda l’attività dei Centri Universitari Sportivi». Il tutto in un momento in cui, anche a livello nazionale, cresce l’attenzione delle università verso lo sport «come leva importante per supportare e aiutare l’attività universitaria degli studenti e delle studentesse».

Tra le iniziative all’orizzonte c’è infine la piena valorizzazione degli interventi realizzati a Valletta Puggia, a partire dalla parete d’arrampicata e dal nuovo impianto di padel. «Abbiamo la parete ma dobbiamo renderla disponibile e metterla a disposizione degli studenti e delle studentesse, così come della cittadinanza», spiega Vitetta. L’obiettivo è rendere l’area sempre più uno spazio aperto al territorio, nel solco della terza missione dell’Università.

Lo sguardo, infine, è già rivolto a un anniversario particolarmente significativo. «L’attuale gruppo dirigente ha preso in mano un CUS con indubbie problematiche», conclude Vitetta, «ma lo sforzo è quello di portarlo a una dimensione che regga alle sfide del futuro e che continui a offrire opportunità». Nel 2027 il CUS Genova festeggerà infatti ottant’anni di attività. «Vogliamo farci trovare preparati a questo evento», conclude il Presidente, «immaginando ancora tanti anni di attività per tutte le generazioni future».

 

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