Con l’estate ancora
nel pieno e la stagione 2025/26 ormai alle porte, è tempo di guardare avanti.
In casa Cavalieri Union si respira aria di lavoro e progettualità, dalla prima
squadra fino ai più giovani.
Abbiamo fatto una
chiacchierata con Alberto Chiesa,
Direttore Tecnico del club, per capire quali saranno le priorità e le ambizioni
con cui la società affronterà questo nuovo anno sportivo. Uno sguardo lucido e
appassionato su ciò che ci aspetta a partire dalla fine di agosto.
Alberto, siamo alla
vigilia dell’annata 2025/26: con che spirito ripartono i Cavalieri Union?
“Con la riconsegna del campo Montano possiamo dire che torniamo a casa e di fatto concludiamo un biennio di nomadismo, in giro un po' per tutte le strutture della provincia di Prato e Firenze. Questo aspetto ci dà più di tranquillità nel definire la programmazione della stagione in arrivo e di quelle future. Per ciò che riguarda la parte agonistica invece posso confermare che la retrocessione dalla A1 non ha lasciato scorie, il gruppo è ancora pieno di entusiasmo. I ragazzi hanno grande voglia di dimostrare che quello dello scorso campionato è stato un passo falso, con il chiaro scopo di stare nelle parti alte della classifica e tornare presto in un palcoscenico che crediamo di meritare.
Parliamo del gruppo
seniores (A e B): quali sono gli obiettivi concreti per quest'anno?
“Nel girone 4 della
Serie A ci saranno avversarie ben attrezzate come L’Aquila, Lazio,
Civitavecchia e altre realtà che conosceremo meglio nel corso dell’anno. Sul
fronte delle novità, abbracciamo con piacere il ritorno del terza linea Matteo
Morelli, reduce dall’esperienza in serie A Elite. Il nostro gruppo in generale
si è ringiovanito, ma siamo pronti a un campionato da protagonisti.
Lotteremo per stare al vertice della graduatoria, senza nascondere l’ambizione
di partecipare ai play-off. La squadra Cadetta invece si trova nella condizione
particolare di non poter promuovere in A perché abbiamo già una squadra in
quella categoria, e di non rischiare nemmeno la discesa in C perché la FIR ha
bloccato le retrocessioni. Da una parte il compito dello staff è agevolato, in
quanto non dovrà gestire la pressione dei risultati a tutti i costi, dall’altro
è strategico perché la Serie B sarà il trampolino di lancio verso il mondo
seniores per tutti quei giocatori che terminano il ciclo dell’under 18.”
Negli ultimi anni il
settore giovanile è cresciuto, continuando a produrre atleti che poi vestono le
maglie delle selezioni regionali e nazionali: quali sono i prossimi passi per
continuare questa ascesa?
“Siamo molto
soddisfatti per la crescita del vivaio. Il livello è sempre stato molto buono,
ma nell’ultimo periodo sono emersi i frutti di un lavoro pluriennale. Ciò che
fa ben sperare è la nuova stabilità sul piano delle infrastrutture: fino ad
oggi sono venuti fuori dei prospetti interessanti, nonostante le grosse
difficoltà logistiche. Adesso siamo nella condizione di poter ampliare l’offerta
in termini di preparazione tecnica e fisica e quindi guardiamo al futuro con
maggiore ottimismo. Oltre a questo non posso negare che le chiamate nelle
nazionali giovanili di Filippo Giagnoni, Andrea Tizzi, Davide Mukechu, Riccardo
Sanchez, l’ingresso in Accademia di Alessandro Mesaglio e in generale tutti i
ragazzi che hanno preso parte alle attività di selezione con CRT e FIR, ci
riempiono di orgoglio. Lo stesso vale per quei giocatori che sono approdati in
serie A Elite: Gianmarco Magni a Mogliano, Lorenzo Ciampolini a Rovigo, Cesare
Zucconi a Biella. Il passaggio nella massima divisione nazionale gratifica loro
in primis e tutto l’ambiente di Prato e Sesto Fiorentino.”
Come volete coinvolgere i ragazzi del settore juniores in questa stagione?
“Abbiamo utilizzato
maggio e giugno come periodo di consolidamento per i giocatori e gli staff,
mettendo nero su bianco le nostre linee guida. Il lavoro prosegue con un focus
chiaro sullo sviluppo dei ragazzi dentro e fuori dal campo. Vogliamo creare
uomini, ancor prima che atleti, pronti a fare il salto nel rugby dei grandi non
solo sul piano fisico e tecnico, ma anche su quello mentale. Tutto ciò diventa
possibile implementando una filosofia del club chiara, in cui genitori e figli
si riconoscano progressivamente negli anni a venire.”
Che messaggio vuoi
mandare a chi segue la squadra e a chi sta pensando di avvicinarsi al
rugby?
“Il fatto che la prima
squadra giocherà in Serie A2 non deve smorzare la passione di chi ci segue.
Anzi, sono certo che le prestazioni dei ragazzi potranno dare ancora più
slancio ai tifosi. Il mondo dei Cavalieri Union è grande, comprende entrambe le
formazioni seniores, le giovanili e un mix di persone che credono nei valori
del nostro sport. Il sostegno al progetto va visto nel suo complesso. Come già
detto, la nuova casa del Montano ci aiuta a ricreare una nostra identità, anche
se sappiamo che il lavoro da fare fuori dal rettangolo di gioco è tanto. Tutto
ciò non ci spaventa, anzi, siamo motivati a creare un contesto d’elite, in cui le
porte sono aperte a chiunque voglia impegnarsi per far crescere il club."





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