sabato 6 febbraio 2021

RUGBY BULLDOG SASSARI - Anche nel club isolano il rugby femminile è sempre attivo!

 

"Perché hai iniziato a giocare a rugby, proprio tu?".

"Perchè mi ha sempre affascinato la mischia! Sì, io, fuscello di una femminuccia, desideravo finire in mischia. Non ci sono mai riuscita, o meglio, sono rimasta dietro le quinte della mischia a "raccare" il pallone conquistato con fatica dalle mie compagne. "

"E allora scusa, una come te, cosa può fare? E' un gioco di forza!"

"Ma anche io sono forte! Posso correre, poi come dicevano le mie compagne, sono "spigolosa", le mie ossa lo sono, e con quelle a mio modo "sferzo il colpo", poi salto, mi piace molto, un tempo lo facevo in lungo su una fossa di sabbia, adesso lo faccio in aria per recuperare il pallone; poi calcio... ma non in rete. Quando giocavo a calcetto mandavo i palloni sempre oltre la porta, a rugby serve questa mia "incapacità", la mando in alto e avanti così posso avanzare e riprendermela.


 E poi mi piace placcare. Mi piace proprio il contatto: quando ho la palla lo evito, quando non ce l'ho lo cerco."

"Ma avete protezioni? Non vi fate male?"

"Si abbiamo il paradenti e le protezioni: una maglietta con delle imbottiture di gomma piuma o simili nelle parti più sensibili, e no, non ci facciamo male. Ci alleniamo per non farci male.

E' vero ho collezionato lividi e graffi e la doccia dopo la partita era come riempire un album di figurine "coscia? ce l'ho! Gomito? ce l'ho! Ginocchio? Ce l'ho! Occhio nero? No, ancora no!"

"Cioè, e se piove, vi allenate lo stesso?"

"Cazzarola se ci alleniamo lo stesso! E' più bello. Perché la pioggia ti rende invincibile, e quando cadi a terra nel fango è una goduria! E poi fa bene alla pelle!"

"Ma scusa uno basso mica può giocare!"

"Oh si, i migliori mediani del mondo sono poco più alti di me e sono uomini, e tra le donne le "piccolette" sgusciano via che è una meraviglia!".

"E quindi uno altissimo non può, è un problema uno troppo alto?"

"No, anche i giganti servono. Hanno le braccia lunghe e prendono qualsiasi cosa capiti nella loro traiettoria, sono dei trattori e poi saltano che è una meraviglia!"

"Come saltano? Ma non vi picchiate e basta?"

"No, saltiamo, corriamo, camminiamo, cadiamo, rotoliamo, facciamo due/tre cose insieme: correre, prendere la palla, pensare cosa fare, passarla e continuare a correre, schivare gli avversari, o prenderli se hanno la palla, capire dove giocare... Forse sono più di 3. Siamo multitasking!"

"E tipo, adesso in questo periodo, non potete fare nulla?"

"Oh, non possiamo fare la cosa che ci piace di più, il contatto, ma ci rimangono tante altre cose da allenare, come il passaggio, la corsa, i calci, la coordinazione, le situazioni individuali, che ci costringono ad allenare la nostra capacità di reazione davanti a un imprevisto. Soprattutto alleniamo la nostra capacità di stare insieme. Anche se non possiamo toccarci!".

"E tipo, un bambino... cosa farebbe?"

"I bambini fanno tutto ciò che serve per sapersi muovere: corrono, si buttano per terra, rotolano, fanno i giocolieri, lanciano un pallone, lo riprendono, fanno "canestro", saltano gli ostacoli, evitano le ruote giganti, fanno slalom, ma soprattutto RIDONO! E imparano a stare insieme a persone a cui fuori non darebbero un centesimo. Imparano a collaborare, perché loro sono in tanti ma la meta è una e la si raggiunge insieme.

Imparano a stare al mondo, nel modo migliore."

"Pazzesco. Non lo immaginavo. Ma quindi tu hai giocato, sul serio?"

"Si! E' da qualche anno che non gioco in un campo con le mie compagne e le mie avversarie e mi manca. Perché pensavo che il movimento femminile in Sardegna non si sarebbe mai fermato. Sognavo di poter resistere in campo fino a quando avrei visto le nostre Under prendere il nostro posto. Avrei voluto giocare nella loro prima partita da Senior, stringerle, ridere e piangere. Invece ho giocato la mia ultima partita senza saperlo. Non ho potuto mettere il punto.

Ma siccome questo sport mi ha insegnato a rialzarmi dopo ogni caduta, ho deciso di mettere i puntini di sospensione ... Sì! Passo dall'altra parte del campo e cerco di trasmettere il bello di questo sport ai bambini e alle bambine.

E per le nostre Under ho messo un punto e virgola; magari quando giocheranno con la nostra maglia da Senior, entrerò in campo, farò 20 metri di corsa e poi uscirò, col fiatone, ma sarò felice perchè lo farò con loro.

Allora sì, potrò mettere il punto.

Ancora no. Non è arrivato il momento."

Bulldog Rugby Sassari

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