Al
Campo Sportivo "Maurizio Paparozzi" entra un grande campione della
storia del Rugby: Stefano Bordon.
Ex giocatore della Nazionale Italiana ha disputato due mondiali, vinto due scudetti in Italia, giocato in Francia e allenato squadre dalla serie C a quelle di eccellenza.
Insomma, il tutto riducibile a poche parole per descriverlo: un mito, un eroe per questo sport.
Stefano Bordon è arrivato a Segni grazie all'invito dei nostri tecnici, in particolare quello di Tiziano Perugini, il quale ha avuto il piacere di essere da lui allenato nel 2007-2009 quando giocava nel Rugby Roma in serie A.
Ex giocatore della Nazionale Italiana ha disputato due mondiali, vinto due scudetti in Italia, giocato in Francia e allenato squadre dalla serie C a quelle di eccellenza.
Insomma, il tutto riducibile a poche parole per descriverlo: un mito, un eroe per questo sport.
Stefano Bordon è arrivato a Segni grazie all'invito dei nostri tecnici, in particolare quello di Tiziano Perugini, il quale ha avuto il piacere di essere da lui allenato nel 2007-2009 quando giocava nel Rugby Roma in serie A.
(Stefano Bordon, ex Azzurro, in visita tecnica al R.F.C. Segni)
I ragazzi hanno potuto allenarsi con Stefano questo
Venerdì, e l'impatto è stato a dir poco sensazionale. La squadra si è
dimostrata interessata, entusiasta di poter conoscere questo grande personaggio
e l'impatto avuto è stato nettamente positivo. Stefano infatti, oltre ad
utilizzare un linguaggio rugbistico molto chiaro è stato impeccabile anche a
livello umano.
La giornata di Venerdì non è stata solo un mero allenamento, ad esso infatti è seguita una cena presso il ristorante Panorama di Segni, ed è qui che si è potuto notare il lato umano di Stefano Bordon. Lui e la squadra hanno potuto meglio interagire, chiacchierare, scherzare e ridere.
La giornata di Venerdì non è stata solo un mero allenamento, ad esso infatti è seguita una cena presso il ristorante Panorama di Segni, ed è qui che si è potuto notare il lato umano di Stefano Bordon. Lui e la squadra hanno potuto meglio interagire, chiacchierare, scherzare e ridere.
Sicuramente né giocatori, né tecnici, né dl'intero
entourage del Rugby Segni dimenticheranno la giornata speciale di Venerdì: la
squadra ha potuto raggiungere un alto livello di entusiasmo e la storia del
Segni si è arricchita potendo toccare con mano una leggenda del Rugby.

(Luisa
Vari)



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