IL CFFS COGOLETO RUGBY,
dopo la retrocessione in Serie C Girone 2, ha già riconfermato Alessandro
Rovere alla guida tecnica della prima squadra gialloblù, e lo stesso Alexios
Cena, Presidente del club, ha confermato il legame con la Pro Recco Rugby per
quanto riguarda la Franchigia Giovanile Territoriale RUGBY LIGUES, che sarà in
campo con una o addirittura due formazioni. Una retrocessione certo non puo’
essere accolta con soddisfazione, questo è ovvio ma, del resto bisogna anche
sapere accettare il responso del campo, e così la Società gialloblù dopo un
torneo negativo dal piunto di vista dei risultati, è stato comunque superato ed
archiviato. Solo due anni addietro il Cogoleto, unito alle Province dell’Ovest,
perse il “treno” della promozione per la Serie B con il Monferrato, e da quel
momento, con una formazione completamente rivoluzionata, composta da molti
atleti privi di esperienza, sembrava quasi inevitabile la retrocessione. E così
è stato. Durante il campionato di C1 miglioramenti ci sono stati ed anche
evidenti, ma non sufficienti appunto per evitare il passaggio al torneo di C2.
(Una immagine da un test fra CFFS Cogoleto ed Union Riviera con in azione Matteo Trcioli, senza dubbio tra i piu' preparati atleti gialloblu - foto di Nando Murgia)
Ci sarà sicuramente da
lavorare sodo per presentarsi competitivi in un torneo probabilmente con in
gara quasi tutte ostiche avversarie piemontesi, ma il team rivierasco da sempre
ha dimostrato di sapersi risollevare. UN POCO DI STORIA: 12 giugno 2005 è
proprio una data storica per il club allora presieduto da Luigi Briasco ed
allenato da Pompeo De Bernardi, “Il Mago”, che ricorda una splendida promozione
in Serie B. Questo dopo la doppia finale con gli abruzzesi della Gran Sasso,
che ora sono in Serie A. C’erano voluti ben trenta anni al Cogoleto per
ottenere questa promozione storica.
(Nella foto la squadra che fu promossa in Serie B)
UN POCO DI STATISTICA ecco la rosa di
quell’anno delle Wasps – Capalbo, Campagna, S. Di Biase, D. Di Biase, Tabor,
Gambula, Marinello, Rebora, Pezzoli, Poggi, Pedemonte, Di Maio, Bazzani, Balzo,
Romanelli, Murolo, Herenù, Olcese, Maddalo, Giubertoni, Durelli, Macellari,
Dutto, Bolla, Perillo, Gori, Oneto, Sciacchitano, Schena, Porcile, Malgeri, Gallo,
De Luca e gli unici due atleti che ancora quest’anno sono scesi in campo
saltuariamente a difendere orgogliosamente i colori del club, Giacomino Massa e
Fabio Zunino.

Intanto tralasciamo questi “lampi” dal passato e, purtroppo, anche la squadra femminile, reduce da un campionato di Serie A estremamente difficile, ha chiuso all’ultimo posto della classifica del Girone 1, ed avendo perso alcune atlete per impegni di studio, come le sorelle Giulia e Micol Cavina, che comunque dovrebbero giocare in altri club di Serie A, difficilmente riusciranno a presentare la squadra nel futuro torneo nazionale.

Intanto tralasciamo questi “lampi” dal passato e, purtroppo, anche la squadra femminile, reduce da un campionato di Serie A estremamente difficile, ha chiuso all’ultimo posto della classifica del Girone 1, ed avendo perso alcune atlete per impegni di studio, come le sorelle Giulia e Micol Cavina, che comunque dovrebbero giocare in altri club di Serie A, difficilmente riusciranno a presentare la squadra nel futuro torneo nazionale.
Naviga piu’
che bene, invece, il settore giovanile Under 14 e del minirugby, che durante
tutta la stagione appena conclusa ha ottenuto lusinghiere affermazioni sia in
Liguria nei Raggruppamenti Regionali, che nei tornei extraregionali. Il futuro
è il loro, e il club cogoletese porta avanti con grande impegno e concretezza
questo settore, con la speranza di crescita dell’intero movimento. (RR)

(Nel riquadro Alexios Cena)

(Nel riquadro Alexios Cena)
Di seguito pubblichiamo
un simpatico post targato MINIRUGBY CFFS COGOLETO.
Auguriamo a tutti serene e oziose vacanze estive.
Affidiamo al mare, alle cime montane, alla quiete della campagna che ci aspettano qualche immagine della festa di sabato e una trentina di piccole osservazioni sul minirugby.
Le abbiamo chiamate "inessenzialità" perchè forse non sono gli aspetti che si colgono immediatamente assistendo a una partita di rugby, però ci sono e, per noi, lo rendono così speciale.
Veniteci in sostegno: aggiungete, correggete, esprimete il vostro punto di vista sul minirugby.
Abbiamo incontrato tanti amici e amiche appassionati, almeno come noi, a Recco, a Sant'Olcese, a Genova, a Imperia, a La Spezia, a Savona, a Parma, a Rozzano, a Strevi, a Piacenza.
Certi d'incontrarci ancora ci piacerebbe che su questa pagina per qualche tempo campeggiassero i pensieri di chi ama il nostro sport.
Inessenzialita' speciali del minirugby - Osservazioni di genitori e giocatori novizi.

(Minirugby del Cffs Cogoleto sempre in evidenza nei tornei)
1. "Del rugby mi piace quando scappi, gli altri ti rincorrono, ma la meta si avvicina e sai che non ti prendono" "Del rugby non mi piace quando ti prendono vicino alla meta e poi il fatto che ogni tanto qualche botta ti arriva"
2. Durante i tornei, i raggruppamenti potrai perdere caschetti, scarpe, paradenti, i-pad, i-pod. Li ritroverai, nessuno porta via niente che non e' suo, con una sola eccezione (vedi di seguito n. 6).
3. Il minirugby accelera la caduta dei denti da latte.
4. Le mamme con la maglietta "Attenzione Mamma tifosa".
5. Le squadre che si mischiano per arrivare al numero necessario di giocatori.
6. Il fatto che non si può lasciare durante il terzo tempo cibo incustodito (sola eccezione all'osservazione n. 2).
7. La totale disomogeneità di arbitraggio: qualcuno fischia l'in-avanti, qualcuno no, qualcuno fischia il tenuto, qualcuno no, qualcuno fischia il placcaggio senza palla, qualcuno no.
8. Quando doloranti e in lacrime per una botta, alla domanda "Vuoi uscire?" rispondono "No!".

(Alla festa finale del minirugby c'è sempre allegria)
9. Il pianto dopo una sconfitta, la serenità dopo una vittoria.
10. L'under 8 che gioca l'attacco "a diamante".
11. Il saluto all'inizio con l'hip hip hurra' agli avversari chiamati spesso col nome sbagliato.
12. Le foto dei minirugbysti che sorridono col paradenti in bocca e sembrano arrabbiati.
13. I duelli con le bottiglie d'acqua come spade laser.
14. Alti, bassi, magri, grassi, rapidi e lenti; tutti sanno fare qualcosa nel mini rugby.
15. Gli allenatori col grugno del sergente Hartman, le allenatrici sempre sorridenti.
16. Quelli che a 8 anni giocano duro, quelli che a 8 anni giocano.
17. Le bambine che placcano e pestano sulle gambe se sono placcate.
18. Le docce che durano mezz'ora.
19. I graffi su gambe, schiena e braccia perché se vuoi placcare ci provi anche con le unghie.
20. I giocatori della prima squadra che allenano il mini rugby o servono ai tavoli nel terzo tempo.
21. I bambini che durante la partita sono più interessati a completare il mazzolino di erba per la mamma che ai rimbalzi dell'ovale.

(Lo splendido campo Marco Calcagno, uno dei rari campi da rugby ancora in erba)
22. Sentire chiamare Lars, Kian, T.J., Joao, Issa, Hamza, Giovanni.
23. L'under 12 che conclude l'allenamento del martedì col bagno nel fiume.
24. "Oggi si vincono le coppe?".
25. I tuffi nel fango e la doccia vestiti per evitare di intasare a casa lo scarico della lavatrice.
26. Un nazionale italiano che si lascia atterrare da un bambino di 5 anni e firma decine di autografi sorridendo.
27. Il medico, sempre a bordo campo, che 99 volte su 100 rimanda a giocare il bambino con una pacca sul sedere.
28. Capanne e ponte sul fiume costruiti con le canne.
29. Un "vecchio" che assiste a un raggruppamento di minirugby e manda un messaggio a un altro "vecchio": "i giallo blu di oggi sono come quelli di ieri: non mollano mai"
30. Un under 10 che chiede al suo allenatore la sera prima di un torneo "mi hai messo in formazione anche se ho saltato un allenamento? Sul pullman ti siedi vicino a me così ripassiamo le giocate?"
31. "Ciao amore, ti sei divertito a rugby?" "Tantissimo" "E com'e' andata?" "Abbiamo perso"
Affidiamo al mare, alle cime montane, alla quiete della campagna che ci aspettano qualche immagine della festa di sabato e una trentina di piccole osservazioni sul minirugby.
Le abbiamo chiamate "inessenzialità" perchè forse non sono gli aspetti che si colgono immediatamente assistendo a una partita di rugby, però ci sono e, per noi, lo rendono così speciale.
Veniteci in sostegno: aggiungete, correggete, esprimete il vostro punto di vista sul minirugby.
Abbiamo incontrato tanti amici e amiche appassionati, almeno come noi, a Recco, a Sant'Olcese, a Genova, a Imperia, a La Spezia, a Savona, a Parma, a Rozzano, a Strevi, a Piacenza.
Certi d'incontrarci ancora ci piacerebbe che su questa pagina per qualche tempo campeggiassero i pensieri di chi ama il nostro sport.
Inessenzialita' speciali del minirugby - Osservazioni di genitori e giocatori novizi.

(Minirugby del Cffs Cogoleto sempre in evidenza nei tornei)
1. "Del rugby mi piace quando scappi, gli altri ti rincorrono, ma la meta si avvicina e sai che non ti prendono" "Del rugby non mi piace quando ti prendono vicino alla meta e poi il fatto che ogni tanto qualche botta ti arriva"
2. Durante i tornei, i raggruppamenti potrai perdere caschetti, scarpe, paradenti, i-pad, i-pod. Li ritroverai, nessuno porta via niente che non e' suo, con una sola eccezione (vedi di seguito n. 6).
3. Il minirugby accelera la caduta dei denti da latte.
4. Le mamme con la maglietta "Attenzione Mamma tifosa".
5. Le squadre che si mischiano per arrivare al numero necessario di giocatori.
6. Il fatto che non si può lasciare durante il terzo tempo cibo incustodito (sola eccezione all'osservazione n. 2).
7. La totale disomogeneità di arbitraggio: qualcuno fischia l'in-avanti, qualcuno no, qualcuno fischia il tenuto, qualcuno no, qualcuno fischia il placcaggio senza palla, qualcuno no.
8. Quando doloranti e in lacrime per una botta, alla domanda "Vuoi uscire?" rispondono "No!".

(Alla festa finale del minirugby c'è sempre allegria)
9. Il pianto dopo una sconfitta, la serenità dopo una vittoria.
10. L'under 8 che gioca l'attacco "a diamante".
11. Il saluto all'inizio con l'hip hip hurra' agli avversari chiamati spesso col nome sbagliato.
12. Le foto dei minirugbysti che sorridono col paradenti in bocca e sembrano arrabbiati.
13. I duelli con le bottiglie d'acqua come spade laser.
14. Alti, bassi, magri, grassi, rapidi e lenti; tutti sanno fare qualcosa nel mini rugby.
15. Gli allenatori col grugno del sergente Hartman, le allenatrici sempre sorridenti.
16. Quelli che a 8 anni giocano duro, quelli che a 8 anni giocano.
17. Le bambine che placcano e pestano sulle gambe se sono placcate.
18. Le docce che durano mezz'ora.
19. I graffi su gambe, schiena e braccia perché se vuoi placcare ci provi anche con le unghie.
20. I giocatori della prima squadra che allenano il mini rugby o servono ai tavoli nel terzo tempo.
21. I bambini che durante la partita sono più interessati a completare il mazzolino di erba per la mamma che ai rimbalzi dell'ovale.

(Lo splendido campo Marco Calcagno, uno dei rari campi da rugby ancora in erba)
22. Sentire chiamare Lars, Kian, T.J., Joao, Issa, Hamza, Giovanni.
23. L'under 12 che conclude l'allenamento del martedì col bagno nel fiume.
24. "Oggi si vincono le coppe?".
25. I tuffi nel fango e la doccia vestiti per evitare di intasare a casa lo scarico della lavatrice.
26. Un nazionale italiano che si lascia atterrare da un bambino di 5 anni e firma decine di autografi sorridendo.
27. Il medico, sempre a bordo campo, che 99 volte su 100 rimanda a giocare il bambino con una pacca sul sedere.
28. Capanne e ponte sul fiume costruiti con le canne.
29. Un "vecchio" che assiste a un raggruppamento di minirugby e manda un messaggio a un altro "vecchio": "i giallo blu di oggi sono come quelli di ieri: non mollano mai"
30. Un under 10 che chiede al suo allenatore la sera prima di un torneo "mi hai messo in formazione anche se ho saltato un allenamento? Sul pullman ti siedi vicino a me così ripassiamo le giocate?"
31. "Ciao amore, ti sei divertito a rugby?" "Tantissimo" "E com'e' andata?" "Abbiamo perso"



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