mercoledì 22 gennaio 2025

RUGBY SERIE C II FASE/ Le Api Olbiesi vincono sul campo dei toscani!


Rugby Livorno 1931 - Olbia Rugby 1982     17/24

Un’ora prima del fischio d’inizio, il coach delle api olbiesi, Mirko Luciano, raduna la squadra sul campo per il rituale del riscaldamento pre-gara. Il cielo, grigio e minaccioso, incombe sopra il terreno di gioco, mentre la temperatura si aggira intorno ai dieci gradi, pungente quanto basta. Un leggero vento di tramontana soffia tra gli spalti, portando con sé l’odore dell’erba e l’elettricità dell’attesa.







Gli avversari, in maglia blu elettrico e pantaloncini bianchi, si muovono già sul prato, concentrati e silenziosi. Due schiere opposte, ognuna pronta a scrivere la propria storia.

Mischia su un lato, tre quarti a dominare l’intera metà campo. Si provano giocate singole e azioni corali, con la precisione di un’orchestra che accorda i suoi strumenti prima del concerto. La concentrazione è palpabile, i nervi tesi come corde di violino, mentre l’attesa del fischio dell’arbitro riempie l’aria di elettricità.

Le api vengono richiamate negli spogliatoi per il rituale del riconoscimento, un breve momento di pausa prima del ritorno sul campo. Quando rimettono piede sull’erba, ogni sguardo è rivolto alla battaglia che sta per cominciare.

Finalmente tutto è pronto. Il campo tace per un istante, poi il calcio d’inizio rompe il silenzio: sono gli olbiesi a dare il via al gioco. La palla, recuperata dal Livorno, avvia il primo attacco, ma l’azione viene immediatamente fermata. L’arbitro assegna una mischia ai padroni di casa.

Le api, però, non ci stanno: la loro spinta è feroce, travolgente, e mette subito in difficoltà la prima linea del Livorno. È l’Olbia, così, a guadagnare terreno e passare in attacco. Velocità, forza e una determinazione feroce sono gli ingredienti che portano le api a bucare la difesa avversaria.

La meta è un capolavoro, seguita dalla trasformazione impeccabile del capitano Gabriele Paone. Il pubblico di Livorno resta interdetto, quasi incredulo davanti alla manovra chirurgica dei giallo-neri, che hanno trasformato il primo affondo in un vantaggio netto.

La reazione dei padroni di casa non si fa attendere: il contrattacco è rapido e deciso, ma le api oppongono resistenza con tenacia. Ogni affondo dei livornesi viene placato, ogni errore sfruttato dai giallo-neri per ribaltare il gioco e avanzare, metro dopo metro, nel territorio avversario.

È da un recupero pulito e astuto che prende forma la seconda meta dei galluresi. Una spinta poderosa, orchestrata con precisione, porta un uomo di mischia oltre la linea di meta. Un’altra zampata che conferma la superiorità fisica e mentale delle api sul campo.

Meta trasformata: il tabellone segna quattordici a zero per gli ospiti. Le api sembrano inarrestabili, ma il Livorno non si arrende, trascinato dall’incitamento del pubblico di casa, che non smette di farsi sentire.

Un errore dei giallo-neri accende la scintilla per i toscani. I tre quarti del Livorno si lanciano in un’azione fulminea, trovano il varco nella difesa e, con un gioco ben orchestrato, riescono a schiacciare la palla oltre la linea. Meta! Lo svantaggio si dimezza, e l’entusiasmo del pubblico esplode, riaccendendo la partita.

Il risultato resta bloccato per un lungo periodo, in un equilibrio di forze contrastanti. L’Olbia punta sulla potenza, imponendosi nelle fasi statiche, mentre il Livorno sfrutta la velocità per cercare spazi nella difesa avversaria. Il gioco, però, viene interrotto più volte per consentire l’ingresso dei sanitari. Nulla di grave: solo botte, contusioni e abrasioni, cicatrici momentanee di una battaglia intensa.

Le sostituzioni cominciano a spezzare il ritmo, ma il punteggio sembra congelato, come se il destino avesse deciso di prendersi una pausa. Poi, d’un tratto, accade qualcosa. Un’altra mischia vinta dalle api: una spinta decisa, un trionfo di forza e tecnica. Il mediano di mischia legge il momento, distribuisce la palla agli avanti, e con una serie di giocate corali l’Olbia sfonda nuovamente.

Meta! Il tabellone segna diciannove a sette per le api, e l’entusiasmo comincia a farsi sentire. Forse troppo. Gli olbiesi, galvanizzati dal vantaggio, vivono un momento di rilassamento, una piccola crepa nell’armatura.

Il Livorno, però, non è una squadra che si arrende facilmente. Con determinazione e lucidità, i toscani approfittano dell’occasione. Una serie di passaggi rapidi, un attacco ben orchestrato, ed ecco che riescono a infilare la difesa giallo-nera. Meta! Il divario si accorcia, e la partita si riaccende con nuova intensità.

Il coach chiama a rapporto la squadra, radunandola a cerchio, i volti segnati dalla fatica e dalla tensione. La sua voce taglia l’aria fredda del campo come un colpo deciso:

“Non possiamo permettere agli avversari di recuperare. Questa partita è nostra, ma dobbiamo prendercela! Voglio grinta, voglio cuore, voglio vedere le api ruggire!”

Le sue parole rimbombano nei cuori dei giocatori, riaccendendo la determinazione. Il cerchio si scioglie, e le api tornano in campo con lo sguardo di chi è pronto a lottare fino all’ultimo minuto.

Le api tornano a pungere, e ancora una volta sono gli avanti a lasciare il segno. Una nuova meta arriva a consolidare il vantaggio, facendo schizzare il morale alle stelle. Il tabellone segna 24 a 12, un risultato che sembra ormai mettere al sicuro la partita.

Sul finale, i padroni di casa trovano la forza di accorciare le distanze con un’ultima meta, ma il tempo non è dalla loro parte. Il fischio conclusivo sancisce la vittoria dell’Olbia Rugby: 24 a 17 sul campo del Livorno.

Il primo a complimentarsi con i giocatori e con il coach è il presidente Maurizio Spano, che non ha perso neanche un istante di questa faticosa ma gloriosa trasferta.

“Il campionato è lungo,” dichiara con un sorriso soddisfatto, “ma vincere la prima fuori casa è qualcosa di straordinario.”

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