La stagione scorsa ha messo il
Sondrio Rugby di fronte a un campionato complesso. Inserita nel cosiddetto
“girone delle emiliane”, la prima squadra ha affrontato avversari strutturati e
trasferte decisamente impegnative. La permanenza in Serie B non è stata scontata,
ma costruita settimana dopo settimana, attraverso il lavoro quotidiano e la
capacità di reggere una stagione lunga ed esigente. Proprio su queste basi, a
ottobre, si è aperta la nuova annata sportiva, che vede oggi il Sondrio Rugby
al secondo posto in classifica, alle spalle del solo CUS Genova. Un piazzamento
che dà continuità al lavoro di una squadra compatta e di uno staff capace di
valorizzare una rosa numericamente contenuta, ma consapevole e responsabile.
Questo
lavoro sul campo è stato affiancato da momenti di formazione tecnica di alto
profilo. Gli interventi di Gilberto Pavan, assistente allenatore delle Zebre
Parma, ed Enrico Manghi, responsabile del settore giovanile del Valorugby,
hanno contribuito alla crescita di tecnici e atleti, rafforzando competenze e
visione, elementi indispensabili per guardare avanti con continuità.
Parallelamente
al cammino della prima squadra, il club ha attraversato una fase di
riorganizzazione del settore giovanile. La fine delle collaborazioni
provinciali ha imposto scelte difficili, affrontate con lo sguardo rivolto al
futuro e alla qualità della preparazione. La mancata iscrizione dell’Under 18,
dovuta alla carenza di numeri, ha aperto la strada a un inserimento progressivo
dei ragazzi in prima squadra, con riscontri positivi sia sul piano sportivo sia
su quello umano. L’Under 16 ha mostrato buone qualità nell’unica gara
disputata, mentre l’Under 14 è ancora in fase di rodaggio, impegnata
nell’inserimento degli atleti più giovani provenienti dal minirugby. Il settore
dei bambini si conferma stabile, mentre il baby rugby registra una
partecipazione numerosa e incoraggiante.
Ma
l’anno del Sondrio Rugby non si è misurato soltanto sul piano agonistico.
L’impegno sociale ha trovato espressione nel rugby integrato, che ha vissuto un
momento significativo con la prima trasferta ufficiale a Parma per le attività
Special Olympics, e in esperienze formative come il progetto Erasmus+ a
Wexford. In questo stesso percorso si inserisce Smart Life, iniziativa nata da
alcuni atleti della prima squadra: un progetto in divenire che ricorda come
nello sport e nel volontariato la crescita coinvolga chi riceve, ma anche chi
sceglie di dare.
Con
l’inizio della stagione 2025/26 si è inoltre chiuso un capitolo importante
della storia del club. Dopo oltre vent’anni a bordo campo, Paolo Valenti,
giornalista de La Provincia di Sondrio, ha concluso il proprio percorso
professionale per il meritato pensionamento. A lui va il ringraziamento del
Sondrio Rugby per aver raccontato, domenica dopo domenica, un quarto di secolo
di vita della società.
L’anno
che si chiude e quello che si apre poggiano su un fondamento chiaro: un
movimento costruito sul tempo donato, sulla presenza e sulla responsabilità
condivisa. Il volontariato resta la base di questo percorso. Una scelta libera,
che non nasce da attese o compensazioni. Il tempo donato non è moneta di
scambio: è appartenenza. È ciò che dà senso al fare sport insieme. Da qui il
Sondrio Rugby continua a guardare avanti, consapevole che il valore di una
società non si misura solo nei risultati, ma nella qualità del cammino scelto.
(Toni
Apache)


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