Conosciamo
meglio l’ultimo arrivato in casa biancoverde, Toa Halafihi marito e padre di
due piccole bambine.
Nato a
Gisborne (parte nord-orientale della Nuova Zelanda, ndr) il 27 novembre 1993,
pesa 107 kg ed è alto 191 cm, Halafihi comincia a giocare a rugby per la
Gisborne Boys, scuola media e superiore della sua città natale. Dopo essersi
diplomato, disputa una stagione in Mitre 10 (campionato nazionale neozelandese,
ndr) con la maglia del Poverty Bay nel 2012, per poi spostarsi a Taranaki e
giocare con gli Spotswood United.
La
prestanza fisica e le ottime qualità tecniche fanno di Toa un potente ball
carrier, in grado di rompere i placcaggi mantenendo il possesso in situazioni
difficili, doti che nella stagione 2014/2015 gli consentono di tornare a disputare
la Mitre 10 Cup proprio con Taranaki, club con il quale sino ad oggi ha
collezionato 38 presenze e 12 mete e di cui è stato eletto giocatore dell’anno
nel 2017. Nello stesso anno Toa figurava al primo posto per metri guadagnati,
nel reparto di terze linee dell’intera competizione, con 478m totali e con
4,23m di guadagno medio a pallone portato oltre a 26 difensori battuti. Nella
Mitre 10 2018 ha giocato solo metà delle partite rispetto alla stagione
precedente guadagnando comunque 225 metri e battendo 14 giocatori.
Le
consistenti prestazioni a livello nazionale, nel corso degli anni, attirano su
di lui l’attenzione anche degli Hurricanes con i quali fa l’esordio in Super
Rugby e nella passata stagione del Lione, con i francesi disputa 12 gare tra
Top14 ed European Challenge Cup.
Toa, raccontaci le tue impressioni al momento
dell’arrivo nel nostro club.
“Sono
rimasto veramente impressionato da tutto ciò ho trovato qui a Treviso. Lo staff
è composto da veri professionisti che ogni giorno impongono standard elevati
pretendendo il massimo da ciascuno di noi. Quando parlo di staff intendo in
senso generale: allenatori, preparatori fisici, fisioterapisti, medici,
dirigenti, ecc.. Credo che il segreto del successo del club sia proprio questo:
essere circondati da persone preparate che ci permettono di rendere al meglio.
Le strutture a nostra disposizione sono altrettanto ottime: dai campi
d’allenamento alla palestra che è dotata anche di un manto in sintetico interno
su cui fare test atletici o lavorare quando le temperature all’esterno non lo
permettono. Ambientarmi è stato facile, dal punto di vista tecnico/lavorativo
tutto è realmente simile al modello che abbiamo in Nuova Zelanda, da quello
relazionale staff e compagni di squadra mi ha fatto sentire sin da subito parte
della famiglia”
Prima di scegliere di venire qui a Treviso ti eri
consultato con qualcuno?
“Sì,
nelle settimane precedenti alla mia scelta avevo parlato con Douglas (Leone biancoverde nella scorsa stagione ed
ora ai Crusaders, ndr), Faiva e Ioane. Loro avendo moglie e bambini,
proprio come me, possono capire meglio di chiunque altro cosa voglia dire
lasciare il proprio paese e trasferirsi dall’altra parte del mondo. Sono stati
importanti nella mia scelta dicendomi che mi sarei trovato bene sin dal primo
momento e così è stato. Momentaneamente ho però preferito lasciare mia moglie e
le bambine in Nuova Zelanda per concentrarmi esclusivamente sul rugby e trovare
la mia stabilità. Quando questo sarà avvenuto, li porterò qui a Treviso”
Hai già avuto modo di fare un giro a Treviso e/o
zone limitrofe?
“Sono una
persona alla quale piace tanto andare in giro e conoscere nuovi posti, nuove
persone. Alle giornate chiuso in casa per giocare alla playstation (non ne ha mai avuta una, ndr) preferisco
lunghe passeggiate alla scoperta di luoghi che non ho mai visto. Purtroppo con
le intense settimane di allenamento non ho ancora avuto tempo ma la prossima
che saremo fermi spero di poter conoscere meglio la città e quello che ci sta
attorno”
Tornando al rugby, cosa conosci sul Guinness PRO14?
“Mi sono
interessato al Guinness PRO14 la scorsa stagione durante la mia esperienza in
TOP14 con la maglia del Lione. E’ una grande competizione diventata ormai
internazionale e quello che si dice a riguardo è tutto vero: è un rugby duro, i
giocatori sono forti e grossi, non esistono partite scontate ed ogni squadra ha
la propria maniera di interpretare il rugby”
Quali sono state le tue sensazioni riguardo alle
prime due partite giocate con la nostra maglia?
“Credo che
sia come squadra sia personalmente contro Agen e Grenoble siano arrivate due
buone performance. Il debutto a Monigo è stato fantastico, prima della gara ero
nervoso, i ragazzi mi hanno detto sii semplicemente te stesso “Toa Halafihi” e
vedrai che andrà tutto bene. Devo dargli ragione, ho ascoltato il loro
consiglio ed è andato tutto bene. La mia condizione fisica non è ancora
ottimale ma sto lavorando per raggiungerla al più presto”
Quali obiettivi ti sei prefissato per la stagione
in corso?
“Personalmente
voglio dare il massimo per ricompensare la fiducia della società, voglio
dimostrare di essere il miglior giocatore nel mio ruolo. Sono un giocatore
veloce, un buon ball carrier e poi adoro vincere ogni contatto. Mi piacerebbe
anche vincere qualche trofeo con questa maglia così da rimanere nella memoria
dei tifosi”
Venerdì ci aspetta una gara fondamentale per la
rincorsa ai play-off contro un avversario a due sole distanze da noi. Che
partita sarà?
“Prepareremo
il match alla perfezione, come facciamo ogni settimana contro ogni avversario.
Ulster è un ottimo team, noi avremo diversi nazionali assenti ma per chi ha
giocato meno sarà l’occasione giusta per mettersi in mostra. E’ una partita che
vogliamo portare a casa”


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