mercoledì 15 febbraio 2017







U10: Raggruppamento Arnold Rugby
Commento a cura di Davide Panzieri
Questo è il motto che si avvicina di più all’esperienza della Primavera Rugby sui campi degli Arnold di domenica scorsa. In italiano si può tradurre con un “non mollare mai”. Ed è stato così.
La Primavera porta una squadra con due assenze: Riccardo Mancuso e Giorgio Impastato. Quindi sono 10 i giocatori che affronteranno il raggruppamento. Capitano Federico Iandiorio, vice capitano Giorgio Barchesi.
Le squadre che compongono il girone insieme ai giallo-blu sono: Nuova Tor Tre Teste Pol. Lazio e Rugby Nuova Tor Tre Teste.
In questa fase del raggruppamento la Primavera segna molte mete ad entrambe le squadre, finalizzando con quasi tutti i giocatori.
Sfruttando le doti personali nell’avanzamento hanno guadagnato metri su metri e alle spalle sempre uno o due giocatori pronti a ricevere la palla. Ci sono state, addirittura, azioni dove il pallone è stato toccato da tutti i giocatori.
L’obiettivo che era stato dato era di fare 1000 mete e così è stato.
Lo spareggio è stato giocato con la Pol. Lazio Rugby. Anche loro arrivati in cima al proprio girone.
Si inizia, calcia la Primavera sui bianco-azzurri e dopo 1-2 minuti è già meta per la Lazio. 
Si ritorna al centro del campo camminando, non è tranquillità è sconforto e incertezza sull’esito della partita. 

Si riparte e nonostante il possesso del pallone passi da una squadra all’altra, la Primavera non riesce a imporre il proprio gioco. Il portatore del pallone è isolato, poco avanzante ed egoista. Si mette male e la seconda meta della Lazio non fa altro che accrescere il nervosismo. 
Di nuovo il linguaggio del corpo non mente, tornano a centro campo guardandosi l’un l’altro per scrutare negli occhi la determinazione o la speranza di continuare a fare una partita come piace giocare a loro. La risposta che ricevono dai compagni è poco convincente.
Tempo un altro minuto ed è 3-0 per la Lazio.
Fine primo tempo.
Durante l’intervallo la squadra giallo-blu si ritrova in cerchio e mentre stanno tutti insieme circola un’idea, uno sguardo, un’espressione, qualche parola. Qualcosa li convince che devono credere in loro e che la partita non è finita.
Mentre la Lazio si presta al calcio di inizio la Primavera è già tutta schierata. Guardano avanti. Guardano la meta da raggiungere.
Si riprende il gioco e dopo nemmeno un minuto è meta per la Primavera. Stavolta si torna correndo non aspettando altro che arrivi di nuovo un pallone per poter segnare una seconda volta.
Si gioca nel campo dei bianco-azzurri e appena si apre uno spiraglio corrono per fare la seconda meta.
Il risultato è 3-2 e la partita sembra una corsa contro il tempo. 
La Primavera ha avuto il possesso del pallone per tutto il secondo tempo e dopo qualche minuto segna la meta del pareggio. 
Il linguaggio del corpo non mente e durante gli ultimi secondi che trascorrono fino alla fine della partita, si legge dai loro movimenti e sui loro volti la consapevolezza di avere una grande mentalità. Quella mentalità che trasforma gli insuccessi in successi. In campo e fuori.

Saluto finale e tutti a fare il terzo tempo.

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