PAOLO PASSARELLA è il
Presidente del Rugby Rho dal maggio 2021, ex giocatore del club lombardo,
esperienza con gli Old, di seguito Consigliere, residente a Milano, è arrivato
a dirigere questa Societa’ Sportiva in un momento alquanto critico, soprattutto
per le problematiche create dal Covid 19.
(Lo splendido campo sportivo del Molinello con tribuna di Rho)
Lo abbiamo incontrato al campo Molinello, poco prima della partita di Serie B tra il club rodense ed il CUS Genova, e così ricorda alcune particolarita' di questi ultimi anni.
(In foto Paolo Passarella, Presidente Rugby Rho)
“ Da quello che mi ricordo è stato il peggiore momento nella storia del Rho – ammette amaramente il dirigente del team biancorosso – e sicuramente siamo stati enormemente danneggiati, come del resto anche le altre Societa’, ed il Rho non appunto non ha fatto eccezione. A questo fatto si è aggiunta la riforma dello sport del luglio del 2023 che ha condizionato notevolmente tutte le scelte del club.”Tristi situazione,
amari momenti per varie ragioni…..
“ Da quel momento la
gestione della Società era, ed in parte lo è ancora adesso, sostenuta dall’aiuto
di volontari e dalle capacita’ delle persone le quali si mettono a disposizione, e
in seguito la gestione è diventata maggiormente professionale – replica PASSARELLA –
non si puo’ dire professionista purtroppo perche’ devi comunque basarti su
persone che concedono la loro professionalità senza danaro. Di seguito ci siamo organizzati con la segreteria e le gestioni proprio in questi frangenti di tempo ho firmato il DUVRI (Documento Unico di Valutazione dei Rischi da Interferenze n.d.r.), in pratica è un
documento per la sicurezza. Ormai le Societa’ devono considerarsi delle Aziende
a tutti gli effetti, e se comunque se non sei una SRL infatti noi siamo una SDF, e tutti i collaboratori diventano dei dipendenti, quindi personalmente in questo momento sono come titolare ed ho cinquantadue dipendenti, con tutto quello che ne consegue. E’
una situazione anomala in quanto devi
gestire quello che è una Azienda senza avere la possibilità di poterla rendere
economicamente fruttuosa, ed è anche giusto , ma il tutto diventa difficile da renderlo sostenibile. “
Oramai fondamentalmente
si è superata la dannata pandemia e si va, almeno si spera verso nuovi migliori
panorami.
“ Attualmente siamo già in una fase di implementazione di tutte quelle che sono le esigenze delle nuove realtà – dice il dirigente del Rugby Rho - il superato si fa giorno per giorno pero’ sicuramente il colpo lo abbiamo attutito. Il numero dei tesserati giovanili sono costantemente in crescita, siamo ormai a circa trecentonovanta atleti anche se in realta’ una ottantina sono i ragazzi per cui facciamo da tutoraggio in quanto alcuni club vicini a noi non hanno la possibilità di possedere una formazione completa, pertanto tutoriamo con nostre forze, lavoriamo insieme, e comunque numericamente abbiamo a disposizione un buon numero di praticanti.
(Un' azione di gioco fra Rugby Rho e CUS Genova)
Nell’hinterland ed a Milano ci sono tante Società, e da quello che intuisco quasi tutti fanno molta fatica, e quindi in questo momento ritengo di trascorrere un buon momento socetario. L’ideale per noi sarebbe di arrivare ai cinquecento atleti tesserati. Questo sarebbe un numero adeguato per rendere tutta la Societa’ sostenibile. Ovviamente è un duro lavoro in quanto lo sport in genere da questo punto di vista è comunque in crisi. “
Rho è Comune
nell’hinterland milanese e dal 1947 questo club porta avanti una intensa
attività nel mondo del rugby, ma la risposta dei residenti è adeguata a queste
nuove situazioni?
“ Il Rugby Rho deve sicuramente essere grato a tutto quello che è la comunita’ rodense, dal Comune alla popolazione stessa, ed ha reso sempre viva questa Società. Dal 1947 appunto ha sempre avuto un ciclo di persone, di giovani a disposizione ed ancora adesso è abbastanza viva questa situazione. Senza dubbio il Comune ci concede l’aiuto necessario in quanto abbiamo un centro sportivo di prim’ordine, lo stiamo ampliando con il secondo campo con nuovi spogliatoi, e quindi ci da una grossa mano. Ovvio che il rugby essendo uno sport di nicchia bisogna andare a cercare aiuti nei Comuni vicinori, quindi si va da Milano Zona Ovest e altri Comuni qua intorno.
Dagli anni ottanta questo Centro è attivo e proprio nel periodo Covid 19 abbiamo ampliato con un campo sintetico con nuovi spogliatoi, le tribune del Molinello ed ora siamo riusciti ad avviare un altro processo di rinnovamento con i vecchi spogliatoi che diventeranno palestra, un secondo campo, e dal prossimo anno quando tutti i lavori saranno completati sinceramente non conosco in zona centri simili. Lainate ha sicuramente un bel centro sportivo come del resto anche Cernusco ma fondamentalmente non è così facile riuscire ad avere a disposizione tutto cio’ che noi per fortuna possediamo.
Noi garantiamo questo, nella nostra nicchia riusciamo a portare dentro il club i bambini piccoli, come tutte le altre Societa’ ovviamente, gli Old, giocano anche le madri, una squadra femminile che non fa molto dal punto di vista agonistico, ma almeno s'impegna nella la Coppa Italia, anche se il livello tecnico non è certo altissimo, pero’ numericamente il fatto ci conforta! Il tutto crea una comunita’ in embrione molto interessante che puo’ sviluppare momenti positivi.”
L’obiettivo principale
del club è migliorare la logistica della Societa’ avendo appunto un secondo
campo, la capacita’ di ospitare piu’ atleti, in quanto in questo momento lo
stesso club è un poco legato a questa
struttura che con quattro spogliatoi poteva creare dei problemi ad ampliare i
numeri. Logicamente la dirigenza rodense punta anche ad alzare il livello e la
qualità tecnica dei ragazzi. (rr)







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