RAV – SI RIPARTE DAVVERO
Il RAV è tornato. Ieri la squadra ha rimesso piede in campo per il
primo vero appuntamento della nuova stagione di Serie C, affrontando un
avversario che non concede sconti: il Trento, formazione solida, strutturata,
abituata da tre anni ai ritmi e alla fisicità del campionato cadetto. Un
battesimo di fuoco, insomma, perfetto per misurare subito la temperatura del
gruppo e capire quanto il lavoro estivo abbia già iniziato a dare frutti.
La partita rappresentava il primo test ufficiale dopo
l’allenamento congiunto contro l’Este, utile per sciogliere le gambe e
ritrovare automatismi, ma ancora lontano dall’intensità di un match vero. E
proprio il campo, ieri, ha raccontato una storia interessante: il RAV è
cambiato, e lo si vede.
Una squadra rinnovata, con vecchi cuori che tornano a battere.
(Foto a sin. coach Stefano Bordon)
La formazione scesa in campo ha mostrato un volto nuovo, arricchito dal rientro di diversi “vecchi” compagni di battaglia: giocatori che, per mille vicissitudini personali, avevano messo in pausa il rugby giocato, ma che ora sono tornati a portare esperienza, carattere e quella conoscenza del gioco che non si improvvisa. Un ritorno prezioso, che ha dato subito profondità al gruppo.Non sono mancate però assenze importanti, soprattutto in prima
linea, reparto che ha dovuto stringere i denti e lavorare con ciò che aveva.
Eppure, nonostante le difficoltà, chi è stato chiamato in causa ha risposto con
una prova di grande cuore: lotta su ogni pallone, sacrificio, determinazione.
Il RAV ha mostrato una mentalità chiara: chi c’è, gioca.
E gioca per tutti.
La mano del nuovo coach: identità, ordine, idee
La presenza di Stefano Bordon si è vista eccome. In pochi
allenamenti ha già dato una direzione precisa alla squadra: ordine nelle fasi
statiche, maggiore solidità nei punti d’incontro, più lucidità nei contatti. Le
touch sono state gestite con autorevolezza, segno di un lavoro mirato e ben
assimilato.
E poi il gioco al largo: quelle accelerazioni, quelle catene di
passaggi che hanno ricordato i momenti migliori della scorsa stagione, quando i
trequarti riuscivano a esaltare la loro velocità e a trasformare ogni spazio in
un’opportunità. Il RAV ha ritrovato identità, e questo è forse il segnale più
importante.
Cinque mete che raccontano una squadra viva
La prestazione è stata nobilitata da cinque mete, tutte di ottima
fattura e tutte diverse, a dimostrazione della varietà del gioco espresso. Francesco Trento ha firmato una doppietta spettacolare: cinico, rapido,
perfetto nel finalizzare le manovre corali. Ludovico Penzo e Victor Stoika hanno aggiunto
due marcature pesanti, frutto della pressione offensiva e della capacità di
trasformare il dominio territoriale in punti. La quinta meta è stata un
manifesto del collettivo: una rolling maul travolgente, nata da touche e spinta
con una potenza che ha schiacciato l’ovale oltre la linea. Una meta “di
squadra”, di quelle che fanno capire quanto il gruppo stia crescendo insieme.
Infortuni, adattamenti e nuove soluzioni
La partita non è stata priva di contrattempi: alcuni lievi
infortuni hanno costretto lo staff tecnico a ridisegnare l’assetto in corsa,
inserendo rotazioni forzate e sperimentando nuove combinazioni. Paradossalmente,
questo ha permesso di vedere nuove prospettive di gioco, nuove possibilità,
nuove risorse che potranno tornare utili nel prosieguo della stagione.
Un bilancio che parla chiaro: il RAV c’è
Il bilancio complessivo è ampiamente positivo. Affrontare una squadra
di categoria superiore e riuscire a proporre gioco, segnare cinque mete,
mantenere ordine e intensità, è un segnale forte: le fondamenta per un
campionato da protagonisti ci sono tutte.
Il nuovo corso targato Bordon ha già imboccato la strada giusta.
La squadra è viva, motivata, ricca di energie ritrovate e di volti che hanno
riportato esperienza e spirito di appartenenza. La stagione è lunga, ma il
primo mattone è stato posato con convinzione.
Il RAV è ripartito. E lo ha fatto bene.
(Giuseppe Amura)





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