LA FORZA DELLA MENTALITÀ
Niente da fare per l’Under16 del Ragusa Rugby con la
Capitolina. Troppo forti i romani per poter sperare di portare a casa anche un
punto di bonus.
È appena finita la partita: 14-49 per i campioni della
Capitolina Rugby. Troppo divario quello visto in campo oggi a Ragusa, non tanto
per il gioco espresso dalle due formazioni, quanto per il livello di
concentrazione e di determinazione esibito.
Quella romana è compagine altamente organizzata, dotata di
cattiveria agonistica pari alla forza fisica apparsa da subito disarmante: e
questo ha contribuito, già dall’ingresso in campo in una splendida giornata di
sole, a mettere in soggezione i giovanotti iblei, i quali si sono
sfaldati fin dai primi minuti, concedendo subito 2 mete agli avversari.
Neanche dieci minuti, e già punteggio sullo 0-12.
A questo punto il Ragusa Rugby ha una impennata d’orgoglio
ed inizia a mettere alle corde i capitolini: la pressione dura oltre cinque
minuti, ci provano tutti, e dopo un calcio avversario stoppato sulla linea dei
22 metri, si apre caparbiamente un varco per la meta, trasformata da capitan
Dinatale. 7-12.
Sembra quasi che i nostri possano riprendere in mano le
redini della gara, ma invece no: i romani approfittano di una azione in
velocità, si distendono e passano ancora. Meta non trasformata e 7-17.
Il primo tempo sembra chiudersi con un equilibrio precario,
i rossi avversari sempre quadrati e ben organizzati, cattivi ed aggressivi in
ogni zona del campo, e i nostri giovanotti – oggi in completo nero – a fare da
argine: ma con difesa troppo statica e fatica a dispiegare il gioco con
fluidità.
E così, come capita con sempre maggiore frequenza, un
black-out di fine tempo porta facilmente la Capitolina nuovamente in meta,
anche questa non trasformata: 7-22.
L’impressione è quella che i ragazzi stiano pagando uno
scotto troppo alto al timore reverenziale di giocare contro avversari di
eccessivo spessore: il gioco pare imploso, e ogni dettaglio preparato in
settimana è andato in frantumi.
La ripresa si apre con la solita concessione agli
avversari: ennesimo black-out, e in meno di 50” ennesima meta, anche questa non
trasformata: 7-27. Il guaio è che il black-out si prolunga e si estenua, i
ragazzi, come a Benevento, perdono il bandolo della matassa, smarriscono
lucidità e capacità di reazione, e così gli ospiti imperversano con facilità
estrema: si arriva al 7-44, che la partita sembra non avere più nulla da dire,
e mancano ancora quasi venti minuti alla fine.
E allora coach Fumarola effettua qualche cambio, e i
ragazzi decidono di lanciarsi con tutta l’energia che ancora hanno in corpo.
Iniziano a pressare con rabbia e determinazione, ne nascono scontri accesi, una
meta viene stoppata con affanno dai romani, che adesso non riescono a
ripartire con la solita tranquillità. L’ultima meta degli avversari è un
caso fortuito, ma stavolta i nostri ripartono con grande caparbietà, si
capisce che hanno deciso di dare tutto, e di andare in meta a tutti i costi.
Gli ospiti non riescono più a uscire dai 22 metri, ed in un’azione insistita i
nostri ragazzi trovano lo spunto per andare in mezzo ai pali: meta trasformata
e tutti negli spogliatoi.
Risultato finale: 14-49.
A prescindere dal risultato e dall’indubbia
differenza di cifre, tecnica e atletica, la partita di oggi ha rimarcato
l’ennesimo concetto: che a sopperire a tale differenza basterebbe soltanto, da
parte dei nostri ragazzi, una determinazione pressoché continua, con la
convinzione che – se si è messa in difficoltà una supersquadra come la
Capitolina Rugby – si può imporre il proprio gioco ad ognuna delle formazioni
che, da ora in avanti, si andrà ad affrontare. A cominciare da domenica
prossima, a Roma, contro le Fiamme Oro.


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