2026/08/28

RUGBYTOTALE & SOCIALE - COMUNICATO/ CUS Genova verso gli 80 anni di attivita' !


CUS Genova verso gli 80 anni, Presidente Vitetta: «Continuare a offrire opportunità alle nuove generazioni»

A due anni dall’inizio del mandato, per il CUS Genova è tempo di tracciare un primo bilancio del percorso intrapreso sotto la presidenza di Domenico Vitetta. Sostenibilità delle attività, valorizzazione dello sport universitario e dei giovani, collaborazione con le altre realtà sportive del territorio e rilancio degli impianti sono alcuni dei punti al centro dell’azione della dirigenza biancorossa. Il tutto guardando già al prossimo importante appuntamento nella storia del Centro Universitario Sportivo genovese: gli ottant’anni di attività.

Il mondo dei CUS sta attraversando una fase di trasformazione, parallelamente ai cambiamenti che stanno interessando lo sport italiano. «I CUS stanno un po’ cambiando la loro natura perché cambia il mondo attorno», analizza Vitetta, «anche la scelta di entrare in FederCUSI ha modificato quella che era la storia da Ente di Promozione Sportiva a Federazione del CONI». Un cambiamento che si inserisce in un contesto in cui «lo sport sta assumendo sempre più significato», come dimostra anche il suo inserimento all’interno della Costituzione. Al tempo stesso, però, secondo il presidente «spesso è difficile trovare tutti gli strumenti necessari» e rimane un tema legato alle risorse necessarie per rendere semplice questo processo.

Da qui una delle parole chiave del biennio: sostenibilità. «Oltre all’importantissima attività universitaria, che cerchiamo sempre più di onorare e che sta diventando sempre più centrale, c’è il problema di come tenere insieme l’attività agonistica, spesso molto onerosa e complessa, ma parte della tradizione cussina», spiega il presidente. La scelta è stata quindi quella di «dare sostenibilità alle nostre attività di tradizione sportiva», mantenendo attenzione alla situazione economica e cercando una strada che possa garantire una prospettiva futura. «Abbiamo preferito rimodulare anche il livello delle attività agonistiche di buona parte delle sezioni», sottolinea Vitetta, «in maniera tale da avere la possibilità di fare sport senza andare oltre le nostre reali possibilità». Una rimodulazione che ha comportato la rinuncia ad alcuni campionati di vertice, senza però perdere «quel rapporto con i giovani e con i giovanissimi», continuando a offrire loro opportunità sportive.

Proprio il rapporto con i ragazzi rappresenta per Vitetta uno degli aspetti più positivi della presidenza. «Trovarsi al vertice di una Polisportiva così bella e sfidante è una grande soddisfazione», racconta, «tenere insieme tante attività e avere un numero enorme di atleti e atlete, di giovani, con cui dialogare e programmare è l’elemento che ricarica ogni giorno, anche nelle difficoltà». Una prospettiva rivolta soprattutto al futuro: «Immaginare un futuro in cui saranno loro i protagonisti e le protagoniste, perché oggi li vediamo in veste di atleti ma un domani saranno il nostro futuro».

Sul fronte opposto rimane la consapevolezza che determinate sfide agonistiche siano diventate più difficili da sostenere. «Forse un certo tipo di attività non è più nelle nostre possibilità», ammette il Presidente. Questo non significa però abbandonare le discipline, bensì ripensarne la dimensione e ricercare nuove sinergie. «Ci sono avversari sul campo», sottolinea Vitetta, «ma subito fuori i gruppi dirigenti secondo me devono avere un progetto comune». La collaborazione con società maggiormente concentrate su una singola disciplina può così diventare una delle risposte alle difficoltà del presente.

    (Domenico Vitetta)

In questo quadro rimane centrale la natura universitaria del CUS Genova. L’obiettivo è puntare sui settori giovanili e sulla crescita degli atleti, senza dimenticare «che da Centro Universitario Sportivo il nostro target più importante rimane quello della fase universitaria». Un ruolo testimoniato anche dai Campionati Nazionali Universitari, che permettono ogni anno agli studenti-atleti e studentesse-atlete di confrontarsi su palcoscenici nazionali e, talvolta, di proseguire successivamente verso competizioni universitarie internazionali.

Tra le sezioni, il rugby rappresenta uno degli esempi più significativi. «Sta dimostrando una grandissima capacità organizzativa», afferma Vitetta, sottolineando la capacità di mettere a frutto risorse nate internamente all’attività giovanile e il forte senso di appartenenza degli atleti e delle atlete al progetto. Se dal punto di vista femminile c’è la conferma della Serie A, lato maschile dopo la promozione dello scorso anno la sfida è sarà raggiungere la salvezza: «Lavoreremo per mantenere la Serie A, la salvezza sarebbe una grande soddisfazione».

Nel basket, invece, la scelta è stata quella di confermare la DR1. «È un bellissimo gruppo, pieno di ragazzi universitari che hanno fatto un ottimo campionato e su cui vogliamo investire», spiega Vitetta. Una ripartenza nella quale è rimasto coinvolto anche il gruppo dirigente della precedente esperienza di vertice, con l’obiettivo di garantire continuità alla sezione.

Una fase di rinnovamento attende anche l’atletica. «Il modello storico cussino, con cui abbiamo ottenuto risultati di altissimo livello, deve essere un po’ rivisto», ammette il Presidente. L’intenzione è quella di tenere insieme l’esperienza degli allenatori e dei dirigenti storici investendo contemporaneamente su una nuova generazione: «Giovani quasi tutti nati all’interno del CUS, che hanno vissuto tutte le tappe, da giovanissimi ad atleti assoluti, e che oggi hanno dimostrato qualità per poter essere un nostro investimento». 

Grande attenzione anche all’hockey. «Non possiamo nasconderci che i fasti del CUS Genova maschile e femminile siano un po’ alle spalle», afferma. La volontà è però quella di «proseguire una tradizione capace in passato di regalare scudetti e atleti olimpici», aggiunge, «puntando ancora una volta sul legame con l’Università e sulle collaborazioni con altre società sportive».

Nella pallavolo, altra disciplina storicamente importante per il CUS Genova, è invece cominciata una riorganizzazione. «L’investimento sarà molto rivolto ai giovani», spiega Vitetta. La qualità coltivata nelle passate stagioni, però, non manca, come testimoniato dall’argento conquistato dalla squadra universitaria ai CNU. «Hanno sfiorato il gradino più alto del podio contro un CUS Milano veramente fortissimo», ricorda il Presidente.

Tra le sezioni trainanti c’è anche il tennis, favorito dal momento particolarmente positivo vissuto dalla disciplina in Italia. «È piacevole parlare di tennis in questi anni», afferma Vitetta, citando i successi di atleti come Jannik Sinner e Jasmine Paolini. «Noi ci siamo fatti trovare pronti», prosegue, ricordando il rinnovamento degli impianti realizzato attraverso un progetto condiviso con l’Università. Una sezione dalle «basi molto solide», ulteriormente riorganizzata e pronta a qualificare ancora di più la propria offerta.

Positivo anche il bilancio del golf. «Non si può non citare, anche a distanza di anni, il bellissimo progetto che Bonini e altri soci ebbero nell'inventare questo campo sulle fasce di Quarto Alto», racconta Vitetta. Una scommessa non semplice in un territorio come quello genovese, ma che secondo il presidente può dirsi vinta: «Oggi abbiamo la consapevolezza di un campo molto ben gestito e organizzato, con numeri importanti di soci. Chiunque lo visiti rimane molto colpito positivamente dall’organizzazione e dalla qualità dell’attività che si può svolgere».

Il futuro del CUS Genova passa inevitabilmente anche dal rapporto con l’Università di Genova. Vitetta sottolinea il lavoro svolto durante i sei anni del rettorato di Federico Delfino, definito un importante punto di riferimento per il Centro Universitario Sportivo. «Ha dato impulso, ascolto e opportunità al CUS», afferma il Presidente, ricordando in particolare l’intervento su Valletta Puggia, che «ha rinnovato e rilanciato tutta l’impiantistica dell’area universitaria». Un rapporto che, secondo Vitetta, ha permesso di valorizzare lo sport non soltanto nella sua dimensione agonistica, ma anche come «sport per tutti, momento di aggregazione, dello stare insieme e anche di recupero dall’attività universitaria e dallo studio».

Ora si apre una nuova fase con il nuovo Rettore, Antonio Uccelli, con il quale sono già iniziati i primi confronti. «Ci aspettiamo di creare insieme una programmazione e un’offerta che mettano al centro l’attività universitaria», spiega Vitetta. «Pensiamo che il nuovo Rettore possa dare continuità e anche un impulso importante per quello che riguarda l’attività dei Centri Universitari Sportivi». Il tutto in un momento in cui, anche a livello nazionale, cresce l’attenzione delle università verso lo sport «come leva importante per supportare e aiutare l’attività universitaria degli studenti e delle studentesse».

Tra le iniziative all’orizzonte c’è infine la piena valorizzazione degli interventi realizzati a Valletta Puggia, a partire dalla parete d’arrampicata e dal nuovo impianto di padel. «Abbiamo la parete ma dobbiamo renderla disponibile e metterla a disposizione degli studenti e delle studentesse, così come della cittadinanza», spiega Vitetta. L’obiettivo è rendere l’area sempre più uno spazio aperto al territorio, nel solco della terza missione dell’Università.

Lo sguardo, infine, è già rivolto a un anniversario particolarmente significativo. «L’attuale gruppo dirigente ha preso in mano un CUS con indubbie problematiche», conclude Vitetta, «ma lo sforzo è quello di portarlo a una dimensione che regga alle sfide del futuro e che continui a offrire opportunità». Nel 2027 il CUS Genova festeggerà infatti ottant’anni di attività. «Vogliamo farci trovare preparati a questo evento», conclude il Presidente, «immaginando ancora tanti anni di attività per tutte le generazioni future».

 

RUGBY SERIE A3/ Il georgiano Mamaladze è in nuovo giocatore del Bologna.


Arriva dalla Georgia il secondo pilone voluto dalla Società per rinforzare la mischia biancoblù. 

Nodari Mamaladze, 30 anni nel novembre prossimo, nato a Chokhatauri nella regione del Guria, dopo anni di rugby ad alto livello in Georgia (Didi 10, la prima categoria georgiana), ha fatto esperienza prima in Francia, giocando per l’US Casteljaloux Rugby e lo Sport Athlétique Hagetmautien, e poi in Italia, dove nella stagione 2024/25 ha giocato in serie A con l’Unione sportiva Firenze Rugby 1931. Nell’ultimo campionato, Mamalazde ha giocato in Georgia per il Kazbegi Rugby Club, sempre in Didi 10.

Tra le caratteristiche del nuovo pilone troviamo la solidità (un metro e 86 per 123 chili) che, abbinata a una tenuta sul campo invidiabile (a Firenze è stata la prima linea con più presenze e minutaggio, nonché autore di 3 mete) ne fa un atleta determinante nelle mischie chiuse e nelle azioni di conquista del pallone.
Nel corso di questi anni – ha dichiarato Mamalazde – ho maturato molta esperienza e stretto tante amicizie. Conoscere diverse culture rugbistiche mi ha fatto crescere come atleta e come persona, e non vedo l’ora di giocare a Bologna, dove farò del mio meglio per aiutare il Club a raggiungere i vertici della categoria. Credo che i miei punti di forza siano la tenacia, la forte mentalità e senza dubbio l’esperienza.

Con l’arrivo del pilone sinistro georgiano, che si somma a quello dell’australiano (con passaporto irlandese) Finn Wright, il Bologna ha raggiunto l’obiettivo di dare solidità e qualità alla mischia, e soprattutto aumentare il numero degli atleti capaci di giocare in prima linea in un campionato difficile e logorante come quello di serie A.

L’arrivo di Mamalazde a Bologna è previsto per la seconda metà di settembre, appena saranno completate le formalità burocratiche.

RUGBY SERIE A ELITE - MERCATO/ Due nuovi rinforzi per il Parabiago!


Un rinforzo d’eccezione dal panorama internazionale: diamo il benvenuto in rossoblù all’estremo Adam Koblic, classe 2002, 184 cm per 88 kg di peso.

Cresciuto ed affermatosi nel RC Tatra Smíchov — club storico di Praga con cui ha conquistato il titolo nazionale — Adam si è laureato miglior giocatore ceco del 2025 sia nel rugby a XV sia nel 7’s. Punto fermo della sua Nazionale, è un giocatore noto per velocità, accelerazione, con cambi di direzione tali da renderlo imprevedibile.

Vítejte Adam!

Diamo il benvenuto in rossoblù al mediano di mischia Pietro Di Chio!

Nato nel 1998, 166 cm per 70 kg, Pietro Di Chio arriva in rossoblù con un bagaglio ricco di qualità ed esperienze importanti. Cresciuto nelle giovanili del CUS Milano, ha poi vissuto l’esperienza del BUCS Super Rugby in Inghilterra con Exeter University, prima di disputare le ultime stagioni da protagonista con il Rugby Viadana 1970.

Ritmo, reattività e visione di gioco: caratteristiche che Pietro metterà al servizio della squadra in vista del nostro primo, storico campionato in Serie A Elite.



Benvenuto in rossoblù, Pietro!

RUGBY SERIE A2/ Anche il CUS Genova alla partenza della pre season.

Il 2013 ed il 2026 sono le due date che Paul Marshallsay, attuale head coach del CUS Genova di Serie A2 non potra’ certo dimenticare! L’ex atleta del club universitario infatti nel maggio 2013 Paul riuscì a portare come allenatore  l’Amatori Genova in Serie B, dopo un torneo combattuto egregiamente da un gruppo di ragazzi molto motivati e meritevoli, mentre l’anno scorso, è storia recente, dopo solo un anno di panchina con il CUS ha fatto salire in Serie A2 il “suo” CUS mettendo alle spalle alcuni anonimi Campionati fra i cadetti. Ora pertanto al Carlini-Bollesan ritorna la categoria che compete al glorioso club che sempre piu’ garantisce all’intera Regione Liguria un richiamo rugbistico di ottimo spessore tecnico.

“ Durante queste due ultime stagioni – afferma PAUL MARSHALLSAY (foto qui sopra) – esisteva il  focus sul fatto di doverci riscattare degli anni precedenti creando nuovo interesse ed entusiasmo, quindi abbiamo puntato su questo, riprovandoci poi alla fine del primo anno a giocarci qualcosa. Ci siamo sentiti quasi obbligati a vincere, sapevamo che vi era una grossa possibilità di riuscirci, e nonostante nessuno ci ha regalato niente,  sentivamo che si poteva raggiungere la promozione. Sapevamo di essere i favoriti, quindi questa è una promozione magari diversa di quella di qualche anno fa, inseguita per cinque anni, era un promozione quasi dovuta a chi l’aveva conquistata nel passato. Era la promozione del riscatto (allora il CUS era allenato da Rocco Tedone n.d.r.) che io personalmente ho vissuto ancora da giocatore, con presenza anche fra i cadetti, e che ricordo con molto piacere ovviamente. Riscattammo una retrocessione che avvenne dieci anni prima. “

Il mondo della palla ovale nazionale ha trascorso un periodo alquanto nebuloso, tanto che la punta dell’iceberg si è evidenziata con la profonda crisi di alcuni club con il Verona che ha dovuto abbandonare in due riprese l’attività agonistica, come il clamoroso forfait del Colorno in Elite e il Noceto in Serie A, coinvolgento anche il Petrarca che ha deciso di non presentare la classica formazione fra i cadetti. Problemi  principalmente economici per tutti ovviamente e l’unica boa di salvezza puo’ arrivare dalle categorie giovanili.

“ Dovevano essere dodici le squadre iscritte al futuro Campionato di A2 – dice il tecnico dei biancorossi – e sono diventate undici con l’abbandono del Verona, e non credo ormai che ripescheranno un altro club, e cambia tanto per noi. Avremo due partite in meno e rispetto all’anno scorso sarebbero state ben quattro partite in piu’ da giocare, e quindi una stagione un poco meno impegnativa  rispetto a quello che si pensava, se così rimarra’. Dovrebbe cosi retrocedere in Serie B solo una formazione e in un campionato dove magari credo risultera’ abbastanza omogeneo non saremo costretti a giocarci tutta la stagione in un paio di scontri diretti ma magari in una dozzina di confronti. Quindi sara’ pressione costante per tutte le partite con avversari alla portata ed allo stesso tempo, se dovessero batterti ti metterebbero in difficoltà. Sara’ un anno con tanta pressione rispetto a quello che sarebbe potuto essere in un girone di Serie A da neopromossa devo ammettere  che sono felice di questa situazione. Sono squadre non dico alla portata ma avversari con cui si puo’ essere competitivi da subito pur non essendo una squadra che si è rinforzata. Mi spiace logicamente per la situazione generale del rugby italiano come per il Verona pero’ dal nostro punto di vista ora come ora ci riteniamo abbastanza fortunati inseriti in un girone che mi aggrada.”


I futuri avversari del CUS Genova saranno quindi le lombarde del Brixia, Italian Floor Design Bergamo, Tutto Cialde Agostani Lecco, A.S.R. Milano, CUS Milano, Amatori&Union Milano, Viadana B (I Caimani), la valdostana dello Stade Valdotain, l’emiliana Giacobazzi Modena e la piemontese Unione Monferrato.

Quasi tutti club ben inseriti in questo torneo con alcune formazioni d’esperienza ma con altrettante possibilità ed opportunità per i giovani provenienti dalle proprie Under 18.

“ Come club puntiamo a costruire giocatori in casa nostra – conferma MARSHALLSAY – ed il lavoro di questi due ultimi anni sta fornendo buoni risultati, ma sono risultati che saranno ancor  meglio visibili tra qualche anno, e comunque rimane un grosso gap fra Under 18  e seniores di vertice o una A2, quindi ci vuole tempo per andare avanti. Del resto siamo costretti a puntare sui giovani in quanto non siamo un club che puo’ pensare a spendere dei capitali inserendo in formazione atleti provenienti dall’estero, e tutto cio’ è motivo in piu’ per cercare di lavorare bene insieme a Francesco Bernardini. Ammetto che sono veramente felice di avere questa opportunità, e indubbiamente ammetto che abbiamo giovani talenti che in prossimo futuro verranno bene senza dubbio alla prima squadra. “

Ieri sera al Carlini-Bollesan si è sviluppato un primissimo allenamento sul campo, e anche se non a ranghi completi, numericamente la situazione è apparsa piu’ che positiva.

“ Nel week end del 19/20 settembre  faremo il nostro consueto ritiro preseason a Voltaggio – replica PAUL MARSHALLSAY -  poi seguiremo nella preparazione con una amichevole a Genova dove ci giocheremo il Trofeo Pietro Imperiale con gli amici del Biella. Questo sta diventando un appuntamento fisso, e poi collaboreremo con le societa’ liguri contrapponendoci settimanalmente durante gli allenamenti. Indubbiamente è un compromesso in quanto non vogliamo sovra caricare troppo il lavoro iniziale della preseason  con tante amichevoli, pero’ avendo la possibilità di lavorare insieme con altri club sono convinto che trarremo i frutti durante la stagione agonistica.


(Barry Fassouma e Gian Emilio Agrone "AGE", della cooperativa che gestisce il Carlini-Bollesan)

 Intanto speriamo di vedere una crescita per quanto riguarda il sostegno ricevuto che è stato sicuramente importante in questi due anni dove si è ricreato tanto entusiasmo anche grazie alle vittorie ottenute sul campo. Magari le nostre future  affermazione saranno in minor numero, in quanto il livello è sfalsato,  ed avremo senza dubbio bisogno del sostegno di tutti. Ci piacerebbe vedere crescere sempre di piu’ il pubblico sul nostro campo. Mi auguro che al Carlini-Bollesan si possa venire a vedere del bel rugby, che poi è quello che abbiamo espresso in questi due anni, e cercheremo di continuare a fare con partite di qualità, impreziosite da un ambiente positivo dove ci si puo’ divertire.”

(rr)

- foto allenamento di Riki Melone  - 

2026/08/27

RUGBY SERIE A ELITE - MERCATO/ L'uruguagio Franco Scaldaferri è un nuovo giocatore della Rangers Vicenza.


Franco Scaldaferri, centro classe 2003, nazionale uruguaiano con passaporto italiano, in arrivo dal Verona, è un nuovo biancorosso.

Franco, nato a Montevideo il 16 aprile 2003, 179 cm per 88 kg, si è formato nel Club Champagnat Rugby, si è poi trasferito in Spagna dove ha giocato con l’Universidad de Granada e Jaen Rugby. Arrivato in Italia all’Amatori Napoli in A2, è poi approdato la scorsa stagione al Colorno in Serie A Elite, per poi chiudere l’annata a Verona in Serie A1.

Scaldaferri è un centro moderno, ottima corsa e attitudine a rompere il primo placcaggio: doti che gli hanno permesso di conquistare quest’estate il primo cap internazionale con i “Los Teros”, la Nazionale maggiore uruguaiana, nel match casalingo di Nations Cup con Hong Kong.

A Vicenza avrà spazio per crescere ulteriormente e per prendersi responsabilità in una linea molto competitiva.

Benvenuto Franco!

 

RUGBYTOTALE & SOCIALE - EVENTO/Col Modena Rugby 1965 la palla ovale entra in carcere


Progetto di inclusione sociale nella Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia

Nel titolo del progetto, “Placcare il passato, costruire il futuro”, la sintesi di un percorso che coniuga sport, formazione e inclusione. Il Modena Rugby 1965 è partner operativo di un’iniziativa che porta il rugby in ambito penitenziario. Dalla scorsa primavera la palla ovale è entrata nella Casa di Reclusione di Castelfranco Emilia e una decina di ragazzi ha raccolto la sfida, lasciandosi coinvolgere in una disciplina sportiva per molti sconosciuta o quasi.

Il progetto, sostenuto da Fondazione di Modena, che vede come proponente la Casa di Lavoro di Modena e Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria di Emilia-Romagna e Marche, si pone come obiettivo generale quello di favorire l’inclusione sociale e la riabilitazione dei detenuti attraverso il rugby, come precisa Domenico Pasquariello, già magistrato del Tribunale di Bologna ed ex giocatore del Modena Rugby: “La Casa di Lavoro di Modena ospita detenuti in sezione media sicurezza, spesso caratterizzati da difficoltà di reinserimento sociale, carenza di occasioni di socializzazione e attività riabilitative strutturate. Il rugby è uno sport che veicola valori come il rispetto, la disciplina, il lavoro di squadra, la gestione delle emozioni e la resilienza, aspetti fondamentali per supportare la riabilitazione e l’inclusione sociale. Il percorso che abbiamo iniziato all’interno del centro detentivo di Castelfranco intende migliorare le competenze sociali e relazioni dei partecipanti, promuovere sani stili di vita e incrementare la motivazione al reinserimento sociale”.

"Il rugby ha un valore che va oltre la mera pratica sportiva: per le sue caratteristiche, rappresenta uno strumento capace di promuovere responsabilità, rispetto delle regole e capacità di confronto – aggiunge la direttrice dell’istituto penitenziario Maria Ardovino –. Inserito nei percorsi trattamentali già in corso, consente alle persone detenute e internate di sperimentare dinamiche di gruppo positive e di sviluppare competenze sociali e relazionali. Il campo diventa così un luogo di confronto e di crescita, nel quale imparare a gestire le emozioni, rispettare l’altro e assumere un ruolo all’interno di una squadra. Sono esperienze queste che possono contribuire a rafforzare la consapevolezza personale e a costruire competenze utili nel percorso verso il reinserimento sociale.In questa prospettiva, il progetto non solo arricchisce l'offerta trattamentale dell'Istituto, ma testimonia anche il valore e l'importanza della collaborazione tra Amministrazione penitenziaria e comunità esterna".

Il progetto si è concretizzato sul campo, con sessioni settimanali di allenamenti, attività di gruppo per lo sviluppo dei fondamentali, l’insegnamento delle regole di base e dei valori del rugby, fino all’ultima novità: una partita di rugby touch con i Veterans modenesi: “La risposta dei ragazzi è stata ottima, è un gruppo piccolo, ma molto coinvolto, che ha mostrato in questi mesi interesse, disciplina e impegno. – racconta Matteo Pilati, ex giocatore del Giacobazzi Modena e referente tecnico del progetto per il club biancoverdeblù – Per loro è un’esperienza nuova, che li mette in gioco non solo da un punto di vista fisico, ma anche emotivo e relazionale. Anche per me come allenatore-educatore è un’esperienza forte ed estremamente arricchente, la soddisfazione più grande per noi è esser riusciti a dare stimoli positivi a ragazzi che vengono da situazioni e ambienti complicati. È un’attività realmente virtuosa e tra i ragazzi ho trovato educazione, gentilezza e disponibilità. Tanto del merito per questo progetto va a Domenico, che lo ha ideato e proposto, poi alla dirigenza della struttura penitenziaria che ha mostrato grande apertura e al Modena Rugby 1965, che ha fornito abbigliamento, palloni e strumenti ed è stato fondamentale nella fase preliminare sul piano organizzativo. L’obiettivo a lungo termine è consolidarci, coinvolgere sempre più detenuti e arrivare a fare una squadra come quella del carcere di Dozza: sarebbe davvero un grande risultato”.

 

(nella foto allegata, il gruppo dei Veterans modenesi davanti all'ingresso della Casa di Reclusione di Castefranco Emilia prima dell'allenamento congiunto con i detenuti) 

 

 

Luca Beltrami

RUGBY STADE VALDOTAIN/ Ad Aosta il 5 e 6 settembre grandi appuntamenti .

                                            STADE VALDOTAIN RUGBY

Lo Stade Valdôtain Rugby presenta la nuova edizione del Weekend Ovale “Vittoria Cup”, che si terrà sabato 5 settembre e domenica 6 settembre presso l’Area6Tu di Sarre.

Due giornate di rugby, amicizia e festa, con la partecipazione di club prestigiosi e un programma ricco di incontri.

Il clou della manifestazione sarà il Triangolare di Serie A Élite con Biella Rugby Club, Rugby Viadana e Rugby Lyons Piacenza.

Accanto ai big match domenica sarà il turno della femminile e delle formazioni Under 16 con un triangolare tra Stade Valdôtain, Viterbo e CUS Torino.

Inoltre, lo Stade Valdôtain Rugby è lieto di annunciare che, in occasione di questo evento, sabato, sarà anche presentata ai tifosi la prima squadra che affronterà il campionato di Serie A 2026/2027.

Un momento speciale che unirà il grande rugby del triangolare di Serie A Élite con Biella, Viadana, Lyons Piacenza e la vicinanza della famiglia giallonera ai propri Leoni, pronti a vivere una nuova stagione.

Al termine di entrambe le giornate si svolgeranno le premiazioni e il tradizionale terzo tempo, occasione di convivialità e condivisione nel pieno spirito rugbistico.

Si riporta di seguito il programma dettagliato.

PROGRAMMA

Ore 16:30: Biella vs Lyons

Ore 17:00: Biella vs Viadana

Ore 17:40: Viadana vs Lyons

Ore 19:00: Terzo tempo, premiazioni e festa

Domenica 6 settembre

Ore 10:00: attività femminile

Ore 11:00: Allenamento congiunto Stade Valdôtain e CUS Torino

Ore 13:00: Grigliata aperta a tutti

Ore 14:30: U16 - triangolare Stade Valdôtain vs Viterbo vs CUS Torino

Ore 16.00: Terzo tempo e premiazioni

Dichiarazione del presidente Francesco Fida (FOTO):

“Siamo arrivati alla quinta edizione di questo weekend, nato con l’idea di invitare in Valle d’Aosta squadre della massima serie del campionato italiano per regalarci del rugby di alto livello, regalarlo allo Stade e a tutti gli appassionati della palla ovale, ma anche per allacciare rapporti sempre più forti con i club dell’alto livello italiano. Quest’anno avremo il piacere di ospitare gli amici di Biella e Piacenza, già presenti lo scorso anno, e ringrazio Viadana per aver accettato il nostro invito e per essere presente per la prima volta in Valle d’Aosta. In questi anni è sempre stato presente anche il Colorno Rugby e ci spiace molto che quest’anno non possa esserci per le note vicende. Gli auguriamo con tutto il cuore di tornare il prima possibile ad occupare il posto che merita una società come Colorno. Una cosa alla quale tengo particolarmente è ricordare che, in queste cinque edizioni, tutte le squadre che sono venute a trovarci lo hanno fatto per amicizia, perché ci stimano e perché riconoscono in noi la serietà di un club che sta crescendo in maniera sana e con tanto entusiasmo. Oltre a Biella, Piacenza e Viadana, negli anni sono venuti in Valle d’Aosta Colorno, CUS Torino, Petrarca Padova, Fiamme Oro Roma e Vicenza. E c’è un aspetto che trovo davvero stupendo e che non è assolutamente scontato: tutte le squadre che abbiamo invitato si sono sempre pagate interamente la trasferta, dal viaggio all’hotel. Grandi club che, per aiutarci a crescere e sostenere il nostro progetto, vengono in Valle d’Aosta facendosi carico di tutte le proprie spese. Li ringrazio veramente di cuore, perché credo che questa sia una delle particolarità più belle del nostro sport: dare un sostegno concreto ai club più piccoli per aiutarli a crescere. Il loro sostegno serve a noi per continuare il nostro percorso e per promuovere sempre di più il rugby nella nostra regione.

Sicuramente siamo anche fortunati: viviamo in un posto splendido e a settembre, nel periodo della pre-season, venire in Valle d’Aosta è piacevole per chiunque. Allo stesso tempo la nostra struttura sta diventando sempre più bella, completa e adatta ad accogliere squadre dell’alto livello del nostro sport e non solo. Un’altra particolarità alla quale teniamo molto è il terzo tempo aperto a tutti. L’ingresso al torneo, come sempre, sarà libero e nel post partita tifosi, appassionati e curiosi potranno partecipare al terzo tempo in Club House. È il momento più conviviale del rugby, quello in cui si scambiano idee, si fanno quattro chiacchiere e quattro risate. Ci piace molto l’idea che gli atleti possano stare insieme alla nostra gente, alla Family Stade e a tutti gli appassionati. Durante una pausa del torneo avremo inoltre l’occasione di fare una prima presentazione del nuovo Stade 2026/2027 di Serie A, un altro momento importante per condividere con chi sarà presente il percorso che stiamo costruendo. Voglio infine ringraziare Vittoria Assicurazioni di Aosta, che per il terzo anno consecutivo ci aiuta a sostenere questo importantissimo torneo e l’intero weekend. Ringrazio in particolare gli amici Ennio e Christian per la fiducia e il sostegno che continuano a darci. Sarà ancora una volta un weekend ricco di amicizia, rugby e voglia di continuare a far crescere un evento che, arrivato alla sua quinta edizione, sta diventando un appuntamento immancabile e al quale le squadre del massimo campionato italiano hanno piacere di partecipare.”

FOSSANO RUGBY/ 2015-2016: IL GERMOGLIO E LA NASCITA

Proviamo a dirlo con estrema sincerità: del rugby, in fondo, non ce ne frega niente. Di solito un club prende forma quando un gruppo di ...