Genova
capitale della ricerca sulla Sindrome di Skraban-Deardorff: un meeting
internazionale per il futuro dei bambini
Dal 31 luglio
al 3 agosto, Genova ha ospitato il primo meeting internazionale europeo
dedicato alla Sindrome di Skraban-Deardorff, una rara malattia genetica del
neurosviluppo ancora poco conosciuta ma oggetto di crescente interesse
scientifico.
L’evento,
promosso da SorrisInvincibili insieme all’Istituto Giannina Gaslini e
all’Università di Genova, ha visto la partecipazione di medici, ricercatori e
famiglie da tutto il mondo, con il patrocinio della Fondazione SKDEAS di
Philadelphia e della Regione Liguria.
Durante le
giornate del 1° e 2 agosto, l’Istituto Gaslini è stato protagonista di alcuni
dei momenti centrali dell’incontro. Il 1° agosto si è svolta l’inaugurazione
della nuova stanza multisensoriale, che le famiglie presenti hanno potuto
visitare in piccoli gruppi nel corso della mattinata. Questo importante
progetto è stato reso possibile grazie al contributo di 19.720 euro donati da
SorrisInvincibili, con il supporto della Fondazione Carige. Un gesto che
dimostra come la generosità e l’impegno delle famiglie possano avere un impatto
reale sulla qualità della vita dei piccoli pazienti.
Il giorno successivo, presso l’Aula Magna del Gaslini, si è tenuto un tavolo di lavoro tra le famiglie e un team medico specializzato dell’Istituto, organizzato con il supporto del Centro Formazione e coordinato dal professor Pasquale Striano, direttore di Neurologia pediatrica e Malattie Muscolari, la dottoressa Francesca Faravelli responsabile della Genomica e Genetica Clinica e la dottoressa Valeria Capra afferente alla Genomica e Genetica Clinica, con la dottoressa Antonella De Lillo, ricercatrice postdoc dell’Università di Genova presso l’Istituto Gaslini. L’appuntamento ha rappresentato un’importante occasione di confronto tra famiglie e medici provenienti da diverse istituzioni internazionali, con l’obiettivo di sostenere la ricerca e creare momenti di condivisione e supporto reciproco.
SorrisInvincibili
ha anche finanziato con 50.000 euro l’avvio di una borsa di ricerca presso il
DINOGMI dell’Università di Genova, per approfondire lo studio della sindrome e
sviluppare nuove strategie terapeutiche, coordinata dal dottor Marcello Scala,
pediatra e ricercatore dell’Università di Genova presso l’Istituto Gaslini, e
dal professor Federico Zara, direttore di Genetica Medica dell’Istituto Gaslini
e docente dell’Università di Genova.
La sindrome,
causata da mutazioni del gene WDR26, colpisce circa 200 persone nel mondo. Si
manifesta con disabilità intellettiva, ritardo del linguaggio, disturbi del
comportamento e alterazioni neurologiche. Può comportare inoltre ritardo nello
sviluppo psicomotorio, assenza di linguaggio verbale, epilessia, disfagia e
altre problematiche.







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