Profondo rosso nero per la Union Riviera Rugby ad
Aosta.
I colori della valle
d’Aosta non arridono ai corsari della Union Riviera Rugby. L’accoglienza di
livello organizzata da un signorile Stade Valtodain si è tradotto in una
partita vera e senza sconti in campo. La Union arriva peraltro in Vallée con
l’intenzione di compiere non tanto esperimenti, ma dare minutaggio ai “ragazzi
del 2000”, provenienti dalla Under 18. Alcuni hanno già maturato buon
minutaggio. Alessandro Ardoino si è diviso l’intera partita fra il ruolo di ala
nel primo tempo e quello, assai difficile, di apertura nel secondo tempo.
Archimede, Marasco e Braccini hanno formato per lungo tempo un triangolo
allargato giovanissimo, veloce e rodato per la loro categoria di provenienza.
In particolare Braccini si sta consolidando un ruolo nella difficile posizione
di estremo: disarticolato e sfuggente quando attacca, spettacolare in difesa,
sta lavorando per aumentare massa muscolare. Ovviamente il rovescio della
medaglia è la mancanza di esperienza o i livelli continuativi di contrazione a
questi livelli. Ne è prova la meta dell’Aosta dopo sette minuti, dovuti ad una
mancata salita difensiva e i calci di punizione a sfavore, lasciati in preda
agli avversari vogliosi della piena posta fin dai primi minuti. Aosta è una
classica squadra padana, che pratica un rugby basato sulla grande forza della
mischia e su esperienza fra i giocatori dediti alla corsa. Un osso duro per
chiunque e un gruppo rodato che vive da anni nella categoria. Bisogna
approfittare delle loro pause. Così è, però la Union non ha il killer
instinct perché si riversa nella metà campo degli ospiti, ma, anche
con la superiorità numerica, non sfrutta i molti calci di punizione e mette a
segno un solo calcio in drop, ad opera di un Castaldo, apertura non priva di
genialità e di piede felpato: del resto i punti di drop non si vedono
facilmente in C1, dato che esigono costruzione da parte degli avanti,
protezione del calciatore e sangue freddo di quest’ultimo portato nelle
migliori condizioni di operare. La Union ha del buono, dunque.
Il primo tempo
si chiude con un 13 a 3 per lo Stade. Un punteggio in bilico che lascia tutto
aperto. I corsari lo sanno e occupano stabilmente la metà campo aostana per il
terzo quarto di partita. Preoccupa però l’incapacità di tradurre in punti la
mole di lavoro compiuta. Ovviamente la sterilità offensiva si paga. E si paga
con il sacrificio della mischia, che vede in prima linea Vazio, Barbotto e
Bellifiori, con l’ingresso successivo del sempiterno Del Bon. Purtroppo,
mancano piloni di ruolo e onore a chi vive davanti un match difficile,
dato che nell’ultimo quarto il pack aostano gioca come sa e fa
punti pesanti. La reazione Union è tardiva, ma fa vedere che i tre quarti sanno
giocare: Mete di Borzone, ancora schierato centro, abilissimo già sul calcio di
rinvio con l’assistenza di Ardoino. E poi con Battistotti, altro centro, ma
ormai a giochi fatti e con un’Aosta in evidente riserva. Sontuoso, per quanto
possibile in una partita di questo tipo, il gioco delle seconde e terze linee
che hanno placcato davvero molto, per i livelli di campionato. Cecon e Damiano
su tutti, ma anche l’eterno Ferrua e Maggioli. Pozzati lavora
d’esperienza sulla difesa, dove c’è comunque da strutturare una linea del Piave
che funzioni fino in fondo. Ci si lecca le ferite e si guarda con fiducia al
futuro, perché il Moncalieri è dietro e la stessa Aosta appare una squadra alla
portata in un campo largo come il “Pino Valle” e avendo la palla a
disposizione. Non sarà facile già domenica 10, quando arriva la capolista di
girone passaggio, il Verbania. Si gioca fino alla fine.
SERIE C/1 GIRONE 4
PASSAGGIO (III GIORNATA/ANDATA)
Stade Valdotain – Union
Riviera 34/13
Amatori Verbania – CUS
Torino/B 30/22
Biella/B – Moncalieri
17/11
CLASSIFICA: Amatori
Verbania punti 14, CUS Torino/B e Biella/B 10, Stade Valdotain 8, Union Riviera
5, Moncalieri 2.


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