Rugby - Bologna Rugby 1928 v. Civitavecchia 43-8
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Nella plumbea ed insolita cornice mattiniera del centro sportivo “La
Dozza”, il Bologna travolge Civitavecchia e ritrova così il filo d’Arianna che
in quel di Pesaro pareva essersi smarrito, riportandosi immediatamente sulle
tracce delle prime in classifica.
Certo, non è stata una partita indimenticabile dal punto di vista dello
spettacolo ma servivano i 5 punti e quelli sono arrivati. Anche perché di
fronte ai rossoblu di mister Ogier, c’era una squadra fisica e spigolosa (oltre
che vestita in maniera del tutto “vintage”, con una verde maglia immune da
sponsor o eventuali litografie) che al momento occupa l’ultima posizione della
graduatoria ma che probabilmente ci resterà per poco.
Il match. Sotto gli occhi di oltre un centinaio di appassionati infreddoliti
dalle prime nebbiose domeniche autunnali, i rossoblu partono subito in quarta
siglando immediatamente la meta del vantaggio con Donattini, bravo
a sfondare la linea laziale sull’out di destra. Dalla piazzola, Sergi è
veramente impeccabile nell’aggiungerci i due punti supplementari della
trasformazione calciata da posizione defilata, per un blitz improvviso che vale
7 punti e tanti benauguranti presagi per il proseguo della partita.
Calma però. I tirrenici non sono saliti nella vecchia “felsina” per farsi
strapazzare e dopo una serie di ruvide mischie conquistate in qualche modo, si
guadagnano la punizione che il piede di Gentiletramuta nel
momentaneo 7 a 3.
Al campanello suonato dagli ospiti, i padroni di casa rispondono con grande
decisione. Prima Sergi dalla piazzola riporta il gap a 7 punti
(10 a 3), poi tocca ad Anteghini siglare la meta -ancora una
volta trasformata da Sergi- che vale un più rassicurante
17 a 3 con cui si chiude la frazione.
Nella ripresa il canovaccio non cambia. Anzi, piuttosto misteriosamente
ricomincia tutto esattamente com’era cominciato nel primo tempo, quindi
con Donattini che schiaccia l’ovale in meta sul binario di
destra ad una manciata di secondi di distanza dal fischio d’apertura decretato
dal signor Boaratto.
Quantomeno bizzarro.
Stavolta Sergi non inquadra i pali, ma poco cambia, poiché una decina di
minuti più tardi è il pilone sinistro Macchione ad infiltrarsi
oltre la trincea capitolina per la quarta volta nel corso della partita. Da
posizione centrale Sergi non fallisce il bersaglio,
trascinando i suoi ad un sereno 29 a 3.
Obbiettivo raggiunto con 25 minuti d'anticipo.
A questo punto, con la partita in freezer ed il punto di bonus offensivo
già cucito in tasca (ricordiamo che viene assegnato alla squadra che realizza almeno
4 mete) è plausibile che la truppa legionaria bolognese rallenti un pochino il
passo. Tanto da consentire ai bianco- verdi di siglare la meta della bandiera,
con Crinò al 61esimo. Un fuocherello di paglia, spento quasi
immediatamente dalla marcatura di Signora al 71esimo (bravo ad
aggirare tutta la trincea avversaria sulla sinistra per poi depositare la palla
sotto i pali) e da quella di Soavi a tempo ormai scaduto,
sullo svolgimento di un bel calcetto di spostamento atto ad esplorare l’ormai
rarefatta difesa romana. Di Sergi (uno dei migliori) dopo la
penultima meta e di Albergini dopo l’ultimissima, le due
trasformazioni che valgono il 43 a 8 finale.
Serviva rialzarsi dopo la rocambolesca sconfitta in terra marchigiana e
così è stato.
Domenica si va a Modena, alla caccia del primo successo esterno ma
soprattutto di quella continuità di risutlati che garantirebbe ai rossoblu un
posto fisso nella pool delle favorite alla promozione in serie A. (di Andrea
Nervuti)
Foto di Andrea Malossini




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