"Perché hai iniziato a giocare a rugby, proprio tu?".
"Perchè mi ha sempre affascinato la
mischia! Sì, io, fuscello di una femminuccia, desideravo finire in mischia. Non
ci sono mai riuscita, o meglio, sono rimasta dietro le quinte della mischia a
"raccare" il pallone conquistato con fatica dalle mie compagne.
"
"E allora scusa, una come te, cosa può fare? E' un gioco di forza!"
"Ma anche io sono forte! Posso
correre, poi come dicevano le mie compagne, sono "spigolosa", le mie
ossa lo sono, e con quelle a mio modo "sferzo il colpo", poi salto,
mi piace molto, un tempo lo facevo in lungo su una fossa di sabbia, adesso lo
faccio in aria per recuperare il pallone; poi calcio... ma non in rete. Quando
giocavo a calcetto mandavo i palloni sempre oltre la porta, a rugby serve
questa mia "incapacità", la mando in alto e avanti così posso
avanzare e riprendermela.
"Ma avete protezioni? Non vi fate
male?"
"Si abbiamo il paradenti e le
protezioni: una maglietta con delle imbottiture di gomma piuma o simili nelle
parti più sensibili, e no, non ci facciamo male. Ci alleniamo per non farci
male.
E' vero ho collezionato lividi e graffi e la doccia dopo la partita era come riempire un album di figurine "coscia? ce l'ho! Gomito? ce l'ho! Ginocchio? Ce l'ho! Occhio nero? No, ancora no!"
"Cioè, e se piove, vi allenate lo
stesso?"
"Cazzarola se ci alleniamo lo stesso!
E' più bello. Perché la pioggia ti rende invincibile, e quando cadi a terra nel
fango è una goduria! E poi fa bene alla pelle!"
"Ma scusa uno basso mica può
giocare!"
"Oh si, i migliori mediani del mondo
sono poco più alti di me e sono uomini, e tra le donne le
"piccolette" sgusciano via che è una meraviglia!".
"E quindi uno altissimo non può, è un
problema uno troppo alto?"
"No, anche i giganti servono. Hanno le
braccia lunghe e prendono qualsiasi cosa capiti nella loro traiettoria, sono
dei trattori e poi saltano che è una meraviglia!"
"Come saltano? Ma non vi picchiate e basta?"
"No, saltiamo, corriamo, camminiamo,
cadiamo, rotoliamo, facciamo due/tre cose insieme: correre, prendere la palla,
pensare cosa fare, passarla e continuare a correre, schivare gli avversari, o
prenderli se hanno la palla, capire dove giocare... Forse sono più di 3. Siamo
multitasking!"
"E tipo, adesso in questo periodo, non
potete fare nulla?"
"Oh, non possiamo fare la cosa che ci
piace di più, il contatto, ma ci rimangono tante altre cose da allenare, come
il passaggio, la corsa, i calci, la coordinazione, le situazioni individuali,
che ci costringono ad allenare la nostra capacità di reazione davanti a un imprevisto.
Soprattutto alleniamo la nostra capacità di stare insieme. Anche se non
possiamo toccarci!".
"E tipo, un bambino... cosa
farebbe?"
"I bambini fanno tutto ciò che serve
per sapersi muovere: corrono, si buttano per terra, rotolano, fanno i
giocolieri, lanciano un pallone, lo riprendono, fanno "canestro",
saltano gli ostacoli, evitano le ruote giganti, fanno slalom, ma soprattutto
RIDONO! E imparano a stare insieme a persone a cui fuori non darebbero un
centesimo. Imparano a collaborare, perché loro sono in tanti ma la meta è una e
la si raggiunge insieme.
Imparano a stare al mondo, nel modo
migliore."
"Pazzesco. Non lo immaginavo. Ma quindi
tu hai giocato, sul serio?"
"Si! E' da qualche anno che non gioco
in un campo con le mie compagne e le mie avversarie e mi manca. Perché pensavo
che il movimento femminile in Sardegna non si sarebbe mai fermato. Sognavo di
poter resistere in campo fino a quando avrei visto le nostre Under prendere il
nostro posto. Avrei voluto giocare nella loro prima partita da Senior,
stringerle, ridere e piangere. Invece ho giocato la mia ultima partita senza
saperlo. Non ho potuto mettere il punto.
Ma siccome questo sport mi ha insegnato a
rialzarmi dopo ogni caduta, ho deciso di mettere i puntini di sospensione ...
Sì! Passo dall'altra parte del campo e cerco di trasmettere il bello di questo
sport ai bambini e alle bambine.
E per le nostre Under ho messo un punto e
virgola; magari quando giocheranno con la nostra maglia da Senior, entrerò in
campo, farò 20 metri di corsa e poi uscirò, col fiatone, ma sarò felice perchè
lo farò con loro.
Allora sì, potrò mettere il punto.
Ancora no. Non è arrivato il momento."
Bulldog Rugby Sassari





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