Che poi vuol dire 15 anni, qualcuno 14, qualcuno quasi 16, insomma quell’età lì, quell’età strana in cui non sei più bambino ma non sei ancora grande, e intanto iniziano a spuntare i baffi, i peli sul petto (pochi, ma determinati), e soprattutto iniziano a spuntare le situazioni da vivere, da capire, da affrontare.
Due squadre,
due partite diverse, ma la stessa direzione.
Perché
crescere, alla fine, è sempre un percorso fatto di partite giocate, di partite
perse, di momenti buoni e di momenti in cui si fa fatica.
La squadra di
Elite 1 ha giocato al Carlini, campo di casa, campo storico, campo che trasuda
rugby, contro le Vespe Cogoleto. Una vittoria larga, sì, ma soprattutto una
prova di maturità. Al di là del risultato, che a questa età conta sempre
relativamente, si è visto il lavoro fatto da settembre a oggi. Cinque punti
conquistati, una classifica che guarda avanti, e un percorso che continua.
Stesso
discorso per i ragazzi impegnati nella Coppa Mare Monti, scesi in campo a Recco
contro le Province dell’Ovest. Una partita persa, è vero, ma piena di segnali
importanti. Sono partiti grintosi, poi hanno avuto una fase di stanca, poi,
quando la partita sembrava ormai chiusa, hanno reagito. Hanno continuato a
giocare, dimostrando di avere la mentalità corretta per chi pratica il nostro
sport.
Ovviamente c'è
sempre del lavoro da fare come è giusto che sia per ragazzi che stanno
attraversando una fase di passaggio, complicata e affascinante insieme.
È
un’evoluzione continua. Per tutti.
E così si
continua, lungo questo percorso fatto di fatica, di crescita e di esperienza
messa in cascina.
Buona strada, Cavalieri.
Foto Paolo Trucco
Foto Daniele Lan Cian Pan






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