Nuova appuntamento con la rubrica “A tu x tu con il Crc”, il momento che
ogni settimana si sofferma un profilo diverso legato all’universo biancorosso.
In questa settimana, dopo il ritorno al successo della serie B che ha
ricominciato l’anno come l’aveva chiuso, ovvero vincendo, incontriamo Rosanna
Piermarini, allenatrice del minirugby under 6 del Crc.
Allora Rosanna da cosa deriva la tua
passione di allenatrice di rugby?
“Ho conosciuto il rugby 12 anni fa come mamma, perché
ho portato mio figlio Giordano a cimentarsi in questo sport. E grazie a mio zio
che è stato pioniere di questa disciplina, Nicola Iengo.Ma nel mio percorso ho
anche giocato, nella formazione femminile dei Warriors, con la società
capitanata da Germana Raponi”.
Quali sono i punti fondamentali di insegnamento per i
bambini, cosa debbono imparare i giovanissimi rugbisti under 6?
“In primis il rispetto, le regole e poi l’impegno. Devono giocare tanto, è
necessario che si conoscano fra di loro. E poi ai bambini serve soprattutto
giocare”
"Quale è la parte più difficile nell'allenare bambini di 4- 5 anni, la parte tecnica, ludica o c'è anche dell'altro?
"Quale è la parte più difficile nell'allenare bambini di 4- 5 anni, la parte tecnica, ludica o c'è anche dell'altro?
“Come tecnica non c’è tanto lavoro. Più che altro l’importante è entrare in
simbiosi con loro, quindi lavorare con l’empatia. Si devono fidare di te”.
In questa stagione 2018-2019, secondo i numeri, la under 6 del Crc ha raggiunto un record di bambini praticanti. Prevedi un’ulteriore crescita?
“Quest’anno c’è stato grande aumento, è uno sport che sta prendendo piede.
Da questo punto di vista incide il passaparola, sbagliando si pensa che è un
gioco pericoloso. Credo che in futuro ci saranno numeri ancora più grandi”.
Sono alcuni anni che insegni rugby ed hai visto
bambini diventare ragazzi. Cosa gli ha insegnato questo sport?
“La più grande soddisfazione è vedere la crescita dei bambini, mi
entusiasma davvero tanto. Vedere quello che gli hai trasmesso, assistere
all’evoluzione di un percorso. E’ veramente gratificante”.
Infine parliamo della serie B. Cosa pensi della prima squadra?



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